Discussione:
Ottant'anni fa, il Manifesto della Razza - 1
(troppo vecchio per rispondere)
Bhisma
2018-07-14 19:11:00 UTC
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Esattamente ottanta anni fa, il 14 Luglio 1938 (ma su diverse fonti
trovo citato il 15 Luglio, non capisco il perché di questa discrepanza,
personalmente mi attengo alla Treccani) usciva su "il Giornale
d'Italia" -- una storica testata giornalistica della Destra Storica
post risorgimentale italiana, fondata da Salandra e Sonnino nella
seconda metà dell'Ottocento, divenuta poi a partire dal 1926 uno degli
organi ufficiosi più autorevoli del regime fascista, tanto che ne è
stata tentata una recente riedizione online da parte di Francesco
Storace --
il cosidetto Manifesto della Razza (originariamente detto Manifesto
degli Scienziati Razzisti).

Originariamente pubblicato in forma anonima, il Manifesto venne poi
ripubblicato l'Agosto dello stesso anno sulla appositamente(?) neonata
rivista "La difesa della Razza" di Telesio Interlandi con la firma di
alcuni scienziati e docenti universitari dell'epoca e dopo
l'approvazione Ufficiale di esso da parte del PNF.
Ma, secondo i Diari di Ciano, Mussolini gli avrebbe confidato di essere
stato sostanzialmente lui l'autore diretto di questo testo e l'idea che
il DUce del Fascismo possa aver fornito personalmente le indicazioni
sostanziali per esso mi pare sostanzialmente accettata da parte degli
storici.

Di fatto, vi erano stati in precedenza alcuni segni del progressivo
montare di un sentire antisemita nel regime fascista, in particolare
all'interno di alcune correnti ideologiche del fascismo stesso.
Personalmente direi che il rischio avesse iniziato ad essere avvertitp
più pesantemente dagli ebrei fascisti stessi dal 1934, anno in cui un
industriale ebreo, nonché volontario della Ia Guerra mondiale, fascista
della prima ora e partecipante alla Marcia su Roma come Umberto Ovazza,
sentì la necessità di fondare la rivista "La nostra bandiera", allo
scopo esplicito di fascistizzare la comunità ebraica riaffermando la
fedeltà degli ebrei al regime, tanto che "bandieristi" divenne
all'epoca la denominazione degli ebrei che spingevano in modo
particolare per l'adesione e la fedeltà al fascismo
Tragicamente, questo grosso sforzo non risparmiò ad Ovazza né
l'espulsione dal PNF all'indomani delle leggi razziali, né la perdita
della banca di famiglia a causa delle stesse, né tentomeno l'assassinio
suo e della sua famiglia (moglie, figlio e figlia) da parte delle SS
nel 1943. L'esecuzione dopo tortura fu sommaria, i corpi bruciati e si
ritiene che il tentativo di impadronirsi dell'oro e del denaro che gli
Ovazza avevano cercato di portare con sé in un tentativo di fuga in
Svizzera non fosse estranea a questa sorte.

Naturalmente, vi erano all'epoca anche ebrei che del fascismo erano
oppositori e che vennero per questo arrestati e perseguitagi. Proprio
nello stesso 1934 caddero nelle mani dell'OVRA personaggi di spicco
come Ginzburg, Mario Levi, Segre etc. ma direi che sino a quel momento,
malgrado i sospetti di certo sentire antisemita fascista, né gli ebrei
avevano particolari ragioni di essere antifascisti, né i fascisti
avevano particolari ragioni di essere antisemiti.

Ancora nel 1932 Mussolini poteva tranquillamente far pubblicare ad un
Emil Ludwig la sua dichiarazione che le razze pure fossero un mito e
che la razza fosse solo "un'illusione dello spirito, un sentimento"

Un episodio forse significativo del progredire dell'antisemitismo nel
fascismo fu che nel '36 Balbo ineLibia fece frustare in piazza con
ampia pubblicità locale dell'esecuzioni alcuni commercianti ebrei di
Tripoli "colpevoli" di non aver ottemperato all'ordinanza che imponeva
di tenere aperti i loro negozi di Sabato.
