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La Costituzione, cioè lo Stato antifascista
(troppo vecchio per rispondere)
pirex
2018-02-24 20:30:20 UTC
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La Costituzione, cioè lo Stato antifascista

Abbiamo assunto l’impegno di dedicare il 2017 alla Costituzione,
perché è l’anno della Costituente, l’anno delle grandi discussioni
e infine dell’approvazione con un voto significativo (85%),
su cui, in partenza, nessuno avrebbe potuto scommettere.

La nostra Costituzione ha sicuramente bisogno di essere attuata,
in tante parti ancora carenti, ma forse, prima ancora,
ha bisogno di essere pienamente conosciuta.
Un illustre politologo ci disse, in un incontro all’Istituto Cervi
, che c’era bisogno di un maggior “patriottismo costituzionale”.
E dunque più conoscenza, più amore, non solo per i singoli articoli,
spesso richiamati, ma soprattutto per i princìpi di fondo
ed i valori che hanno bisogno di essere rivalutati,
in un Paese troppo spesso smarrito.

Ma il primo valore che dovrebbe essere posto in luce e rilanciato è
quello dell’antifascismo.
L’art. 1 della Costituzione dice che la nostra è una Repubblica
democratica;
dunque democratica vuol dire – come affermavano gli ateniesi 430 anni
prima di Cristo –
il governo di molti e non di pochi e partecipazione dei cittadini
alla gestione della cosa pubblica.
E già questo basterebbe per dire che la Costituzione è il netto
contrario di ogni forma di autoritarismo.
Ma poi non c’è, in tutta la Carta, la parola “fascismo”,
salvo nella XII disposizione finale, che vieta la ricostituzione
del partito fascista.

Questo perché i Costituenti erano all’indomani di una vittoria
sul fascismo e sul nazismo e le vittorie appaiono sempre definitive,
al momento.
Quindi, al più, si trattava nel loro pensiero di vietare ora e sempre
la ricostituzione del partito fascista.
Ma fascismo non si identifica solo nel regime di Mussolini.
Il fascismo, comunque lo si denomini, può assumere mille forme
che hanno connotati costanti:
autoritarismo, diniego delle libertà e dei diritti dei cittadini,
razzismo.

Sotto questo profilo la Costituzione è profondamente e intrinsecamente
antifascista, perché non solo l’art. 1,
con quell’aggettivo “democratica” lo dimostra,
ma tutti i princìpi e i valori della prima parte sono incompatibili
con quelle idee e ne sono l’esatto contrario.

È per questo che noi sosteniamo che c’è una qualche differenza,
ancora, fra questi valori della Costituzione
e la realtà delle stesse Istituzioni.

La prima cosa che si sarebbe dovuto fare, in sostanza,
sarebbe consistita nel fare i conti col fascismo;
conoscerlo, farlo conoscere, indicarne gli effetti, precisando anche
con chiarezza responsabilità e colpe, così rendendo identificabile
ogni traccia, non solo del fascismo mussoliniano,
ma anche qualsiasi tipo di fascismo, latamente inteso.

La seconda, avrebbe dovuto essere non solo il montante,
la defascistizzazione dello Stato,
ma anche e soprattutto la democratizzazione dello stesso.

Questi sono tutti obiettivi mancati e praticamente mai completamente
raggiunti;
tant’è che oggi c’è chi può tentare di rivalutare il fascismo,
di sostenere la tesi di un fascismo “buono” e dei fascisti,
in quanto italiani, “brava gente”.
Sappiamo che non è così,
che il fascismo si comportò duramente con gli oppositori,
malissimo con gli ebrei, malissimo nelle colonie.
E c’è chi ripropone, oggi, alcuni valori in realtà inesistenti
ed inaccettabili, proprio perché contrastanti con i princìpi di
libertà,
eguaglianza e dignità che sono il cardine dei valori costituzionali.

Dunque, attenzione:
quando ci dicono che il fascismo non c’è più ed è finito,
bisogna essere pronti a dimostrare che non è vero,
e non solo perché ci sono i movimenti neofascisti,
ma anche perché c’è una mentalità e dei falsi valori,
che non solo sono duri a morire ma sono pronti a riprendere vigore,
non appena si presenti il terreno favorevole.

Infine, e lo ha detto una sentenza della Corte di Cassazione,
fascismo e razzismo sono termini pressoché indissolubili;
e non solo perché il regime fascista perseguitò, e duramente, gli
ebrei,
ma perché alla base di ogni autoritarismo c’è sempre un insieme di
fattori che vanno dal nazionalismo, all’egoismo, all’odio raziale,
all’odio per chiunque sia “diverso”.
Di tutto questo ce n’è in abbondanza in Europa e nel mondo.
In Europa c’è un’enorme spinta a destra, non verso la destra liberale
e conservatrice, ma verso una destra disponibile a tingersi di nero,
frutto di un misto di autoritarismo, di negazione della libertà
di egoismo nazionalista, di razzismo.
Che altro sono, del resto, i muri che vengono alzati e i fili di ferro
che vengono utilizzati per creare barriere?

Ci sono esempi notevoli di tutto questo:
il successo della Le Pen in Francia, il fascismo di un partito
che ha addirittura sfiorato il successo in Austria,
il pericolo non definitivamente risolto dell’estrema destra in Olanda;
senza contare che abbiamo già in Ungheria, in Slovacchia, in Polonia
e in Romania, tendenze molto nette all’autoritarismo,
all’innalzamento di barriere, alla negazione della libertà di stampa
e dei diritti dell’opposizione.

Tutto questo ci deve far riflettere, se è vero ciò che ha scritto,
anni fa un illustre storico francese (Pierre Milza),
avvertendo che la situazione odierna è ricca di pericoli per ragioni
economiche e sociali, per una progressiva decadenza della cultura,
dell’uguaglianza, della solidarietà.
E aggiungeva, che se è vero che il fascismo e il nazismo
on si riprodurranno nella stessa forma,
è anche vero che sarebbe follia rifiutare la lezione della storia,
e dunque è necessario essere consapevoli che il peggio,
se non è mai certo, non è neppure impossibile;
donde la necessità di fare molta attenzione ai sintomi, per mettere
in atto, in tempo utile gli antidoti, assolutamente indispensabili
soprattutto in periodi di crisi economiche e sociali
e di declino morale.

Tutto questo per dire che se non è mai stato semplice essere
antifascisti, il problema, oggi, è più complesso, perché dobbiamo
combattere non solo contro i nostalgici e i neo fascisti
ma anche contro tendenze e pericoli sempre più diffusi
e spesso meno avvertibili.
Il che vuol dire che la battaglia va condotta su molti piani
e che è un errore pensare che tutto si riduca al contrasto
dei fenomeni più appariscenti anche se sono quelli che ci colpiscono
di più perché più visibili.

Allora, che fare?

Far conoscere sempre di più e meglio che cosa è stato il fascismo
e quali effetti ha prodotto e contemporaneamente quali sono i veri
valori cioè quelli della Costituzione.
Ciò va fatto soprattutto nelle scuole, dove i giovani hanno bisogno
di conoscere la storia e di riflettervi sopra,
prima ancora di apprendere tante nozioni;
perché queste ultime possono contribuire a realizzarsi
professionalmente, sempre che il mercato e l’economia lo consentano;
ma è la storia, è la memoria, è l’insieme dei princìpi della
Costituzione conosciuti ed amati, che possono aiutare a diventare
dei cittadini, per di più partecipi
Far conoscere, apprezzare e sentire come propri i valori di fondo
della Carta (democrazia, libertà, uguaglianza, dignità, solidarietà).
Contrastare tutti i fenomeni di neonazismo e neofascismo,
smascherandone i falsi valori e dimostrando quanto sono ingannevoli
le loro lusinghe, soprattutto ai giovani più facilmente
suggestionabili.

Contrastare, prima di tutto sul piano culturale;
poi cercando di capire perché questi movimenti riscuotono un certo
successo proprio sui giovani;
infine contrastare le manifestazioni, apparentemente solo nostalgiche,
ma che in realtà sono significative sotto ben altri profili.
Un contrasto, dunque, per il quale non è utile, non serve lo scontro
diretto, come qualcuno vorrebbe, ma chiedendo prima di tutto
alle Istituzione che facciano il loro dovere,
neghino le piazze e le sale e non solo per motivi di ordine pubblico,
ma perché sono costituzionalmente inaccettabili le manifestazioni
che vi si propongono.

Insomma bisogna chiedere che si tolga la possibilità di far comparire
in giro per le strade i simboli che hanno sapore di morte
come il saluto romano, l’esibizione delle svastiche;
ricordando sempre che dietro l’apparente ridicolo c’è una storia
di persecuzione e di distruzione.

Bisogna anche cercare di coinvolgere nel rifiuto i Sindaci,
a proposito dei quali voglio ricordare il bellissimo intervento,
all’Istituto Cervi, del Sindaco di Udine, che dichiarò di considerarsi
al di sopra delle parti, come primo cittadino, ma di non poter essere
neutrale quando si tratta di materia di Costituzione e di democrazia.

