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Numero ebrei nell'olocausto.Nahumm Goldmann smentisce la cifra ufficiale
(troppo vecchio per rispondere)
Artamano
2005-07-07 21:07:16 UTC
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Molti casi particolari dimostrano che se gli eventi bellici in genere, le
epidemie e le privazioni provocarono innumerevoli decessi nei campi di
concentramento, non ci fu tuttavia uno sterminio sistematico.


Dopo l'occupazione dell'Italia da parte dei tedeschi, Primo Levi si unì ai
partigiani. Fu fatto prigioniero ed inviato a lavorare ad Auschwitz.
Malgrado fosse ebreo e partigiano, egli è sopravvissuto e ha scritto dopo la
sua liberazione il libro Se questo è un uomo.


Un ebreo austriaco e socialista di sinistra, Benedict Kautsky avrebbe dovuto
trovare cento volte la morte. Egli passò sette anni nei campi: Dachau,
Buchenwald, Auschwitz e ancora Buchenwald. Egli ha scritto dopo la guerra la
sua opera Teufel und Verdammte (Zurich, 1946). Sua madre ottuagenaria mori a
Birkenau nel dicembre 1944. Imprigionare delle persone così anziane è
un'infamia, ma non dimostra una volontà di sterminio. La signora Kautsky
ricevette peraltro delle cure mediche; non è certo che in libertà avrebbe
vissuto più a lungo nelle orribili condizioni dell'ultimo inverno di guerra.


Otto Frank e le sue figlie Anne e Margot sono sopravvissuti ad Auschwitz.
Anne e Margot furono trasferite a Belsen, dove morirono di tifo all'inizio
dell'anno 1945. Otto Frank è morto in Svizzera in età avanzata.


In Das judische Paradox (Europaische Verlagsarn'stalt, 1976, p. 263), Nahum
Goldmann, che fu per parecchi anni presidente del Congresso mondiale
ebraico, scrive questo:


"Ma nel 1945 c'erano circa 600.000 ebrei sopravvissuti nei campi di
concentramento che nessun Paese voleva accogliere".


Se i nazisti avessero voluto sterminare gli ebrei, come mai 600.000 di essi
hanno potuto sopravvivere ai campi tedeschi? Fra la conferenza di Wannsee,
nella quale si dice sia stato deciso lo sterminio, e la fine della guerra, i
tedeschi avevano avuto tre anni e tre mesi per compiere la loro opera.


Gettiamo un colpo d'occhio alla lunga lista dei nomi degli ebrei importanti
che sono sopravvissuti ad Auschwitz o ad altri campi e prigioni tedeschi. Vi
troviamo, fra molti altri:


- Léon Blum, capo del governo del Fronte popolare della Francia di prima
della guerra;

- Simone Veil, che diverrà più tardi presidente del Parlamento europeo;

- Henri Krasucki, che diverrà più tardi il numero 2 del sindacato francese
CGT;

- Marie-Claude Vaillant-Couturier, che diventerà più tardi membro del
comitato centrale del partito comunista francese;

- Gilbert Salomon attuale PDG. di SOCOPA (alimenti e bestiame) e delle
Macellerie Bernard;

- Jozef Cyrankiewicz, che diverrà più tardi capo del governo polacco;

- Dov Shilanski e Shevah Weiss, ex ed attuale presidente delle Knesseth;

- George Charpak, premio Nobel per la fisica 1992;

- Roman Polanski, cineasta (Rosemary's Baby);

- Leo Baeck, considerato da molti come il più grande rabbino del secolo;

- Jean Améry, filosofo;

- Samuel Pisar, scrittore francese;

- Eric Blumenfeld, uomo politico membro della CDU;

- Ermann Axen, uomo politico, membro del SED;

- Paul Celan, poeta ("Der Tod ist ein Meister aus Deutschland");

- Simon Wiesenthal, il famoso "cacciatore dei nazisti";

- Ephraim Kishon, autore satirico;

- Heinz Galinski e Ignatz Bubis, ex ed attuale presidente del Consiglio
Centrale degli ebrei tedeschi;

- Georges Wellers e Shmuel Krakowski, coautori dell'antologia Les chambres à
gaz, secret d'état (ed. de minuit, 1984);

- Elie Wiesel.


Nel gennaio 1945 Elie Wiesel, detenuto ad Auschwitz soffrì di un'infezione
al piede. Cessò dunque di essere atto al lavoro. Fu ricoverato all'ospedale
e subì una piccola operazione chirurgica.


Nel frattempo l'Armata Russa si avvicinava. I detenuti furono informati che
le persone in buona salute sarebbero state evacuate e che i malati avrebbero
potuto restare, se lo avessero voluto. Elie e suo padre facevano parte dei
malati. Cosa scelsero? Di restare e attendere i loro liberatori? No, si
aggiunsero volontariamente al tedeschi - a quei tedeschi che avevano,
davanti agli occhi di Elie Wiesel, gettato dei bimbi nelle fiamme di una
fossa e spinto degli ebrei adulti nel fuoco di un'altra fossa più grande,
dove le vittime avevano "agonizzato per ore nelle fiamme", come si può
leggere su La Nuit.



Si insegna ai ragazzi delle scuole che l'obiettivo di Hitler era lo
sterminio degli ebrei e che l'annientamento degli ebrei fu deciso il 20
gennaio 1942 alla conferenza di Wannsee. Se i professori di storia e i libri
di storia avessero ragione, non sarebbero 600.000 gli ex-detenuti dei campi
di concentramento sopravvissuti, ma 600 nel migliore dei casi. Non
dimentichiamo che il Terzo Reich era uno Stato di polizia estremamente
efficiente.


Nella sua brillante esposizione sulle prospettive storiche della leggenda
dell'Olocausto, Arthur Butz esprimeva il parere che gli storici futuri
avrebbero rimproverato ai revisionasti la strana cecità che li aveva
condotti a permettere agli alberi di nascondere la foresta. In altri
termini, a forza di concentrarsi su dettagli, i revisionasti hanno
trascurato questa evidenza: alla fine della guerra, gli ebrei erano sempre
là.



Ci se ne può convincere leggendo le notizie biografiche riportate qui di
seguito e che Martin Gilbert dedica alle persone menzionate nel suo libro
Auschwitz, and the Allies. Gilbert cita le personalità ebree seguenti:


- Sarah Cender, che fu deportata ad Auschwitz nel 1944 ed emigrò in America
dopo la guerra;

- Wilhelm Fildermann, che sopravvisse alla guerra nella Romania fascista;

- Arie Hassenberg, che fu inviato ad Auschwltz nel 1943 e fuggì nel gennaio
1945;

- Erich Kulka, che sopravvisse a Dachau, Ncuengamme ed Auschwitz, e mise per
iscritto, nel 1975, le sue esperienze nei campi;

- Shalom Lindenbaum, che "fuggì dalla colonna in marcia", dopo l'evacuazione
di Auschwitz;

- Czeslaw Mordowicz, che fuggi da Auschwitz nel maggio 1944 ed emigrò in
Israele nel 1966;

- Arnost Rosin, che fu detenuto ad Auschwitz dal 1942 al 1944 e che, nel
1968 divenne funzionario al servizio della comunità ebraica di Dússeldorf;

- Katherina Singerova, che fu deportata ad Auschwitz nella primavera 1942 e
divenne, dopo la guerra, direttrice del Fondo nazionale cecoslovacco a
favore dei creatori artistici;

- Dov Weissmandel, che fu inviato ad Auschwitz e che "scappò praticando un
buco nel vagone con l'aiuto di una sega introdotta clandestinamente nel
treno all'interno di una pagnotta";

- Alfred Wetzler, coautore del War Refugee Board Report e autore
dell'opuscolo Auschwitz: Grab von vier Millionen Menschen, che fuggì da
Auschwitz nel maggio 1944, in compagnia del famoso Rudolf Vrba, nato
Rosemberg.


Altri ebrei menzionati da Gilbert non furono deportati dai nazisti, ma
scelti come interlocutori - fu il caso di Rudolf Kasztner - o utilizzati
come spie fu il caso di Andor Gross. Nella sua grossolana opera, Martiri
Gilbert non smette di parlare di gassazioni, ma non dà il nome di un solo
ebreo gassato.



Al contrario, come abbiamo appena visto, enumera una gran quantità di
persone non gassate. I milioni di gassati sono, per riprendere
un'espressione di Orwell, dei "non existing people", gente senza nome.


L'articolo Dann bin ich weg uber Nacht, apparso su Spiegel (n. 51/1992),
evoca i seguenti ebrei:


- Rachel Naor, 20 anni, il cui nonno è sopravvissuto ai "campi di sterminio
dei nazisti";


- Ralph Giordano, che ha vissuto la guerra in Germania in libertà, pur
essendo noto alla Gestapo;


- Leo Baeck, che profetizzò, dopo la sua liberazione da Theresienstadt, che
l'epoca degli ebrei di Germania era definitivamente terminata;


- Yohanna Zarai, che è sopravvissuta al periodo nazista nel ghetto di
Budapest;


- Inge Deutschkron, che ha descritto, nella autobiografia Ich trug de gelben
Stern, la sua giovinezza in Germania;


- Theodor Goldstein, 80 anni, che i nazisti internarono nel campo di
Wullheide.

Dopo questo articolo, lo Spiegel pubblica un colloquio col presidente del
consiglio della comunità ebrea tedesca. Ignatz Bubis, sopravvissuto
dell'Olocausto, successore di Heinz Galinski, anche lui sopravvissuto
dell'Olocausto.


Certo, tutti questi sopravvissuti pretendono di essere "scampati per
miracolo", ma si deve, razionalmente, osservare che i miracoli a catena non
sono più miracoli. Lungi dall'essere testimoni chiave dell'Olocausto, tutte
queste persone rappresentano la prova che non c'è stato Olocausto.



Allorché, secondo Goldmann, 600.000 ebrei sono sopravvissuti ai campi di
concentramento, è verosimile che da 200.000 a 300.000 ebrei siano morti in
questi stessi campi, principalmente di malattia, ma anche di stenti durante
gli ultimi caotici mesi della guerra. Come gli altri popoli d'Europa, il
popolo ebreo ha vissuto una tragedia di portata storica, anche senza camere
a gas.
Antonio
2005-07-07 21:55:00 UTC
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Post by Artamano
Se i nazisti avessero voluto sterminare gli ebrei, come mai 600.000 di essi
hanno potuto sopravvivere ai campi tedeschi?
Perchè ai nazisti è mancato il tempo. Hanno perso la guerra e si son dovuti
fermare a 6.000.000.


Antonio
revisionista del cazzo
2005-07-08 15:48:55 UTC
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Post by Antonio
Post by Artamano
Se i nazisti avessero voluto sterminare gli ebrei, come mai 600.000 di essi
hanno potuto sopravvivere ai campi tedeschi?
Perchè ai nazisti è mancato il tempo. Hanno perso la guerra e si son dovuti
fermare a 6.000.000.
Non è che gli dispiace un po' che ne sia sopravvissuto qualcuno al cazzone
revisionista?
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
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Artamano
2005-07-09 22:11:23 UTC
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Post by Antonio
Post by Artamano
Se i nazisti avessero voluto sterminare gli ebrei, come mai 600.000 di essi
hanno potuto sopravvivere ai campi tedeschi?
Perchè ai nazisti è mancato il tempo. Hanno perso la guerra e si son
dovuti fermare a 6.000.000.
ma se lo sterminio era programmato e pianificato nei dettagli allora
avrebbero potuto eliminarli tutti nelle ultime due settimane di guerra.
L'esistenza di sopravvissuti non a decine ma a centinaia di migliaia di
unità dimostra che la volontà genocida non ci fu.
Antonio
2005-07-10 09:19:11 UTC
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Post by Artamano
Post by Antonio
Post by Artamano
Se i nazisti avessero voluto sterminare gli ebrei, come mai 600.000 di
essi hanno potuto sopravvivere ai campi tedeschi?
Perchè ai nazisti è mancato il tempo. Hanno perso la guerra e si son
dovuti fermare a 6.000.000.
ma se lo sterminio era programmato e pianificato nei dettagli allora
avrebbero potuto eliminarli tutti nelle ultime due settimane di guerra.
Nelle ultime due settimane di guerra la Germania nazista era allo sfascio,
la guerra era persa e il nemico in casa. La realizzazione pratica di quanto
programmato e pianificato nei dettagli aveva subito un non lieve intoppo.


Antonio
Artamano
2005-07-10 22:21:21 UTC
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Post by Antonio
Nelle ultime due settimane di guerra la Germania nazista era allo sfascio,
la guerra era persa e il nemico in casa. La realizzazione pratica di
quanto programmato e pianificato nei dettagli aveva subito un non lieve
intoppo.
sarebbe stato sufficiente lasciarli senza cibo per qualche giorno,non c'era
bisogno di organizzazione.Vedi ad esempio quanto scritto da Primo Levi il
quale negli ultimi giorni di guerra ha potuto essere curato ad Auschwitz e
poi essere trasferito all'ovest dove fu poi liberato.
Primo Levi: Se questo è un uomo. La Tregua

Ci riferiremo alla ristampa
identica alla precedente dell'Editore Einaudi dell'01/09/84, indicando fra
parentesi il n° delle pagine dalle quali abbiamo preso le notizie.
Ricordiamo che il Levi era stato deportato a Monovitz, il lager più grande
del complesso Auschwitz - Birkenau, situato a 7 Km ad Est della cittadina
di Auschwitz (pag. 231).
Il Levi, malgrado le discriminazioni razziali,
nel 1941, si era laureato in chimica all'Università di Torino "summa cun
laude", all'età di 22anni (135). Nel 1943 aveva messo in piedi una banda
partigiana affiliata a "Giustizia e libertà", ma era stato catturato dalla
Guardia Nazionale Repubblicana il 13/12/43. Non era stato subito fucilato,
anche se era un partigiano ebreo, ma inviato in un campo di lavoro ad
Auschwitz, ed adibito a lavori manuali pesanti, poco adatti a lui, "debole
e maldestro", (20) tanto maldestro che si ferisce al piede sinistro durante
il lavoro (53).
Neanche ora viene ucciso ma inviato nell'infermeria
denominata Ka-Be, costituita da 8 baracche che "contengono permanentemente
un decimo della popolazione del campo" (55). Levi teme che il Ka-Be sia la
camera a gas di cui tutti parlano (58). Viene deriso dagli ebrei polacchi e
dall'infermiere che, vedendolo così magro, gli dice, "Tu ebreo spacciato,
tu presto crematorio, finito" (69). Gli viene assegnata la cuccetta n° 10,
vuota. "La vita del Ka-Be è vita di limbo... non fa freddo, non si lavora"
(60). Dopo un altro periodo di internamento viene selezionato ed inviato al
laboratorio chimico (174), dove "sto al coperto e al caldo e nessuno mi
picchia; rubo e vendo sapone e benzina, senza serio rischio. sto seduto
tutto il giorno, ho un quaderno e una matita... e perfino un libro sui
metodi analitici... e quando voglio uscire basta che avvisi" (178).
L'11
gennaio 1945 si ammala di scarlattina e viene nuovamente ricoverato in Ka-
Be, una cameretta assai pulita, dove sapeva "di avere diritto a quaranta
giorni di isolamento e quindi di riposo" (190), e dove riceveva forti dosi
di sulfamidici (191). Dopo 5 giorni di ricovero il barbiere lo informa che
tutti andranno via ed il medico gli conferma che quelli che potevano
camminare dovevano partire il giorno dopo, mentre gli altri sarebbero
rimasti in Ka-Be, assistiti dai malati meno gravi (193). Levi si prepara a
partire, ma un colloquio con Kosman, che aveva conoscenze fra "I
Preminenti", lo convince a restare (195).