Il provvedimento di apertura al Sabato aveva il preciso significato di
attuare una politica di "italianizzazione/modernizzazione" forzata a
cui Balbo personalmente e il regime tenevano molto per "svecchiare" gli
arcaici costumi locali in Libia.
L'ordinanza aveva suscitato sentite reazioni di protesta nella comunità
ebraica locale e Balbo stesso aveva già in precedenza espulso dalla
Libia il rabbino capo di Tripoli che non collaborava in modo abbastanza
energico a quella politica.
La fustigazione pubblica a colpi di kurbash era effettivamente la pena
prevista per i locali riottosi alla legge italiana (mentre per i
cittadini italiani che ad essa fossero di ostacolo come appunto il
rabbino capo di Tripoli la pena era l'espulsione dalla colonia).
Tuttavia, secondo voci localmente diffuse e poi raccolte da storici,
Balbo avrebbe preso a malincuore questo drastico provvedimento dietro
ordine diretto dello stesso Mussolini da Roma e in quell'occasione
avrebbe espresso privatamente preoccupazione per l'eccessivo
avvicinarsi del Duce del Fascismo ad Hitler.
Tuttavia anche questo fatto -- che del resto non saprei quanta
effettiva risonanza avesse in Italia all'epoca -- poteva essere
interpretato come un limitato episodio di durezza di regime contro
l'arcaismo ultraconservatore degli ebrei libici e dei colonizzati in
genere e non come franco antisemitismo, tanto più che all'epca
Mussolini mentre lasciava che voci di provvedimenti antisemiti in
gestazione si diffondessero attraverso organi semiufficiali di regime e
proclamava nel '37 l'incompatibilità tra sionismo e fascismo (con un
notevole voltafaccia rispetto a una precedente politica piuttosto
favorevole ad esso in funzione principalmente antibritannica) smentiva
ufficialmente che fosse possibile un'elaborazione di questi stessi
provvedimente e si avvaleva dei rabbini italiani per cattivarsi la
collaborazione degli ebrei falascia, un nucleo di abissini di "pelle
nera" che professavano però la religione ebraica da tempi immemorabili
e che facevano (fanno?) risalire la propria origine dalla biblica
Regina di Saba.

Ma comunque sia, con la pubblicazione de "Il Manifesto della Razza"
che, credo non a caso, avviene pochissimo dopo la trionfale visita di
Hitler in Italia nel Maggio del '38, la musica cambia radicalmente.
Le leggi razziali discriminatorie vere e proprie, con il loro carico di
espropriazioni, espulsioni dalle pubbliche amministrazioni, scuole
separate, divieti di matrimoni misti etc. verranno promulgate nel
Settembre del 38 e poi integrate e riprese in mano dal regime nel 39 e
in alcuni aspetti anche nel '40, ma la pubblicazione di quel Manifesto
è uno spartiacque.
In esso praticamente già si ritrova l'intero nocciolo
dell'antisemitismo fascista, e si prepara quella parabola ideologica
che dagli ebrei "non appartenenti alla razza italiana" da discriminare
e separare del 1938 condurrà agli ebrei "razza nemica" della
Dichiarazione di Verona del '43 e agli stermini genocidi nella RSI.

Dato che in definitiva i nuclei ideologici portanti del razzismo sono
stringi stringi sempre gli stessi, ritengo sia del massimo interesse
*oggi* andare a rivedere come il tema della "DIfesa della Razza" sia
sviluppato in quel Manifesto, cosa che mi propongo di fare in un
successivo articolo, che questo ormai è sin troppo lungo.
--
Saluti da Bhisma
... e il pensier libero, è la mia fé!