Bisogna contattare anche i parlamentari, delle proprie sedi,
chiedendo che facciano interrogazioni ed interpellanze, che mettano
in movimento i disegni di legge da tempo pendenti in parlamento,
che rappresentino, al centro, quella volontà democratica
che pervade largamente il popolo.

Bisogna anche ricordare a Questori e Prefetti, che spesso dicono
di non poter fare nulla perché non c’è una legge, che di leggi,
oltre alla Costituzione, ce ne sono ben due, e il massimo organo
giudiziario, cioè la Cassazione, ha dichiarato più volte operanti,
confermando condanne per manifestazioni tipicamente fasciste.

E bisogna ricordare che non è vero che tutto ciò che avviene sul web
non è perseguibile per mancanza di un’adeguata legislazione,
perché anche in questo caso – pur se sarebbe auspicabile una
legislazione puntuale – la Corte di Cassazione non ha mancato
di intervenire, come dimostra il noto caso di Stormfront, a Roma,
uno dei siti più conosciuti e alla fine anche uno dei più condannati.

E non sarebbe male insistere perché la polizia postale, che ha tutte
le competenze necessarie, fosse messa in condizione di operare con
più intensità e con mezzi un po’ più sofisticati.

Certo, dopo o assieme a tutto questo, ci sono anche i presìdi.
Si fanno normalmente, è bene farli perché si manifesti la voce
dell’antifascismo, ma richiedono ormai un approfondimento
e una riflessione.
Perché se il presidio si limita alla presenza dei soliti convinti,
in una piazza isolata, mentre la citta e il Paese proseguono
nell’intenso corso della loro vita, il presidio diviene insufficiente.

Bisogna individuare modalità che lo facciano diventare strumento di
comunicazione, di informazione e di coinvolgimento nei confronti
degli indifferenti e degli inerti.
È un tema che affido volentieri alla riflessione di tutti, perché
dobbiamo convincerci che da soli, quelli che pensano democraticamente
non ce la possono fare, se non creano alleanze e se non convincono
la maggioranza dei cittadini dei pericoli che si corrono
e della necessità di contrastarli e prevederli.

Ci sono, peraltro, azioni ancora più vaste per coinvolgere lo Stato
in tutte le sue componenti e indurre le Istituzione ad assumersi
le proprie responsabilità.
Con la Presidente dell’Istituto Cervi, stiamo facendo il giro delle
massime autorità lasciando documentazione sul fenomeno,
oltre un quadro di proposte organiche e fattibili.
Abbiamo incontrato il Presidente della Repubblica, il Presidente del
Senato, la Presidente della Camera;
ora incontreremo il Presidente del Consiglio Gentiloni.

A tutti chiediamo di intervenire, ognuno nel proprio campo,
di rispondere alle interpellanze di far camminare i disegni di legge
sulla vendita di gadget fascisti sul regime di disponibilità delle
piazze e sulla inammissibilità di liste elettorali
manifestamente fasciste.

Ma chiediamo anche di sentire pronunciare la parola antifascismo,
nei discorsi pubblici, di dimostrare più attenzione rispetto
alla costituzione, realizzando così un esempio ed una linea
di orientamento per i cittadini.
Adesso sulla base della ricerca effettuata dal gruppo di lavoro
e pubblicata su Patria online, che dimostra tangibilmente che sul web
si muovono circa 400 associazioni o organismi che predicano fascismo,
razzismo e odio, chiediamo che si intervenga con vigore,
con leggi e strumento adeguati contro uno strumento che è enormemente
diffusivo e che è visto anche da moltissimi giovani;
il tutto, da fare con saggezza e rispetto della Costituzione,
per non togliere libertà e privacy al cittadino.

Questo lavoro non può essere fatto solo ai vertici;
bisogna che esso sia compiuto anche nei singoli luoghi e da parte
delle singole strutture organizzative, perché lo Stato non è solo a
Roma,
ma è dovunque c’è una sua rappresentanza;
sia che si tratti di una rappresentanza istituzionale in senso
stretto,
sia che si tratti del sistema delle autonomie, che è pur sempre
– lo dice l’art. 5 della Costituzione – Stato.

Dobbiamo essere anche convinti che tutto ciò non basta se non
affrontiamo il problema anche a livello europeo,
dove il neonazismo è abbastanza diffuso e dove qualche neonazista
occupa, anche posti di governo, ma dove poi c’è molto autoritarismo,
nei Paesi che ho già ricordato.
E dove circola una mentalità pericolosa, se è vero che c’è ancora
chi auspica l’ingresso nell’Unione Europea della Turchia,
dove si consumano quotidianamente autoritarismo e negazione
della libertà, vale a dire una delle moderne forme di fascismo.

Sitiamo cercando di potenziare la Federazione Internazionale
dei Resistenti e degli antifascisti e di collegarla ad altre forme
di associazionismo che ci sono in Italia e in Europa;
nonostante le difficoltà.

E non basta ancora, se non si riesce a colpire il terreno favorevole
per questi indirizzi che è dato dalle perduranti crisi economiche,
dal predominio dell’economia sul diritto, dal predominio dei poteri
forti, dalle crescenti disuguaglianze.

Bisogna quindi condurre una battaglia con grande impegno perché
l’Europa
non sia solo unita ma anche democratica e soprattutto sociale.
E bisogna riportare in Europa parole che sembrano dimenticate
come libertà, uguaglianza e dignità.

Sappiamo che il fenomeno delle grandi migrazioni favorisce
oggettivamente l’insorgere dei nazionalismi e dei razzismi;
ma bisogna riuscire a dimostrare che si tratta di un fenomeno
inarrestabile, che va in qualche modo regolato, nel più assoluto
e totale rispetto dei diritti umani.

Concludendo, ci aspettano compiti sempre più vasti.

Noi stiamo lavorando ad un incontro nazionale su questi temi,
in cui approfondire, con altre forze democratiche, tutte le
problematiche cui ho accennato, cercando di coinvolgere in questo
dibattito anche le Istituzioni.
Siamo impegnati in un discorso contro l’antipolitica,
che finisce per giovare solo ai populisti, ma nel contempo operando
per la rigenerazione della politica perché anche questo è un campo
in cui si combatte una battaglia politica ed antifascista.
Se la situazione attuale induce, come rivela un recente sondaggio,
molti ad auspicare l’uomo forte, questo è un segnale che va colto
e che deve indurci ad impegnarci proprio per eliminare le ragioni
per le quali possono manifestarsi simili tendenze proprio nel momento
in cui di uomini forti dall’America in giù ce ne sono già fin troppi.

Dunque si tratta di un impegno politico serio anche per favorire
dei cambiamenti della società, che vadano appunto nella direzione
opposta a quella auspicata, favorendo invece ogni forma di intensa
partecipazione dei cittadini.

Questi sono i compiti fondamentali dell’ANPI in questa fase,
insieme – come ho detto – alla difesa della Costituzione
e alla diffusione delle sua conoscenza e alla pretesa della attuazione
della stessa.
A chi dubita che questi siano compiti che spettano all’ANPI dobbiamo
rispondere che così come non ci sarebbe stata memoria se non
l’avessimo
sostenuto per settanta anni, così non ci sarebbe antifascismo
se non fossimo in testa ad un movimento democratico ed antifascista
fondato su valori della Costituzione.

Noi siamo, lo hanno detto una serie di tribunali,
lo ha detto anche la Corte di Cassazione,
gli eredi e i successori a titolo universale dei combattenti
per la libertà.
E allora dobbiamo riflettere sul fatto di come i sogni dei combattenti
di allora rischiano di essere vanificati proprio da queste ondate
di autoritarismo e fascismo, in qualunque forma si presenti.
Ed è quindi un impegno forte che dobbiamo assumere, perché lo dobbiamo
a loro, a quello che hanno combattuto e si sono sacrificati per noi.
Lo hanno fatto per cacciare tedeschi e fascisti,
ma lo hanno fatto anche soprattutto per portare libertà giustizia
e democrazia al nostro Paese.
Noi siamo tenuti a realizzare fino in fondo le loro attese spezzate.

Carlo Smuraglia, Presidente nazionale dell’ANPI

L’intervento del Presidente dell’ANPI tenuto all’iniziativa del 10
marzo
promossa dall’ANPI di Modena sul tema del contrasto ai neofascismi.
Il pericolo in Italia e in Europa. Annunciato un incontro nazionale
--
pirex, una vita da operaio,
mai prono.

http://tinyurl.com/y7sw3apu
https://cadutisullavoro.blogspot.it/
Roberto Deboni DMIsr
2018-02-26 18:01:29 UTC
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Post by pirex
La Costituzione, cioè lo Stato antifascista
...snip...
Post by pirex
La nostra Costituzione ha sicuramente bisogno di essere attuata,
in tante parti ancora carenti,
Mi salta subito alla mente l'art.5

Art. 5. La Repubblica, una e indivisibile,
- riconosce e promuove le autonomie locali;
- attua nei servizi che dipendono dallo Stato il piu' ampio
decentramento amministrativo;
- adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle
esigenze dell'autonomia e del decentramento.

