Discussione:
Angelo Del Boca - La mia storia censurata
(troppo vecchio per rispondere)
pomero
2009-08-27 10:49:39 UTC
Permalink
Angelo Del Boca - La mia storia censurata

Per più di trent'anni sono stato uno dei pochi storici italiani (forse il
solo) a ribadire il buon diritto della Libia ad ottenere dal governo di Roma
il pieno risarcimento dei danni subiti durante gli anni dell'occupazione
italiana, che è stata la più crudele che si possa immaginare e che si può
sintetizzare in 100 mila morti, in gran parte libici deceduti per fame e
sevizie nei quindici campi di concentramento nella Sirtica.
Ho anche insistito, negli articoli e nei libri che ho pubblicato, sul
diritto dei libici non soltanto ad essere indennizzati con beni materiali,
ma anche a ricevere dalle più alte cariche dello Stato italiano quelle
parole di comprensione per le sofferenze patite ed una precisa richiesta di
perdono per tutti i delitti consumati fra il 1911 e il 1943.
Voglio citare, per chi è distratto, i miei due libri su Gli italiani in
Libia (Laterza, poi Mondadori ), la biografia del colonnello Gheddafi (Una
sfida dal deserto, Laterza ) e, per ultimo A un passo dalla forca
(Baldini-Castoldi-Dalai) che illustra le gesta di Mohamed Fekini, uno degli
eroi della Resistenza libica in Tripolitania e nel Fezan.
Credevo dunque di aver fatto il mio dovere di storico e di essermi meritato
la stima e la riconoscenza del popolo libico, tanto più quando ho appreso
che nell'agosto del 2008 il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il
capo della Giamahiria libica Muammar Gheddafi hanno firmato un accordo che
pone fine ai vecchi contrasti, con un ragguardevole indennizzo materiale e,
soprattutto, con la richiesta italiana, tanto auspicata in Libia, del
perdono per i delitti consumati dai governi di Giolitti e di Mussolini.
Ma il 25 luglio 2009 il Comitato Popolare Generale per la Cultura e l'Informazione,
Direzione Generale per la Stampa, pubblica un «rapporto» di 27 righe
(fattomi gentilmente pervenire dalla famiglia Fekini) le cui conclusioni
lapidarie recitano a proposito del mio ultimo libro A un passo dalla forca:
«Pertanto riteniamo di confiscare il libro e vietarne la circolazione».
Dapprincipio non credo ai miei occhi anche perché le motivazioni della
confisca sono assolutamente banali e ingiustificate. Ad esempio mi si
rimprovera di aver esaltato «i Senussiti ed il loro ruolo nell'indipendenza»,
quando il primo ad esaltare la Senussia è il colonnello Gheddafi, il quale
sbarca a Roma dall'aereo ostentando sulla divisa militare una foto di Omar
al-Mukhtàr, capo della Resistenza anti-italiana in Cirenaica, impiccato da
Graziani nel lager di Soluch. Ora Omar al-Mukhtàr, al momento dell'arresto e
dell'impiccagione è esattamente il vicario del capo della Senusia, Mohamed
Idris, futuro re della Libia, e questo particolare il colonnello Gheddafi lo
sa senza alcuna ombra di dubbio.
Ma c'è di più. Mentre il ministero della Cultura libica mi pone all'indice
con motivazioni più comiche che banali, l'ambasciatore libico a Roma, Hafed
Gaddur, mi avverte che in ambasciata è depositata un'onorificenza
conferitami dal governo libico e mi invita a ritirarla. Mi invita, inoltre,
a partecipare, il 23 settembre 2009 al ricevimento che si terrà in via
Nomentana inoccasione del quarantesimo anniversario della Rivoluzione del 1°
settembre 1969.
C'è, evidentemente, qualcosa che non funziona ai vertici della Giamahiria
libica. Da una parte mi si insignisce di una onorificenza per l'amicizia che
ho dimostrato per decenni per il popolo libico, e dall'altra si minaccia di
confiscarmi un libro che ho scritto per elogiare la Resistenza della
popolazioni montanare della Tripolitania.