Arduino
2018-07-14 22:09:16 UTC
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Post by Bhisma
Esattamente ottanta anni fa,
Spiacente, ma non potendo rimediare alle esecrabili leggi di ottanta anni
fa, dedico la mia attenzione ai nazisti 2000 che hanno ammazzato 11 ebrei
in Francia, dedico la mia attenzione ai nazisti 2000 che proprio oggi hanno
lanciato 31 missili contro le abitazioni degli ebrei. E purtroppo debbo
anche dedicare la mia attenzione agli utili idioti dei nazisti 2000
--
Arduino d'Ivrea
Jinx
2018-07-15 08:06:20 UTC
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Post by Arduino
Post by Bhisma
Esattamente ottanta anni fa,
Spiacente, ma non potendo rimediare alle esecrabili leggi di ottanta anni
fa, dedico la mia attenzione ai nazisti 2000 che hanno ammazzato 11 ebrei
in Francia, dedico la mia attenzione ai nazisti 2000 che proprio oggi hanno
lanciato 31 missili contro le abitazioni degli ebrei. E purtroppo debbo
anche dedicare la mia attenzione agli utili idioti dei nazisti 2000
se sei un neger va in Africa, se sei un sionista va in Israele, se
invece volete vivere in Italia allora comportatevi da italiani
Arduino
2018-07-15 09:36:06 UTC
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Post by Jinx
se sei un neger va in Africa, se sei un sionista va in Israele, se
invece volete vivere in Italia allora comportatevi da italiani
Se sei nazista sei un cancro della civiltà,
Se sei comunista sei un cancro della civiltà. L'unico mezzo per estirparvi
sarebbe portarvi su un isola deserta, e aspettare che vi ammazziate fra voi.
--
Arduino d'Ivrea
Jinx
2018-07-15 08:03:56 UTC
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Post by Bhisma
Esattamente ottanta anni fa, il 14 Luglio 1938 (ma su diverse fonti
trovo citato il 15 Luglio, non capisco il perché di questa discrepanza,
personalmente mi attengo alla Treccani) usciva su "il Giornale
d'Italia" -- una storica testata giornalistica della Destra Storica
post risorgimentale italiana, fondata da Salandra e Sonnino nella
seconda metà dell'Ottocento, divenuta poi a partire dal 1926 uno degli
organi ufficiosi più autorevoli del regime fascista, tanto che ne è
stata tentata una recente riedizione online da parte di Francesco
Storace --
il cosidetto Manifesto della Razza (originariamente detto Manifesto
degli Scienziati Razzisti).
Originariamente pubblicato in forma anonima, il Manifesto venne poi
ripubblicato l'Agosto dello stesso anno sulla appositamente(?) neonata
rivista "La difesa della Razza" di Telesio Interlandi con la firma di
alcuni scienziati e docenti universitari dell'epoca e dopo
l'approvazione Ufficiale di esso da parte del PNF.
Ma, secondo i Diari di Ciano, Mussolini gli avrebbe confidato di essere
stato sostanzialmente lui l'autore diretto di questo testo e l'idea che
il DUce del Fascismo possa aver fornito personalmente le indicazioni
sostanziali per esso mi pare sostanzialmente accettata da parte degli
storici.
Di fatto, vi erano stati in precedenza alcuni segni del progressivo
montare di un sentire antisemita nel regime fascista, in particolare
all'interno di alcune correnti ideologiche del fascismo stesso.
Personalmente direi che il rischio avesse iniziato ad essere avvertitp
più pesantemente dagli ebrei fascisti stessi dal 1934, anno in cui un
industriale ebreo, nonché volontario della Ia Guerra mondiale, fascista
della prima ora e partecipante alla Marcia su Roma come Umberto Ovazza,
sentì la necessità di fondare la rivista "La nostra bandiera", allo
scopo esplicito di fascistizzare la comunità ebraica riaffermando la
fedeltà degli ebrei al regime, tanto che "bandieristi" divenne
all'epoca la denominazione degli ebrei che spingevano in modo
particolare per l'adesione e la fedeltà al fascismo
Tragicamente, questo grosso sforzo non risparmiò ad Ovazza né
l'espulsione dal PNF all'indomani delle leggi razziali, né la perdita
della banca di famiglia a causa delle stesse, né tentomeno l'assassinio
suo e della sua famiglia (moglie, figlio e figlia) da parte delle SS
nel 1943. L'esecuzione dopo tortura fu sommaria, i corpi bruciati e si
ritiene che il tentativo di impadronirsi dell'oro e del denaro che gli
Ovazza avevano cercato di portare con sé in un tentativo di fuga in
Svizzera non fosse estranea a questa sorte.
