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INVERNI VULCANICI
(troppo vecchio per rispondere)
Stefano C.
2019-01-06 02:14:22 UTC
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Seguito di: LA CATASTROFE DI TOBA:

INVERNI VULCANICI

Molti però, nel leggere la data della Catastrofe di Toba che, secondo attendibili calcoli ridusse a circa 2.000 la somma degli individui dei tre generi Homo allora esistenti, che sopravvissero, penseranno che a quei tempi i vulcani fossero più potenti. Purtroppo non è così. 74.000 anni, dal punto di vista geologico sono un'inezia, perciò i vulcani hanno la stessa potenza di allora.
Infatti, anche nel periodo storico avvennero catastrofici eventi climatici.
Il più terrificante avvenne a inizio 536, forse in concomitanza con la caduta di un meteorite in Australia, uno sconosciuto vulcano islandese oscurò il sole, la cui luce, per 18 mesi, come riportato dagli storici dell'epoca, fra cui Procopio, divenne simile a quella della luna, avvolta costantemente da una fitta nebbia. Le temperature precipitarono, i raccolti andarono perduti, la popolazione si indebolì per la fame. Un'altra eruzione, nel 540, peggiorò la situazione. Nel 441, sulla popolazione sottonutrita, si abbatté la peste, nell'area del Mediterraneo perì il 55% della popolazione, probabilmente lo stesso avvenne nel resto del mondo. Alla fine delle guerre gotiche, nel 553, la popolazione italiana, da 8,5 si era ridotta a un massimo di 4 milioni di abitanti, ma quasi sicuramente molti meno.

Nel 1315, il vulcano Kraharoa, in Nuova Zelanda, eruttò per quattro anni, le ceneri e le microgoccioline di acidosolforico anche questa volta raggiunsero la stratosfera: altro inverno vulcanico, carestie, e conseguentemente la peste nera del 1347-48 per cui la popolazione mondiale si ridusse di un terzo.

1600: eruzione dello Huaynazutina in Perù: inverno vulcanico, carestia. Il tutto concluso con la peste di cui parla Alessandro Manzoni, nel 1630.

1783: vulcano Laki in Islanda: perturbazione del clima europeo, freddo, perdita di raccolti, fame, ma stavolta, invece della pestilenza, la Rivoluzione Francese del 1789.

Nel 1815 fu la volta del Tambora, che già in quell'anno perturbò il clima contribuendo alla disfatta di Napoleone; l'anno successivo non ci fu l’estate, e anche stavolta delle rivoluzioni seguirono l'evento.

Eruzione Del Krakatoa

Visti gli accadimenti di queste ultime settimane però, è il vulcano Krakatoa a meritare una più diffusa trattazione.
Questo vulcano era rimasto inattivo per due secoli prima che si manifestasse l'inizio dell'eruzione il 20 maggio 1883. Per diversi anni, prima di questa eruzione, si erano verificati fortissimi maremoti, e gli effetti di alcuni di questi si avvertirono anche in Australia. L'eruzione iniziò con emissioni di vapore e ceneri dal cono del Perboewatan, che raggiunsero un'altezza di quasi 11 chilometri. Nel corso dei mesi di giugno e luglio il vulcano continuò ad eruttare, e nelle acque dello stretto della Sonda furono visti galleggiare blocchi di pomice.

L'11 agosto tre aperture eruttavano regolarmente dal vulcano. In questo periodo le maree furono stranamente alte (molte imbarcazioni ormeggiate affondarono) ed erano ordinari fenomeni come il frantumarsi improvviso di finestre. L'11 agosto ebbe inizio un'eruzione di più ampia portata, con una colonna eruttiva carica di cenere proveniente da 11 aperture. Il 24 agosto l'eruzione si intensificò. Il culmine del cataclisma iniziò domenica 26 agosto verso mezzogiorno: le nuvole di cenere generate dall'eruzione raggiunsero un'altezza di 36 km e si verificò il primo tsunami. Il 27 agosto altre eruzioni avvennero alle 05:30, 06:45, 08:20 e alle 10:02 ora locale. L'ultima di queste aprì delle fessure nella roccia del vulcano e in questo modo l'acqua del mare si riversò nella camera magmatica, vaporizzandosi e provocando l'esplosione che fece sprofondare 800 metri sotto il fondo dell'oceano due terzi dell'isola, e distrusse ogni forma di vita animale e vegetale sulla parte rimasta emersa. Il boato fu avvertito fino in Australia, lontana 3500 km e nell'isola di Rodrigues vicino a Mauritius, lontana 4800 km. Fu il rumore più forte registrato nella storia. (Tale primato è però conteso dal suono generato dall'eruzione del monte Tambora nel 1815).