Sono troppo indignato per sollecitare scuse o rettifiche. La sola cosa che
mi sento di fare, d'ora innanzi, è di disinteressarmi totalmente di un paese
che ho tanto amato per il suo coraggio e la somma delle sue sofferenze. È un
po' il destino dei terzomondisti. Ricordo la delusione e l'amarezza dell'amico
Basil Davidson quando vide il «socialista» Mohamed Siad Barre sprofondare la
Somalia nel caos dal quale non è ancora uscita.

http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2009/mese/08/articolo/1328/
Orgoglio Antifemminista
2009-08-27 13:16:53 UTC
Permalink
Post by pomero
Angelo Del Boca - La mia storia censurata
Per più di trent'anni sono stato uno dei pochi storici italiani (forse il
solo) a ribadire il buon diritto della Libia ad ottenere dal governo di
Roma il pieno risarcimento dei danni subiti durante gli anni
dell'occupazione italiana, che è stata la più crudele che si possa
immaginare e che si può sintetizzare in 100 mila morti, in gran parte
libici deceduti per fame e sevizie nei quindici campi di concentramento
nella Sirtica.
Ho anche insistito, negli articoli e nei libri che ho pubblicato, sul
diritto dei libici non soltanto ad essere indennizzati con beni materiali,
ma anche a ricevere dalle più alte cariche dello Stato italiano quelle
parole di comprensione per le sofferenze patite ed una precisa richiesta
di perdono per tutti i delitti consumati fra il 1911 e il 1943.
Voglio citare, per chi è distratto, i miei due libri su Gli italiani in
Libia (Laterza, poi Mondadori ), la biografia del colonnello Gheddafi (Una
sfida dal deserto, Laterza ) e, per ultimo A un passo dalla forca
(Baldini-Castoldi-Dalai) che illustra le gesta di Mohamed Fekini, uno
degli eroi della Resistenza libica in Tripolitania e nel Fezan.
Credevo dunque di aver fatto il mio dovere di storico e di essermi
meritato la stima e la riconoscenza del popolo libico, tanto più quando ho
appreso che nell'agosto del 2008 il presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi e il capo della Giamahiria libica Muammar Gheddafi hanno
firmato un accordo che pone fine ai vecchi contrasti, con un ragguardevole
indennizzo materiale e, soprattutto, con la richiesta italiana, tanto
auspicata in Libia, del perdono per i delitti consumati dai governi di
Giolitti e di Mussolini.
Ma il 25 luglio 2009 il Comitato Popolare Generale per la Cultura e
l'Informazione, Direzione Generale per la Stampa, pubblica un «rapporto»
di 27 righe (fattomi gentilmente pervenire dalla famiglia Fekini) le cui
conclusioni lapidarie recitano a proposito del mio ultimo libro A un passo
dalla forca: «Pertanto riteniamo di confiscare il libro e vietarne la
circolazione». Dapprincipio non credo ai miei occhi anche perché le
motivazioni della confisca sono assolutamente banali e ingiustificate. Ad
esempio mi si rimprovera di aver esaltato «i Senussiti ed il loro ruolo
nell'indipendenza», quando il primo ad esaltare la Senussia è il
colonnello Gheddafi, il quale sbarca a Roma dall'aereo ostentando sulla
divisa militare una foto di Omar al-Mukhtàr, capo della Resistenza
anti-italiana in Cirenaica, impiccato da Graziani nel lager di Soluch. Ora
Omar al-Mukhtàr, al momento dell'arresto e dell'impiccagione è esattamente
il vicario del capo della Senusia, Mohamed Idris, futuro re della Libia, e
questo particolare il colonnello Gheddafi lo sa senza alcuna ombra di
dubbio.
Ma c'è di più. Mentre il ministero della Cultura libica mi pone all'indice
con motivazioni più comiche che banali, l'ambasciatore libico a Roma,
Hafed Gaddur, mi avverte che in ambasciata è depositata un'onorificenza
conferitami dal governo libico e mi invita a ritirarla. Mi invita,
inoltre, a partecipare, il 23 settembre 2009 al ricevimento che si terrà
in via Nomentana inoccasione del quarantesimo anniversario della
Rivoluzione del 1° settembre 1969.