Nella foga ora il Levi smentisce anche se stesso, quando aggiunge che il
libro aveva "incominciato a scriverlo là, in quel laboratorio tedesco pieno
di gelo, di guerra e di
sguardi indiscreti" (221), dimenticando che prima aveva scritto che stava
al coperto ed caldo ed era libero di uscire quando voleva (178).
Nella notte del 18 gennaio 1945, circa 20.000 sani, provenienti da vari
campi,
partirono; rimase nel campo qualche ben consigliato. "Nella quasi
totalità,essi scomparvero durante la marcia di evacuazione". Nell'intero
Ka-Be erano rimasti forse in 800. Il mattino seguente fu fatta l'ultima
distribuzione di zuppa calda. L'impianto di riscaldamento era stato
abbandonato. "Fuori ci dovevano essere almeno 20 sotto lo zero" (196).
"Alcune torrette di guardia erano ancora occupate dalle SS....Fu fatta
ancora una distribuzione di pane (197). Alle 23 tutte le luci si spensero,
poi cominciò il
bombardamento; anche "il campo era stato colpito". I malati delle baracche
colpite e minacciate dal fuoco chiedono ricovero, ma vengono respinti dai
loro compagni di prigionia. I tedeschi non c'erano più, le torrette erano
vuote (198). All'alba del giorno 19 Levi e due suoi compagni, avvolti in
coperte, escono per cercare viveri, trovano delle patate e una stufa; al
rientro incontrano un tedesco in motocicletta che li ignora (198-201). Il
20 gennaio "il campo era silenzioso.
Altri spettri affamati si aggirano"
nel campo, "barbe ormai lunghe, occhi incavati" (203). In lontananza Levi
vedeva un lungo tratto di strada; vi passava a ondate la Wehrmacht in fuga
e tedeschi a cavallo, in bicicletta, a piedi, armati e disarmati. All'alba
del 21 gennaio la pianura era deserta. Anche i civili polacchi erano
scomparsi (205). Una indescrivibile sporcizia aveva invaso ogni reparto del
campo(206). Il 22 gennaio molti cadaveri furono accatastati in una trincea
(209); il 24 gennaio "il mucchio di cadaveri, di fronte alla nostra
finestra, rovinava ormai fuori dalla fosse. nel campo nessun ammalato
guariva, molti invece si ammalavano di polmonite e diarrea" (213). "Tutti
si dicevano a vicenda che i russi, presto, subito sarebbero arrivati"
(216), ma i russi arrivarono il 27 gennaio. Solo uno del gruppo degli il
ammalati di scarlattina era morto nei dieci giorni, ma altri cinque sono
morti nell'infermeria russa provvisoria (218).
Levi ha ultimato il suo
libro nel gennaio 1947, quando le notizie sulle camere a gas e sul
genocidio degli ebrei erano ormai di pubblico dominio, ma essendosi
limitato a riportare i fatti di cui aveva "diretta esperienza", ha solo
parlato genericamente di "selezioni" e di "andare in gas"; infatti non
conosceva "i dettagli delle camere a gas e dei crematori", che ha appreso
"soltanto dopo, quando tutto il mondo li ha appresi", cosi come non parla
dei Lager russi, perché non c'è stato (233). E' vero che Levi si trovava a
Monovitz e non a Birkenau, ma gli scambi di personale fra i vari campi
erano frequenti, e l'invio di molte migliaia di deportati nelle camere a
gas, ogni giorno, non poteva essere tenuto nascosto ad un attento
osservatore.
Come mai il Levi, partigiano ebreo, debole e maldestro,
quindi pericoloso per i tedeschi e poco utile come lavoratore manuale, non
solo è scampato alle selezioni, ma è stato inviato in infermeria per due
volte, la 2° volta quando i russi stavano ormai avanzando verso Cracovia?
Levi tenta una giustificazione: "Entravano in campo quelli che il caso
faceva scendere da un lato del convoglio; andavano in gas gli altri" (20).
Questa giustificazione contrasta con tutte le altre testimonianze sullo
sterminio ebraico e fa a pugni con la logica di uno sterminio programmato
su vasta scala e con l'organizzazione tedesca. Le stesso Levi scrive che il
giorno dell'urgente sgombero del campo, "un maresciallo delle SS fece il
giro delle baracche. Nominò in ognuna un capo baracca scegliendo fra i non
ebrei rimasti, e dispose che fosse immediatamente fatto un elenco dei
malati, distinto in ebrei e non ebrei... e, nessun ebreo pensò seriamente
di vivere fino al giorno successivo" (197).
Quindi l'organizzazione
tedesca era rimasta intatta sino all'ultimo momento, e Levi e gli ebrei non
venivano "selezionati" perché questi erano gli ordini. Infatti il Levi
aveva incontrato due ragazzi ebrei giovanissimi, che erano in Lager da tre
anni (34). Nel campo le "SS ci sono sì, ma sono poche; e fuori dal campo, e
si vedono relativamente di rado: i nostri padroni effettivi sono i triangoli
verdi, i quali hanno mano libera sudi noi" (37). Io sono uno degli ebrei
italiani, tutti dottori, "che non sanno lavorare e si lasciano rubare il
pane e prendono schiaffi dalla mattina alla sera. persino gli ebrei polacchi
li disprezzano perché non sanno parlare yiddish" (59).
L'esame dei fatti vissuti dal Levi ci consente di mettere in dubbio che
esistesse un piano di sterminio degli ebrei, perché altri-menti lui,
partigiano ebreo, debole e maldestro non sarebbe potuto sfuggire alle
selezioni ed alle camere a gas, e non sarebbe stato curato in infermeria per
due volte, ricevendo forti dosi di sulfamidici, un medicinale scoperto nel
1935, e confermano quanto descritto dal vituperato partigiano francese Paul
Rassinier, deportato a Buchenwald, da cui era ritornato invalido al
100% + 5%, il cui mirabile volume "La menzogna di Ulisse" è stato prima
ignorato e poi bollato come nazista; confermano cioè che le violenze erano
normalmente eseguite dagli stessi deportati e non dalle SS, che erano poche
e troppo occupate.
Poiché Levi era stato internato nel Lager ai primi dì marzo 1944, col n°
174.517, il numero complessivo degli internati, bambini compresi, non deve
aver superato i 250.000, mentre gli storici ufficiali affermano che ad
Auschwitz sono stati inviati nelle camere a gas 4 milioni di deportati
Il pregevole libro del Levi era stato rifiutato dai grandi editori e
stampato da una piccola casa editrice in 2.500 copie per cadere subito
nell'oblio.
Riteniamo che questa sia stata una fortuna perché così il testo non ha
subito manomissioni tali da eliminare le notizie che invece può fornirci.
Evidentemente allora la censura o l'autocensura non aveva raggiunto
l'attuale livello di perfezionamento. Solo nel 1958 il libro è stato edito
da Einaudi, e poi tradotto in sei lingue, ridotto per la radio
e la televisione ed infine adottato nelle scuole.
A questo punto però
era necessario concedere qualcosa e perciò l'edizione scolastica del 1976 è
stata integrata con una appendice, nella quale si è potuto colmare qualche
"lacuna" del libro.


Tutti i tedeschi responsabili

Nell'appendice
il Levi scrive che "come mia indole personale non sono facile
all'odio"(222), ma "gli occhi azzurri e i capelli biondi sono essenzialmente
malvagi" (134). "I tedeschi sono sordi e ciechi; chiusi in una corazza di
ostinazione e di deliberata sconoscenza... Fabbricano rifugi,
trincee,riparano i danni, costruiscono, combattono comandano, organizzano ed
uccidono. Che potrebbero fare? Sono tedeschi; non potrebbero fare
altrimenti" (177). Il popolo tedesco non ha tentato "di prendere le distanze
dal nazismo..., e di questa deliberata omissione lo ritengo pienamente
colpevole" (227). "Infatti, centinaia di migliaia di tedeschi furono
rinchiusi nei Lager fin dai primi mesi del nazismo... e tutto il paese lo
sapeva, e sapeva che nei Lager si soffriva e si moriva" (225).
Come spesso succede, per rimediare alle omissioni del suo libro, il Levi ora
esagera, senza badare alle contraddizioni, perché, se fosse vero che
centinaia di migliaia di tedeschi erano stati rinchiusi nei lager dal
nazismo, è evidente che l'opposizione sarebbe stata molto diffusa. Ma non è
vero. Secondo il volume "Hitler - pro e contro" edizioni Mondadori, gli
internati in Germania erano complessivamente 40.000. W. Schirer che, dopo la
guerra, ha avuto la mano, o meglio la penna, pesante, nella sua "Storia del
III Reich" ha affermato che, negli anni precedenti la guerra la popolazione
dei campi di concentramento nazisti non contò probabilmente più di
20.000-30.000 individui contemporaneamente. Anche Lord Russel ha affermato
che erano 20.000.
Nella foga ora il Levi smentisce anche se stesso, quando aggiunge che il
libro aveva "incominciato a scriverlo là, in quel laboratorio tedesco pieno
di gelo, di guerra e di sguardi indiscreti" (221), dimenticando che prima
aveva scritto che stava al coperto ed caldo ed era libero di uscire quando
voleva (178). Sempre nell'appendice il Levi
ci informa che nei lager era presente una "esperienza cospirativa" che
sfociava "in attività di difesa abbastanza efficienti". Nei lager si
riusciva "a ricattare e corrompere le SS", a sabotare il lavoro", "a
comunicare via radio con gli alleati, fornendo loro notizie sulle orrende
condizioni dei campi", "a pilotare le selezioni mandando a morte le spie e i
traditori e salvando prigionieri la cui sopravvivenza avesse per qualsiasi
motivo importanza particolare; a prepararsi anche militarmente a resistere",
anche se ad Auschwitz una difesa attiva o passiva era particolarmente
difficile (229).
Nell'aprile del 1988, presso l'Istituto Gramsci di Genova, si era tenuta una
mostra sulla resistenza tedesca, dove fra l'altro, una foto scattata subito
dopo la liberazione di Buchenwald, mostrava la direzione clandestina del
campo, composta di rappresentanti di tutte le nazionalità, tutti
visibilmente in buone condizioni di salute
(foto n° 270). Anche il libretto "Mauthausen", distribuito ai visitatori
all'ingresso del Lager, conferma l'attiva presenza della direzione
clandestina.
Nel campo erano internati gruppi "di criminali ai quali fino alla primavera
del 1944 erano state affidate quasi tutte le mansioni di direzione dei
deportati (Kapos, personale di blocco, ecc.).
L'allontanamento dei criminali da questi posti nell'ultimo periodo del
dominio nazionalsocialista era stato un importante successo
dell'organizzazione internazionale della resistenza dei deportati", creata
clandestinamente nel campo nell'estate del 1943.Il Comitato all'inizio del
1945 organizzò formazioni militari dirette da un colonnello austriaco e un
maggiore sovietico, ed assunse la direzione del campo il 4 maggio 1945. "Le
formazioni militari dei deportati disarmarono le unità SS, che non
erano ancora fuggite, e combatterono anche contro le unità SS in ritirata
nei pressi del campo e lungo il Danubio.
Il 7 maggio 1945 i deportati vennero definitivamente liberati dai soldati
dell'esercito USA". Quindi risulta confermato che i Lager negli ultimi
giorni o mesi, prima della loro occupazione o liberazione, erano in larga
misura gestiti dai Comitati clandestini, che erano in contatto con gli
alleati.
Le conclusioni che discendono dalla presenza nei campi dei Comitati
clandestini e dai fatti descritti dal Levi negli ultimi giorni di prigionia,
pur ripugnando alla coscienza di ogni uomo civile, e pur apparendo in un
primo tempo inaccettabili, risultano invece chiare ed inevitabili. Il
18/01/45, le SS, sotto l'incalzare dell'armata russa, che aveva già occupato
Cracovia, 50 Km ad Est di Auschwitz e 43 Km di Monowitz, avevano abbandonato
il campo, in fretta ma ordinatamente, dopo aver fatto distribuire l'ultimo
rancio quotidiano, un'ulteriore razione di pane, e senza gasare o fucilare i
loro
prigionieri, neanche gli ebrei che non potevano trasferire per le loro
condizioni di salute. All'alba del 21 la fuga dei tedeschi nei pressi del
campo era completamente finita ed anche i civili polacchi erano scomparsi.
Era logico attendersi che le sofferenze dei prigionieri fossero finite.
Invece no! Nel campo e nei dintorni i tedeschi non c'erano più, ed i
prigionieri che sotto la direzione delle SS avevano il medico, il dentista,
il barbiere, il diritto a 40 giorni di quarantena in caso di malattia
contagiosa, ed il rancio, ora, sotto la direzione dei Comitati clandestini,
erano liberi solo di morire di fame, di freddo e di stenti, mentre i
liberatori non arrivavano e si facevano sentire solo bombardando il campo
per accelerarne lo sfacelo. Eppure certamente i russi sapevano che tutti i
tedeschi, anche quelli disarmati, erano fuggiti, perché già dal 22
avevano occupato la cittadina di Auschwitz; anche se le loro pattuglie non
fossero arrivate al campo, i partigiani polacchi, o i civili polacchi che
l'avevano abbandonato entro il 21(205), o le radio della direzione
clandestina, o la ricognizione aerea dovevano averli informati. La prova che
qualche pattuglia russa o di partigiani polacchi fosse arrivata al campo
almeno il 22 ce la fornisce lo stesso Levi, quando scrive che "alcune SS
forse disperse, ma armate" erano penetrate nel campo ed avevano ucciso;
"metodicamente, con un colpo alla nuca", tutti i 18 francesi che si eramo
stabiliti nel refettorio delle SS, "allineando poi i corpi contorti sulla
neve della strada" (209).
Naturalmente i prigionieri che attendevano i russi come liberatori hanno
pensato ai loro carcerieri ma noi possiamo esaminare criticamente questa
notizia. Ricordiamo che le SS avevano abbandonato il campo già da quattro
giorni e gli ultimi tedeschi erano stati visti fuggire verso occidente dal
giorno prima; era improbabile il
sopraggiungere di altri tedeschi, in una zona ormai occupata dalle truppe
nemiche. Anche se dei tedeschi sbandati ed armati avessero incontrato i
francesi, al massimo li avrebbero posti in fuga, probabilmente senza
sparare, per evitare di richiamare l'attenzione di qualche pattuglia nemica.
Non avevano nessun motivo di ucciderli sistematicamente tutti con un colpo
alla nuca, il classico metodo di esecuzione dei russi, ed ancor meno di
allinearli sulla strada, pronti per le fotografie dei liberatori,
perdendo tempo prezioso per la propria salvezza. Inoltre, se i corpi erano
"contorti", evidentemente erano stati trasportati ed allineati solo dopo che
era sopravvenuta la rigidità cadaverica, perché se fossero stati trascinati
subito dopo l'uccisione sarebbero rimasti distesi e non "contorti".
I tedeschi cioè, invece di mettersi in salvo, avrebbero prima perso del
tempo ad uccidere i francesi, inutilmente, poi ad attenderne la rigidità
cadaverica, ed infine a trascinarli ed allinearli sulla neve. Assurdo.
Ci sì può credere solo ricorrendo al "Credo quia absurdum". L'unica
spiegazione logica è che i francesi fossero incappati in una pattuglia di
militari russi o in una banda di partigiani polacchi i quali, non volendo
lasciare testimoni della loro presenza, li avevano eliminati, mentre per i
tedeschi il fatto di essere visti non aveva alcuna importanza.