L'onda di marea alta trenta-quaranta metri, che viaggiò a 300 chilometri orari, distrusse 165 villaggi e ne danneggiò centinaia, uccidendo 36.000 persone, (secondo altri calcoli 120.000) ma solo perché allora quelle terre erano quasi spopolate. Un altro migliaio di persone morirono soffocate dal fumo. Diverse navi alla fonda in Sudafrica, distante quasi novemila chilometri, si rovesciarono per l'onda di marea e gli equipaggi perirono, l'effetto mareale fu registrato persino nel Canale della Manica, e l'onda d'aria generata dall'esplosione fece sette volte il giro della terra. Il cielo si oscurò in tutto il mondo, la temperatura rimase più bassa di 1,2 gradi per 5 anni, e per diversi anni ci furono in tutto il mondo spettacolari tramonti rossi, mentre la luna appariva bluastra.
Poi, nel 1927, dal fondo del mare dove l'isola era sprofondata, rispuntò nuovamente il vulcano.
E' sulle prospicienti spiaggette che sono state create amene località turistiche. Stavolta il sistema di allarme non ha funzionato, si spera che la prossima volta funzioni, in tal caso, chi sarà sulla spiaggia, con un'onda mareale come quella del 1883 avrà a disposizione poche decine di secondi per scappare alcuni chilometri all'interno.
Spartaco
2019-01-06 20:14:43 UTC
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Post by Stefano C.
INVERNI VULCANICI
Parte del testo è quasi illeggibile causa le righe inverosimilmente lunghe.
Volendo fare una osservazione, adesso le conseguenze sarebbero molto meno
catastrofiche perché non potrebbe più venire la peste.
--
Ritengo inoltre che l'Europa stia per essere conquistata dall'islam
dr_mortimer
2019-01-07 05:05:48 UTC
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Il giorno Sun, 06 Jan 2019 20:14:43 GMT
"Spartaco" <***@mynewsgate.net> ha scritto:

| Parte del testo è quasi illeggibile causa le righe inverosimilmente
| lunghe. Volendo fare una osservazione, adesso le conseguenze
| sarebbero molto meno catastrofiche perché non potrebbe più venire la
| peste.

indubbiamente ci sarebbero scenari diversi ma non per questo meno
catastrofici. basti pensare che a suo tempo tutti o quasi sapevano
accendere un fuoco con pietra focaia (o altri strumenti simili), tutti
o quasi sapevano cacciare/scuoiare un animale, tutti o quasi sapevano
riconoscere un erba commestibile da un'altra velenosa.

probabilmente in uno scenario apocalittico come quello dipinto
assisteremo a gente che muore di fame davanti a supermercati
saccheggiati. non faccio un esempio a caso, i miei nonni (quindi non si
parla di secoli fa) nel primissimo dopo guerra assistevano a
processioni ininterrotte di gente che dalla città si riversava per le
campagne, con valigie piene di soldi, in cerca di un tozzo di pane.

insomma a parer mio siamo così assuefatti dagli agi che probabilmente a
conti fatti sarebbe stata meglio la peste.

saluti.

***
alessio [dr_mortimer] @ debian buster/sid
Arduino
2019-01-07 10:06:59 UTC
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Post by dr_mortimer
indubbiamente ci sarebbero scenari diversi ma non per questo meno
catastrofici. basti pensare che a suo tempo tutti o quasi sapevano
accendere un fuoco con pietra focaia (o altri strumenti simili), tutti
o quasi sapevano cacciare/scuoiare un animale, tutti o quasi sapevano
riconoscere un erba commestibile da un'altra velenosa.
probabilmente in uno scenario apocalittico come quello dipinto
assisteremo a gente che muore di fame davanti a supermercati
saccheggiati. non faccio un esempio a caso, i miei nonni (quindi non si
parla di secoli fa) nel primissimo dopo guerra assistevano a
processioni ininterrotte di gente che dalla città si riversava per le
campagne, con valigie piene di soldi, in cerca di un tozzo di pane.
insomma a parer mio siamo così assuefatti dagli agi che probabilmente a
conti fatti sarebbe stata meglio la peste.
Condivido questa immagine di catastrofe economica:
Prezzi dei generi alimentari alle stelle, milioni di disoccupati che
lavoravano nel terziario o quartario avanzatissimi, o in boutique e
similiari che non troveranno più mezza persona interessata ai loro
prodotti; violenze, saccheggi, rivoluzioni e guerre civili.
--
Arduino d'Ivrea
gio
2019-01-07 10:47:13 UTC
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"dr_mortimer" ha scritto nel messaggio news:***@nospam.com...


insomma a parer mio siamo così assuefatti dagli agi che probabilmente a
conti fatti sarebbe stata meglio la peste.