Questa parte della Costituzione non e' solo ancora da
attuare completamente, ma viene spesso attaccata dove
gia' attuata, vedi i ripetuti demagogici ragionamenti
del tipo: "E' giusto che ci sia una norma diversa locale
a Bolzano rispetto che a Palermo ?" (io dico che e'
giusta ed e' nella direzione della maggiore autohomia
locale)
Post by pirex
ma forse, prima ancora,
ha bisogno di essere pienamente conosciuta.
Vero. Una volta si insegnava nelle medie inferiori.
Oggi ?

...snip...
Post by pirex
Ma il primo valore che dovrebbe essere posto in luce e
rilanciato è quello dell’antifascismo.
Come dovrebbe essere quello di opposizione di qualsiasi altra
forma politica di democrazia anti-libertaria.
Post by pirex
L’art. 1 della Costituzione dice che la nostra è una
Repubblica democratica;
Purtroppo e' una definizione incompleta. Infatti il fascismo
e', seppure imperfetta, pure essa una forma di democrazia.

La democrazia etimologicamente significa "governo del popolo",
ovvero sistema di governo in cui la sovranità è esercitata,
direttamente o *indirettamente*, dal popolo, generalmente
identificato con l'insieme dei cittadini che ricorrono ad una
votazione. La questione e' tutto nell'"indirettamente" o
meglio nel livello di "indirettamente" applicato.
Nel fascismo si ha il massimo livello di "strati" tra il
popolo ed il governo, arrivando financo a "inscatolare"
le istanze delle diverse classi lavorative tramite le
corporazioni (di cui gli ordini professionali italiani -
non li trovate in nessuna altra nazione europea con gli
stessi poteri coem enti dello stato - sono un residuo
pienamente espresso ed operativo).

Sono molto piu' precisi gli anglosassoni, quando scrivono:

"i fascisti credono che la democrazia *libertaria* sia
obsoleta e che ritengono necessaria una forma di stato
con una completa irregimentazione della popolazione in
categorie ben definite, che esprimano una rappresentanza
e difesa delle istanze dei diversi interessi, il tutto
sotto un governo da stato fortemente accentrato"

Notare la distinzione posta sull'aggettivo *libertaria* che
invece richiama alla liberta' individuale, ovvero in
diretta contrapposizione del pensiero fascista di una
struttura di livelli di rappresentanza talmente
indiretta, che per le minoranze (intese non come
categoria "etnica", ma di persone, anche singole,
in contrapposizione di quando in quando, su una o altra
discussione) sara' impossibile ottenere qualsiasi risultato
mediatorio, fino al non rispetto dei loro diritti.

<http://www.treccani.it/vocabolario/libertario/>

[c'e' qualcuno che va in giro a difendere la propria tesi
fiscale sulla base del fatto che "andrebbe ad impattare
solo sul 10% degli italiani" - ho ascoltato con grande
orrore democratico, tale convinta asserzione come
"massima ragione della bonta'" della ipotesi che non
e' altro che una espressione tipica della piu' bieca
logica fascista - per intenderci: dimmi che vai a pigliare
i soldi dove ci sono; dimmi che vuoi fare redistribuzione
delle ricchezze; ma non argomentare con un "intanto
andrebbe a toccare solo il 10% degli italiani !!!"
Magari all'interno delle segreterie di partiti
interessati solo a restare al potere, a scapito di
qualsiasi principio di liberata' o costituzionale,
si faranno ragionamenti del genere, per cercare di
ottenere il maggiore numero di voti, ma citare
l'argomento al pubblico come tesi giustificante la
proposta dovrebbe fare orrore a qualsiasi sincero
democratico libertario]
Post by pirex
dunque democratica vuol dire – come affermavano gli ateniesi
430 anni prima di Cristo – il governo di molti
Cosi' e' stato anche durante il fascismo: un governo di
molti, espresso tramite i rappresentanti dei comitati
locali, dei parlamentari espressi dagli stessi e dei
rappresentanti espressi dalla corporazioni.
Cioe' che nel fascismo mancava, era l'espressione della
individualita', non la democrazia, se lei non mi specifica
"democrazia libertaria".
Post by pirex
e non di pochi
La prova che il fascismo era democratico (nel significato
generico come descritto) e' la facilita' con cui il
sig.Mussolini e' stato deposto, senza colpo ferire.
Quando la gente ne ha avuto abbastanza, quando non hanno
piu' creduto in lui, non c'e' stata alcuna repressione
stile Pinochet, o per andare indietro di stile Franchista,
che hanno mantenuto il potere "malgrado" una dura
opposizione popolare. Cioe' il fascismo italiano e'
la prova di funzionamento del fascismo come democrazia.
Cambiano solo i principi di funzionamento della citata
democrazia, intenti a reprimere ogni espressione di
individualita', ma per il resto perfettamente democratica.
Post by pirex
e partecipazione dei cittadini alla gestione della cosa
pubblica.
Nel fascismo la gestione c'e', semplicemente viene delegata
su vari livelli. Chiunque durante il fascismo poteva fare
proposte che non di rado venviva fatte proprio ai vari
livelli fino ad arrivare ad un risultato. Semplicemente
essa diventava espressione della rappresentanza
indiretta e non piu' espressione condivisa della
individuale proposta iniziale.
Post by pirex
E già questo basterebbe per dire che la Costituzione è il
netto contrario di ogni forma di autoritarismo.
No, questo non basta. E' il contenuto della Costituzione
che e'/dovrebbe ostacolare/rintuzzare qualsiasi velleita'
autoritaria dei governi futuri alla sua promulgazione.
Post by pirex
Ma poi non c’è, in tutta la Carta, la parola “fascismo”,
salvo nella XII disposizione finale, che vieta la
ricostituzione del partito fascista.
Quella disposizione e' un subdolo inganno, in quanto
potrebbe fare credere che sia sufficiente ad
ostacolare il ritorno al fascismo. Esso vieta la
ricostituzione di "quel" partito fascista, ossia
di quel fascismo che nella parte "cosmetica" era espressa
dalla figura del Duce/Mussolini e dai simbolismi dei
fasci littori e del gesto con la mano tesa in avanti,
Ma bastava (come e' stato), cassare quelle parti
"cosmetiche" per potere gradualmente ripristinare in
pieno il fascismo in Italia. Ed il primo abile passo
e' stato mantenere quasi integralmente i Codici
fascisti. Ed i Codici sono, dopo la Costituzione, il
telaio portante della giurisprudenza di una nazione,
influendo anche sulla direzione politica. Ad esempio
nei Codici italiani esiste una solida difesa dei
principi nazionalistici: si pensi ai vari reati
di "vilipendio" che vanno ad assegnare un maggiore
"valore" alle "figure e simbolisimi istituzionali"
rispetto al "singolo individuo". Queste sono logiche
fasciste, non democratiche libertarie.
Il fatto di avere il diritto di bruciare la bandiera
nazionale non indebolisce lo Stato in se', ma bensi'
la figura di uno Stato autoritario e nazionalista.
Il fatto di sanzionare con il reato di vilipendio
quindi non va a difendere la democrazia, bensi'
una visione fascista e nazionalista dello Stato.
E questo e' solo un esempio banale.
Un altro tassello fascista lo troviamo nell'art.1
del preambolo del Codice Civile: al punto 3)
ancora oggi troviamo in vigore la priorita' delle
"norme corporative" sopra gli usi locali.
E notate come nel successivo articolo 5, hanno
fatto proprio il concetto della norma corporativa:

Art. 5. (Norme corporative).
Sono norme corporative le ordinanze corporative,
gli accordi economici collettivi, i contratti collettivi
di lavoro e le sentenze della magistratura del lavoro
nelle controversie collettive.

mantenendo cio' uno dei pilastri strutturali dello
stato fascista. Nel seguito abbiamo vari articoli
che stabiliscono la forza di legge delle norme
corporative. Non so se a voi e' chiaro, ma le norme
corporative sono espressione di una parte della
popolazione e con gli articoli citati vanno ad
avere valore anche sulla parte di popolazione non
appartenente alla corporazione. E' una logica, una
nozione, anti-libertaria.

Il fatto che le abrogazioni delle norme fasciste
nei Codici alla nascita della Repubblica Italiana
sono riferite al D.Lgs Luogotenenziale del
settembre 1944 e' un monumento all'abilita'
trasformista del fascismo italiano.

...snip...
Post by pirex
Quindi, al più, si trattava nel loro pensiero di vietare
ora e sempre la ricostituzione del partito fascista.
Appunto, di "quel" partito fascista.
Post by pirex
Ma fascismo non si identifica solo nel regime di Mussolini.
Il fascismo, comunque lo si denomini, può assumere mille
autoritarismo, diniego delle libertà e dei diritti dei
cittadini,
Precisiamo: "diniego dei diritti individuali dei cittadini"
ovvero dei diritti dei cittadini visto come individui diversi.
Post by pirex
razzismo.
Non condivido sull'ultimo: il razzismo (meglio "xenofobia")
non e' di per se' un tratto del fascismo. Il fascismo puo'
benissimo essere "inclusivo", a patto di accettare le sue
leggi e la sua guida. I tratti xenofobi non sono legati
al fascismo e possono apparire similmente anche nelle
altre democrazia, e' piu' una questione di atteggiamento
locale verso chi e' diverso. Il fascismo invece puo'
benissimo accettare il diverso, semplicemente "neutralizzandolo"
con i suoi vari livelli di rappresentanza che cosi' alla fine
vanno ad esprimere nella fase di governo e leggiferazione
solo le istanze della maggioranza, *anche* quando sono i
*danno* delle minoranza (vedi i discorsi sul 10% di
elettori colpiti dalla riforma proposta ...)
Questo non e' permesso nelle democrazie libertarie.