Naturalmente, vi erano all'epoca anche ebrei che del fascismo erano
oppositori e che vennero per questo arrestati e perseguitagi. Proprio
nello stesso 1934 caddero nelle mani dell'OVRA personaggi di spicco
come Ginzburg, Mario Levi, Segre etc. ma direi che sino a quel momento,
malgrado i sospetti di certo sentire antisemita fascista, né gli ebrei
avevano particolari ragioni di essere antifascisti, né i fascisti
avevano particolari ragioni di essere antisemiti.
Ancora nel 1932 Mussolini poteva tranquillamente far pubblicare ad un
Emil Ludwig la sua dichiarazione che le razze pure fossero un mito e
che la razza fosse solo "un'illusione dello spirito, un sentimento"
Un episodio forse significativo del progredire dell'antisemitismo nel
fascismo fu che nel '36 Balbo ineLibia fece frustare in piazza con
ampia pubblicità locale dell'esecuzioni alcuni commercianti ebrei di
Tripoli "colpevoli" di non aver ottemperato all'ordinanza che imponeva
di tenere aperti i loro negozi di Sabato.
Il provvedimento di apertura al Sabato aveva il preciso significato di
attuare una politica di "italianizzazione/modernizzazione" forzata a
cui Balbo personalmente e il regime tenevano molto per "svecchiare" gli
arcaici costumi locali in Libia.
L'ordinanza aveva suscitato sentite reazioni di protesta nella comunità
ebraica locale e Balbo stesso aveva già in precedenza espulso dalla
Libia il rabbino capo di Tripoli che non collaborava in modo abbastanza
energico a quella politica.
La fustigazione pubblica a colpi di kurbash era effettivamente la pena
prevista per i locali riottosi alla legge italiana (mentre per i
cittadini italiani che ad essa fossero di ostacolo come appunto il
rabbino capo di Tripoli la pena era l'espulsione dalla colonia).
Tuttavia, secondo voci localmente diffuse e poi raccolte da storici,
Balbo avrebbe preso a malincuore questo drastico provvedimento dietro
ordine diretto dello stesso Mussolini da Roma e in quell'occasione
avrebbe espresso privatamente preoccupazione per l'eccessivo
avvicinarsi del Duce del Fascismo ad Hitler.
Tuttavia anche questo fatto -- che del resto non saprei quanta
effettiva risonanza avesse in Italia all'epoca -- poteva essere
interpretato come un limitato episodio di durezza di regime contro
l'arcaismo ultraconservatore degli ebrei libici e dei colonizzati in
genere e non come franco antisemitismo, tanto più che all'epca
Mussolini mentre lasciava che voci di provvedimenti antisemiti in
gestazione si diffondessero attraverso organi semiufficiali di regime e
proclamava nel '37 l'incompatibilità tra sionismo e fascismo (con un
notevole voltafaccia rispetto a una precedente politica piuttosto
favorevole ad esso in funzione principalmente antibritannica) smentiva
ufficialmente che fosse possibile un'elaborazione di questi stessi
provvedimente e si avvaleva dei rabbini italiani per cattivarsi la
collaborazione degli ebrei falascia, un nucleo di abissini di "pelle
nera" che professavano però la religione ebraica da tempi immemorabili
e che facevano (fanno?) risalire la propria origine dalla biblica
Regina di Saba.
Ma comunque sia, con la pubblicazione de "Il Manifesto della Razza"
che, credo non a caso, avviene pochissimo dopo la trionfale visita di
Hitler in Italia nel Maggio del '38, la musica cambia radicalmente.
Le leggi razziali discriminatorie vere e proprie, con il loro carico di
espropriazioni, espulsioni dalle pubbliche amministrazioni, scuole
separate, divieti di matrimoni misti etc. verranno promulgate nel
Settembre del 38 e poi integrate e riprese in mano dal regime nel 39 e
in alcuni aspetti anche nel '40, ma la pubblicazione di quel Manifesto
è uno spartiacque.