AHAHAH







---
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https://www.avast.com/antivirus
Stefano C.
2019-01-07 13:24:36 UTC
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Post by Spartaco
Post by Stefano C.
INVERNI VULCANICI
Parte del testo è quasi illeggibile causa le righe inverosimilmente lunghe.
Volendo fare una osservazione, adesso le conseguenze sarebbero molto meno
catastrofiche perché non potrebbe più venire la peste.
Per quel che concerne le righe, non è colpa mia.
Mi sono limitato a copia-incollare il testo come lo avevo regolarmente
scritto.
Non ho la più vaga idea sul perché si sia deformato in questo modo.
Proverò a riproporlo sotto in "grazia di dio"
Riguardo alle conseguenze di una catastrofe vulcanica, credo che tutto
dipenderebbe dall'intensità.
Con un disastro come quello del 1815, credo che i paesi progrediti se la
caverebbero con una crisi economica.
Ma se accadesse qualcosa di simile al 536, temo accadrebbe ciò che il dottor Mortimer Arduino e Gio prospettano.
Stefano C.
2019-01-07 13:36:27 UTC
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Post by Stefano C.
INVERNI VULCANICI
Molti però, nel leggere la data della Catastrofe di Toba che, secondo
attendibili calcoli ridusse a circa 2.000 la somma degli individui dei tre
generi Homo allora esistenti, che sopravvissero, penseranno che a quei tempi
i vulcani fossero più potenti. Purtroppo non è così. 74.000 anni, dal punto
di vista geologico sono un'inezia, perciò i vulcani hanno la stessa potenza
di allora.
Infatti, anche nel periodo storico avvennero catastrofici eventi climatici.
Il più terrificante avvenne a inizio 536, forse in concomitanza con la
caduta di un meteorite in Australia, uno sconosciuto vulcano islandese
oscurò il sole, la cui luce, per 18 mesi, come riportato dagli storici
dell'epoca, fra cui Procopio, divenne simile a quella della luna, avvolta
costantemente da una fitta nebbia. Le temperature precipitarono, i raccolti
andarono perduti, la popolazione si indebolì per la fame. Un'altra eruzione,
nel 540, peggiorò la situazione. Nel 441, sulla popolazione sottonutrita, si
abbatté la peste, nell'area del Mediterraneo perì il 55% della popolazione,
probabilmente lo stesso avvenne nel resto del mondo. Alla fine delle guerre
gotiche, nel 553, la popolazione italiana, da 8,5 si era ridotta a un massimo di 4 milioni di abitanti, ma quasi sicuramente molti meno.
Nel 1315, il vulcano Kraharoa, in Nuova Zelanda, eruttò per quattro anni, le
ceneri e le microgoccioline di acidosolforico anche questa volta raggiunsero
la stratosfera: altro inverno vulcanico, carestie, e conseguentemente la peste nera del 1347-48 per cui la popolazione mondiale si ridusse di un terzo.
1600: eruzione dello Huaynazutina in Perù: inverno vulcanico, carestia. Il
tutto concluso con la peste di cui parla Alessandro Manzoni, nel 1630.
1783: vulcano Laki in Islanda: perturbazione del clima europeo, freddo,
perdita di raccolti, fame, ma stavolta, invece della pestilenza, la
Rivoluzione Francese del 1789.
Nel 1815 fu la volta del Tambora, che già in quell'anno perturbò il clima
contribuendo alla disfatta di Napoleone; l'anno successivo non ci fu
l’estate, e anche stavolta delle rivoluzioni seguirono l'evento.
Eruzione Del Krakatoa
Visti gli accadimenti di queste ultime settimane però, è il vulcano Krakatoa
a meritare una più diffusa trattazione.
Questo vulcano era rimasto inattivo per due secoli prima che si manifestasse
l'inizio dell'eruzione il 20 maggio 1883. Per diversi anni, prima di questa
eruzione, si erano verificati fortissimi maremoti, e gli effetti di alcuni di
questi si avvertirono anche in Australia. L'eruzione iniziò con emissioni di vapore e ceneri dal cono del Perboewatan, che raggiunsero un'altezza di quasi
11 chilometri. Nel corso dei mesi di giugno e luglio il vulcano continuò ad
eruttare, e nelle acque dello stretto della Sonda furono visti galleggiare
blocchi di pomice.
Post by Stefano C.
L'11 agosto tre aperture eruttavano regolarmente dal vulcano. In questo