La Tregua (Primo Levi - La Tregua - Einaudi Nuovi Coralli -1971)

Primo
Levi ci fornisce qualche ulteriore notizia nel suo libro "La Tregua", dove
racconta le sue peripezie dopo l'arrivo dei russi ad Auschwitz; è il seguito
di "Se questo è un uomo", ma è stato scritto nel 1962. I numeri fra
parentesi indicano le pagine delle citazioni.
Ora Levi ha scritto che "tutti i prigionieri sani furono evacuati, in
condizioni spaventose, su Buchenwald e su Mauthausen, mentre i malati furono
abbandonati a se stessi"
(9); prima aveva scritto che nella quasi totalità "erano scomparsi durante
la marcia di evacuazione". Quindi Levi ci conferma che non erano stati
inviati nelle camere a gas. Levi aggiunge che l'intenzione tedesca era "di
non lasciare nei campi di concentramento nessun uomo vivo, ma un violento
attacco aereo notturno, e la rapidità dell'avanzata russa, indussero i
tedeschi a prendere la fuga"... (9), ma ora trascura il fatto che, secondo
il suo stesso diario, i tedeschi avevano sgomberato il campo il 18 gennaio,
ordinatamente e metodicamente, e che il campo era stato bombardato solo la
notte successiva. Se i tedeschi ne avessero avuto l'ordine e l'intenzione,
avrebbero avuto tutto il tempo di uccidere gli 800 malati, ci sarebbero
voluti solo pochi minuti per uccidere 800 malati riuniti nelle infermerie,
prima o dopo il bombardamento. Inoltre, poiché l'avanzata russa era
effettivamente molto rapida, tanto da costringere i tedeschi a sgomberare il
campo rapidamente, non si spiega perché i russi abbiano ritardato di 10
giorni l'effettiva occupazione del Lager di Monowitz, avvenuta solo il 28
gennaio. Nell'infermeria del Lager di Buna-Monowitz erano rimasti in 800.
"Di questi circa cinquecento morirono delle loro malattie, di freddo e di
fame prima che arrivassero i russi, ed altri duecento, malgrado i soccorsi,
nei giorni immediatamente successivi". (9) Quindi questi 700 morti sono da
addebitare al ritardo nei soccorsi. Pochi giorni dopo i russi radunarono
tutti i superstiti in un "campo grande" di Auschwitz, dove era stato accolto
anche un bambino che non sapeva parlare, di cui nessuno sapeva nulla,
"Hurbinek, che aveva tre anni e forse era nato ad Auschwitz e non aveva mai
visto un albero... il cui minuscolo avambraccio era pure
stato segnato col tatuaggio di Auschwitz", e che morì ai primi di marzo. Non
era il solo bambino. "Ce n'erano altri, in condizioni di salute
relativamente buone: avevano costituito un loro piccolo "club"... Il più
autorevole membro del clan non aveva più di cinque anni, e si chiamava Peter
Pavel... Era un bel bambino biondo e robusto, dal viso intelligente e
impassibile". (26)
Quindi Levi ci conferma che ad Auschwitz c'erano anche dei bambini, tatuati
come gli altri internati, che non erano stati inviati nelle camere a gas con
le loro madri, e che rientravano nel numero complessivo degli internati,
anche se non erano utili come forza lavoro e dovevano essere sfamati.
Poiché Levi era stato internato nel Lager ai primi dì marzo 1944, col n°
174.517, il numero complessivo degli internati, bambini compresi, non deve
aver superato i 250.000, mentre gli storici ufficiali affermano che ad
Auschwitz sono stati inviati nelle camere a gas 4 milioni di deportati, fra
cui tutti i bambini. Quindi Levi, così
attento ed acuto nello studiare e giudicare i suoi compagni di prigionia e
di viaggio, in "La Tregua" non solo si dimostra nemico dei tedeschi, come è
logico per un ebreo, ma chiuso in un "fortilizio di sconoscenza voluta",per
usare le sue stesse parole..
Durante il viaggio di rimpatrio, il 15 ottobre, il treno di Levi era passato
per Monaco di Baviera, "fra il popolo dei Signori: ma gli uomini erano
pochi, molti mutilati, molti vestiti di stracci come noi. Mi sembrava che
ognuno avrebbe dovuto... ascoltare con umiltà il nostro racconto. Ma nessuno
accettò la contesa: erano sordi, ciechi e muti, asserragliati fra le loro
rovine come in un fortilizio di sconoscenza voluta, ancora forti, ancora
capaci di odio e di disprezzo, ancora prigionieri dell'antico nodo di
superbia e di colpa". Queste parole di Levi, cariche di odio, contro i
sopravvissuti all'olocausto
tedesco, ci fanno tornare alla memoria il giudizio espresso dal generale
Patton dopo la guerra, e cioè che quello tedesco era l'unico popolo decente
d'Europa.
Levi dimostra invece una marcata simpatia per i russi: "era agevole
ravvisare in loro, in ciascuno di quei visi rudi e aperti, i buoni soldati
dell'Armata Rossa, gli uomini valenti della Russia vecchia e nuova, miti in
pace e atroci in guerra, forti di una disciplina interiore nata concordia,
dall'amore reciproco e dall'amore di patria; una disciplina più forte,
appunto perché interiore, della disciplina meccanica e servile dei
tedeschi. Era agevole intendere, vivendo fra loro, perché quella e non
questa avesse alla fine prevalso". (122) Questi giudizi non meritano
commenti.
Quindi Levi, così attento ed acuto nello studiare e giudicare i suoi
compagni di prigionia e di viaggio, in "La Tregua" non solo si dimostra
nemico dei tedeschi, come è logico per un ebreo, ma chiuso in un "fortilizio
di sconoscenza voluta", per usare le sue stesse parole.
Il 19 ottobre Levi giunge a Torino: "la casa era in piedi, tutti i familiari
vivi... gli amici pieni di vita" (154). I tedeschi avevano giustamente
risparmiato i familiari di Levi.
Quante famiglie tedesche hanno potuto ritrovare tutti i familiari vivi, le
case intatte? Forse nessuna. Il loro massacro dopo i bombardamenti a tappeto
delle loro città, è continuato anche dopo la fine della guerra.

Conclusioni

Ma che facevano i
Comitati clandestini, i "Prominenti", che almeno in parte dovevano essere
rimasti nei Lager, tanto più che spesso era partito solo chi voleva partire?
Dalle pagine del Levi risulta che non si facevano né vedere né sentire, e
certo non dormivano, visto che un mese prima erano riusciti a far saltare un
crematorio di Birkenau (187), ed anzi, secondo il Kalendarium di
Auschwitz -Birkenau, il 26/01/46 era stato fatto saltare il Crematorio V, e
non certo ad opera delle SS. Come mai non si mettevano in contatto radio con
i russi o con gli alleati, ora che avevano completa
libertà d'azione? Non può esserci alcun dubbio che l'avessero fatto, ma
probabilmente avevano avuto disposizione di tacere e di collaborare alla
costruzione delle atrocità naziste. La conclusione che si può trarre dal
libro del Levi è quindi una e una sola, e cioè che il degrado dei Lager si è
verificato solo dopo il loro abbandono da parte delle SS, sotto la regia ed
il controllo dei liberatori, e che i russi ne abbiano deliberatamente
ritardato la liberazione, in attesa del suo completo sfacelo, per entrarvi
solo il 27, dopo 9 giorni di completo abbandono, con cineprese e macchine
fotografiche.
Sarebbe interessante poter ricostruire, in un film documento, come i
liberatori seguivano dall'esterno lo stato di degrado del campo e la
consistenza dei cumuli di cadaveri, come era organizzato lo scambio di
informazioni con il Comitato clandestino all'interno del campo, come
programmavano gli interventi e le atrocità da costruire, come sceglievano il
momento più opportuno per "liberare" il lager.
Primo Levi è morto suicida nel 1987, senza apparenti motivi. Il suo suicidio
ha
suscitato scalpore per la sua notorietà internazionale, e qualche psichiatra
ha sostenuto che Levi poteva essere salvato indagando sulle cause dei suoi
conflitti. Come abbiamo visto il Levi non ha tratto le conseguenze logiche
dei fatti avvenuti nel lager durante gli ultimi giorni della sua prigionia,
eppure gli argomenti che abbiamo discusso, e che lui non può aver ignorato,
devono aver pesato sulla sua coscienza.
Forse il Levi, dopo il ritorno dalla prigionia e per tutta la vita, è stato
lacerato
fra il dovere, come uomo di gridare al mondo tutta la verità, ed il suo
dovere, come ebreo di tacerla nell'interesse del popolo d'Israele. Mentre
il mancato soccorso delle truppe russe agli insorti di Varsavia nel
settembre - ottobre del 1944 è stata criticata dagli occidentali, nessuna
critica è stata rivolta ai russi, o meglio ai sovietici per la ritardata
occupazione del Lager di Auschwitz.
Ciò può essere spiegato solo con un preventivo accordo o almeno un tacito
consenso, con scambio di cortesie dello stesso tipo. Non ci sono altre
spiegazioni logiche ed attendibili. Queste infamie devono essere attribuite
a tutti i capi responsabili della coalizione antitedesca.
Antonio
2005-07-11 17:04:34 UTC
Permalink
Post by Artamano
Post by Antonio
Nelle ultime due settimane di guerra la Germania nazista era allo
sfascio, la guerra era persa e il nemico in casa. La realizzazione
pratica di quanto programmato e pianificato nei dettagli aveva subito un
non lieve intoppo.
sarebbe stato sufficiente lasciarli senza cibo per qualche giorno,non
c'era bisogno di organizzazione.
I nazisti erano criminali, non stupidi. Commettere un ulteriore efferato
crimine sotto gli occhi degli alleati proprio quando stavano per cadere
nelle loro mani?

Visto che sei un ammiratore e un profondo conoscitore dell'opera di Primo
Levi dovresti sapere che Levi ha scritto: "Per mia fortuna, sono stato
deportato ad Auschwitz solo nel 1944, e cioè dopo che il governo tedesco,
data la crescente scarsità di manodopera, aveva stabilito di allungare la
vita media dei prigionieri da eliminarsi, concedendo sensibili miglioramenti
nel tenore di vita e sospendendo temporaneamente le uccisioni ad arbitrio
dei singoli".

Tra l'altro Levi era un chimico e perciò doppiamente prezioso.


Antonio
Artamano
2005-07-11 20:02:02 UTC
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Post by Antonio
I nazisti erano criminali, non stupidi. Commettere un ulteriore efferato
crimine sotto gli occhi degli alleati proprio quando stavano per cadere
nelle loro mani?
Visto che sei un ammiratore e un profondo conoscitore dell'opera di Primo
Levi dovresti sapere che Levi ha scritto: "Per mia fortuna, sono stato
deportato ad Auschwitz solo nel 1944, e cioè dopo che il governo tedesco,
data la crescente scarsità di manodopera, aveva stabilito di allungare la
vita media dei prigionieri da eliminarsi, concedendo sensibili
miglioramenti
nel tenore di vita e sospendendo temporaneamente le uccisioni ad arbitrio
dei singoli".
ma questo smentisce apertamente la teoria secondo cui l'ordine di sterminio
venne dato dagli alti vertici del nazionalsocialismo secondo una
pianificazione volta alla totale distruzione degli ebrei.
Quanto alal scarsità di manodopera ti ricordo che i tedeschi avevano a
disposizione milioni di prigionieri di guerra e la classe operaia
dell'intera Europa occupata.
Gli ebrei erano utili ma non indispensabili.
Antonio
2005-07-11 21:11:12 UTC
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Post by Artamano
Post by Antonio
I nazisti erano criminali, non stupidi. Commettere un ulteriore efferato
crimine sotto gli occhi degli alleati proprio quando stavano per cadere
nelle loro mani?
Visto che sei un ammiratore e un profondo conoscitore dell'opera di Primo
Levi dovresti sapere che Levi ha scritto: "Per mia fortuna, sono stato
deportato ad Auschwitz solo nel 1944, e cioè dopo che il governo tedesco,
data la crescente scarsità di manodopera, aveva stabilito di allungare la
vita media dei prigionieri da eliminarsi, concedendo sensibili miglioramenti
nel tenore di vita e sospendendo temporaneamente le uccisioni ad arbitrio
dei singoli".
ma questo smentisce apertamente la teoria secondo cui l'ordine di
sterminio venne dato dagli alti vertici del nazionalsocialismo secondo una
pianificazione volta alla totale distruzione degli ebrei.
Se proprio vogliamo fare l'esegesi delle parole di Levi, non smentisce
niente perchè "il governo tedesco aveva stabilito di allungare la vita media
dei prigionieri da *eliminarsi*". Tutti erano da eliminare, prima (gli
inabili al lavoro in una camera a gas) o poi (gli altri, per sfinimento,
malattie, denutrizione o per il capriccio "ad arbitrio" di una guardia).
Post by Artamano
Quanto alal scarsità di manodopera ti ricordo che i tedeschi avevano a
disposizione milioni di prigionieri di guerra
Per lo più sovietici. Difficile far lavorare dei cadaveri.
Post by Artamano
e la classe operaia
dell'intera Europa occupata.
Quelli che collaboravano non erano poi molti. Non trovi?
Post by Artamano
Gli ebrei erano utili ma non indispensabili.
Perciò quando non erano utli li ammazzavano.


Antonio
Antonio
2005-07-11 21:24:45 UTC
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Post by Antonio
Post by Artamano
Post by Antonio
I nazisti erano criminali, non stupidi. Commettere un ulteriore efferato
crimine sotto gli occhi degli alleati proprio quando stavano per cadere
nelle loro mani?
Visto che sei un ammiratore e un profondo conoscitore dell'opera di Primo
Levi dovresti sapere che Levi ha scritto: "Per mia fortuna, sono stato
deportato ad Auschwitz solo nel 1944, e cioè dopo che il governo tedesco,
data la crescente scarsità di manodopera, aveva stabilito di allungare la
vita media dei prigionieri da eliminarsi, concedendo sensibili miglioramenti
nel tenore di vita e sospendendo temporaneamente le uccisioni ad arbitrio
dei singoli".
ma questo smentisce apertamente la teoria secondo cui l'ordine di
sterminio venne dato dagli alti vertici del nazionalsocialismo secondo una
pianificazione volta alla totale distruzione degli ebrei.
Se proprio vogliamo fare l'esegesi delle parole di Levi, non smentisce
niente perchè "il governo tedesco aveva stabilito di allungare la vita
media dei prigionieri da *eliminarsi*". Tutti erano da eliminare, prima
(gli inabili al lavoro in una camera a gas) o poi (gli altri, per
sfinimento, malattie, denutrizione o per il capriccio "ad arbitrio" di una
guardia).
Post by Artamano
Quanto alal scarsità di manodopera ti ricordo che i tedeschi avevano a
disposizione milioni di prigionieri di guerra
Per lo più sovietici. Difficile far lavorare dei cadaveri.
Post by Artamano
e la classe operaia
dell'intera Europa occupata.
Quelli che collaboravano non erano poi molti. Non trovi?
Post by Artamano
Gli ebrei erano utili ma non indispensabili.
Perciò quando non erano utli li ammazzavano.
Antonio
Antonio
2005-07-11 21:34:30 UTC
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Sorry. Inviato per sbaglio.

A proposito non mi ero accorto del cross-post col ng della lega nord. Cos'è
cerchi di far proseliti tra i leghisti?

Comunque va tranquillo, chè se si sono bevute le panzane di Bossi sui celti
si berranno anche le tue.


Antonio
Artamano
2005-07-12 21:45:55 UTC
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Post by Antonio
Se proprio vogliamo fare l'esegesi delle parole di Levi, non smentisce
niente perchè "il governo tedesco aveva stabilito di allungare la vita
media dei prigionieri da *eliminarsi*". Tutti erano da eliminare, prima
(gli inabili al lavoro in una camera a gas) o poi (gli altri, per
sfinimento, malattie, denutrizione o per il capriccio "ad arbitrio" di una
guardia).
ma se l'ordine era sterminio come mai lasciare seicentomila sopravvissuti
quando sarebbero potuti essere eliminati quattro o cinque giorni prima
dell'arrivo degli alleati ?
Come mai i tedeschi ,che avevano progettato la rischiosa e difficile impresa
di eliminare un intero popolo ,decisione che avrebbero potuto rimandare a
guerra finita ma che a quanto pare era prioritaria,hanno lasciato le cose a
metà?
ironia man
2005-07-13 08:42:57 UTC
Permalink
Post by Artamano
Post by Antonio
Se proprio vogliamo fare l'esegesi delle parole di Levi, non smentisce
niente perchè "il governo tedesco aveva stabilito di allungare la vita
media dei prigionieri da *eliminarsi*". Tutti erano da eliminare, prima
(gli inabili al lavoro in una camera a gas) o poi (gli altri, per
sfinimento, malattie, denutrizione o per il capriccio "ad arbitrio" di una
guardia).
ma se l'ordine era sterminio come mai lasciare seicentomila sopravvissuti
quando sarebbero potuti essere eliminati quattro o cinque giorni prima
dell'arrivo degli alleati ?
Come mai i tedeschi ,che avevano progettato la rischiosa e difficile impresa
di eliminare un intero popolo ,decisione che avrebbero potuto rimandare a
guerra finita ma che a quanto pare era prioritaria,hanno lasciato le cose a
metà?
Questo dovresti chiederlo a loro. Magari l'ufficiale di turno aveva la
diarrea e quindi ha rimandato la cosa a "tempi migliori"
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ***@newsland.it
Artamano
2005-07-19 22:08:16 UTC
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Post by ironia man
Questo dovresti chiederlo a loro. Magari l'ufficiale di turno aveva la
diarrea e quindi ha rimandato la cosa a "tempi migliori"
tutti gli ufficiali di tutti i lager ?
arsan
2005-07-10 17:46:41 UTC
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Post by Artamano
Certo, tutti questi sopravvissuti pretendono di essere "scampati per
miracolo", ma si deve, razionalmente, osservare che i miracoli a catena non
sono più miracoli. Lungi dall'essere testimoni chiave dell'Olocausto, tutte
queste persone rappresentano la prova che non c'è stato Olocausto.
con questi goffi tentativi di negare l'evidenza voi nazisti non fate
altro che dimostrare l'enormità dell'abominio da voi commesso contro il
genere umano, talmente aberrante che voi stessi finalmente arrivate a
vergognarvene.
--
"il potere logora chi non ce l'ha" - Giulio Andreotti

arsan http://www.mynewsgate.net/mp.php?u=17953
arsan
2005-07-10 17:52:39 UTC
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Post by Artamano
Certo, tutti questi sopravvissuti pretendono di essere "scampati per
miracolo", ma si deve, razionalmente, osservare che i miracoli a catena non
sono più miracoli. Lungi dall'essere testimoni chiave dell'Olocausto, tutte
queste persone rappresentano la prova che non c'è stato Olocausto.
con questi goffi tentativi di negare l'evidenza voi nazisti non fate
altro che dimostrare l'enormità dell'abominio da voi commesso contro il
genere umano, talmente aberrante che voi stessi finalmente arrivate a
vergognarvene.