C'è, evidentemente, qualcosa che non funziona ai vertici della Giamahiria
libica. Da una parte mi si insignisce di una onorificenza per l'amicizia
che ho dimostrato per decenni per il popolo libico, e dall'altra si
minaccia di confiscarmi un libro che ho scritto per elogiare la Resistenza
della popolazioni montanare della Tripolitania.
Sono troppo indignato per sollecitare scuse o rettifiche. La sola cosa che
mi sento di fare, d'ora innanzi, è di disinteressarmi totalmente di un
paese che ho tanto amato per il suo coraggio e la somma delle sue
sofferenze. È un po' il destino dei terzomondisti. Ricordo la delusione e
l'amarezza dell'amico Basil Davidson quando vide il «socialista» Mohamed
Siad Barre sprofondare la Somalia nel caos dal quale non è ancora uscita.
http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2009/mese/08/articolo/1328/
Arduino
2009-08-27 14:46:54 UTC
Permalink
Post by pomero
Angelo Del Boca - La mia storia censurata
Ma il 25 luglio 2009 il Comitato Popolare Generale per la Cultura e
l'Informazione, Direzione Generale per la Stampa, pubblica un «rapporto»
di 27 righe (fattomi gentilmente pervenire dalla famiglia Fekini) le cui
conclusioni lapidarie recitano a proposito del mio ultimo libro A un passo
dalla forca: «Pertanto riteniamo di confiscare il libro e vietarne la
circolazione».
Verrebbe da rispondere.
La paga di Giuda, non supera mai i trenta denari.
Del Boca, invece di indagare su ragioni o torti, ha voluto infangare
denigrare l'Italia.
Giusto contrappeso storico che il suo libro sia stato proibito in Libia.
Ad'I
GIANFRANCO
2009-08-27 23:10:24 UTC
Permalink
Post by Arduino
Post by pomero
Angelo Del Boca - La mia storia censurata
Ma il 25 luglio 2009 il Comitato Popolare Generale per la Cultura e
l'Informazione, Direzione Generale per la Stampa, pubblica un «rapporto»
di 27 righe (fattomi gentilmente pervenire dalla famiglia Fekini) le cui
conclusioni lapidarie recitano a proposito del mio ultimo libro A un
passo dalla forca: «Pertanto riteniamo di confiscare il libro e vietarne
la circolazione».
Verrebbe da rispondere.
La paga di Giuda, non supera mai i trenta denari.
Del Boca, invece di indagare su ragioni o torti, ha voluto infangare
denigrare l'Italia.
Giusto contrappeso storico che il suo libro sia stato proibito in Libia.
Ad'I
sarei curioso di conoscere le ragioni degli italiani "colonizzatori."
l'italia non si è denigrata abbastanza da sola?
non conosco bene i fatti di Libia ma se sono simili a quelli che ho
inconrato personalmente in Etiopia...
pomero
2009-08-28 09:54:49 UTC
Permalink
Post by GIANFRANCO
Post by Arduino
Post by pomero
Angelo Del Boca - La mia storia censurata
Ma il 25 luglio 2009 il Comitato Popolare Generale per la Cultura e
l'Informazione, Direzione Generale per la Stampa, pubblica un «rapporto»
di 27 righe (fattomi gentilmente pervenire dalla famiglia Fekini) le cui
conclusioni lapidarie recitano a proposito del mio ultimo libro A un
passo dalla forca: «Pertanto riteniamo di confiscare il libro e vietarne
la circolazione».
Verrebbe da rispondere.
La paga di Giuda, non supera mai i trenta denari.
Del Boca, invece di indagare su ragioni o torti, ha voluto infangare
denigrare l'Italia.
Giusto contrappeso storico che il suo libro sia stato proibito in Libia.
Ad'I
sarei curioso di conoscere le ragioni degli italiani "colonizzatori."
l'italia non si è denigrata abbastanza da sola?
non conosco bene i fatti di Libia ma se sono simili a quelli che ho
inconrato personalmente in Etiopia...
Quelli di Etiopia sono la fotocopia dei fatti libici
gas torture, fucilazioni, impiccagioni,ecc..ecc..