In esso praticamente già si ritrova l'intero nocciolo
dell'antisemitismo fascista, e si prepara quella parabola ideologica
che dagli ebrei "non appartenenti alla razza italiana" da discriminare
e separare del 1938 condurrà agli ebrei "razza nemica" della
Dichiarazione di Verona del '43 e agli stermini genocidi nella RSI.
Dato che in definitiva i nuclei ideologici portanti del razzismo sono
stringi stringi sempre gli stessi, ritengo sia del massimo interesse
*oggi* andare a rivedere come il tema della "DIfesa della Razza" sia
sviluppato in quel Manifesto, cosa che mi propongo di fare in un
successivo articolo, che questo ormai è sin troppo lungo.
che Mussolini abbia scritto di suo pugno una manifesto razzista, lo si
deve inserire nel contesto storico del Asse Italia-Germania e delle
pressioni di Hitler sulla politica italiana in cambio di aiuti
economici. Mussolini non aveva mai espresso sentimenti razzisti prima
del 1935 e delle sanzioni economiche imposte dalla Società delle Nazioni
nelle mani dell'Impero Britannico (che si sentiva minacciato
dall'espansione italiana nell'Africa orientale mettendo a rischio
l'intero impero coloniale per l'importantissimo Stretto di Aden, altro
che 'povera Abissinia' se ne fregavano gli inglesi degli abissini). Anzi
prima del 1935 gran parte del partito fascista era formato da ebrei
italiani, e Margherita Sarfatti amante di Mussolini era un'ebrea. Che la
politica razzista antisemita dell' italia fascista fu sempre farlocca lo
dimostra il numero di ebrei italiani finiti nei campi di concentramento,
di gran lunga in numero ridotto rispetto ad altri stati filogermanici od
occupati dal Reich, anzi se non ci fosse stato l'episodio della
ribellione del ghetto di Roma gli ebrei italiani deportati sarebbero
stati in numero irrisorio. Inutile ricordarVI che durante l'occupazione
nazista tra il 1943 e 1945, quasi tutti gli ebrei italiani iscritti al
partito fascista continuarono a prosperare nelle loro case e coi loro
negozi, facendo i collaborazionisti e informatori della ghestapo, e
grazie alle loro spiate finirono nei campi di sterminio molti partigiani
oppositori ed ebrei antifascisti.
Maurizio Pistone
2018-07-15 10:55:04 UTC
Permalink
Post by Jinx
quasi tutti gli ebrei italiani iscritti al
partito fascista continuarono a prosperare nelle loro case e coi loro
negozi, facendo i collaborazionisti e informatori della ghestapo, e
grazie alle loro spiate finirono nei campi di sterminio molti partigiani
oppositori ed ebrei antifascisti.
ci dev'essere un difetto nel mio newsreader, avevo messo Jinx nel kill
file, non so perché ho letto questo messaggio
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
Bhisma
2018-07-18 13:16:59 UTC
Permalink
Post by Maurizio Pistone
ci dev'essere un difetto nel mio newsreader, avevo messo Jinx nel kill
file, non so perché ho letto questo messaggio
Potrebbe essere scaduto il filtro.
Certi newsreader di default gli mettono una scadenza.

Altrimenti Jinx potrebbe aver cambiato nick, o indirizzo email, o
account di inserimento, non so su cosa avevi basato il filtro.
--
Saluti da Bhisma
... e il pensier libero, è la mia fé!
Arduino
2018-07-16 17:09:33 UTC
Permalink
Post by Jinx
che Mussolini abbia scritto di suo pugno una manifesto razzista, lo si
deve inserire nel contesto storico del Asse Italia-Germania e delle
pressioni di Hitler sulla politica italiana in cambio di aiuti
economici. Mussolini non aveva mai espresso sentimenti razzisti prima
del 1935 e delle sanzioni economiche imposte dalla Società delle Nazioni
nelle mani dell'Impero Britannico (che si sentiva minacciato
dall'espansione italiana nell'Africa orientale mettendo a rischio
l'intero impero coloniale per l'importantissimo Stretto di Aden, altro
che 'povera Abissinia' se ne fregavano gli inglesi degli abissini). Anzi
prima del 1935 gran parte del partito fascista era formato da ebrei
italiani, e Margherita Sarfatti amante di Mussolini era un'ebrea.