Mettiamola cosi': il razzismo non e' altro che un orpello
comestico "non obbligatorio" come lo era l'immagine del
Duce/Mussolini, dei fasci littori, della mano tesa in avanti.

Le leggi sulla difesa della razza sono cioe' specifiche
ad un particolare tipo di fascismo. Un fascismo, ad
esempio, pan-europeo o mondiale, non andrebbe mai
ad appoggiarsi su una tale difesa.

Pensare che basti vedere una mancanza di xenofobia per
negare la presenza di una forma di fascismo e' una grave
errore che permette al fascismo di ... passare.

Ad esempio, nessuno puo' affermare che l'Unione Europea
sia una espressione xenofoba, anzi, avendo essa anche presa
in considerzione l'accettazione della Turchia (solo come
esempio) con il solo limite del rispetto dei principi
base della UE.

Eppure, l'attuale struttura della UE, con il potere di
governo e legislativo espresso da una "gran consiglio"
rappresentato dalla Commissione Europea, ove le proposte
ed istanze dei cittadini passano tramite i vari livelli
e strati del Parlamento Europeo (privo di potere diretto)
e dei governi nazionali (notare che i Parlamenti nazionali
sono tagliati fuori dalla catena di commando che termina
nella Commissione Europea) riflette un classico esempio
di democrazia fascista.
Post by pirex
Sotto questo profilo la Costituzione è profondamente e
intrinsecamente antifascista, perché non solo l’art. 1,
con quell’aggettivo “democratica” lo dimostra,
ma tutti i princìpi e i valori della prima parte sono
incompatibili con quelle idee e ne sono l’esatto contrario.
Ci sono indubbiamente principi che se applicati in pieno
rendono dura la vita a chi prospetta un sistema di
governo fascista dello Stato. Oltre all'art.5 della
Costituzione, c'e' la prima parte dell'art.13, ma
poi c'e' il terzo comma che vanifica i precedenti.
Poi c'e' l'art.20 che nuovamente scivola nel comma
successivo, dove si cita una "legge sulla stampe"
come privilegio della stampa sul pensiero individuale.
E l'orrore liberticida del comma 3 (ma quale "urgenza"
puo' esserci nei confronti di un pensiero "scritto" ?!!)
E che dire della facoltativita' del comma 4, invece di
stabilire l'obbligo di divulgazione dei finanziamenti ?!!!
Ed infine, come si puo' stabilire a livello costituzionale
la difesa del "buon costume" ?!!! Cioe' di qualcosa che
non e' ben definibile e quindi abusabile dal potere ?
C'e' pero' la scivolata sull'art.7 ed e' da notare che
solo uno Stato fascista avrebbe potuto introdurre ed
accettare un accordo del genere. Ricordiamoci che
sempre ed ovunque la "nomenclatura" del clero ha sempre
sostenuto anche le forme piu' dure di fascismo.
Un altra scivolata, e' quella che limita il
referendum ad una mera funzione abrogativa.
Un referendum propositivo e' sicuramente un pugno
nell'occhio del fascista, perche' permetterebbe un
passaggio diretto dalla volonta' popolare alla legge,
senza passare dal filtro delle rappresentanze
intermedie. Basta pensare a tutte le istanze con un
presenza cosidetta "trasversale" dell'elettorato con
riferimento alla loro posizione politica. L'esempio
classico e' stato il divorzio, che non era una istanza
legata alla appartenenza politica. Ma quante altre
istanze "trasversali" non sono passate a causa della
mancanza di un referendum istitutivo ? Un esempio per
tutte: la responsabilita' dei giudici. La maggioranza
degli italiani ne sente sicuramente bisogno, del
resto anche il referendum che tentava, tramite una
abrogazione, di affermarlo, e' stato vinto, ma poi
vanificato dal Parlamento.
Parimenti anti-fascista sarebbe estendere il referendum
alla materia dei trattati internazionali (perche' solo
il governo dovrebbe decidere ? vedi adesione alla
Unione Europea ... in Italia i giudici lascerebbero
passare un referendum che chieda l'ITEXIT ?)
E che dire delle amnistie ed indulti ? Perche' il
popolo non potrebbe revocare l'indulto ai politici
corrotti ?
Post by pirex
È per questo che noi sosteniamo che c’è una qualche differenza,
ancora, fra questi valori della Costituzione
e la realtà delle stesse Istituzioni.
Concordo. Pero', l'art.5 delle Costituzione non e'
adeguatamente stato esteso nell'art.114 della stessa
Costituzione, ci si riferisce genericamente ai
principi fissati dalla Costituzione. Cioe' il piu'
ampio decentramento amministrativo stabilito dall'art.5
e' debolmente richiamato principio costituzionale fissato.
E quindi l'adeguamento della legislazione ad un massimo
di autonomia e decentramento non e' stato implementato,
salvo nelle regioni che l'hanno ottenuto con la violenza
(la pressione del brigantaggio o il terrorismo), fatta
eccezione per la Val d'Aosta (forse per l'influenza
della Francia, una delle potenze vincenti la II GM).
Post by pirex
La prima cosa che si sarebbe dovuto fare, in sostanza,
sarebbe consistita nel fare i conti col fascismo;
conoscerlo, farlo conoscere, indicarne gli effetti,
precisando anche con chiarezza responsabilità e colpe,
così rendendo identificabile ogni traccia, non solo del
fascismo mussoliniano, ma anche qualsiasi tipo di fascismo,
latamente inteso.
Vero, invece e' stato tutto insabbiato.
Post by pirex
La seconda, avrebbe dovuto essere non solo il montante,
la defascistizzazione dello Stato,
ma anche e soprattutto la democratizzazione dello stesso.
A cominciare dall'insegnare la democrazia libertaria,
ovvero i principi base dei diritti individuali come
espresssi in una societa' pacifica, fin dalle scuole
elementari. Un problema anche nelle scuole inglesi:

<https://www.theguardian.com/teacher-network/teacher-blog/2013/aug/19/teaching-citizenship-primary-school-how-to-guide>

spesso rimediato da insegnamenti che mediamente
sono piu' libertari e meno bigotti di quelli nostrani.
Eventi dai notiziari possono essere ottime occasioni
per spiegare di prima mano l'esperienza democratica.
I principi base della democrazia libertaria sono
piu' facile da insegnare mostrandoli all'opera
piuttosto che con le descrizioni di parole e scritti.
E' piu' l'esempio che mostra come i diritti sono una
faccia di una moneta che sull'altro lato mostra
sempre i doveri della responsabilita'.

Hmmm ... mi correggo, occorre prima formare/selezionare
un corpo insegnante "libertario", che ripudi i principi
fascisti in cui e' cresciuto. Un impresa immane in una
paese come l'Italia, in cui la logica fascista e'
talmente permeata che i piu' sono convinti di vivere
in una vera democrazia.

...snip...
Post by pirex
tant’è che oggi c’è chi può tentare di rivalutare il fascismo,
di sostenere la tesi di un fascismo “buono” e dei fascisti,
in quanto italiani, “brava gente”.
Non esiste un fascismo "buono" perche' il fascismo fa appello
ai sentimenti piu' retrivi ed egoisti, e peggio ancora, alla
delega delle proprie responsabilita'. Vedi esempio ad
Milgram:

<https://it.wikipedia.org/wiki/Esperimento_di_Milgram>

Il fascismo riesce a spezzare talmente bene il concetto di
responsabilita', sostituendolo con un concetto di
obbedienza allo stato, che anche persone in apparenza
totalmente pacifiche possono diventare complici e
partecipi delle peggiori malvagita'.
Senza pensare ai campi di concentramento e forni crematori,
considerate il caso, banale per chi lo perpretra, ma non
per chi lo subisce, di chi multa, per una evidente lieve
colpa o responsabilita', con una in applicazione zelante
della legge, una persona che sa perfettamente non essere in
grado di pagare una pesante sanzione. Qualsiasi fascista
non ci trovera' nulla di male, perche' "la legge e' la legge".
Post by pirex
Sappiamo che non è così,
che il fascismo si comportò duramente con gli oppositori,
malissimo con gli ebrei, malissimo nelle colonie.
Quello e' un fascismo antidiluviano. La societa' evolve,
cambia la sensibilita' collettiva, cambiano i metodi ed
i mezzi a disposizione. Una volta era necessario il
"confino" per tacciare una oppositore. Oggi basta
escluderlo dai "programmi chiacchera" (talk-show).
Per fare un paragone, una volta l'onore si difendeva con
la spada, poi con la pistola, oggi si usa la penna
dell'avvocato.