quello che mi lascia un po' rammaricato (ma purtroppo non sorpreso) è il
notare che nessuno dei komunisti in questo ng sia insorto nel leggere le
tue affermazioni...
--
"il potere logora chi non ce l'ha" - Giulio Andreotti

arsan http://www.mynewsgate.net/mp.php?u=17953
Roma Padrona
2005-07-10 18:42:26 UTC
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Post by arsan
quello che mi lascia un po' rammaricato (ma purtroppo non sorpreso) è il
notare che nessuno dei komunisti in questo ng sia insorto nel leggere le
tue affermazioni...
se ometti di quotarlo mi faresti un piacere, visto che quel signore è da
tempo nel mio kill file....
Artamano
2005-07-10 22:21:17 UTC
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con questi goffi tentativi di negare l'evidenza voi nazisti non fate altro
che dimostrare l'enormità dell'abominio da voi commesso contro il genere
umano, talmente aberrante che voi stessi finalmente arrivate a
vergognarvene.
ma il fatto è che usando le stesse fonti degli alleati si può dimostrare che
l'olocausto non è avvenuto.
http://www.jeffsarchive.com/holohoax/Where%20did%20Hitler%20get%20the%20Six%20Million%20Jews.htm

dove dice:

World Almanac, 1940, pg. 129: World Jewish Population- 15,319,359
World Almanac, 1949, pg. 289: World Jewish Population- 15,713,638
World Almanac, 1996, pg. 646: World Jewish Population- 14,117,000
arsan
2005-07-11 06:28:36 UTC
Permalink
Post by Artamano
con questi goffi tentativi di negare l'evidenza voi nazisti non fate altro
che dimostrare l'enormità dell'abominio da voi commesso contro il genere
umano, talmente aberrante che voi stessi finalmente arrivate a
vergognarvene.
ma il fatto è che usando le stesse fonti degli alleati si può dimostrare che
l'olocausto non è avvenuto.
http://www.jeffsarchive.com/holohoax/Where%20did%20Hitler%20get%20the%20Six%20Million%20Jews.htm
World Almanac, 1940, pg. 129: World Jewish Population- 15,319,359
World Almanac, 1949, pg. 289: World Jewish Population- 15,713,638
World Almanac, 1996, pg. 646: World Jewish Population- 14,117,000
mi ricordi un mio amico che beccato dalla fidanzata mentre di sera era
appartato in macchina con un altra ragazza è sceso con le braghe
sbottonate dicendo "non è come pensi tu" (tutto vero)
--
"il potere logora chi non ce l'ha" - Giulio Andreotti

arsan http://www.mynewsgate.net/mp.php?u=17953
Artamano
2005-07-11 20:02:03 UTC
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Post by arsan
mi ricordi un mio amico che beccato dalla fidanzata mentre di sera era
appartato in macchina con un altra ragazza è sceso con le braghe
sbottonate dicendo "non è come pensi tu" (tutto vero)
io ho postato dei dati tu solo delle battute.
Mi dici chi ha contato i famosi sei milioni ?
arsan
2005-07-12 16:23:07 UTC
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Post by Artamano
Post by arsan
mi ricordi un mio amico che beccato dalla fidanzata mentre di sera era
appartato in macchina con un altra ragazza è sceso con le braghe
sbottonate dicendo "non è come pensi tu" (tutto vero)
io ho postato dei dati tu solo delle battute.
Mi dici chi ha contato i famosi sei milioni ?
se tu pensi che io mi diletti a verificare tutte le notizie e tutti i
dati storici o scientifici riportati e comunemente accettati come veri
ti sbagli.
Io quindi non mi occupo di verificare che gli americani siano stati
sulla luna oppure no, che Hitler, Stalin o il governo cinese abbiano
ammazzato qualche milione di poveri cristi oppure no, che sia valida la
teoria di Darwin anzichè la Bibbia, o che la terra giri intorno al sole.
Mi adeguo al pensiero corrente, a patto che mi sembri logico, che sia
confermato da molte fonti, e soprattutto se tale pensiero è smentibile
solo tirando in ballo chissà quale congiura internazionale che implichi
un accordo segreto e tacito che coinvolga migliaia di persone. Sono in
pratica favorevole alla soluzione più semplice...
In questo specifico caso la soluzione per me è accettare i 6 milioni di
vittime...e se anche fossero "solo" 2 milioni non farebbe differenza
alcuna nella sostanza. Per il resto ti lascio ai tuoi "dati" e alle tue
verità.
--
"il potere logora chi non ce l'ha" - Giulio Andreotti

arsan http://www.mynewsgate.net/mp.php?u=17953
Artamano
2005-07-12 21:45:55 UTC
Permalink
Post by arsan
se tu pensi che io mi diletti a verificare tutte le notizie e tutti i
dati storici o scientifici riportati e comunemente accettati come veri ti
sbagli.
Io quindi non mi occupo di verificare che gli americani siano stati sulla
luna oppure no, che Hitler, Stalin o il governo cinese abbiano ammazzato
qualche milione di poveri cristi oppure no, che sia valida la teoria di
Darwin anzichè la Bibbia, o che la terra giri intorno al sole. Mi adeguo
al pensiero corrente, a patto che mi sembri logico, che sia confermato da
molte fonti, e soprattutto se tale pensiero è smentibile solo tirando in
ballo chissà quale congiura internazionale che implichi un accordo segreto
e tacito che coinvolga migliaia di persone. Sono in pratica favorevole
alla soluzione più semplice...
In questo specifico caso la soluzione per me è accettare i 6 milioni di
vittime...e se anche fossero "solo" 2 milioni non farebbe differenza
alcuna nella sostanza. Per il resto ti lascio ai tuoi "dati" e alle tue
verità.
beh,per lo meno sei sincero.
Non te ne frega niente della verità.Ti basta adeguarsi a quello che dicono i
potenti e la massa.Forse credi di essere furbo.Ma sappi che le menzogne
propalate hanno sempre uno scopo.Chi ha imbastito quella dell'olocausto lo
ha fatto per imporre un dominio.
E il prezzo lo pagano sempre i sudditi.
Chiediti un po chi ci guadagna.
revisionista del cazzo
2005-07-11 12:35:21 UTC
Permalink
Post by arsan
quello che mi lascia un po' rammaricato (ma purtroppo non sorpreso) è il
notare che nessuno dei komunisti in questo ng sia insorto nel leggere le
tue affermazioni...
Io sono insorto, ma cosa volevi che si scrivesse esattamente? Mostrargli
qualche cadavere ebreo o uno dei numerosi testimoni per convincerlo?
Oppure dovremmo parlare seriamente con lui citando improbabili fonti
reperite via internet, delirando assieme? L'unica cosa che mi verrebbe in
mente è prenderlo a pedate. Ma siamo su internet. Tuttavia ho il sospetto
che questo tuo post sia stato scritto solo per giustificare quel "ma
purtroppo non sorpreso" che non ha né capo né coda.
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ***@newsland.it
Artamano
2005-07-11 20:02:04 UTC
Permalink
Post by revisionista del cazzo
Io sono insorto, ma cosa volevi che si scrivesse esattamente? Mostrargli
qualche cadavere ebreo o uno dei numerosi testimoni per convincerlo?
Oppure dovremmo parlare seriamente con lui citando improbabili fonti
reperite via internet, delirando assieme? L'unica cosa che mi verrebbe in
mente è prenderlo a pedate. Ma siamo su internet. Tuttavia ho il sospetto
che questo tuo post sia stato scritto solo per giustificare quel "ma
purtroppo non sorpreso" che non ha né capo né coda.
a me basta che tu mi dica chi ha contato i famosi sei milioni,e con quale
metodo.
Non voglio altro
Walker
2005-07-11 23:52:09 UTC
Permalink
Post by Artamano
Post by revisionista del cazzo
Io sono insorto, ma cosa volevi che si scrivesse esattamente? Mostrargli
qualche cadavere ebreo o uno dei numerosi testimoni per convincerlo?
Oppure dovremmo parlare seriamente con lui citando improbabili fonti
reperite via internet, delirando assieme? L'unica cosa che mi verrebbe in
mente è prenderlo a pedate. Ma siamo su internet. Tuttavia ho il sospetto
che questo tuo post sia stato scritto solo per giustificare quel "ma
purtroppo non sorpreso" che non ha né capo né coda.
a me basta che tu mi dica chi ha contato i famosi sei milioni,e con quale
metodo.
Non voglio altro
AL PRIMO piano del museo dell'Olocausto di Gerusalemme c'è una sala per la
consultazione dati sul tipo di quelle in uso nelle biblioteche. Inciso su
microfilm, vi è conservato l'elenco degli ebrei morti nei lager nazisti di
cui è stato possibile rintracciare l'identità.


L'Aned è l'Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti. I
suoi aderenti sono i sopravvissuti allo sterminio nazista e i familiari dei
caduti nei Lager. La Presidenza e la segreteria nazionale dell'associazione
hanno sede a Milano, in via Bagutta 12, cap 20121. Telefono 02-76006449, fax
02 76020637.

Esistono sezioni Aned in diverse città italiane.
L'associazione inoltre "considera suo dovere far conoscere la storia della
deportazione soprattutto ai giovani, ai quali è affidata la difesa della
libertà e della democrazia".

Per contattare l'ANED si può:
Inviare una e-mail a : ***@agora.it
Scrivere a questo indirizzo: ANED - Via Bagutta 12, 20121 Milano Italia
Telefonare al numero: 02 76006449
Inviare un Fax: 02 76020637

Fondazione Memoria della Deportazione scrivete a:
***@fastwebnet.it
oppure inviate un fax al numero
+39 02 87383246
o telefonate in orario
d'ufficio al +39 02 87383240

Per entrare in contatto con
l'Aned scrivete a:
***@agora.it
oppure inviate un fax al numero
+39 02 76020637
o telefonate in orario
d'ufficio al +39 02 76006449.
Artamano
2005-07-12 21:45:57 UTC
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Post by Walker
L'Aned è l'Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti. I
suoi aderenti sono i sopravvissuti allo sterminio nazista e i familiari dei
caduti nei Lager. La Presidenza e la segreteria nazionale
dell'associazione
hanno sede a Milano, in via Bagutta 12, cap 20121. Telefono 02-76006449, fax
02 76020637.
ma non vi è somma dei sei milioni.
Vi è scritto il nome dei deportati ma non quello dei morti.per sapere quel
numero l'unica cosa da fare è un censimento prima e dopo la guerra.
E'stato fatto.E i risultati sono in contrasto con quelli olocaustici.
revisionista del cazzo
2005-07-13 08:36:19 UTC
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Post by Artamano
Post by Walker
L'Aned è l'Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti. I
suoi aderenti sono i sopravvissuti allo sterminio nazista e i familiari dei
caduti nei Lager. La Presidenza e la segreteria nazionale
dell'associazione
hanno sede a Milano, in via Bagutta 12, cap 20121. Telefono 02-76006449, fax
02 76020637.
ma non vi è somma dei sei milioni.
Vi è scritto il nome dei deportati ma non quello dei morti.per sapere quel
numero l'unica cosa da fare è un censimento prima e dopo la guerra.
E'stato fatto.E i risultati sono in contrasto con quelli olocaustici.
E nell'attesa che si chiarisca questo punto, anche se dato il caos e i
numeri ovviamente non si dovrebbero pretendere ricostruzioni precise al
100% o comunque oltre un certo limite, ne approfittiamo per negare
innocentemente l'olocausto uccidendo chi l'ha vissuto per seconda volta.
Posso chiederti perché lo fai? Disinteressato amore per la scienza o
altro?
--
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Artamano
2005-07-19 22:08:17 UTC
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Post by revisionista del cazzo
E nell'attesa che si chiarisca questo punto, anche se dato il caos e i
numeri ovviamente non si dovrebbero pretendere ricostruzioni precise al
100% o comunque oltre un certo limite, ne approfittiamo per negare
innocentemente l'olocausto uccidendo chi l'ha vissuto per seconda volta.
Posso chiederti perché lo fai? Disinteressato amore per la scienza o
altro?
e'vero,ricostruzioni precise al 100% non sono possibili ma tra sei milioni
di morti o trecentomila c'è una bella differenza,e i censimenti accettati
dal senato americano non mostrano perdite così grandi.
E una menzogna così grande non può essere mantenuta con la scusa della
collera degli ebrei che si sentono insultati.
Negare il mito olocaustico significa negare il progetto di sterminio e i sei
milioni,ma non le sofferenze comunque patite dagli ebrei perseguitati.
Significa negare l'esclusività del preteso sterminio che a sua volta viene
usata per coprire le pretese egemoniche di quella parte del mondo ebraico
che ritiene di essere un popolo eletto.
revisionista del cazzo
2005-07-12 08:50:30 UTC
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Post by Artamano
Post by revisionista del cazzo
Io sono insorto, ma cosa volevi che si scrivesse esattamente? Mostrargli
qualche cadavere ebreo o uno dei numerosi testimoni per convincerlo?
Oppure dovremmo parlare seriamente con lui citando improbabili fonti
reperite via internet, delirando assieme? L'unica cosa che mi verrebbe in
mente è prenderlo a pedate. Ma siamo su internet. Tuttavia ho il sospetto
che questo tuo post sia stato scritto solo per giustificare quel "ma
purtroppo non sorpreso" che non ha né capo né coda.
a me basta che tu mi dica chi ha contato i famosi sei milioni,e con quale
metodo.
Non voglio altro
Supponiamo siano stati cinque milioni e mezzo, o cinque milioni
ottocentomila. Cosa cambia? Certo è lecito preoccuparsi della precisione
di certi resoconti storici, al fine di riscotruire in modo ancora più
dettagliato l'inquadramento storico. Ma da qui a tentare di negare,
sovvertire o sforzarsi per dimostrare che sia avvenuto addirittura il
contrario mi sembra un "tantino" azzardato. Forse non sai che esistono
pubblicazioni su riviste internazionali ad opera di filosofi d'avanguardia
in cui si sostiene che potremmo essere in una specie di realtà simulata,
nello stile di Matrix. E ci sono dei calcoli precisi su come e quando e in
quale stadio di una società certe congetture potrebbero avverarsi.
Vogliamo mettere in conto anche questa possibilità? Potremmo essere in una
realtà virtuale e stiamo discutendo su fatti mai avvenuti nella realtà. Ok?
--
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Artamano
2005-07-12 21:45:58 UTC
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Post by revisionista del cazzo
Supponiamo siano stati cinque milioni e mezzo, o cinque milioni
ottocentomila. Cosa cambia? Certo è lecito preoccuparsi della precisione
di certi resoconti storici, al fine di riscotruire in modo ancora più
dettagliato l'inquadramento storico. Ma da qui a tentare di negare,
sovvertire o sforzarsi per dimostrare che sia avvenuto addirittura il
contrario mi sembra un "tantino" azzardato. Forse non sai che esistono
pubblicazioni su riviste internazionali ad opera di filosofi d'avanguardia
in cui si sostiene che potremmo essere in una specie di realtà simulata,
nello stile di Matrix. E ci sono dei calcoli precisi su come e quando e in
quale stadio di una società certe congetture potrebbero avverarsi.
Vogliamo mettere in conto anche questa possibilità? Potremmo essere in una
realtà virtuale e stiamo discutendo su fatti mai avvenuti nella realtà. Ok?
non so niente di realtà simulata.Finchè non ci saranno prove io non ho
elementi per affermare che viviamo in essa o nella realtà.
Possiamo sperare,come diceva Cartesio,che a garante della verità e della
realtà ci sia Dio.
Che non permetterebbe l'esistenza dell'inganno o del male per un tempo così
grande da permetterne la vittoria.
Il male può sembrare forte,ma solo perchè sovvertendo le leggi della Natura
si procura un vantaggio momentaneo.Ma il cattivo per poter compiere le
azioni malvage deve prima uccidere dentro di se quella sensibilità alle cose
belle che viene dalla visone delle cose da un punto di vista più alto.
Anche se prevale sui più deboli è sempre la prevalenza di un cancro
sull'organismo ospite.Oltre un certo limite uccide se stesso è l'ospite.
La malvagità acceca chi la compie e costui finisce per pensare che tutto è
male e tutti sono stronzi e che quindi tanto vale continuare così,in una
spirale di violenza e follia ormai fine a se stessa.Giunto al vertice
finisce per distruggere tutto intorno a se,anche senza rendersene conto.Il
tumore vince ,e poi muore.