periodo le maree furono stranamente alte (molte imbarcazioni ormeggiate
affondarono) ed erano ordinari fenomeni come il frantumarsi improvviso di
finestre. L'11 agosto ebbe inizio un'eruzione di più ampia portata, con una
colonna eruttiva carica di cenere proveniente da 11 aperture. Il 24 agosto
l'eruzione si intensificò. Il culmine del cataclisma iniziò domenica 26
agosto verso mezzogiorno: le nuvole di cenere generate dall'eruzione
raggiunsero un'altezza di 36 km e si verificò il primo tsunami. Il 27 agosto
altre eruzioni avvennero alle 05:30, 06:45, 08:20 e alle 10:02 ora locale.
L'ultima di queste aprì delle fessure nella roccia del vulcano e in questo
modo l'acqua del mare si riversò nella camera magmatica, vaporizzandosi e
provocando l'esplosione che fece sprofondare 800 metri sotto il fondo
dell'oceano due terzi dell'isola, e distrusse ogni forma di vita animale e
vegetale sulla parte rimasta emersa. Il boato fu avvertito fino in Australia,
lontana 3500 km e nell'isola di Rodrigues vicino a Mauritius, lontana 4800
km. Fu il rumore più forte registrato nella storia. (Tale primato è però
conteso dal suono generato dall'eruzione del monte Tambora nel 1815).
Post by Stefano C.
L'onda di marea alta trenta-quaranta metri, che viaggiò a 300 chilometri
orari, distrusse 165 villaggi e ne danneggiò centinaia, uccidendo 36.000
persone, (secondo altri calcoli 120.000) ma solo perché allora quelle terre
erano quasi spopolate. Un altro migliaio di persone morirono soffocate dal
fumo. Diverse navi alla fonda in Sudafrica, distante quasi novemila
chilometri, si rovesciarono per l'onda di marea e gli equipaggi perirono,
l'effetto mareale fu registrato persino nel Canale della Manica, e l'onda
d'aria generata dall'esplosione fece sette volte il giro della terra. Il cielo
si oscurò in tutto il mondo, la temperatura rimase più bassa di 1,2 gradi per
5 anni, e per diversi anni ci furono in tutto il mondo spettacolari tramonti
rossi, mentre la luna appariva bluastra.
Post by Stefano C.
Poi, nel 1927, dal fondo del mare dove l'isola era sprofondata, rispuntò
nuovamente il vulcano.
Post by Stefano C.
E' sulle prospicienti spiaggette che sono state create amene località
turistiche. Stavolta il sistema di allarme non ha funzionato, si spera che la
prossima volta funzioni, in tal caso, chi sarà sulla spiaggia, con un'onda mareale come quella del 1883 avrà a disposizione poche decine di secondi per
scappare alcuni chilometri all'interno.
Stefano C.
2019-01-07 13:46:26 UTC
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Ho tentato, è un po' meglio ma sempre una porcheria.
Rinuncio.
Post by Stefano C.
Post by Stefano C.
INVERNI VULCANICI
Molti però, nel leggere la data della Catastrofe di Toba che, secondo
attendibili calcoli ridusse a circa 2.000 la somma degli individui dei tre
generi Homo allora esistenti, che sopravvissero, penseranno che a quei tempi
i vulcani fossero più potenti. Purtroppo non è così. 74.000 anni, dal punto
di vista geologico sono un'inezia, perciò i vulcani hanno la stessa potenza
di allora.
Infatti, anche nel periodo storico avvennero catastrofici eventi climatici.
Il più terrificante avvenne a inizio 536, forse in concomitanza con la
caduta di un meteorite in Australia, uno sconosciuto vulcano islandese
oscurò il sole, la cui luce, per 18 mesi, come riportato dagli storici
dell'epoca, fra cui Procopio, divenne simile a quella della luna, avvolta
costantemente da una fitta nebbia. Le temperature precipitarono, i raccolti
andarono perduti, la popolazione si indebolì per la fame. Un'altra eruzione,
nel 540, peggiorò la situazione. Nel 441, sulla popolazione sottonutrita, si
abbatté la peste, nell'area del Mediterraneo perì il 55% della popolazione,
probabilmente lo stesso avvenne nel resto del mondo. Alla fine delle guerre
gotiche, nel 553, la popolazione italiana, da 8,5 si era ridotta a un massimo di 4 milioni di abitanti, ma quasi sicuramente molti meno.
Nel 1315, il vulcano Kraharoa, in Nuova Zelanda, eruttò per quattro anni, le