...snip...
Post by pirex
quando ci dicono che il fascismo non c’è più ed è finito,
bisogna essere pronti a dimostrare che non è vero,
e non solo perché ci sono i movimenti neofascisti,
In realta' i movimenti neofascisti oggi hanno poche
possiblita' proprio perche' c'e' il fascismo.
Il fascismo non tollera opposizione, neanche quella
"fascista".
Post by pirex
ma anche perché c’è una mentalità e dei falsi valori,
i "valori nazionalistici" da non confondere con i valori
dell'orgoglio della propria appartenenza etnica.
Post by pirex
che non solo sono duri a morire ma sono pronti a
riprendere vigore, non appena si presenti il terreno
favorevole.
Infine, e lo ha detto una sentenza della Corte di Cassazione,
fascismo e razzismo sono termini pressoché indissolubili;
E' una abile mistificazione per sdoganare il subdolo
nuovo fascismo. Con quella sentenza, il fascismo deve
solo "accogliere" neri da tutto il mondo per "provare"
di non essere fascista. La propaganda evidente nella
esagerata spesa stanziata (specialmente se raffrontata
con quella verso gli indigenti nazionali) per ogni
migrante racconta a qualsiasi democratico libertario
un storia completamente diversa. Anzi, l'ostacolo
effettivo ad una vera integrazione puo' nascondere
un peggiore sottofondo xenofobo pari a quello dei
razzisti di una volta.
Post by pirex
e non solo perché il regime fascista perseguitò,
e duramente, gli ebrei,
Perche' allora aveva bisogno di quel nemico
per sobillare e creare una reazione e movimento
violento del popolo, perche' la guerra era uno
strumento privilegiato di conquista del tempo e
per avere i soldi pagare i soldati, ci voleva un
popolo arrabbiato.
Oggi la conquista territoriale degli occidentali e' fa
con l'economia.
Post by pirex
ma perché alla base di ogni autoritarismo c’è sempre
un insieme di fattori che vanno dal nazionalismo,
"ni" (dipende dal livello di dominio a cui punta)
Post by pirex
all’egoismo,
"si'"
Post by pirex
all’odio raziale,
"no"
Post by pirex
all’odio per chiunque sia “diverso”.
"ni" (dipende dal livello di dominio a cui punta)

...snip...
Post by pirex
Tutto questo ci deve far riflettere, se è vero ciò che ha scritto,
anni fa un illustre storico francese (Pierre Milza),
avvertendo che la situazione odierna è ricca di pericoli per ragioni
economiche e sociali, per una progressiva decadenza della cultura,
dell’uguaglianza, della solidarietà.
Da questo punto, e' evidente l'effetto "rigurgito"
causato da una "solidarieta'" imposta come quella
portata avanti dal sig.Renzi. Obbligami con la forza
delle leggi dello stato ad essere solidale e divento
egoista all'ennesima potenza. Molto abile, specialmente
perche' i piu' non lo capiscono.
Post by pirex
E aggiungeva, che se è vero che il fascismo e il
nazismo non si riprodurranno nella stessa forma,
è anche vero che sarebbe follia rifiutare la lezione
della storia, e dunque è necessario essere consapevoli
che il peggio, se non è mai certo, non è neppure impossibile;
donde la necessità di fare molta attenzione ai sintomi,
per mettere in atto, in tempo utile gli antidoti, assolutamente
indispensabili soprattutto in periodi di crisi economiche e
sociali e di declino morale.
e quindi sociale.
Post by pirex
Tutto questo per dire che se non è mai stato semplice essere
antifascisti,
Ma no, ai tempi del diletto Mateotti era "semplice"
individuare il fascismo, semmai ci voleva "coraggio"
per dichiarare apertamente l'opposizione.
Post by pirex
il problema, oggi, è più complesso, perché dobbiamo
combattere non solo contro i nostalgici e i neo fascisti
ma anche contro tendenze e pericoli sempre più diffusi
e spesso meno avvertibili.
Penso all'ambientazione sociale del "Ventre di Parigi"
di Emile Zola. Oggi vedo molti paralleli (del resto
anche allora si trattava di un regime fascista, seppure
il "capo" non si chiamasse "Duce").
Post by pirex
Il che vuol dire che la battaglia va condotta su molti
piani e che è un errore pensare che tutto si riduca
al contrasto dei fenomeni più appariscenti anche se sono
quelli che ci colpiscono di più perché più visibili.
Allora, che fare?
Cominciare dall'introdurre nelle scuole l'educazione
civica come materia obbligatoria con un corpo di
insegnanti bene preparato a distinguere fascismo
da democrazia libertaria.

Ma come vuole farlo ?

Per il resto, condivisibile, ma occorre prima fare
"il libertario", poi si fara la democrazia libertaria.

...snip...
Post by pirex
Bisogna anche ricordare a Questori e Prefetti,
La figura del Prefetto andrebbe abolita, e' un residuo
di una visione centralista del potere dello Stato.

...snip...
Post by pirex
E bisogna ricordare che non è vero che tutto ciò che
avviene sul web non è perseguibile per mancanza di
un’adeguata legislazione,
Attenti a non scivolare nella ipotesi del Ministero
dell'Informazione o passare ulteriori poteri
all'Ordine dei Giornalisti (altro ente che in
Europa esiste solo in Italia).

...snip...
Post by pirex
E non sarebbe male insistere perché la polizia postale,
che ha tutte le competenze necessarie, fosse messa in
condizione di operare con più intensità e con mezzi
un po’ più sofisticati.
L'errore dei ragionamenti fascisti, l'ideale diventerebbe
mettere un poliziotto alle spalle di ogni italiano.
E che non funziona lo prova che l'Italia ha piu' uomini
delle forze dell'ordine pro-capite rispetto al resto
dell'Europa, eppure siamo a livello di Repubblica delle
Banane.
La soluzione passa dalla responsabilizzazione individuale
che alla condivisione e collaborazione collettiva.
Qualsiasi sistema di repressione non puo' fare molto se
opera nell'isolamento sociale, peggio se poi c'e' una
diffusa solidarieta' contro le istituzioni, rappresentante
in questo caso dalla Polizia Postale.

Prima deve creare il "cittadino libertario", non puo'
mettere il carro davanti ai buoi e sperare che
riescano a muoverlo con la stessa efficacia che quando
lo tirano.

...snip...
Post by pirex
Bisogna individuare modalità che lo facciano diventare strumento di
comunicazione, di informazione e di coinvolgimento nei confronti
degli indifferenti e degli inerti.
Deve toglierli dalla indifferenze, renderli pro-attivi.

...snip...

E dimenticavo, in quanto alla ragione per cui si diffonde
cosi' tanto proselitismo per il fascismo storico, e'
dovuto alla depressione economica e' l'apparente incapacita'
di risolvere i problemi di una democrazia che in realta'
e' una falsa democrazia libertaria ed i cui governanti,
dal sig.Berlusconi in poi, stanno gestendo in modo da
ottenere sempre piu' autorita' dai cittadini (si e' financo
introdotto il concetto di "governabilita'" a giustificare
l'orripilante "premi di maggioranza" - una idea che solo il
fascismo poteva concepire), sempre piu' disgustati da una
mancanza di soluzione in realta' deliberata da parte di
chi vuole forzare la mano ai cittadini a concedere sempre
piu' potere, ad essere disposto a rinunciare ad ogni
ritaglio di liberta' ancora residuo.

...snip...
Post by pirex
Il pericolo in Italia e in Europa. Annunciato un incontro nazionale
?
Maurizio Pistone
2018-02-26 22:55:16 UTC
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Post by Roberto Deboni DMIsr
La democrazia etimologicamente significa "governo del popolo",
ovvero sistema di governo in cui la sovranità è esercitata,
direttamente o *indirettamente*, dal popolo, generalmente
identificato con l'insieme dei cittadini che ricorrono ad una
votazione. La questione e' tutto nell'"indirettamente" o
meglio nel livello di "indirettamente" applicato.
la storia dell'Europa moderna ha elaborato due idee di democrazia, che
nella loro evoluzione si sono sovrapposte e integrate, ma che
concettualmente è meglio distinguere.

Una è la democrazia di tipo roussoiano, il governo della "volontà
generale" - governo che per sua natura fa fatica ad essere "indiretto".

Il grosso limite di questa democrazia è che la "volontà generale",
proprio perché è tale, non ammette contraddizioni. Portata alle sue
estreme conseguenze, questa forma di democrazia elabora la categoria del
"nemico del popolo", categoria che, come sappiamo bene, è la tomba della
democrazia stessa.

L'altra idea di democrazia è quella elaborata a partire dalla Magna
Cartha: la democrazia parlamentare non come esercizio del potere, ma
come controllo sul potere. "Nessuna nuova tassa senza l'approvazione del
parlamento di Londra".

Quest'idea si è sviluppata nel corso dei secoli con un sistema molto
complesso di controlli e contropoteri, che hanno lo scopo di tenere le
competenze del governo entro limiti e confini ben definiti.

Questa seconda specie di democrazia oggi viene fortemente criticata, da
una parte in nome del "potere del popolo" che non sopporta né limiti, né
deleghe, né, appunto, controlli; dall'altra in nome della
"governabilità".