In fondo è questa considerazione a farci sperare.Una società così
tecnologicamente potente da imbastire una realtà stile matrix non reggerebbe
alla sua malvagità per molto tempo.
revisionista del cazzo
2005-07-13 08:39:59 UTC
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Post by Artamano
Post by revisionista del cazzo
Supponiamo siano stati cinque milioni e mezzo, o cinque milioni
ottocentomila. Cosa cambia? Certo è lecito preoccuparsi della precisione
di certi resoconti storici, al fine di riscotruire in modo ancora più
dettagliato l'inquadramento storico. Ma da qui a tentare di negare,
sovvertire o sforzarsi per dimostrare che sia avvenuto addirittura il
contrario mi sembra un "tantino" azzardato. Forse non sai che esistono
pubblicazioni su riviste internazionali ad opera di filosofi d'avanguardia
in cui si sostiene che potremmo essere in una specie di realtà simulata,
nello stile di Matrix. E ci sono dei calcoli precisi su come e quando e in
quale stadio di una società certe congetture potrebbero avverarsi.
Vogliamo mettere in conto anche questa possibilità? Potremmo essere in una
realtà virtuale e stiamo discutendo su fatti mai avvenuti nella realtà. Ok?
non so niente di realtà simulata.Finchè non ci saranno prove io non ho
elementi per affermare che viviamo in essa o nella realtà.
Possiamo sperare,come diceva Cartesio,che a garante della verità e della
realtà ci sia Dio.
Che non permetterebbe l'esistenza dell'inganno o del male per un tempo così
grande da permetterne la vittoria.
Il male può sembrare forte,ma solo perchè sovvertendo le leggi della Natura
si procura un vantaggio momentaneo.Ma il cattivo per poter compiere le
azioni malvage deve prima uccidere dentro di se quella sensibilità alle cose
belle che viene dalla visone delle cose da un punto di vista più alto.
Anche se prevale sui più deboli è sempre la prevalenza di un cancro
sull'organismo ospite.Oltre un certo limite uccide se stesso è l'ospite.
La malvagità acceca chi la compie e costui finisce per pensare che tutto è
male e tutti sono stronzi e che quindi tanto vale continuare così,in una
spirale di violenza e follia ormai fine a se stessa.Giunto al vertice
finisce per distruggere tutto intorno a se,anche senza rendersene conto.Il
tumore vince ,e poi muore.
In fondo è questa considerazione a farci sperare.Una società così
tecnologicamente potente da imbastire una realtà stile matrix non reggerebbe
alla sua malvagità per molto tempo.
Bene. Belle parole. clap clap. Allora perché ci tieni tanto a negare
l'olocausto? E i nazisti erano malvagi o erano tanto buoni da avvicinarsi
a dio e riscoprire la natura?
--
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Artamano
2005-07-19 22:08:18 UTC
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Post by revisionista del cazzo
Bene. Belle parole. clap clap. Allora perché ci tieni tanto a negare
l'olocausto? E i nazisti erano malvagi o erano tanto buoni da avvicinarsi
a dio e riscoprire la natura?
perchè l'olocausto è un mito tenuto insieme con la censura.
Ed è usato per giustificare il progetto del grande villaggio globale in cui
tutte le razze e i popoli spariranno per lasciare il posto a masse informi
di individui.
Si deve poter qualificare chi si oppone con un accusa tremenda,quella
appunto dello sterminatore.
Cosa possibile solo con un mito come quello olocaustico.
.sergio.
2005-07-11 14:12:25 UTC
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Post by arsan
quello che mi lascia un po' rammaricato (ma purtroppo non sorpreso) è il
notare che nessuno dei komunisti in questo ng sia insorto nel leggere le
tue affermazioni...
ciao,

io sono uno dei "komunisti in questo ng".
Se fai una ricerchina con google (sai cosa e' vero? sai usarlo vero?)
usando come parole chiavi sergio, artamano vedrai che a quel cialtrone di
artamano ho risposto molte volte. E ti renderai conto, spero, che dovresti
imparare a contare fino a 100 prima di sputare sentenze.
--
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komunista in questo ng
2005-07-11 14:36:05 UTC
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Post by .sergio.
Post by arsan
quello che mi lascia un po' rammaricato (ma purtroppo non sorpreso) è il
notare che nessuno dei komunisti in questo ng sia insorto nel leggere le
tue affermazioni...
ciao,
io sono uno dei "komunisti in questo ng".
Se fai una ricerchina con google (sai cosa e' vero? sai usarlo vero?)
usando come parole chiavi sergio, artamano vedrai che a quel cialtrone di
artamano ho risposto molte volte.
Risposto? Per questo tipo ci vorrebbe una riesumazione del processo di
Norimberga. Per caso scrive dall'Argentina?
--
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mark5465754
2005-07-11 14:42:31 UTC
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Post by komunista in questo ng
Risposto? Per questo tipo ci vorrebbe una riesumazione del processo di
Norimberga.
solo perchè la pensa diversamente? e il pericoloso nazista è lui...
komunista in questo ng
2005-07-11 15:02:36 UTC
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Post by mark5465754
Post by komunista in questo ng
Risposto? Per questo tipo ci vorrebbe una riesumazione del processo di
Norimberga.
solo perchè la pensa diversamente? e il pericoloso nazista è lui...
La libertà di pensiero finisce quando si comincia a pensare che sia giusto
sterminare altra gente, etnie o comunque categorie di persone. Ecco perché
esiste il reato di apologia del fascismo o del nazismo, che sono degli
spettri non così lontani della storia dato che vengono rievocati
continuamente da gruppi neonazisti e da certi revisionisti al governo e
autonomi che hanno un po' troppa premura di riappacificare. E tutti
vissero felici e contenti. Ricominciamo d'accapo a fare gli stessi errori,
come avviene normalmente nella storia umana
Ma se per te libertà significa anche andare in giro a pestare i neri o gli
ebrei o gli omosessuali o i mussulmani o chiunque ti vada meno a genio,
allora sei anche tu un pericoloso nazista.
--
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mark5465754
2005-07-11 15:10:17 UTC
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Post by komunista in questo ng
La libertà di pensiero finisce quando si comincia a pensare che sia giusto
sterminare altra gente, etnie o comunque categorie di persone.
pensare che l'olocausto sia propaganda non vuol dire che si pensi sia
giusto sterminare qualcuno, non vuol dire nemmeno essere nazista.
komunista in questo ng
2005-07-11 15:32:17 UTC
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Post by mark5465754
Post by komunista in questo ng
La libertà di pensiero finisce quando si comincia a pensare che sia giusto
sterminare altra gente, etnie o comunque categorie di persone.
pensare che l'olocausto sia propaganda non vuol dire che si pensi sia
giusto sterminare qualcuno, non vuol dire nemmeno essere nazista.
Certo, nel paese di Cappuccetto Rosso in cui tutti perfino il lupo cattivo
svolgono il loro ruolo in buona fede senza perseguire alcun secondo fine.
Ci credi sul serio? Penseresti la stessa cosa se qualcuno dicesse, in nome
della libertà di pensiero, che Bin Laden non è mai esistito e che
l'attentato alle torri gemelle è stato eseguito dalla CIA, e quindi è
tutta propaganda degli Americani per assumere un controllo maggiore sul
medio oriente, oppure che l'attentato alle torri gemelle è stato
organizzato dagli Israeliani? In fondo Hitler ricorse a questo trucchetto
per iniziare la persecuzione degli Ebrei. Penseresti ancora che questa
persona sta esercitando il suo libero pensiero in buona fede senza secondi
fini e possa pure renderlo pubblico?
Come mai se è così innocuo i nazisti stessi ricorsero al negazionismo
dell'olocausto mentre esso stesso si stava svolgendo?
Queste non sono semplici opinioni. Sono calunnie e un insulto verso le
vittime dell'olocausto, e i loro parenti. Purtroppo non tutti sono capaci
di capire come certe cose possono ferire senza averle vissute
direttamente. Talvolta sarebbe opportuno fare uno sforzo in più, non credi?
--
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mark5465754
2005-07-11 15:53:41 UTC
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Post by komunista in questo ng
Certo, nel paese di Cappuccetto Rosso in cui tutti perfino il lupo cattivo
svolgono il loro ruolo in buona fede senza perseguire alcun secondo fine.
Ci credi sul serio?
chi è il lupo cattivo? lo decidi tu? anche se avessi ragione in questo
caso, una società che si basa sulla censura è fascista e stalinista.
quelli che pensano che l'olocausto sia avvenuto sono tutti antinazisti?
ci sono molti neonazisti che credono nell'olocausto, non tutti hanno
una opinione dettata da un interesse politico personale.


Penseresti ancora che questa
Post by komunista in questo ng
persona sta esercitando il suo libero pensiero in buona fede senza secondi
fini e possa pure renderlo pubblico?
se sia in buona fede o meno non sarebbero affari di nessuno, tutti
devono essere liberi di rendere pubblico il proprio pensiero.
komunista in questo ng
2005-07-11 16:09:33 UTC
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Post by mark5465754
Post by komunista in questo ng
Certo, nel paese di Cappuccetto Rosso in cui tutti perfino il lupo cattivo
svolgono il loro ruolo in buona fede senza perseguire alcun secondo fine.
Ci credi sul serio?
chi è il lupo cattivo? lo decidi tu?
Nell'esempio che ho fatto il lupo cattivo non svolge alcun ruolo
Post by mark5465754
anche se avessi ragione in questo
caso, una società che si basa sulla censura è fascista e stalinista.
Quindi bisogna accettare che esista qualcuno che incita alla persecuzione,
semplicemente manifestando la propria opinione e non passando all'azione
(o relegandola ad altri), di categorie di persone? Oppure può insultare
pubblicamente una categoria di persone perché sta manifestando le proprie
opinioni? E come mai questo non si può fare? Perfino in America, dove la
stampa è tuttora molto più libera che in Italia, non si può fare
propaganda contro i neri o contro le donne ecc. La pubblicità sessista è
vietata, ad es. La Benetton ha dovuto ritirare molte pubblcità ritenute
offensive per una categoria di persone. Perché? Tutta l'Europa e gli USA
sono nazisti? Perché esiste il reato per calunnia e diffamazione?
Post by mark5465754
quelli che pensano che l'olocausto sia avvenuto sono tutti antinazisti?
ci sono molti neonazisti che credono nell'olocausto, non tutti hanno
una opinione dettata da un interesse politico personale.
Non si tratta di credere. Ci sono dei fatti accertati. Il tuo amico
Artamano sta facendo della propaganda per discreditare questi fatti,
quindi sta facendo dell'apologia del nazismo (reato in Italia ma anche in
Germania), calunniando e offendendo la memoria di chi è morto.
Post by mark5465754
Penseresti ancora che questa
Post by komunista in questo ng
persona sta esercitando il suo libero pensiero in buona fede senza secondi
fini e possa pure renderlo pubblico?
se sia in buona fede o meno non sarebbero affari di nessuno, tutti
devono essere liberi di rendere pubblico il proprio pensiero.
Allora io sono altrettanto libero di pensare e di pubblicare che per
Artamano e per chi come lui contribuisce al negazionismo ci vorrebbe un
nuovo processo di Norimberga. Libertà di pensiero. Che vuoi farci? Non
capisco perché il mio libero pensiero ti abbia dato fastidio e quello di
Artamano no.
La propaganda di Artamano però, a ddiferenza di ciò che ho scritto io,
potrebbe avere come conseguenza l'adesione di qualche giovane sprovveduto
che crede alle sue favole navigando su internet.
--
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mark5465754
2005-07-11 16:54:47 UTC
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Post by komunista in questo ng
Quindi bisogna accettare che esista qualcuno che incita alla persecuzione,
semplicemente manifestando la propria opinione e non passando all'azione
(o relegandola ad altri), di categorie di persone?
credere che l'olocausto sia una bufala non vuol dire incitare alla
persecuzione.
Post by komunista in questo ng
Allora io sono altrettanto libero di pensare e di pubblicare che per
Artamano e per chi come lui contribuisce al negazionismo ci vorrebbe un
nuovo processo di Norimberga. Libertà di pensiero. Che vuoi farci? Non
capisco perché il mio libero pensiero ti abbia dato fastidio e quello di
Artamano no.
tu vuoi impedire agli altri di esprimersi, vuoi che gli altri siano
messi sotto processo perchè non la pensano come te, sei un fascista.
Post by komunista in questo ng
La propaganda di Artamano però, a ddiferenza di ciò che ho scritto io,
potrebbe avere come conseguenza l'adesione di qualche giovane sprovveduto
che crede alle sue favole navigando su internet.
non è compito di nessuno salvarguardare "i giovani sprovveduti",
questo è un tipico ragionamento fascista ed elittario: ti impedisco di
esprimerti con la scusa di tutelare la plebe sprovveduta, magari sei tu
lo sprovveduto. Chi ti dice che tu capisca più di questi "giovani
sprovveduti"?
komunista in questo ng
2005-07-12 08:41:14 UTC
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Post by mark5465754
Post by komunista in questo ng
Quindi bisogna accettare che esista qualcuno che incita alla persecuzione,
semplicemente manifestando la propria opinione e non passando all'azione
(o relegandola ad altri), di categorie di persone?
credere che l'olocausto sia una bufala non vuol dire incitare alla
persecuzione.
Se non ci fossero tutti quei morti di mezzo e persone violente pronte ad
agire avresti ragione.
Qua non si tratta di credere. Ognuno può pensare ciò che vuole nella sua
testa bacata, anche che sia opportuno sterminare tutti gli esseri umani e
rimanere da solo, magari con un esponente del sesso opposto per costituire
un nuovo Eden. Tuttavia non è possibile che in nome della libertà si
consenta a qualcuno di dire cose pubblicamente che violentano altre
persone. La violenza non è solo fisica, ma anche verbale. Voi nazisti non
potete attualmente esercitare quell'altro tipo di violenza, più antico, e
ci provate almeno con quella verbale, allo scopo di fare proseliti.
Post by mark5465754
Post by komunista in questo ng
Allora io sono altrettanto libero di pensare e di pubblicare che per
Artamano e per chi come lui contribuisce al negazionismo ci vorrebbe un
nuovo processo di Norimberga. Libertà di pensiero. Che vuoi farci? Non
capisco perché il mio libero pensiero ti abbia dato fastidio e quello di
Artamano no.
tu vuoi impedire agli altri di esprimersi, vuoi che gli altri siano
messi sotto processo perchè non la pensano come te, sei un fascista.
No, sei tu un nazista e nemmeno te nerendi conto. Ci sei o ci fai. Dove
non può la ragione forse può l'emotività, dato che certa gente non riesce
proprio a ragionare. Pensa allora ad un caso personale: tutta la tua
famiglia viene sterminata da una banda di assassini, dopodiché un
giornale, il cui direttore è parente di uno dei balordi, scrive che non è
assolutamente vero, che si sono suicidati loro e anzi gli assassini hanno
tentato di salvarli. E' libertà di pensiero? accetteresti il punto di
vista del giornale
Post by mark5465754
Post by komunista in questo ng
La propaganda di Artamano però, a ddiferenza di ciò che ho scritto io,
potrebbe avere come conseguenza l'adesione di qualche giovane sprovveduto
che crede alle sue favole navigando su internet.
non è compito di nessuno salvarguardare "i giovani sprovveduti",
questo è un tipico ragionamento fascista ed elittario: ti impedisco di
esprimerti con la scusa di tutelare la plebe sprovveduta, magari sei tu
lo sprovveduto. Chi ti dice che tu capisca più di questi "giovani
sprovveduti"?
Hai un'idea molto singolare di fascista. Tu non puoi insultare e
calunniare chi ti pare invocando una libertà di espressione che i regimi
che sostenete hanno represso duramente in prima istanza. Secondo te una
società non deve preoccuparsi assolutamente di tutelare certe fasce
deboli, quindi non dovrebbero esistere le scuole, non si dovrebbero
educare i figli, consentire pubblicità di prodotti nocivi, il
favoreggiamento alla prostituzione, alla pedofilia alla delinquenza non
dovrebbe costituire reato, ecc. Insomma anarchia totale e vinca il più
forte. Tra l'altro se nessun tipo di propaganda è reato, allora col tuo
ragionamento è legittima l'esistenza di qualunque partito, che sulla carta
manifesta soltanto il proprio pensiero, anche un partito neonazista che
predica esplicitamente lo sterminio totale di ebrei, immigrati, ecc.
E' come dire di non usare i vaccini perché tutti i virus hanno il diritto
di insediarsi in un corpo, che tradotto significa di non fare uso
dell'esperienza storica per non commettere nuovamente certi sbagli.
Potremmo anche tornare agli imperatori assoluti. avete già pronto il nuovo
Caligola?
--
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mark5465754
2005-07-12 09:02:42 UTC
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TESTO DELL'INTERVISTA RILASCIATA DALLO STORICO ROBERT FAURISSON ALLA
RIVISTA "STORIA ILLUSTRATA"



Storia - Signor Faurisson, da qualche tempo in Francia, e non solo in
Francia, lei è al centro di un'aspra polemica per certe sue
affermazioni su quella che rimane una delle pagine più buie della
storia della Seconda Guerra Mondiale. Ci riferiamo allo sterminio degli
ebrei da parte dei nazisti. In particolare una delle sue affermazioni
appare tanto netta quanto incredibile. E' vero che lei nega che le
camere a gas siano mai esistite?