Fino qui il tuo resoconto si basa su reali dati storici.
Opinione personale, più che aiuti economici (che la Germania non poteva
dare) a pesare era il fatto che Mussolini si era reso conto troppo tardi,
di essere divenuto per gli occidentali, un Saddam Hussein o un Gheddafi
antelitteram, per cui si rendeva conto che senza una spalla rischiava
grosso, oltre al rischio che gli anglofrancesi dicessero a hitler: "se
vuoi espanderti, scegli, o Russia o Italia".


Inutile ricordarVI che durante l'occupazione
Post by Jinx
nazista tra il 1943 e 1945, quasi tutti gli ebrei italiani iscritti al
partito fascista continuarono a prosperare nelle loro case e coi loro
negozi, facendo i collaborazionisti e informatori della ghestapo, e
grazie alle loro spiate finirono nei campi di sterminio molti
partigiani
Post by Jinx
oppositori ed ebrei antifascisti.
Quanto al numero degli ebrei deportati, hai una mezza ragione, in quanto,
tranne che per i nazifascisti, gli ebrei furono sempre considerati
perlomeno un obbiettivo secondario dai veri fascisti. Va però detto che
l'occupazione nazista dell'Italia avvenne tardi, inoltre molti italiani
aiutarono gli ebrei, questo fu il motivo principale.
Naturalmente quanto alla rivolta del ghetto di Roma forse ti confondi con
quello di Varsavia.
Riguardo agli ebrei con tessera fascista, questo riguardava solo gli
ebrei che l'avevano presa in periodo antecedente la marcia su Roma,
oppure che l'avevano conservata nel secondo trimestre 1924, durante la
crisi per il delitto Matteotti.
Le tessere prima del 28 ottobre erano ottocentomila, quindi per eccesso
si potrebbe ipotizzare 800 ebrei. non ho idea quante fossero le tessere
nel 1924, ma tenendo conto che nella maggior parte dei casi saranno stati
le stesse persone, aggiungiamo al massimo 200 persone. aggiungendo i
familiari, coniuge, e figli che in molti casi nel frattempo potevano aver
costituito loro famiglie, si arriva a qualche migliaio.
Quanto alla tua tirata razzista, non rispondo neppure ad affermazioni che
non hanno nessun riscontro, e fanno a pugni con la logica.
--
Arduino d'Ivrea
Jinx
2018-07-16 19:44:07 UTC
Permalink
Post by Jinx
Inutile ricordarVI che durante l'occupazione
Post by Jinx
nazista tra il 1943 e 1945, quasi tutti gli ebrei italiani iscritti al
partito fascista continuarono a prosperare nelle loro case e coi loro
negozi, facendo i collaborazionisti e informatori della ghestapo, e
grazie alle loro spiate finirono nei campi di sterminio molti
partigiani
Post by Jinx
oppositori ed ebrei antifascisti.
Quanto al numero degli ebrei deportati, hai una mezza ragione, in quanto,
tranne che per i nazifascisti, gli ebrei furono sempre considerati
perlomeno un obbiettivo secondario dai veri fascisti. Va però detto che
l'occupazione nazista dell'Italia avvenne tardi, inoltre molti italiani
aiutarono gli ebrei, questo fu il motivo principale.
Naturalmente quanto alla rivolta del ghetto di Roma forse ti confondi con
quello di Varsavia.
Riguardo agli ebrei con tessera fascista, questo riguardava solo gli
ebrei che l'avevano presa in periodo antecedente la marcia su Roma,
oppure che l'avevano conservata nel secondo trimestre 1924, durante la
crisi per il delitto Matteotti.
Le tessere prima del 28 ottobre erano ottocentomila, quindi per eccesso
si potrebbe ipotizzare 800 ebrei. non ho idea quante fossero le tessere
nel 1924, ma tenendo conto che nella maggior parte dei casi saranno stati
le stesse persone, aggiungiamo al massimo 200 persone. aggiungendo i
familiari, coniuge, e figli che in molti casi nel frattempo potevano aver
costituito loro famiglie, si arriva a qualche migliaio.