Arduino
2009-08-28 13:59:30 UTC
Permalink
Post by GIANFRANCO
sarei curioso di conoscere le ragioni degli italiani "colonizzatori."
l'italia non si è denigrata abbastanza da sola?
non conosco bene i fatti di Libia ma se sono simili a quelli che ho
inconrato personalmente in Etiopia...
Posso dirti quelle degli europei colonizzatori:
L'Europa in crescita, non era più autosufficiente.
Per rinunciare alle colonie, sarebbe stato necessario "Tagliare" un bel po'
di europei.
Ciao
Ad'I
GIANFRANCO
2009-08-29 02:01:57 UTC
Permalink
Post by Arduino
Post by GIANFRANCO
sarei curioso di conoscere le ragioni degli italiani "colonizzatori."
l'italia non si è denigrata abbastanza da sola?
non conosco bene i fatti di Libia ma se sono simili a quelli che ho
inconrato personalmente in Etiopia...
L'Europa in crescita, non era più autosufficiente.
Per rinunciare alle colonie, sarebbe stato necessario "Tagliare" un bel
po' di europei.
Ciao
Ad'I
non mi sembra allora una buona "ragione" dare del denigratore a chi
documenta una brutale aggressione.
Inbario
2009-08-29 07:44:26 UTC
Permalink
Post by GIANFRANCO
Post by Arduino
Post by GIANFRANCO
sarei curioso di conoscere le ragioni degli italiani "colonizzatori."
l'italia non si è denigrata abbastanza da sola?
non conosco bene i fatti di Libia ma se sono simili a quelli che ho
inconrato personalmente in Etiopia...
L'Europa in crescita, non era più autosufficiente.
Per rinunciare alle colonie, sarebbe stato necessario "Tagliare" un bel
po' di europei.
Ciao
Ad'I
non mi sembra allora una buona "ragione" dare del denigratore a chi
documenta una brutale aggressione.
l'indignazione di Del Boca nel venire censurato proprio dai libici è
comprensibile...
d'altra parte proprio l'accordo tra il governo italiano ed il governo libico
rendeva "inopportuna" la diffusione in Libia del suo libro...
è l'ipocrisia della politica
ismaele
2009-08-29 09:34:37 UTC
Permalink
--
Post by Inbario
l'indignazione di Del Boca nel venire censurato proprio dai libici è
comprensibile...
d'altra parte proprio l'accordo tra il governo italiano ed il governo
libico rendeva "inopportuna" la diffusione in Libia del suo libro...
è l'ipocrisia della politica
Sono arrivato anch'io alle stesse conclusioni con qualche variante : la
censura potrebbe veramente essere causata da fattori interni come é
specificato nel comunicato del Comitato per la Cultura, se non sbaglio fu
Gheddafi a rovesciare re Idris che come dice Del Boca era il capo della
Senussia , quindi esaltarne il ruolo nella lotta per l'indipendenza potrebbe
risultare sgradito a qualcuno in Libia.
Altra ipotesi , ma si ragiona per assurdo, l'Italia ha censurato in passato
il film libico Il leone del deserto che trattava della resistenza
anti-italiana in libia ora la Libia censura un libro italiano che parla di
un ribelle all'occupazione italiana per pareggiare. :o)
Il libro in questione non l'ho ancora letto ma visto come stanno le cose mi
affretterò all'acquisto.

Saluti
Arduino
2009-08-29 13:00:17 UTC
Permalink
Post by GIANFRANCO
non mi sembra allora una buona "ragione" dare del denigratore a chi
documenta una brutale aggressione.
Se il documentatore è un po' troppo parziale, se carica le tinte di ciò che
hanno fatto gli italiani. Se dimentica che gli italiani talvolta erano un
po' cattivelli causa brutti vizi, tipo scorticare le persone, allora si lo
è.
Ciao
Ad'I
ismaele
2009-08-29 13:35:59 UTC
Permalink
--
Post by Arduino
Post by GIANFRANCO
non mi sembra allora una buona "ragione" dare del denigratore a chi
documenta una brutale aggressione.
Se il documentatore è un po' troppo parziale, se carica le tinte di ciò
che hanno fatto gli italiani. Se dimentica che gli italiani talvolta
erano un po' cattivelli causa brutti vizi, tipo scorticare le persone,
allora si lo è.