Le tensioni fra queste due idee di democrazia sono inevitabili; ma oggi
hanno raggiunto una violenza che rischia di avere conseguenze molto
gravi.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
Arduino
2018-03-02 12:30:55 UTC
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Post by Maurizio Pistone
la storia dell'Europa moderna ha elaborato due idee di democrazia, che
nella loro evoluzione si sono sovrapposte e integrate, ma che
concettualmente è meglio distinguere.
Una è la democrazia di tipo roussoiano, il governo della "volontà
generale" - governo che per sua natura fa fatica ad essere "indiretto".
Il grosso limite di questa democrazia è che la "volontà generale",
proprio perché è tale, non ammette contraddizioni. Portata alle sue
estreme conseguenze, questa forma di democrazia elabora la categoria del
"nemico del popolo", categoria che, come sappiamo bene, è la tomba della
democrazia stessa.
L'altra idea di democrazia è quella elaborata a partire dalla Magna
Cartha: la democrazia parlamentare non come esercizio del potere, ma
come controllo sul potere. "Nessuna nuova tassa senza l'approvazione del
parlamento di Londra".
Quest'idea si è sviluppata nel corso dei secoli con un sistema molto
complesso di controlli e contropoteri, che hanno lo scopo di tenere le
competenze del governo entro limiti e confini ben definiti.
Questa seconda specie di democrazia oggi viene fortemente criticata, da
una parte in nome del "potere del popolo" che non sopporta né limiti, né
deleghe, né, appunto, controlli; dall'altra in nome della
"governabilità".
Le tensioni fra queste due idee di democrazia sono inevitabili; ma oggi
hanno raggiunto una violenza che rischia di avere conseguenze molto
gravi.
Al momento l'attacco di tipo Roussoiano è portato avanti dalla sinistra,
che si arroga di impedire la partecipazione alla vita democratica a chi
considera fascista, e nel contempo il diritto di stabilire chi è fascista.
Ma saranno vittime di una reazione pari e contraria.
Sarà uno scontro pericoloso, in cui entreranno anche gli islamici.
--
Arduino d'Ivrea
Maurizio Pistone
2018-03-02 13:33:30 UTC
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Post by Arduino
Al momento l'attacco di tipo Roussoiano è portato avanti dalla sinistra,
che si arroga di impedire la partecipazione alla vita democratica a chi
considera fascista, e nel contempo il diritto di stabilire chi è fascista.
è nei principi della costituzione liberale opporsi ad ogni irruzione di
forze estremiste che brandiscono la bandiera "Il popolo lo vuole!"
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
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Arduino
2018-03-02 14:20:07 UTC
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Post by Maurizio Pistone
è nei principi della costituzione liberale opporsi ad ogni irruzione di
forze estremiste che brandiscono la bandiera "Il popolo lo vuole!"
Ci si addentra in un campo minato.
Un conto è perseguire ciò che uno fa, o dichiara di voler fare.
Per esempio, io perseguirei Salvini per la sua dichiarazione di voler
distruggere i campi Rom. Anche una baracca è un abitazione, non si possono
privare le persone del tetto. Perciò quanto detto da Salvini ha la stessa
gravità che se avesse dichiarato di voler abbattere le case degli ebrei, o
degli islamici.
Naturalmente non verrà perseguito perché i Rom sono antipatici.
Però inammissibile voler togliere agibilità politica su concetti: Salvini è
fascista. Casapound è fascista.
Questo per due motivi, il sistema permetterebbe poi di far fuori tutti: Meloni
è fascista, Berlusconi è fascista, Renzi e Grillo sono fascisti, e rimane solo
Grasso.
In secondo luogo, l'esclusione di una forza politica oltre un tempo limitato,
non la approvo. Se i comunisti nel 1948 facevano la rivolta e perdevano,
inevitabilmente il Pci finiva fuorilegge. Ma ridicolo se lo fosse ancora nel
2018. (Allo stesso modo che era anacronistico il divieto del rientro dei
Savoja)
--
Arduino d'Ivrea
Maurizio Pistone
2018-03-02 18:04:27 UTC
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Post by Arduino
Per esempio, io perseguirei Salvini per la sua dichiarazione di voler
distruggere i campi Rom.
io trovo molto più nocivo il candidato alla presidenza della Regione
Lombardia che in campagna elettorale ha parlato di difesa della "razza
bianca"; e che poi ha dichiarato trionfalmente che la frase gli ha
"portato fama e consensi". Chi aspira ad un importante ufficio pubblico
non può presentare un programma esplicitamente contrario alla
Costituzione.

In quersto caso un intervento da parte delle autorità dello Stato
sarebbe più che giusto e necessario.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
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Arduino
2018-03-02 23:34:14 UTC
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Post by Maurizio Pistone
io trovo molto più nocivo il candidato alla presidenza della Regione
Lombardia che in campagna elettorale ha parlato di difesa della "razza
bianca"; e che poi ha dichiarato trionfalmente che la frase gli ha
"portato fama e consensi". Chi aspira ad un importante ufficio pubblico
non può presentare un programma esplicitamente contrario alla
Costituzione.
In quersto caso un intervento da parte delle autorità dello Stato
sarebbe più che giusto e necessario.
Mah... mi lasci delle perplessità. Se qualcuno parlasse di difesa della razza
nera o razza gialla, mi lascerebbe indifferente, se si sentono minacciati, si
difendano, l'importante che non attacchino.
Certo, c'è anche il fatto che pronunciare la parola razza, non è political
correct, ma essendo citata dalla costituzione non è anticostituzionale.
Anche Salvini se dicesse che vuole difendere gli italiani dalle illegalità dei
Rom, non sarebbe cosa terribile.
Ma Salvini non parla di difesa, ma di attacco. Certi, mi dirai: "I Rom non mi
simpatici" Però non tutti possiamo essere belli e simpatici, e soprattutto il
diritto di esistere non può essere legato a bellezza e simpatia.
La distruzione dei campi Rom, se applicata con metodo, sarebbe un genocidio.
Certo, mi potrai dire: Potrebbero andare in Francia, o nella ex Jugoslavia; ma
con questo criterio allora potrebbero anticiparci e mandarci qui i loro Rom.
Quando qualcuno ce l'ha con neri o cinesi, non mi preoccupo più di tanto,
potrebbero tornare dove sono venuti. Ma la storia del nazismo mi fa preoccupare
quando il bersaglio è un popolo piccolo che non può difendersi, e che non ha
possibilità di fuggire.
--
Arduino d'Ivrea
Maurizio Pistone
2018-03-02 23:57:00 UTC
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Post by Arduino
Certo, c'è anche il fatto che pronunciare la parola razza, non è political
correct, ma essendo citata dalla costituzione non è anticostituzionale.
certo che è un problema mettere insieme soggetto, verbo, complemento...

In costituzione non c'è scritto "razza" tra virgolette punto. C'è
scritto che sono escluse le discriminazioni di razza. La parola "razza"
è inserita in una frase negativa. Non è inserita in un elenco di parole
che si posono liberamente usare. È inserita nell'elenco delle cose che
*non* si devono fare. Che non tu devi neanche sognare di dire.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
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Arduino
2018-03-03 12:42:51 UTC
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Post by Maurizio Pistone
certo che è un problema mettere insieme soggetto, verbo, complemento...
Hai ragione, scrivendo a braccio non ho fatto caso alla frase bislacca.
Comunque non darti troppa preoccupazione, il fatto che scrivo dei libri credo
dimostri che, magari dopo aver riletto, non sono portatore di insormontabili
difficoltà scrittorie.
Post by Maurizio Pistone
In costituzione non c'è scritto "razza" tra virgolette punto. C'è
scritto che sono escluse le discriminazioni di razza. La parola "razza"
è inserita in una frase negativa. Non è inserita in un elenco di parole
che si posono liberamente usare. È inserita nell'elenco delle cose che
*non* si devono fare. Che non tu devi neanche sognare di dire.
E dove sta scritto che non si può pronunciare? L'unica volta in cui ho visto la
proibizione di pronunciare una parola, è stato sulla Bibbia riguardo al nome di
Yhwh.
La costituzione dice che non ci debbono essere discriminazioni fra le varie
razze, religioni etc., non che non esistano, o che non si debba pronunciare la
parola.
Quanto al resto, vedo che hai signorilmente glissato. Onde mi sovviene il
sospetto che tu sia favorevole alla distruzione dei campi Rom, purché
rigorosamente si eviti di pronunciare: Razza Rom":((
--
Arduino d'Ivrea
Maurizio Pistone
2018-02-26 22:55:16 UTC
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Post by Roberto Deboni DMIsr
Non condivido sull'ultimo: il razzismo (meglio "xenofobia")
non e' di per se' un tratto del fascismo. Il fascismo puo'
benissimo essere "inclusivo", a patto di accettare le sue
leggi e la sua guida.
il razzismo non era implicito nelle premesse del fascismo, né nel mito
dell'impero romano che, storicamente, è stata una delle civiltà più
inclusive di tutta la storia.

