Discussione:
EROEI ed il nostro futuro parte 3
(troppo vecchio per rispondere)
Roberto Deboni DMIsr
2019-01-29 14:39:08 UTC
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Dunque, nella precedente abbiamo visto intorno a cosa ruota il
calcolo dell'EROEI di una societa' e come mai non e' semplice
calcolarlo.

In sostanza, il primo problema e' stimare quanto fa parte delle
necessita' della base della societa'. Ad esempio, nel caso della
comunita' medioevale ipotizzata, si tratta di decidere cosa e'
essenziale per il "mantenimento" dello status quo della base
contadina. Sicuramente si puo' immaginare che senza il terzo
gruppo, quello della classe media, dei ricchi e dei militari,
a parte fattori esterni, la classe contadina puo' andare avanti
all'infinito (risorse ecologiche permettendo). Quindi nel calcolo
del fabbisogno di base non si tiene conto di cio' che serve alla
terza classe.

Con la Chiesa pare un po' piu' complicato, perche' una tesi potrebbe
sostenere che senza la religiosita' (?) propagata dalla Chiesa
la societa' contadina non sarebbe stata stabile e quindi il costo
del mantenimento di un minimo di preti e' da inserire nel fabbisogno
di base. Insomma, calcolare l'EROEI di riferimento (il valore = 1)
non e' sempre univoco e richiede qualche valutazione.

Dunque, eravamo rimasti a cercare di capire quanto occorre per
"foraggiare", il terzo gruppo. Una voce piuttosto energetica per
ogni individuo era il possesso o meno di un cavallo (o altra
animale da forza). Se facciamo l'ipotesi che i cittadini
avessero un rapporti di cavalli per uomo uguale a quello
della fascia contadina, cosa plausibile, perche' i contadini
avevano bisogno della forza lavoro dei cavalli, semplifichiamo
i ragionamenti successivi. Se non si e' d'accordo, si puo'
variare il rapporto come dalle proprie fonti, ma almeno abbiamo
una base di partenza su cui confrontarci. Ovvio che il cavallo
dei cittadini e' diverso da quello di un contadino (fino al
estremo del paragone di un cavallo da guerra di un militare
in confronto ad un cavallo da tiro di un contadino, pero' il
fabbisogno di fieno, magime, tra i due cavalli e' simile,
considerando lo sforzo che il cavallo del contadino deve
fare ogni giorno). Fatta questa semplificazione, possiamo
limitarci a calcolare il rapporto tra il numero dei cittadini
(che nella societa' medioevale possiamo immaginare impegnati
in attivita' meno attinenti al funzionamento della economia
agricola) e quello della comunita' contadine e artigiani dei
servizi collegati ai bisogni specifici del lavoro contadino.
Aggiungo che possiamo immaginare che i cittadini non consumassero
piu' cibo dei contadini (i contadini dovevano fare un lavoro
pesante che richiedeva un minimo di apporto calorico), e dato
che la qualita' del cibo ha poco a che fare con le calorie
apportate, poco conta. Al massimo potremo fare uno spazio
per un 10% in piu' per gli sprechi non utilizzati (ad
esempio dati alla servitu' o ai maiali) ed un altro 10%
per l'ingrasso e eccessi alimentari (che poi portavano alla
gota, un male dei ricchi di allora). Ma se il cittadino medio
del periodo non risulta particolarmente obeso, l'ipotesi che
consumassero di piu' dei contadini, considerando che i
cittadini facessero meno sforzi fisici, ci riporterebbe ad un
pari consumo energetico.

Esistono varie stime sul rapporto della popolazione residente
nelle citta' rispetto al totale, e pare che fossero rapporti
sempre piuttosto bassi (l'inverso di oggi). Si va dal 2,5% della
Russia dei servi della gleba, al 10% della popolazione inglese
o della Germania medioevale, delle cittadine di un periodo
simile (1500). E si sale verso il 15% solo avvicinandosi
all'Europa pre-rinascimentale. Quindi aggiungendo questo 15%,
possiamo con ragionevole ipotesi affermare che l'EROEI della
societa' medioevale (quella dei cavalieri e dei tornei :-)
si aggirava intorno ad 1 + 10% + 15% --> EROEI = 1,25.

Gli studiosi della agricoltura medioevale hanno stimato
che l'EROEI corrispondente era intorno al EROEI = 1,25,
cioe' per ogni caloria immessa nel sistema contadino
(incluso i fabbri, mugnai, etc. come spiegato sopra) la
societa' contadina, tolto cio' che serviva a tenere in
vita i contadini, i cavalli ed altri animali (leggo che
fosse circa un terzo della biomassa prodotta) e gli
artigiani di supporto diretto, restava un 0,25 di
calorie in piu' (surplus).

Abbiamo stimato che di questi, non piu' di 0,10 calorie
andassero alla Chiesa, e non piu' del restante 0,15
andassero alla classe media, ai ricchi, ai militari
(i cavalieri, la nobilta' del tempo).


Le due valutazioni si possono anche vedere in questo modo:

Dato un EROEI dell'agricoltura pari 1,25, la societa'
medioevale non poteva permettersi di sostenere di piu'
di un 15% in piu' della popolazione di base contadina,
di persone dedite all'artigianato, alla guerra, e tutto
quello che a quei tempi faceva "storia", ma poteva anche
non esserci senza che la societa' contadino subisse
conseguenze (salvo, ripeto, fattori esterni, come razzie
o occupazioni che i contadini cercavano di contrastare
"foraggiando" il gruppo dei militari).

In pratica, noto l'EROEI di una combinazione fonte+teconologia
si puo' predire il livello di complessita' sociale sostenibile.

Alla prossima.
Stefano C.
2019-01-30 13:22:06 UTC
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Post by Roberto Deboni DMIsr
Dunque, nella precedente abbiamo visto intorno a cosa ruota il
calcolo dell'EROEI di una societa' e come mai non e' semplice
calcolarlo.
Interessante studio, ma che fornisce dati sbagliati.
la Chiesa prelevava le decime, ma era anche una grande proprietaria terriera, per cui assorbiva molto più del 10%
La restante terra era un mano a signorotti, che si dovrebbe pensare richiedessero un fitto del 15% di quanto prodotto dai contadini. Invece non era così, gli affitti prevedevano metà del prodotto granario (escluse le decime versate in precedenza) più gli appendizi (Pollame, uova ecc.) e fino alla rivoluzione francese anche le corvee che consistevano in lavori gratuiti o pochissimo pagati.
Dunque al contadino veniva prelevato ben più del cinquanta per cento.
Ma come faceva il 10-15% della popolazione a consumare oltre il 50? La Chiesa aveva grosse uscite per le mense dei poveri, nello Stato della Chiesa si calcola che uno su cinque vivesse con le mense pubbliche (fra questi anche contadini anziani o rimasti senza terra) Per il resto ci mettevano un bel po' di impegno: il cavallo del contadino mangiava l'erba (generalmente però avevano i buoi) quello del carrettiere erba con una piccola aggiunta di cereali. Il cittadino medio non aveva cavalli, il cavaliere ne aveva uno o due che mangiavano quasi esclusivamente biade e il signorotto sette o otto che pasteggiavano nella stessa maniera. Inoltre i ricchi mangiavano quasi esclusivamente carne, e per mantenere gli animali che servivano a mantenere un ricco di moderato appetito, ci volevano le granaglie che sfamavano dieci contadini.
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