ceneri e le microgoccioline di acidosolforico anche questa volta raggiunsero
la stratosfera: altro inverno vulcanico, carestie, e conseguentemente la peste nera del 1347-48 per cui la popolazione mondiale si ridusse di un terzo.
1600: eruzione dello Huaynazutina in Perù: inverno vulcanico, carestia. Il
tutto concluso con la peste di cui parla Alessandro Manzoni, nel 1630.
1783: vulcano Laki in Islanda: perturbazione del clima europeo, freddo,
perdita di raccolti, fame, ma stavolta, invece della pestilenza, la
Rivoluzione Francese del 1789.
Nel 1815 fu la volta del Tambora, che già in quell'anno perturbò il clima
contribuendo alla disfatta di Napoleone; l'anno successivo non ci fu
l’estate, e anche stavolta delle rivoluzioni seguirono l'evento.
Eruzione Del Krakatoa
Visti gli accadimenti di queste ultime settimane però, è il vulcano Krakatoa
a meritare una più diffusa trattazione.
Questo vulcano era rimasto inattivo per due secoli prima che si manifestasse
l'inizio dell'eruzione il 20 maggio 1883. Per diversi anni, prima di questa
eruzione, si erano verificati fortissimi maremoti, e gli effetti di alcuni di
questi si avvertirono anche in Australia. L'eruzione iniziò con emissioni di vapore e ceneri dal cono del Perboewatan, che raggiunsero un'altezza di quasi
11 chilometri. Nel corso dei mesi di giugno e luglio il vulcano continuò ad
eruttare, e nelle acque dello stretto della Sonda furono visti galleggiare
blocchi di pomice.
Post by Stefano C.
L'11 agosto tre aperture eruttavano regolarmente dal vulcano. In questo
periodo le maree furono stranamente alte (molte imbarcazioni ormeggiate
affondarono) ed erano ordinari fenomeni come il frantumarsi improvviso di
finestre. L'11 agosto ebbe inizio un'eruzione di più ampia portata, con una
colonna eruttiva carica di cenere proveniente da 11 aperture. Il 24 agosto
l'eruzione si intensificò. Il culmine del cataclisma iniziò domenica 26
agosto verso mezzogiorno: le nuvole di cenere generate dall'eruzione
raggiunsero un'altezza di 36 km e si verificò il primo tsunami. Il 27 agosto
altre eruzioni avvennero alle 05:30, 06:45, 08:20 e alle 10:02 ora locale.
L'ultima di queste aprì delle fessure nella roccia del vulcano e in questo
modo l'acqua del mare si riversò nella camera magmatica, vaporizzandosi e
provocando l'esplosione che fece sprofondare 800 metri sotto il fondo
dell'oceano due terzi dell'isola, e distrusse ogni forma di vita animale e
vegetale sulla parte rimasta emersa. Il boato fu avvertito fino in Australia,
lontana 3500 km e nell'isola di Rodrigues vicino a Mauritius, lontana 4800
km. Fu il rumore più forte registrato nella storia. (Tale primato è però
conteso dal suono generato dall'eruzione del monte Tambora nel 1815).
Post by Stefano C.
L'onda di marea alta trenta-quaranta metri, che viaggiò a 300 chilometri
orari, distrusse 165 villaggi e ne danneggiò centinaia, uccidendo 36.000
persone, (secondo altri calcoli 120.000) ma solo perché allora quelle terre
erano quasi spopolate. Un altro migliaio di persone morirono soffocate dal
fumo. Diverse navi alla fonda in Sudafrica, distante quasi novemila
chilometri, si rovesciarono per l'onda di marea e gli equipaggi perirono,
l'effetto mareale fu registrato persino nel Canale della Manica, e l'onda
d'aria generata dall'esplosione fece sette volte il giro della terra. Il cielo
si oscurò in tutto il mondo, la temperatura rimase più bassa di 1,2 gradi per
5 anni, e per diversi anni ci furono in tutto il mondo spettacolari tramonti
rossi, mentre la luna appariva bluastra.
Post by Stefano C.
Poi, nel 1927, dal fondo del mare dove l'isola era sprofondata, rispuntò
nuovamente il vulcano.
Post by Stefano C.
E' sulle prospicienti spiaggette che sono state create amene località
turistiche. Stavolta il sistema di allarme non ha funzionato, si spera che la
prossima volta funzioni, in tal caso, chi sarà sulla spiaggia, con un'onda mareale come quella del 1883 avrà a disposizione poche decine di secondi per
scappare alcuni chilometri all'interno.
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