Ma la conversione razzista del '38 è stata generale e definitiva: nessun
gerarca si è minimamente sognato di opporsi, nessuno ha avuto una crisi
di coscienza, nessuno ha rilevato come quelle leggi fossero la negazione
del passato risorgimentale a cui pure il fascismo pretendeva di
riallacciarsi.

Dopo la IIGM è questo fascismo, non quello pre-38, che si è conservato.
Il MSI non è stato il sindacato dei ferrovieri che facevano arrivare i
treni in orario, ma il partito degli ex-combattenti della RSI.

Ancora oggi, i fascisti, dichiarati o no, non ci dicono " facciamo le
bonifiche, facciamo le Corporazioni", ci dicono "buttiamo fuori i
negri".
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
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http://www.lacabalesta.it
Bhisma
2018-02-27 09:21:44 UTC
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Post by Maurizio Pistone
Il MSI non è stato il sindacato dei ferrovieri che facevano arrivare i
treni in orario, ma il partito degli ex-combattenti della RSI.
Sì, è un'osservazione importante. Direi che il partito di chi voleva i
treni in orario si è ritrovato più nella DC, specie di destra.
ADPUF
2018-03-01 10:51:14 UTC
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Post by Bhisma
Post by Maurizio Pistone
Il MSI non è stato il sindacato dei ferrovieri che facevano
arrivare i treni in orario, ma il partito degli
ex-combattenti della RSI.
Sì, è un'osservazione importante. Direi che il partito di chi
voleva i treni in orario si è ritrovato più nella DC, specie
di destra.
Anche nel PCI...
--
E-S °¿°
Ho plonkato tutti quelli che postano da Google Groups!
Qui è Usenet, non è il Web!
https://en.wikipedia.org/wiki/Usenet
Bhisma
2018-03-01 10:58:32 UTC
Permalink
Post by ADPUF
Anche nel PCI...
Dai, su. "Quando c'era lui, i treni arrivavano in orario" era uno
stereotipo che non caratterizzava certo la base PCI.
Roberto Deboni DMIsr
2018-03-02 17:52:47 UTC
Permalink
Post by Bhisma
Post by ADPUF
Anche nel PCI...
Dai, su. "Quando c'era lui, i treni arrivavano in orario" era uno
stereotipo che non caratterizzava certo la base PCI.
Infatti la base PCI difendeva il diritto di fermare
i treni :-)
ADPUF
2018-03-06 22:52:38 UTC
Permalink
Post by Bhisma
Post by ADPUF
Anche nel PCI...
Dai, su. "Quando c'era lui, i treni arrivavano in orario" era
uno stereotipo che non caratterizzava certo la base PCI.
Il PCI (i vertici) voleva l'ordine, dunque anche i treni in
orario.

La base seguiva i vertici.

Perfino oggi la base bolognese vota il democristiano Casini...
--
E-S °¿°
Ho plonkato tutti quelli che postano da Google Groups!
Qui è Usenet, non è il Web!
https://en.wikipedia.org/wiki/Usenet
Bhisma
2018-03-07 09:47:19 UTC
Permalink
Post by ADPUF
Post by Bhisma
Dai, su. "Quando c'era lui, i treni arrivavano in orario" era
uno stereotipo che non caratterizzava certo la base PCI.
Il PCI (i vertici) voleva l'ordine, dunque anche i treni in
orario.
La base seguiva i vertici.
Se è per questo, più che altro la base del PCI i treni li faceva
viaggiare.

Sul finire degli anni '70 lavorai in ferrovia per un anno [1] e ho un
ricordo impressionante dell'importanza e dell'efficienza di PCI e CGIL
nelle ferrovie statali, che ridondava anche al di fuori del lavoro.
C'era a Firenze proprio nel mio quartiere "Il casone dei ferrovieri",
un complesso di edifici residenziali con annessi piccoli giardini e
relative società polisportiva, società di mutuo soccorso, biblioteca,
dopolavoro ferrovieri con iniziative ricreative e culturali aperte al
pubblico etc. dove vivevano centinaia di ferrovieri con le loro
famiglie, era come un paese.
Ricordo che una delle principali preoccupazioni della sezione PCI del
casone era fare arrivare abbastanza copie de "L'Unità" la domenica,
perché la domanda era fortissima e se non bastavano la gente si
incazzava.
Se gli studenti scendevano in piazza, in quegli anni era normalità
quotidiana, era solo un po' di casino come consuetudine.
Se scendevano in piazza quelli del casone (che in queste non frequenti
occasioni si mobilitava *tutto* o quasi) voleva dire che la cosa era
seria.

COn tutto ciò, confermo che lo stereotipo "Quando c'era lui, caro lei,
i treni arrivavano in orario" (spesso pronunciato in occasione di
ritardi e scioperi) era di tutt'altro segno: parole tipiche dell' "uomo
d'ordine" che più che il fascismo in sé rimpiangeva almeno
epidermicamente la "tranquillità", l'atmosfera del ventennio, niente
scioperi, niente disordini, basso livello di criminalità per le strade
eccetera.


=================
[1] Fuochista conduttore dei carri VIR, Vapore Impianto Riscaldamento
per i treni non elettrificati, materiale che risaliva agli anni '30,
ricordo ancora le iscrizioni tipo "Breda 1929" sulla cupola della
caldaia.
Ho ancora il diploma di conduttore di caldaie da qualche parte, fu il
più qualificato ed anche il più piacevole dei diversi lavori operai che
mi toccò fare da giovane.
Se fossi riuscito dall'appalto a passare alle Ferrovie Statali vere e
proprie, molto probabilmente ci sarei rimasto, e la mia vita sarebbe
stata molto diversa.
Arduino
2018-03-01 14:30:35 UTC
Permalink
Post by ADPUF
Anche nel PCI...
Il Pci più che altro assorbì i più fanatici elementi della Rsi.
--
Arduino d'Ivrea
ADPUF
2018-03-06 22:53:24 UTC
Permalink
Post by Arduino
Post by ADPUF
Anche nel PCI...
Il Pci più che altro assorbì i più fanatici elementi della
Rsi.
Comunque il culto del capo (detto segretario) c'era anche lì...
--
E-S °¿°
Ho plonkato tutti quelli che postano da Google Groups!
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Arduino
2018-03-07 12:40:26 UTC
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Post by ADPUF
Comunque il culto del capo (detto segretario) c'era anche lì...
Infatti non l'avevo detto in senso polemico, non sono né antifascista, né
anticomunista, ne anti.
Le persone che hanno la passione politica sono una minoranza, per cui il
passaggio dal regime fascista all'antifascista, non poteva che riciclare le
stesse persone.
Allargando il discorso treni, arrivavano in orario per due motivi: 1: Mussolini
aveva un poco dilatato i tempi di modo che si potessero riassorbire perdite per
piccoli inconvenienti.
2: nel mondo i regimi nazisti sono per fortuna un'anomalia basata sul razzismo,
presente anche in piccola parte della Lega, ma estraneo alla stragrande
maggioranza di chi vuole fermare l'invasione islamica. Mentre i regimi,
comunisti, democratici e fascisti, sono una normalità. Il Fascismo attualmente
al governo in Cina (con bandiere rosse) da il vantaggio che lo stato tutela la
comunità da coloro che una volta assunti, subito si attivano per far fallire
l'azienda che li ha assunti, (come gli operai del 1969) e non deve rincorrere
il popolino sperperando denaro in faraoniche promesse elettorali. Lo svantaggio
è che la nazione diventa ricca mentre il popolo è mediopovero, e che non ci
sono libertà democratiche.
--
Arduino d'Ivrea
Arduino
2018-02-27 14:01:17 UTC
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Post by Maurizio Pistone
il razzismo non era implicito nelle premesse del fascismo, né nel mito
dell'impero romano che, storicamente, è stata una delle civiltà più
inclusive di tutta la storia.
Ma la conversione razzista del '38 è stata generale e definitiva: nessun
gerarca si è minimamente sognato di opporsi, nessuno ha avuto una crisi
di coscienza, nessuno ha rilevato come quelle leggi fossero la negazione
del passato risorgimentale a cui pure il fascismo pretendeva di
riallacciarsi.
Dopo la IIGM è questo fascismo, non quello pre-38, che si è conservato.
Il MSI non è stato il sindacato dei ferrovieri che facevano arrivare i
treni in orario, ma il partito degli ex-combattenti della RSI.
Ancora oggi, i fascisti, dichiarati o no, non ci dicono " facciamo le
bonifiche, facciamo le Corporazioni", ci dicono "buttiamo fuori i
negri".
Per la verità, la maggioranza dei gerarchi espresse a Mussolini la sua
contrarietà alle leggi razziali.
Ma quel fascismo in sostanza fu il fascismo del 25 Luglio, perciò bollato
come traditore.
Comunque fra i votanti credo che in realtà inizialmente prevalessero i
nostalgici del regime, e che la Rsi in realtà abbia fatto da deterrente.
Infatti per molti anni il grosso dei voti l'Msi li ha raccolti nel sud,
Sardegna Roma e Umbria: Zone non toccate o solo sfiorate dalla repubblica
di Salò. Ma poi, mancando una pubblicista fascista che ne illustrasse
l'ideologia, i nostalgici del ventennio sparirono col ricambio
generazionale, lasciando dietro di sé solo una nebulosa galassia di
neonazisti e nazifascisti.
--
Arduino d'Ivrea
Maurizio Pistone
2018-02-27 16:19:22 UTC
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Post by Arduino
Per la verità, la maggioranza dei gerarchi espresse a Mussolini la sua
contrarietà alle leggi razziali.
davvero? In quali atti, con quali conseguenze pratiche?
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
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http://www.lacabalesta.it
Arduino
2018-02-27 19:35:21 UTC
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Post by Maurizio Pistone
davvero? In quali atti, con quali conseguenze pratiche?
Nella discussione del gran consiglio del Fascismo che introdusse quelle infami
leggi, ci furono molte voci contrarie o perplesse. Come conseguenze pratiche,
norme non brutali su parametri tedeschi, un applicazione blanda almeno
inizialmente, e la non applicazione di fatto da parte di Italo Balbo in Libia.
Ci sarebbero poi gli ebrei salvati (almeno momentaneamente In Francia
meridionale e Balcani. Ma questa è altra storia, come lo è la terra progettata
per gli ebrei europei in Etiopia.
--
Arduino d'Ivrea
Maurizio Pistone
2018-02-27 20:01:35 UTC
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Post by Arduino
Nella discussione del gran consiglio del Fascismo che introdusse quelle infami
leggi, ci furono molte voci contrarie o perplesse. Come conseguenze pratiche,
norme non brutali su parametri tedeschi, un applicazione blanda almeno
Insomma, non un'opposizione, ma una blandizie.