Ciao
Ad'I
Scorticavano? chi è che aveva il vizio?
Arduino
2009-08-29 14:57:20 UTC
Permalink
Post by ismaele
Scorticavano? chi è che aveva il vizio?
Guerra di Libia 1911-12, ma anche duranre la rivolta, prima i turchi poi i
libici, avevano, almeno talvolta, metodi crudelissimi coi prigionieri. Uno,
mi pare crocefisso, è citato anche in una poesia di Dannunzio.
Ciao
Ad'I
pomero
2009-08-29 15:18:32 UTC
Permalink
Post by Arduino
Post by ismaele
Scorticavano? chi è che aveva il vizio?
Guerra di Libia 1911-12, ma anche duranre la rivolta, prima i turchi poi i
libici, avevano, almeno talvolta, metodi crudelissimi coi prigionieri.
Uno, mi pare crocefisso, è citato anche in una poesia di Dannunzio.
Ciao
Ad'I
di fronte ai centinaia di impiccati e gassati citi una poesia di Dannunzio?
pomero
2009-08-29 15:16:06 UTC
Permalink
Post by Arduino
Post by GIANFRANCO
non mi sembra allora una buona "ragione" dare del denigratore a chi
documenta una brutale aggressione.
Se il documentatore è un po' troppo parziale, se carica le tinte di ciò
che hanno fatto gli italiani. Se dimentica che gli italiani talvolta
erano un po' cattivelli causa brutti vizi, tipo scorticare le persone,
allora si lo è.
Ciao
e soprattutto non bisogna dimenticare il tuo passato fascista
Post by Arduino
Ad'I
n3tgan3sh
2009-09-07 10:35:02 UTC
Permalink
Post by Arduino
Post by GIANFRANCO
non mi sembra allora una buona "ragione" dare del denigratore a chi
documenta una brutale aggressione.
Se il documentatore è un po' troppo parziale, se carica le tinte di ciò che
hanno fatto gli italiani.  Se dimentica che gli italiani talvolta erano un
po' cattivelli causa brutti vizi, tipo scorticare le persone, allora si lo
Razza di cialtrone e vecchio arnese protofascista, Del Boca non ha
"caricato" alcuna tinta.
tutto ciò che ha scritto è documentato, provato, certificato dalle
prove documentali, comprese le letterine di amorosi sensi tra quel
macellaio che ha disonorato l'Italia per decenni, cioè il mediocre
Graziani, e il tuo amato Duce.
pomero
2009-08-28 09:54:49 UTC
Permalink
Post by GIANFRANCO
Post by Arduino
Post by pomero
Angelo Del Boca - La mia storia censurata
Ma il 25 luglio 2009 il Comitato Popolare Generale per la Cultura e
l'Informazione, Direzione Generale per la Stampa, pubblica un «rapporto»
di 27 righe (fattomi gentilmente pervenire dalla famiglia Fekini) le cui
conclusioni lapidarie recitano a proposito del mio ultimo libro A un
passo dalla forca: «Pertanto riteniamo di confiscare il libro e vietarne
la circolazione».
Verrebbe da rispondere.
La paga di Giuda, non supera mai i trenta denari.
Del Boca, invece di indagare su ragioni o torti, ha voluto infangare
denigrare l'Italia.
Giusto contrappeso storico che il suo libro sia stato proibito in Libia.
Ad'I
sarei curioso di conoscere le ragioni degli italiani "colonizzatori."
l'italia non si è denigrata abbastanza da sola?
non conosco bene i fatti di Libia ma se sono simili a quelli che ho
inconrato personalmente in Etiopia...
Quelli di Etiopia sono la fotocopia dei fatti libici
gas torture, fucilazioni, impiccagioni,ecc..ecc..

giovanni2
2009-09-03 20:10:01 UTC
Permalink
Post by Arduino
Del Boca, invece di indagare su ragioni o torti, ha voluto infangare
denigrare l'Italia.
Abbiamo sterminato un ottavo della popolazione della LIbia, e un verme
fascista come te viene a parlare di denigrazione.
Continua a leggere su narkive:
Loading...