Quanto alla tua tirata razzista, non rispondo neppure ad affermazioni che
non hanno nessun riscontro, e fanno a pugni con la logica.
numeri alla mano nel 1944 vivevao circa 40mila ebrei in Italia di cui
furono deportati 4000, mille solo dal ghetto di Roma. Per cui furono
deportati solo il 10% degli ebrei italiani, sicuramente tutti oppositori
del fascismo, tra loro nessun simpatizzante fascista. Documenti alla
mano, nel 1935 prima delle leggi razziali la maggior parte degli ebrei
era fascista.

Facendo il confronto con l'Ungheria negli stessi anni della Shoah tra il
1943-1945. In Ungheria vivevano 720mila ebrei e ne furono deportati
440mila, cioè il 60% degli ebrei ungheresi.

Per cui in Ungheria furono deportati il 60% degli ebrei, mentre in
Italia solo il 10% . Gli ebrei italiani (fascisti) dovrebbero
ringraziare i fascisti e Mussolini per averli protetti fino alla fine
della guerra.
Arduino
2018-07-19 07:32:05 UTC
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Post by Jinx
numeri alla mano nel 1944 vivevao circa 40mila ebrei in Italia di cui
furono deportati 4000, mille solo dal ghetto di Roma. Per cui furono
deportati solo il 10% degli ebrei italiani, sicuramente tutti oppositori
del fascismo, tra loro nessun simpatizzante fascista. Documenti alla
mano, nel 1935 prima delle leggi razziali la maggior parte degli ebrei
era fascista.
Facendo il confronto con l'Ungheria negli stessi anni della Shoah tra il
1943-1945. In Ungheria vivevano 720mila ebrei e ne furono deportati
440mila, cioè il 60% degli ebrei ungheresi.
Per cui in Ungheria furono deportati il 60% degli ebrei, mentre in
Italia solo il 10% . Gli ebrei italiani (fascisti) dovrebbero
ringraziare i fascisti e Mussolini per averli protetti fino alla fine
della guerra.
Molti mi accusano di essere troppo indulgente col fascismo. Non è vero, sulla
verità non faccio sconti a nessuno e questa è una delle faccende per le quali
non posso trovare né attenuazioni né giustificazioni.
Comunque partendo dall'inizio, non capisco perché gli antifascisti aumentino
a 8.500 e tu tiri indietro a a quattromila, come se cambiasse qualcosa.
I numeri sono: Deportati dall'Italia: 6.807 di cui 5.791 assassinati. 322
sono stati gli assassinati dai tedeschi in Italia. C'è poi un piccolo numero
di persone disperse.
Di questi 710 sono stati deportati da Trieste, perciò non sotto
responsabilità, se non morale, della Rsi. A questi si potrebbe aggiungere un
piccolo numero di deportazioni avvenute da altri territori controllati dai
tedeschi in Trentino e Friuli Venezia Giulia.
La maggior parte furono però deportati dai territori della Repubblica Sociale
Non credo le passate simpatie politiche possano aver influito, anche perché,
se prima del 1938, come tutti gli italiani, la maggior parte degli ebrei
simpatizzava per il fascismo, è più che ovvio che dopo le leggi razziali tali
simpatie siano svanite. Caso mai saranno stati avvantaggiati gli ebrei
antifascisti che hanno potuto usufruire della rete antifascista.
Riguardo alla percentuale molto inferiore all'Ungheria, va tenuto conto che è
più facile mimetizzarsi fra la popolazione a 40.000 ebrei che non a 700.000.
Va si riconosciuto anche che in Italia l'antisemitismo era meno virulento, e
che molto fascisti non erano stati contaminati dalla peste antisionista. Ma
se anche gli assassinati per motivi razziali fossero stati uno anziché
seimila, ciò non sminuirebbe l'esecrabilità del crimine.
--
Arduino d'Ivrea
Jinx
2018-07-19 07:58:00 UTC
Permalink
Post by Arduino
Post by Jinx
numeri alla mano nel 1944 vivevao circa 40mila ebrei in Italia di cui
furono deportati 4000, mille solo dal ghetto di Roma. Per cui furono
deportati solo il 10% degli ebrei italiani, sicuramente tutti oppositori
del fascismo, tra loro nessun simpatizzante fascista. Documenti alla
mano, nel 1935 prima delle leggi razziali la maggior parte degli ebrei
era fascista.