Razzisti ma non troppo.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
Arduino
2018-03-01 14:29:20 UTC
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Post by Maurizio Pistone
Insomma, non un'opposizione, ma una blandizie.
Razzisti ma non troppo.
In uno stato totalitario è poco pensabile un provvedimento che passi con 14
voti favorevoli e 11 contrari.
Quanto alla blandizie più che altro era per i tedeschi. Se hitler quel mattino
avesse dichiarato di non aver più nulla contro gli ebrei, ma di essersi messo
ad odiare i tibetani, nella riunione avrebbero annullato ogni provvedimento
antiebraico, e iniziato i preparativi per una campagna antitibetana che
portasse a leggi razziali contro i tibetani.
--
Arduino d'Ivrea
Maurizio Pistone
2018-02-27 16:19:23 UTC
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Post by Arduino
Comunque fra i votanti credo che in realtà inizialmente prevalessero i
nostalgici del regime, e che la Rsi in realtà abbia fatto da deterrente.
fra gli esponenti del MSI che in vario modo avevano aderito alla RSI si
contano Junio Valerio Borghese, Rodolfo Graziani, Augusto De Marsanich,
Pino Romualdi, Alfredo Pazzaglia, Giorgio Almirante, Pino Rauti, Cesco
Giulio Baghino, Ajmone Finestra

quando il MSI si fuse col PDIUM, Almirante disse che in quel mondo si
era raggiunta la "pacificazione" tra "combattenti del sud e combattenti
del nord, monarchici e repubblicani, o" (ricordo che aggiunse con un
sorrisetto allusivo) "repubblichini, come si diceva"

====

Il simbolo del MSI alludeva alla continuità: un catafalco nero da cui si
levava una fiamma tricolore; la sigla MSI che chiaramente richiamava la
RSI
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
Arduino
2018-02-27 19:59:02 UTC
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Post by Maurizio Pistone
Post by Arduino
Comunque fra i votanti credo che in realtà inizialmente prevalessero i
nostalgici del regime, e che la Rsi in realtà abbia fatto da deterrente.
fra gli esponenti del MSI che in vario modo avevano aderito alla RSI si
contano Junio Valerio Borghese, Rodolfo Graziani, Augusto De Marsanich,
Pino Romualdi, Alfredo Pazzaglia, Giorgio Almirante, Pino Rauti, Cesco
Giulio Baghino, Ajmone Finestra.
In pratica il Msi fu creazione loro e del gruppo di fascisti romani che
gravitavano attorno a Michelini. E il discrimine che posero contro i frondisti
del 25 luglio caratterizzò il futuro partito, ma il peso elettorale non era
certo loro. Al di la del dato geografico di questo elettorato (metà dei voti
venivano dalle quattro provincie di Roma, Cagliari, Bari, Napoli) gli ex della
Rsi costituirono buona parte dei dirigenti e sicuramente il nocciolo duro, ma
non si deve pensare a un apporto elettorale determinante neppure nelle
provincie del nord. Al di la della relativa esiguità dei reparti fascisti e
delle perdite subite, le varie milizie della Rsi, non erano un esercito
fortemente ideologizzato, erano una caterva dismonogenea, gran parte della
quale confluì in altri partiti, in primis il comunista.
E non erano certamente loro ad attirare gli elettori, che se ci furono (Dando
talvolta in votazioni parziali l'idea che ci fosse un elettorato "in sonno"
nella destra Dc, recuperabile, ma nei fatti mai recuperato perlomeno fino al
1993)lo erano per il ventennio, e non certo perché ammiratori della Rsi che di
fatto fu osteggiata anche dai fascisti.
--
Arduino d'Ivrea
Bhisma
2018-02-27 09:17:01 UTC
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Post by Roberto Deboni DMIsr
Vero. Una volta si insegnava nelle medie inferiori.
Oggi ?
Non saprei.
Di recente, dietro invito, nella scuola di mio figlio che fa la quinta
elementare è venuta una giurista a parlare della Costituzione (ma se
non riprendevo un po' in mano io la cosa con lui, non è che ne avesse
capito molto).
Però non saprei se è solo un'iniziativa personale della preside o
simili.
edi'®
2018-02-27 10:43:42 UTC
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Post by Roberto Deboni DMIsr
Purtroppo e' una definizione incompleta. Infatti il fascismo
e', seppure imperfetta, pure essa una forma di democrazia.
La democrazia etimologicamente significa "governo del popolo"
L'etimologia non sempre è sufficiente per spiegare il significato delle
parole: pedofilo, tanto per dire, dovrebbe significare *amico* dei
bambini, mentre sarebbe xenofobo chi ha *paura* dello straniero.

A parte ciò, il fascismo ha sempre schifato il termine "democrazia".

E se bastasse un governo (diretto o indiretto) del popolo per potersi
definire democratici, allora le teocrazie islamiche sarebbero un fulgido
esempio di democrazia, nelle quali la umma - o comunità dei fedeli -
"non si troverà mai d'accordo su un errore".

E.D.
Bhisma
2018-02-27 13:04:12 UTC
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Post by edi'®
E se bastasse un governo (diretto o indiretto) del popolo per potersi
definire democratici, allora le teocrazie islamiche sarebbero un
fulgido esempio di democrazia,
Magari pure il listone unico del 1929 è un fulgido esempio <g>

Come andò, che mi ricordo male?

Dieci milioni di Sì, centomila NO, un milione di astenuti?
k***@gmail.com
2018-03-01 14:24:57 UTC
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Solo una piccola osservazione su cui riflettere: la "democrazia" intesa come governo di libertà e non nel suo più stretto significato di "governo di popolo", appellativo sotto il quale si sono celate le peggiori dittature, non può essere nè antifascista nè anticomunista nè antiqualcosa. Per sua natura non può impedire la libera circolazione di simboli ed idee, ma può e deve reprimere i crimini da qualunque parte provengano. Se un neofascista con una bastonata ferisce un antifascista, il primo non può essere perseguito in quanto neofascista, ma può e deve perseguito in quanto aggressore. Il governo liberale reprime, non "previene", le misure "preventive" sono proprie delle dittature.
Bhisma
2018-03-02 10:51:24 UTC
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Post by k***@gmail.com
Solo una piccola osservazione su cui riflettere: la "democrazia"
intesa come governo di libertà e non nel suo più stretto significato
di "governo di popolo", appellativo sotto il quale si sono celate le
peggiori dittature, non può essere nè antifascista nè anticomunista
nè antiqualcosa.
Al contrario. Una democrazia deve *necessariamente* essere
*ANTITOTALITARIA*.

Può anche lasciare circolare liberamente idee totalitarie, di qualunque
segno siano, in nome della libertà di parola[1], ma deve avere, ed in
effetti qualunque democrazia li ha, degli ordinamenti che impediscano
l' *attuarsi* di idee del genere.

[1] In effetti Popper, che della democrazia fu gran teorico, riteneva
che -- democraticamente -- si potessero anche attuare dei provvedimenti
contro la circolazione di certe idee. Personalmente non sono molto
d'accordo, ma bisogna ricordare che Popper usciva fresco fresco dagli
orrori di nazismo e stalinismo.
Arduino
2018-03-02 12:35:17 UTC
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non può essere né antifascista né anticomunista né antiqualcosa.
Se un neofascista con una bastonata ferisce un antifascista, il primo non
può essere perseguito in quanto neofascista, ma può e deve perseguito in
quanto aggressore.
Condivido al mille per mille. E aggiungo che se un antifascista da una
bastonata a un fascista, deve essere parimenti perseguito.
--
Arduino d'Ivrea
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