Faurisson - E' esatto. In effetti io dico che queste famose "camere a
gas" omicide non sono altro che una frottola di guerra. E'
un'invenzione della propaganda di guerra paragonabile alle leggende
sulla "barbarie teutonica" diffuse durante la Prima Guerra Mondiale.
Già allora i tedeschi vennero accusati di crimini del tutto
immaginari: a bimbi belgi sarebbero state tagliate le mani, dei
canadesi crocifissi, cadaveri trasformati in sapone... Peraltro, su
questo terreno gli stessi tedeschi facevano, suppongo, buona
concorrenza ai francesi...

I campi di concentramento tedeschi sono realmente esistiti, ma come
tutti ben sanno questa non è una cosa originale tedesca. Anche i forni
crematori sono esistiti in certi campi, ma la cremazione non è fatto
più grave o più criminale dell'inumazione. I forni crematori
costituivano persino un progresso dal punto di vista sanitario nel caso
di rischi di epidemie. Il tifo ha imperversato in tutta l'Europa in
guerra. La maggior parte dei cadaveri che con tale compiacimento ci
vengono mostrati in foto sono chiaramente cadaveri di tifici. Queste
foto dimostrano solo che degli internati-e talvolta anche dei
guardiani-sono morti di tifo. Non provano niente altro. Insistere sul
fatto che talvolta i tedeschi usavano dei forni crematori non è cosa
molto onesta. Cosi facendo si punta sulla repulsione o sulI'oscura
inquietudine della gente abituata all'inumazione e non alla cremazione.
Immaginatevi una qualsiasi popolazione dell'Oceania abituata a bruciare
i suoi morti, e ditele che noi interriamo i nostri; apparirete loro
come una specie di selvaggio. Forse vi sospetteranno addirittura di
mettere sotto terra delle persone "più o meno vive".

Allo stesso modo, si dà prova di completa disonestà quando ci si
presentano come delle "camere a gas" omicide le autoclavi destinate in
realtà alla disinfezione degli abiti con il gas. Questa accusa, mai
chiaramente formulata, è stata abbandonata, ma in alcuni musei o in
alcuni libri si osa ancora mostrare la foto di una di queste autoclavi,
situate a Dachau, con davanti a essa un soldato in uniforme americana
che sta decifrando... l'orario delle gassazioni!

Un'altra forma di gassazione è realmente esistita nei campi tedeschi;
è la gassazione degli edifici per sterminarvi i parassiti. Veniva
allora impiegato quel famoso Zyklon B sul quale si è costruita una
fantastica leggenda. Lo Zyklon B, la cui licenza data dal 1922, è
utilizzato ancor oggi, in particolare nella disinfestazione di
immobili, baraccamenti, silos, navi, ma anche per la distruzione delle
tane di volpe o di altri animali nocivi. é pericoloso da maneggiare
perchè, come indica la lettera "B", si tratta di "Blausaure", cioè di
acido blu, o acido cianidrico, chiamato anche acido prussico. Tra
l'altro, c'è anche da rilevare che i sovietici, ingannandosi sul senso
di questa lettera, hanno accusato i tedeschi di avere ucciso dei
deportati con dello Zyklon A e con dello Zyklon B!

Ma veniamo alle cosiddette "camere a gas" omicide. Fino al 1960 ho
creduto alla realtà di questi macelli umani dove, secondo metodi
industriali, i tedeschi avrebbero ucciso degli internati in quantità e
su scala industriale. Poi ho saputo che certi autori giudicavano
contestabile la realtà di queste "camere a gas": tra questi vi è Paul
Rassinier, che era stato deportato a Buchenwald e a Dora. Questi autori
hanno finito per formare un gruppo di storici che si definiscono
"revisionisti". Ho studiato le loro argomentazioni. Naturalmente, ho
studiato anche le argomentazioni degli storici ufficiali. Questi ultimi
credono alla realtà dello sterminio con le "camere a gas". Sono, in un
certo senso, "sterminazionisti". Per molti anni ho minuziosamente
confrontato gli argomenti degli uni e degli altri. Sono andato ad
Auschwitz, a Majdanek, a Struthof. Ho cercato, ma invano, anche una
sola persona che mi potesse dire: "Sono stato internato in quel campo.
Ho visto con i miei occhi un edificio che era sicuramente una camera a
gas". Ho letto molti libri e documenti. Per anni ho studiato gli
archivi del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (C.D.J.C.
Centre de Documentation Juive Contemporaine) di Parigi. Va da sé che
mi sono interessato in particolare ai processi detti di "crimini di
guerra". Un'attenzione del tutto particolare ho rivolto a quelle che mi
venivano presentate come "confessioni" di SS o di un qualsiasi altro
tedesco. Non vi tedierò enumerandovi i nomi di tutti gli specialisti
che ho consultato, ma voglio ricordare una cosa, peraltro curiosa.
Spesso bastava qualche minuto di conversazione perchè gli
"specialisti" in questione dichiarassero: "Sappia che io non sono uno
specialista in camere a gas". E, cosa ancora più curiosa, a tutt'oggi
non esiste né libro né articolo della scuola "sterminazionista" sulle
"camere a gas". Sono cosciente che mi si potrebbero forse citare alcuni
titoli, ma questi titoli traggono in inganno. In realtà, nella
incredibile montagna di scritti consacrati ai campi tedeschi, non
esiste nulla su quanto li rende così originali e intrinsecamente
perversi! Nessuno "sterminazionista" ha scritto sulle "camere a gas".
Tutt'al più si può dire che Georges Wellers, del C.D.J.C., ha tentato
di parlarne cercando di perorare la veridicità parziale del documento
Gerstein sulla "camera a gas" di Belzec.

Al contrario, i revisionisti hanno invece scritto abbastanza per dire
che la loro esistenza era dubbia o per affermare che era decisamente
impossibile. La mia opinione personale è la stessa di questi ultimi.
L'esistenza delle "camere a gas" è RADICALMENTE impossibile. Le mie
ragioni sono innanzitutto quelle accumulate dai revisionisti nelle loro
pubblicazioni. In seguito, sono anche quelle che io stesso ho trovato e
che qualificherei materiali, bassamente e scioccamente materiali. Ho
pensato che bisognava cominciare dall'inizio. Voi certo sapete che in
generale ci si mette un po' ad accorgersi che si sarebbe dovuto
cominciare dall'inizio. Mi son detto che noi tutti parliamo di "camere
a gas" come se conoscessimo esattamente il senso di queste parole.
Quanti di coloro che pronunciano discorsi, frasi o danno giudizi nei
quali ricorre questa espressione di "camera a gas" sanno di che
parlano? Mi ci è voluto poco per rilevare chemolte persone
commettevano un errore dei più grossolani. Si rappresentavano una
"camera a gas" come una realtà in fondo assai prossima a quella di una
semplice camera da letto sotto la cui porta passasse del gas domestico.
Costoro dimenticavano che un'esecuzione con il gas è, per definizione,
profondamente differente da una semplice asfissia suicida o
accidentale. Nel caso di un'esecuzione bisognava evitare accuratamente
qualsiasi rischio di malessere, d'avvelenamento o di morte per gli
esecutori e i loro assistenti. é un rischio che bisogna escludere
prima, durante e dopo l'esecuzione. Le difficoltà tecniche che tutto
ciò comporta sono notevoli. Ho voluto sapere come si gassavano i
visoni d'allevamento, le tane delle volpi, come negli Stati Uniti
vengono eseguite le condanne a morte con il gas. Ho constatato che
nella maggior parte dei casi veniva impiegato l'acido cianidrico. Ora,
è proprio con questo gas che i tedeschi gassavano i loro baraccamenti
ed è con questo gas che avrebbero ucciso gruppi di uomini o intere
folle. Ho dunque studiato questo gas. Ho voluto conoscerne l'impiego
fatto in Germania e in Francia. Ho consultato testi ministeriali che
regolano l'uso di questo prodotto notevolmente tossico. Ho avuto la
fortuna di scoprire negli archivi industriali tedeschi raccolti dagli
Alleati a Norimberga dei documenti sullo Zyklon B o acido cianidrico.

Poi ho riletto dettagliatamente alcune testimonianze, alcune
confessioni o certe sentenze dei tribunali alleati o tedeschi
sull'esecuzione di detenuti con lo Zyklon B. Ho subito uno choc, lo
stesso che proverete anche voi. Innanzi tutto vi leggerò la
testimonianza o la confessione di Rudolf Hoss, quindi vi enuncerò
qualche risultato della mia inchiesta, bassamente materiale, sull'acido
cianidrico e sullo Zyklon B. (R. Hoss è stato uno dei tre comandanti
di Auschwitz, tutti e tre catturati e interrogati dagli Alleati. Solo
Hoss ha rilasciato una "confessione" che si deve ai suoi carcerieri
polacchi).In questa confessione, la descrizione della gassazione è
notevolmente breve e vaga, come brevi e vaghi sono tutti coloro che
affermano di aver assistito a questo genere di operazione (con, in
più, molte e svariate contraddizioni su certi punti).R. Hoss scrive:
"Una mezz'ora dopo aver lanciato il gas si apriva la porta e si metteva
in funzione l'apparecchio di ventilazione. Si cominciava immediatamente
a estrarre i cadaveri". Richiamo la vostra attenzione sulla parola
"immediatamente"; in tedesco "sofort". R. Hoss aggiunge che la squadra
incaricata di estrarre 2000 cadaveri dalla "camera a gas" e di
manipolarli fino ai forni crematori faceva questo lavoro "mangiando e
fumando". Dunque, se ben comprendo, senza portare maschera antigas.
Questa descrizione è un'offesa al buon senso perchè implica la
possibilità di entrare senza precauzione alcuna in un locale saturo di
acido cianidrico per manipolarvi (a mani nude?) 2000 cadaveri
cianidrizzati sui quali è probabile vi siano resti del gas letale. Del
gas deve indubbiamente restare sui capelli (che pare venissero rasati
dopo l'operazione), nelle mucose e anche tra i cadaveri ammucchiati.
Qual è quel ventilatore superpotente capace di far sparire
istantaneamente una tale quantità di gas fluttuante nell'aria o
sedimentato un po' ovunque? Anche se un tale ventilatore esistesse,
sarebbe comunque necessario un test che, segnalando alla squadra la
sparizione dell'acido cianidrico, la avverta che il ventilatore ha
effettivamente compiuto il suo lavoro e che conseguentemente la via è
libera.

Ora, è evidente che nella descrizione di Hoss abbiamo a che fare con
un ventilatore magico che agisce istantaneamente e con una tale
perfezione da non lasciare adito né a timori né a verifiche. Ciò che
il semplice buon senso ci suggerisce è pienamente confermato dai
documenti tecnici afferenti allo Zyklon B e al suo impiego. Per gassare
un baraccamento, i tedeschi erano obbligati a costose precauzioni:
squadra a lungo addestrata e "diplomata" presso il fabbricante dello
Zyklon B, materiale notevole e di qualità e, in particolare, maschera
con 4 filtro "J" (la più "severa" di tutte), evacuazione dei
baraccamenti all'interno, affissione di avvisi in più lingue con il
teschio, esame minuzioso del locale per individuare le fessure e
tapparle, occlusione di camini e condotte e serrature. Le scatole di
Zyklon B venivano aperte all'interno del locale. Il gas fuoriusciva
dalla scatola come il fumo esce da un vaso fumogeno. Quando si
supponeva che il gas avesse ucciso i parassiti, allora cominciava
l'operazione più delicata: quella dell'aerazione. Alcune sentinelle
venivano postate a una certa distanza dalle porte e dalle finestre, le
spalle al vento. Loro compito era di impedire, da lontano, a chiunque
di avvicinarsi. La squadra, munita di maschera antigas, penetravan
nell'edificio, apriva le finestre, stappava camini e fessure. Appena
compiuta l'opera a un piano, la squadra doveva uscire, togliersi le
maschere e, per dieci minuti, respirare all'aria aperta. Doveva quindi
rimettersi le maschere e portarsi all'altro piano.

Una volta finito questo lavoro, bisognava attendere VENTI ORE. In
effetti, poiche lo Zyklon B è "difficile da ventilare visto che
aderisce alle superfici", solo una ventilazione naturale e molto lunga
poteva venirne a capo. Questo era perlomeno il caso di volumetrie ampie
come quelle di una baracca a uno o a due piani; in quanto lo Zyklon B,
impiegato talvolta in autoclave (volume di 10 m3), era invece
ventilato. Al termine delle venti ore, la squadra ritornava con la
maschera antigas, chiudeva le aperture, quindi, se possibile, portava
la temperatura dell'ambiente a 15° Poi, usciva, per
ritornaredopoun'ora, sempre munita di maschera, e verificare, a mezzo
di una carta che virava al blu in presenza diacido cianidrico, che il
locale fosse nuovamente agibile.

Ecco quindi che un locale che era stato gassatoera accessibile senza
maschera antigas solo dopo unminimo di VENTUNO ORE. La legislazione
francese relativa all'uso dell'acido cianidrico stabilisce,per quanto
le concerne, questo minimo a VENTIQUATTRO ORE.

Possiamo dunque vedere che in assenza di un ventilatore magico, capace
di espellere istantaneamenteun gas "difficile da ventilare visto che
aderisce alle superfici", il macello umano chiamato "camera a gas"
sarebbe stato inaccessibile per quasi una giornata. I suoi muri, il
suolo, il soffitto durante questotempo avrebbero ritenuto delle
particole di un gasdagli effetti fulminanti per l'uomo. E che dire
deicadaveri? Non avrebbero potuto fare a meno di impregnarsi di gas
allo stesso modo di quei cuscini, materassi e coperte che gli stessi
documenti tecnici concernenti l'uso dello Zyklon B ci rivelano che
dovevano essere portati all'aria aperta per essere battuti Der un'ora
con tempo secco, o per due ore con tempo umido. Dopo di che venivano
impilati gli uni sugli altri e di nuovo battuti se il test di carta
virava al blu.

Poichè l'acido cianidrico è infiammabile ed esplosivo, come era
possibile usarlo in prossimità della bocca dei forni crematori? Come
è che si poteva penetrare nella "camera a gas" fumando?

Per non parlare delle innumerevoli impossibilità tecniche o materiali
che per soprammercato si scoprono quando ci si reca ad Auschwitz o ad
Auschwitz-Birkenau per esaminare la collocazione e le dimensioni delle
sedicenti "camere a gas". D'altronde, come può scoprirlo chi ficca il
naso negli archivi del museo polacco di Auschwitz, questi locali in
realtà non erano che delle "camere fredde", del tutto caratteristiche
per architettura e per dimensioni. E cosi che a Birkenau la sedicente
"camera a gas" del Krema-ll, di cui si vedono solo delle rovine, era in
realtà una "camera fredda", interrata (per proteggerla dal calore),
d'una lunghezza di 30 m e di una larghezza di 7 m (2 m per cadavere + 3
m al centro per il movimento dei carrelli + 2 m per un altro cadavere).
La porta, i disimpegni, il piccolo montacarichi (m 2,18 x m 1,35) versa
la sala dei crematori, tutto ciò era di dimensioni lillipuziane in
rapporto a quanto lascia supporre il racconto di Hoss.