Facendo il confronto con l'Ungheria negli stessi anni della Shoah tra il
1943-1945. In Ungheria vivevano 720mila ebrei e ne furono deportati
440mila, cioè il 60% degli ebrei ungheresi.
Per cui in Ungheria furono deportati il 60% degli ebrei, mentre in
Italia solo il 10% . Gli ebrei italiani (fascisti) dovrebbero
ringraziare i fascisti e Mussolini per averli protetti fino alla fine
della guerra.
Molti mi accusano di essere troppo indulgente col fascismo. Non è vero, sulla
verità non faccio sconti a nessuno e questa è una delle faccende per le quali
non posso trovare né attenuazioni né giustificazioni.
Comunque partendo dall'inizio, non capisco perché gli antifascisti aumentino
a 8.500 e tu tiri indietro a a quattromila, come se cambiasse qualcosa.
I numeri sono: Deportati dall'Italia: 6.807 di cui 5.791 assassinati. 322
sono stati gli assassinati dai tedeschi in Italia. C'è poi un piccolo numero
di persone disperse.
io parlo di ebrei italiani, che sono stati deportati in tutto 4148
http://www.cdec.it/home2.asp?idtesto=594.#Tavola_1.__Vittime_della_Shoah_in_Italia
Post by Arduino
Di questi 710 sono stati deportati da Trieste, perciò non sotto
responsabilità, se non morale, della Rsi. A questi si potrebbe aggiungere un
piccolo numero di deportazioni avvenute da altri territori controllati dai
tedeschi in Trentino e Friuli Venezia Giulia.
La maggior parte furono però deportati dai territori della Repubblica Sociale
Non credo le passate simpatie politiche possano aver influito, anche perché,
se prima del 1938, come tutti gli italiani, la maggior parte degli ebrei
simpatizzava per il fascismo, è più che ovvio che dopo le leggi razziali tali
simpatie siano svanite. Caso mai saranno stati avvantaggiati gli ebrei
antifascisti che hanno potuto usufruire della rete antifascista.
Riguardo alla percentuale molto inferiore all'Ungheria, va tenuto conto che è
più facile mimetizzarsi fra la popolazione a 40.000 ebrei che non a 700.000.
Va si riconosciuto anche che in Italia l'antisemitismo era meno virulento, e
che molto fascisti non erano stati contaminati dalla peste antisionista. Ma
se anche gli assassinati per motivi razziali fossero stati uno anziché
seimila, ciò non sminuirebbe l'esecrabilità del crimine.
basta che guardare il film 'la vita è bella' molto accurata nella
ricostruzione storica : c'erano elenchi anagrafici dettagliatissimi
sugli ebrei, compilati proprio grazie alle leggi razziali, ma i sindaci
repubblichini non comunicavano questi elenchi alla ghestato, a meno che
gli ebrei non fossero antifascisti
Tizio.8020
2018-07-19 13:11:57 UTC
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Post by Jinx
basta che guardare il film 'la vita è bella' molto accurata nella
ricostruzione storica : c'erano elenchi anagrafici dettagliatissimi
sugli ebrei, compilati proprio grazie alle leggi razziali, ma i sindaci
repubblichini non comunicavano questi elenchi alla ghestato, a meno che
gli ebrei non fossero antifascisti
Certamente: infatti gli Americani arrivarono ad Auschwitz con gli Sherman...
Jinx
2018-07-20 07:03:53 UTC
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Post by Tizio.8020
Post by Jinx
basta che guardare il film 'la vita è bella' molto accurata nella
ricostruzione storica : c'erano elenchi anagrafici dettagliatissimi
sugli ebrei, compilati proprio grazie alle leggi razziali, ma i sindaci
repubblichini non comunicavano questi elenchi alla ghestato, a meno che
gli ebrei non fossero antifascisti
Certamente: infatti gli Americani arrivarono ad Auschwitz con gli Sherman...
che centra auschwitz? era mauthausen

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