Secondo lui, la "camera a gas" normalmente conteneva 2000 vittime
all'inpiedi, ma avrebbe potuto contenerne 3000. Immaginate un po': 3000
persone su 210 m2? In altre parole, per fare un paragone, 286 persone
in piedi in un locale di 5 m x 4 m! E non ci si venga a dire che i
tedeschi prima di partire hanno fatto saltare "camere a gas" e forni
crematori per nascondere le tracce dei pretesi crimini. Quando si vuole
cancellare le tracce di un'installazione necessariamente molto
sofisticata, la si smantella minuziosamente, pezzo per pezzo, per non
lasciare dietro di sé il minimo elemento d'accusa. Distruggerla con
l'esplosivo sarebbe un'ingenuità. In questo caso sarebbe sufficiente
rimuovere i blocchi di cemento per scoprire un tale reperto accusatore.
Proprio i polacchi dell'attuale museo di Auschwitz hanno raccolto
alcune vestigia dei "Krema" (termine con il quale si indicano i
complessi formati da crematori e dalle pretese "camere a gas"). Ora,
tutti i reperti che vengono mostrati ai turisti attestano l'esistenza
dei forni crematori, escludendo ogni altra cosa.

Le vere camere a gas, quelle messe in opera dagli americani dal
1936/1938, possono darci un'idea dell'inevitabile complessità che un
tale metodo di esecuzione comporta. Tra l'altro, gli americani gassano
solo un prigioniero alla volta (è accaduto che alcune loro camere a
gas dispongano di due sedie per l'esecuzione, per esempio, di due
fratelli). Inoltre, il prigioniero è completamente immobilizzato.
Viene asfissiato dall'acido cianidrico (in realtà da palline di
cianuro di sodio che cadendo in una scodella di acido solforico e di
acqua distillata provocano la liberazione di vapori di acido
cianidrico). In 40 secondi circa il condannato si assopisce e in
qualche minuto muore. Questo gas non provoca alcun dolore apparente.
(La prima esecuzione capitale con gas ebbe luogo l'8 febbraio 1924
nella prigione di Carson City (Nevada). Due ore dopo l'esecuzione si
rilevavano ancora tracce di veleno nella corte della prigione. Il
signor Dickerson, governatoredella prigione, dichiarò: "Per quanto
concerne il condannato, il metodo è certamente il più umano tra
quanti fino ad ora applicati", ma, aggiunse: "Rifiuterò questo metodo
per il pericolo che fa correre a tutti i testimoni".

Come nel caso dello Zyklon B, è l'evacuazione del gas che pone
problemi. In questo caso non si tratta di indurre una ventilazione
naturale di quasi 24 ore perche, in ogni modo, la disposizione degli
ambienti non lo permetterebbe senza gravi rischi per i guardiani e i
detenuti della prigione. Allora come procedere, essendo d'altronde
questo gas di difficile ventilazione? La soluzione obbligata è di
trasformare questo acido in un sale che verrà in seguito lavato con
acqua corrente. Il gas ammoniaco servirà di base. Quando l'acido
cianidrico sarà così sparito, o almeno quasi completamente, una spia
avvertirà del fatto il medico e i suoi aiutanti che si trovano
dall'altra parte del vetro. Questa spia è la fenolftaleina, posta in
scodelle disposte in diversi punti del piccolo locale, la quale vira al
rosso quando non c'è più acido nel locale. Un sistema di ventilazione
orientabile spazzerà quindi i vapori di ammoniaca verso un bocchettone
di aspirazione. Il medico c i suoi aiutanti entreranno quindi nel
locale muniti di maschera antigas, e calzando guanti di caucciù. Il
medico arruffa la capigliatura del condannato per cacciarne eventuali
resti di acido cianidrico. E solo dopo un'ora che le guardie potranno
entrare nel locale. Il corpo del condannato sarà lavato, così come il
locale, con acqua corrente. Il gas ammoniaco è stato espulso
attraverso un alto camino sopra la prigione. E poichè le guardie
abitualmente postate nelle torri di sorveglianza della prigione corrono
dei rischi, a ogni esecuzione vengono fatte scendere. E sorvolo sulla
necessità di un'ermeticità totale della camera a gas: stacci, vetri
"Erculite" estremamente spessi, sistema per fare il vuoto, valvole a
mercurio, ecc.

Una gassazione non è operazione che si possa improvvisare. Se i
tedeschi avevano deciso di gassare milioni di persone avrebbero avuto
bisogno di mettere a punto un meccanisrno formidabile. Ci sarebbe
voluto un ordine generale, che non è mai stato trovato, delle
istruzioni, degli studi, ordini, piani che non si sono mai visti.
Sarebbero state necessarie riunioni di esperti: architetti, chimici,
medici, specialisti delle più diverse tecnologie. Sarebbe stato
necessario reperire fondi e ripartirli, operazione che in uno Stato
come il Terzo Reich avrebbe lasciato numerose tracce (se si pensa che
noi sappiamo quasi al centesimo quanto è costato il canile di
Auschwitz o le piante di lauro ordinate ai vivai). Sarebbero stati
necessari ordini di missione. Non si sarebbe fatto di Auschwitz e di
Birkenau dei campi dove l'andirivieni era tale che il modo migliore di
far fronte alle frequenti fughe di detenuti era quello di tatuar loro
sul braccio un numero di matricola. Non si sarebbe permesso che
lavoratori civili e ingegneri si mischiassero ai detenuti, né si
sarebbero autorizzati i tedeschi del luogo ad andare in permesso o a
ricevere al campo membri della famiglia. Soprattutto non si sarebbero
liberati dei detenuti che, scontata la pena, rientravano in patria.
Fatto, quest'ultimo, che è stato rivelato qualche anno fa da Louis De
Jong, direttore dell'lstituto di Storia della Seconda Guerra Mondiale
di Amsterdam, dopo che a lungo gli storici lo hanno tenuto nascosto.

La recente pubblicazione che negli Stati Uniti è stata fatta delle
fotografie aeree di Auschwitz da peraltro il colpo di grazia alla
leggenda di questo sterminio. Persino nell'estate 1944, nel momento in
cui più massiccio era l'arrivo degli ebrei ungheresi, non si nota
alcun rogo umano e nessuna folla nei pressi del crematorio (ma un
portone aperto e un giardino ben tracciato), nessun fumo sospetto (e
ciò mentre i camini di questi crematori avrebbero addirittura sputato
giorno e notte fumo e fiamme visibili a diversi chilometri di
distanza).

Terminerò con quello che chiamerei il criterio della falsa
testimonianza per ciò che concerne le "camere a gas". Ho rilevato che
tutte queste testimonianze per vaghe o discordi che siano sul resto,
s'accordano almeno su un punto: la squadra incaricata di ritirare i
cadaveri dalla "camera a gas" penetrava nel locale sia "immediatamente"
sia "poco dopo" la morte delle vittime. Io dico che questo punto da
solo costituisce la pietra di paragone delle false testimonianze,
perchè vi è qui un'impossibilità fisica totale. Se incontrate
qualcuno che crede alla realtà delle "camere a gas" domandategli come,
secondo lui, vi si potevano estrarre i cadareri per far posto
all'infornata successiva.



Storia - Come può affermare tutto ciò dopo quanto è stato detto e
scritto in 35 anni? Dopo quanto hanno raccontato i superstiti dei
campi, dopo i processi ai criminali di guerra, dopo Norimberga? Su
quali prove e documenti basa questa sua affermazione?



Faurisson - Molti errori storici sono durati ben più di trentacinque
anni.

Quanto alcuni superstiti hanno raccontato costituisce una testimonianza
fra le tante. Delle testimonianze non sono delle prove. In quanto a
quelle dei processi contro i "criminali di guerra", devono essere
accolte con particolare diffidenza. Se non mi sbaglio, in trentacinque
anni non un solo testimone è stato perseguito per falsa testimonianza,
il che significa dare una garanzia esorbitante a chiunque desidera
testimoniare sui "crimini di guerra". Allora così si spiega il fatto
che alcuni tribunali abbiano potuto stabilire l'esistenza di "camere a
gas" in punti della Germania in cui si è finito per riconoscere che
non ce n'erano state mai: per esempio, in tutto l'Antico Reich. Le
sentenze emesse a Norimberga hanno un valore molto relativo, poichè
dei vinti sono stati giudicati dai loro vincitori senza la minima
possibilità di interporre appello. Gli articoli 19 e 21 dello statuto
di quel tribunale politico dava cinicamente a quella assise il diritto
di poter fare a meno di prove solide, e autorizzava addirittura il
ricorso al "si dice". Tutti gli altri processi per "crimini di guerra"
si sono in seguito ispirati alla legislazione di Norimberga. Ancora
oggi in Germania i tribunali fondano il loro operato su quanto essi
pretendono sia stato stabilito a Norimberga. E così che per secoli
hanno proceduto i tribunali che dovevano giudicare streghe e stregoni.
Sono esistite, almeno in apparenza, prove e testimonianze di gassazioni
a Orianenburg, a Buchenwald, a Bergen-Belsen, a Dachau, a Ravensbrück,
a Mauthausen. Professori, preti, cattolici, ebrei, comunisti hanno
attestato l'esistenza di "camere a gas" in questi campi e delI'impiego
di gas per uccidere dei detenuti. Per non fare che un esempio,
Monsignor Piguet, vescovo di Clermont-Ferrand, ha scritto che dei preti
polacchi erano passati per la "camera a gas" di Dachau. Ora, oggi si
riconosce che mai nessuno è stato gassato a Dachau. C'è di meglio:
dei responsabili di campi hanno confessato l'esistenza e il
funzionamento di "camere a gas" omicide laddove in seguito si è dovuto
riconoscere che niente di tutto ciò era esistito. Per Ravensbrück, il
comandante del campo (Suhren), il suo secondo (Schwarzhuber) e il
medico del campo (Dr. Treite) hanno confessato l'esistenza di una
"camera a gas" e ne hanno persino descritto, in modo vago, il
funzionamento. Sono stati messi a morte o si sono suicidati. Stesso
scenario per il comandante Ziereis a Mauthausen, il quale, nel 1945, in
punto di morte, avrebbe anche lui fatto delle confessioni. Non si creda
che le confessioni dei responsabili di Ravensbrück siano state
strappate dai russi o dai polacchi. é l'apparato giudiziario inglese o
francese che ha ottenuto queste confessioni. Circostanza aggravante: le
ottenevano ancora molti anni dopo la fine della guerra. E'stato fatto
tutto il necessario affinchè fino alla fine, fino al 1950, un uomo
come Schwarzhuber collaborasse con i suoi inquisitori, o con i suoi
giudici istruttori o i suoi giudici di tribunale.

Nessuno storico serio sostiene più che delle persone siano state
gassate in un qualunque campo dell'Antico Reich. Ora ci si accontenta
solo di alcuni campi situati attualmente in Polonia. Il 19 agosto 1960
costituisce una data importante nella storia del mito delle "camere a
gas". Quel giorno, il giornale Die Zeit ha pubblicato una lettera che
ha intitolato: "Nessuna gassazione a Dachau". Dato il contenuto della
lettera, per essere del tutto onesto il giornale avrebbe dovuto
intitolarla: "Nessuna gassazione in tutto l'Antico Reich", cioè nella
Germania delle frontiere del 1937. Questa lettera era del dr. Martin
Broszat, diventato nel frattempo direttore dell'lstituto di Storia
Contemporanea di Monaco. Il dottor Broszat è un antinazista convinto,
e fa parte degli storici "sterminazionisti". Egli ha creduto
all'autenticità del "diario" di R. Hoss, che ha pubblicato nel 1958
con gravi tagli del testo nei passaggi in cui R. Hoss aveva "un po'
troppo esagerato" per obbedire senza dubbio alle suggestioni dei suoi
carcerieri polacchi. In poche parole, il dr. Broszat il 19 agosto 1960
ha dovuto ammettere che non c'erano state gassazioni in tutto l'Antico
Reich. Aggiungeva anche, in modo contorto, che non vi erano state
gassazioni INNANZITUTTO (?) che in qualche punto scelto in Polonia, tra
cui Auschwitz. E questo, a quanto mi risulta, hanno finito per
ammetterlo con lui anche tutti gli storici ufficiali. Personalmente
deploro che il dr. Broszat si sia contentato di una lettera, mentre si
imponeva una comunicazione scientifica insieme a spiegazioni
dettagliate. Si doveva spiegare perchè prove, testimonianze e
confessioni considerate fino ad allora come inattaccabili perdevano
improvvisamente qualsiasi valore. Sono quasi vent'anni che aspettiamo
le spiegazioni del dr. Broszat. Ci sarebbero preziose per determinare
se le prove, testimonianze e confessioni che possediamo sulle
gassazioni di Auschwitz o di Treblinka hanno più valore delle prove,
testimonianze e confessioni che possediamo sulle false gassazioni di
Buchenwald o di Ravensbrück. Intanto, è estremamente curioso che gli
elementi raccolti soprattutto da tribunali francesi, inglesi e
americani abbiano d'un tratto perso ogni loro valore, mentre gli
elementi in mano soprattutto dei tribunali polacchi e sovietici sullo
stesso soggetto lo conservino.

Nel 1968 è la "camera a gas" di Mauthausen (in Austria) che doveva a
sua volta essere dichiarata una leggenda da uno storico
"sterminazionista": da Olga Wormser-Migot. Guardate a questo proposito,
nella sua tesi su Le système concentrationnaire nazi, le pagine
intitolate: "Le probleme des chambres à gaz", "Il problema delle
camere a gas". Peraltro, soffermiamoci su questa formula. Per
ammissione stessa degli "sterminazionisti" esiste un "problema delle
camere a gas". A proposito delle false confessioni, un giorno ho
chiesto allo storico Joseph Billig (addetto al C.D.J.C.) come le
spiegava. Billig aveva fatto parte della delegazione francese al
processo di Norimberga. Vi do la sua risposta. Si trattava, secondo
lui, di "fenomeni psicotici"! Per quel che mi riguarda, ho una
spiegazione da proporre per questi pretesi "fenomeni psicotici" come
pure per "l'apatia schizoide" di R. Hoss il giorno della sua
deposizione davanti al tribunale di Norimberga: R. Hoss è stato
TORTURATO dai suoi carcerieri inglesi. é stato "interrogato con il
nerbo e con l'alcool". Ai processi detti "di Dachau", gli americani
hanno abominevolmente torturato altri accusati tedeschi, come doveva
segnatamente rivelarlo una comrmissione d'inchiesta.

Peraltro, la tortura è molto spesso superflua. Molteplici sono infatti
i modi di intimidazione. La formidabile riprovazione universale che
viene fatta pesare sugli accusati nazisti conserva ancora oggi tutta la
sua forza. Quando "l'anatema esplode tra una umanità religiosa degna
delle grandi comunioni medievali", non rimane che inchinarsi,
soprattutto se gli avvocati si mettono di mezzo e sostengono che delle
concessioni appaiono necessarie. Mi ricordo del mio odio personale per
i tedeschi durante la guerra e dopo la fine del conflitto: un odio
incandescente che credevo spontaneo, ma che con il trascorrere del
tempo mi accorsi che mi era stato insufflato. Esso veniva dalla radio
inglese, dalla propaganda di Hollywood e dalla stampa staliniana. Non
avrei avuto pietà per un tedesco che mi avesse detto che era stato
guardiano di un certo campo e che non aveva visto alcuno dei massacri
di cui allora tutti parlavano. Se fossi stato suo giudice istruttore
avrei ritenuto mio dovere di "farlo confessare".

Da trentacinque anni il dramma di questo tipo di accusati tedeschi è
paragonabile a quello delle streghe e degli stregoni del Medio Evo.
Poniamo mente al coraggio demente che sarebbe stato necessario a una di
queste sedicenti streghe per osar dire al tribunale: "La prova migliore
che non ho avuto commercio con il diavolo è che, molto semplicemente,
il diavolo non esiste". Allo stesso modo, sono rarissimi i tedeschi
che, come l'ing. Durrfeld di Auschwitz, hanno osato dire che queste
gassazioni non erano mai esistite e che era una vergogna diffamare
così i tedeschi. La strega giocava d'astuzia con i suoi giudici, come
i tedeschi, ancora oggi al processo di Dtisseldorf, giocano di astuzia
con i loro a proposito di Majdanek. Per esempio, la strega ammetteva
che quel tale giorno il diavolo c'era, ma diceva che si trovava in cima
alla collina, mentre lei era giù, ai piedi. L'accusato tedesco, da
parte sua, si sforza dl dimostrare che non aveva nulla a che fare con
le "camere a gas".

Talvolta arriva a dire persino che ha aiutato a spingere qualcuno nella
"camera a gas", o anche che gli hanno fatto versare un prodotto da una
botola posta sul soffitto perchè minacciato, se non obbediva, di
essere messo a morte. Spesso dà anche l'impressione di divagare. Gli
accusatori pensano: "Eccone un altro che cerca di salvarsi le penne.
Questi tedeschi sono straordinari! Sembra che non abbiano mai saputo
né mai visto niente". La verità è che in effetti non hanno visto né
saputo niente di ciò che si vuol far loro dire in materia di
gassazioni. Siamo noi accusatori che dobbiamo rimproverarci di questo
modo di divagare, e non farne loro colpa, perchŽ essi si muovono nel
solo sistema di difesa che noi lasciamo loro. E nel fatto che adottino
questo sistema anche gli avvocati hanno una grave responsabilitˆ. Non
mi riferisco a coloro che, come quasi tutti, credono che le "camere a
gas" siano esistite. Parlo di quelli che sanno o sospettano di essere
davanti a un'enorme menzogna, ma preferiscono, sia nel loro proprio
interesse sia in quello del loro cliente, non sollevare questo
problema. L'avvocato di Eichmann non credeva all'esistenza delle
"camere a gas", ma al processo di Gerusalemme si è ben guardato dallo
scoprire gli altarini. Non glielo si può rimproverare. Credo infatti
che lo statuto di quel tribunale permettesse di sollevare l'avvocato
dal diritto di difesa se si fosse prodotto un incidente
"insostenibile", o definibile con un termine equivalente.

Una vecchia ricetta degli avvocati, resa talvolta necessaria dai
bisogni della difesa, è di perorare il verosimile piuttosto che il
vero. Il vero talvolta è troppo difficile da far penetrare nell'animo
dei giudici. Ci si contenta allora del verosimile. Un esempio illustra
molto bene questa situazione. Lo racconta l'avvocato Albert Naud,
difensore di un tale Lucien Léger che tutta la stampa francese
presentava come autore certo di un abominevole crimine. Lucien Léger
si proclamava innocente, e scelse per avvocato Albert Naud. Quando
questi andò a trovarlo in prigione gli disse: "Léger, parliamoci
chiaro! Se mi vuole come avvocato dobbiamo perorare la sua
colpevolezza, non l'innocenza". Affare fatto! Léger ebbe salva la
testa. Qualche anno dopo Naud acquisì la convinzione che il suo
cliente era innocente, e si penti terribilmente di averlo costretto a
dichiararsi colpevole. Si battè con tutte le sue forze per ottenere la
revisione del processo, ma troppo tardi. Morì senza ottenerla. In
quanto a Léger, se è innocente, senza dubbio pagherà fino alla fine
dei suoi giorni l'ignobile atteggiamento della stampa e la cecità del
suo avvocato.

Un tribunale non ha alcuna qualità per determinare la verità storica.
Spesso gli stessi storici hanno notevoli difficoltà a distinguere il
vero dal falso su un punto della storia. L'indipendenza dei giudici è
forzatamente molto relativa. Come tutti noi essi leggono i giornali, si
informano in parte anche attraverso la radio e la televisione. Libri e
riviste presentano loro, come a noi tutti, "documenti" o "foto" di
atrocità naziste. A meno che non abbiano una pratica speciale alla
critica di questo genere di documenti o di foto, cadranno nei più
rozzi tranelli della propaganda orchestrata dai mezzi di comunicazione.
D'altra parte, preoccupazione dei giudici è di far rispettare l'ordine
pubblico, la moralità pubblica, certe norme e certi usi, certe
credenze stesse della vita pubblica. Senza tener conto della
preoccupazione di vedere il loro nome vilipeso nella stampa, tutto ciò
non può che condurre, in materia di "crimini di guerra", a giudizi che
lo storico, per quanto lo riguarda, non è tenuto a fare suoi.

La giustizia si è giudicala da sé. In questo genere di processi
nemmeno una volta si è pensato di fare una perizia di quella che si
chiama "l'arma del delitto". Quando si sospetta che una corda, un
coltello, un revolver siano stati strumento di un crimine, si fa la
perizia, benchè siano oggetti che non hanno nulla di particolare.
Invece, nel caso delle "camere a gas", in trentacinque anni non c'è
stata UNA SOLA perizia. E' vero che si parla di una perizia fatta dai
sovietici, ma possiamo immaginare con quale metro e, in ogni modo,
sembra che il testo sia rimasto segreto. Al processo di Francoforte,
durato un anno e mezzo, dal dicembre 1963 all'agosto 1965, un tribunale
ha condotto l'affare "dei guardiani di Auschwitz" senza ordinare una
perizia dell'arma del crimine. Lo stesso vale per il processo di
Majdanek a Dusseldorf e, poco dopo la fine della guerra, per quello di
Struthof in Francia. Questa assenza di perizie è tanto meno scusabile
in quanto non un giudice, non un procuratore, non un avvocato potevano
vantarsi di conoscere per esperienza la natura e il funzionamento di
questi straordinari macelli umani. Eppure a Struthof e a Majdanek,
quelle "camere a gas" vengono presentate come fossero ancora allo stato
originario. Perciò, è sufficiente esaminare sul posto "l'arma del
crimine".

Ad Auschwitz le cose sono meno chiare. Al campo principale si lascia
credere ai turisti che la "camera a gas" è autentica, ma, chiedendo
insistentemente, le autorità del museo battono in ritirata e parlano
di "ricostruzione" (che peraltro non è che una misera menzogna che si
può facilmente smascherare con certi documenti di archivio).
All'annesso campo di Birkenau vengono mostrate solo delle rovine di
"camere a gas", o qualcosa di meno, dei terreni che sarebbero stati
occupati da "camere a gas". Ma anche qui le perizie sono possibilissime
perchè a un archeologo talvolta basta qualche piccolo indizio per
conoscere la natura e la destinazione di un sito inabitato da diversi
secoli.

Per dare un'idea della condiscendenza dimostrata dagli avvocati del
processo di Francoforte nei confronti dell'accusa, ricordo che uno di
essi si è persino fatto fotografare dai giornalisti mentre sollevava
una botola (sic!) della sedicente "camera a gas" del campo principale
di Auschwitz. Dieci anni dopo il processo ho chiesto a questo avvocato
che cosa gli aveva permesso di considerare che l'edificio in questione
era una "camera a gas". La sua risposta scritta è stata più che
evasiva; assomiglia a quella datami dalle autorità del museo di Dachau
quando chiesi su quali documenti basavano la loro affermazione che un
certo locale del campo era una "camera a gas" incompiuta. Mi stupiva
infatti il fatto che si possa affermare che un locale incompiuto era
destinato a diventare, una volta ultimato, qualcosa che non si è mai
visto. Un giorno pubblicherò questa corrispondenza con queste
autorità, e anche quella che ho avuto con i responsabili del Comitato
Internazionale di Dachau a Bruxelles.

Lei mi chiede su quali prove e su quali documenti io fondo
l'affermazione che le "camere a gas" non sono mai esistite. Credo di
aver già ampiamente risposto. Aggiungerò che una buona parte di
queste prove e di questi documenti sono... ,quelli dell'accusa. Basta
rileggere bene i testi dell'accusa per accorgersi che l'accusa consegue
il risultato contrario a quello ricercato. I testi di base sono i 42
volumi del grande processo di Norimberga, i 15 volumi dei processi
americani, i 19 volumi pubblicati sinora dall'università di Amsterdam,
gli stenogrammi del processo Eichmann, diversi processi verbali di
interrogatorio, le opere di Hilberg, di Reitlinger, d'Adler, di
Langbein, di Olga Wormser-Migot, l'Enciclopedia Giudaica, il Memoriale
di Klarsfeld (molto interessante per l'elenco dei falsi gassati), le
pubblicazioni di diversi istituti. Ho lavorato soprattutto al Centro di
Documentazione Ebraica Contemporanea di Parigi. Ne sono stato cacciato
all'inizio del 1978, su iniziativa, in particolare, del signor Georges
Wellers, quando si è saputo a quali conclusioni ero giunto sulle
"camere a gas" e sul "genocidio". Il C.D.J.C. è un organismo
semipubblico, che riceve denaro pubblico. Tuttavia, si arroga il
diritto di cacciare coloro che non pensano come si deve. E lo dice!



Storia - Lei nega anche la deliberata volontà di sterminio degli ebrei
da parte di Hitler. Anche ultimamente, durante un dibattito alla
televisione della Svizzera italiana, lei ha detto: "Hitler non ha mai
fatto uccidere una persona in quanto ebrea". Che cosa intende dire
esattamente con questa frase, dalla quale peraltro si ricava che
comunque Hitler evrebbe fatto uccidere degli ebrei?



Faurisson - Dico esattamente questo: "Mai Hitler ha ordinato né
ammesso che qualcuno fosse ucciso a causa della sua razza o della sua
religione". Forse questa frase scandalizzerà qualcuno, ma io la credo
vera. Hitler era antiebreo e razzista. Ma il suo razzismo peraltro non
gli impediva di nutrire ammirazione per gli arabi e per gli hindù. Era
anche ostile al colonialismo. Il 7 febbraio 1945 dichiara ai suoi
intimi: "I bianchi hanno portato a questi popoli (coloniali) il peggio,
le piaghe del nostro mondo: il materialismo, il fanatismo, l'alcoolismo
e la sifilide. Per il resto, poichè quanto questi popoli già
possedevano era superiore a ciò che potevano dar loro, essi non sono
cambiati (...). In una sola cosa i colonizzatori sono riusciti: a
suscitare ovunque l'odio". Hitler è diventato antiebraico
relativamente tardi. Prima di dire e ripetere che gli ebrei sono "i
grandi maestri della menzogna", era loro piuttosto favorevole. Scrive
in Mein Kampf: "Le opinioni sfavorevoli diffuse sul loro conto mi
ispiravano un'antipatia che talvolta si trasformava in orrore".

Personalmente, conosco male Hitler e mi interessa poco, quanto poco mi
interessa Napoleone Bonaparte. Se egli delirava, non vedo perchè
dovremmo delirare noi quando si tratta di lui. Sforziamoci di parlare
di Hitler a mente fredda come quando parliamo di Amenophis Akhenaton.
Tra Hitler e gli Ebrei c'è stata una guerra senza pietà, ed è
evidente che ciascuno addossa all'altro la responsabilità di questo
conflitto. La comunità ebraica internazionale ha dichiarato guerra
alla Germania il 5 settembre 1939; lo ha fatto con Chaim Weizmann,
presidente del Congresso Ebraico Mondiale e futuro presidente dello
Stato di Israele. Prima ancora, dal 1934, l'ostilità della comunità
ebraica internazionale si era manifestata con misure di boicottaggio
economico contro la Germania nazista. Va da sé che essa agiva così
per ritorsione alle misure prese da Hitler contro gli ebrei tedeschi.
Questo ingranaggio fatale doveva condurre, da una parte e dall'altra, a
una guerra mondiale. Hitler diceva: "Gli ebrei e gli Alleati vogliono
annientarci, ma saranno loro a essere annientati", mentre gli Alleati e
gli ebrei, da parte loro, dicevano: "Hitler e i nazisti, e i loro
alleati, vogliono annientarci, ma saranno loro a essere annientati". E
così, per tutta la durata della guerra, i due campi si esaltano di
proclami bellicosi e fanatici: il nemico diventa una bestia da
sgozzare. Pensate, a questo proposito, alle parole della Marsigliese
quando dice: "Che un sangue impuro abbeveri i nostri solchi".

Detto questo, gli Alleati che pure hanno fatto una guerra implacabile
ai nazisti e che, trentacinque anni dopo la fine della guerra,
continuano una specie di "caccia al nazista", tuttavia non sono mai
arrivati a dichiarare che: "Un nazionalsocialista, per il fatto stesso
di appartenere al partito nazionalsocialista, deve essere ucciso, si
tratti di uomo, donna, bambino o vecchio". Si può persino dire che
Hitler, nonostante quanto ha accumulato contro gli ebrei, non ha mai
dichiarato: "Gli ebrei sono da uccidere", né tantomeno che: "Un ebreo,
per il solo fatto di essere tale, é da uccidere". Indubbiamente, in
caso di rappresaglia contro "partigiani" o "terroristi", quando i
tedeschi sceglievano gli ostaggi da mettere a morte, era meglio non
essere ebreo, né comunista, né prigioniero di diritto comune. Ma,
questa è una conseguenza molto nota del prelevamento di ostaggi per
come si pratica da sempre e dovunque.

Hitler ha fatto internare una parte degli ebrei europei, ma internare
non significa sterminare. Non c'è stato né "genocidio" né
"olocausto". Qualsiasi campo di concentramento è una cosa pietosa che
suscita orrore, si tratti di un campo tedesco, russo, francese,
americano, giapponese, cinese, vietnamita o cubano. Di questo fatto,
pietoso od orribile che sia, vi sono diversi gradi, e certamente in
tempo di guerra, di carestia, di epidemia, un campo di concentramento
diventa ancora più orribile. Ma nel caso in questione nulla ci
permette di dire che ci sono stati dei campi di sterminio, cioè dei
campi dove la gente sarebbe stata messa per esservi uccisa.

Gli "sterminazionisti" sostengono che nell'estate del 1941 Hitler ha
dato l'ordine di sterminare gli ebrei. Ma nessuno ha mai visto questo
ordine. Esistono, per contro, sia delle dichiarazioni di Hitler, sia
delle misure prese dai suoi eserciti che implicano che un tale ordine
non ha potuto essere dato. Il 24 luglio 1942, in un circolo ristretto
di persone, ricordando che gli ebrei gli avevano dichiarato guerra con
Chaim Weizmann, disse che dopo la guerra avrebbe chiuso loro le città
una dopo l'altra, precisando: "... se questa spazzatura di ebrei non
sgombera e non emigra verso il Madagascar o verso qualche altro
focolare nazionale ebraico".

Da parte mia, vorrei sapere come si può conciliare questa
"dichiarazione a braccio" con un ordine di sterminio dato una volta per
sempre un anno prima. Ancora nel luglio 1944, sul fronte dell'Est, dove
i soldati tedeschi combattono ferocemente contro i partigiani (ebrei o
non, russi o comunisti, ucraini, ecc.), l'esercito dà ordini drastici
perchè i soldati tedeschi non partecipino a eccessi contro la
popolazione civile, ebrei compresi. Altrimenti, c'è il tribunale
militare. Hitler incitava a lottare senza pietà in combattimento,
soprattutto contro i partigiani, compreso, se necessario, contro donne
e bambini che fossero con i partigiani o che apparentemente ne fossero
complici. E' un fatto che non ha indietreggiato (come gli Alleati,
peraltro) davanti al sistema del prelievo di ostaggi. Ma non è andato
oltre. Il giorno in cui i nostri mezzi di comunicazione si decideranno
a infrangere certi tabù e a consacrare ai "crimini di guerra" degli
Alleati un millesimo del tempo che consacrano ai "crimini di guerra"
dei vinti, gli ingenui avranno allora di che stupirsi. I "crimini" di
Hitler assumeranno allora le loro giuste proporzioni in una prospettiva
storica. Si parla molto poco di Dresda e Katyn. Io dico che Dresda e
Katyn sono poca cosa in confronto alle deportazioni inflitte a milioni
di tedeschi delle minoranze delI'Est. Già, è anche vero che non si
trattava di "deportazioni", ma di... "trasferimenti". Mi chiedo anche
se gli inglesi, che hanno consegnato i loro internati russi ai
sovietici, non sono stati i campioni di tutte le categorie di "crimini
di guerra".



Storia - Quali sono il suo concetto e la sua definizione di genocidio?



Faurisson - lo chiamo genocidio il fatto di uccidere degli uomini in
ragione della loro razza. Hitler ha commesso "genocidio" non meno che
Napoleone, Stalin, Churchill o Mao. Roosevelt ha internato in campi di
concentramento cittadini americani di razza giapponese. Anche questo
allora è stato "genocidio". Hitler ha trattato i civili ebrei come i
rappresentanti di una minoranza belligerante nemica. Sfortunatamente,
è banale trattare questo genere di civili come persone potenzialmente
o virtualmente pericolose. Secondo una comune logica di guerra, Hitler
avrebbe dovuto internare tutti gli ebrei che gli venivano sotto tiro.
é ben lungi dall'averlo fatto, e non certo per ragioni umanitarie, ma
per motivi di ordine pratico. In certe parti dell'Europa ha fatto
portare ai suoi nemici un segno che li distinguesse: la stella ebraica
(dal settembre 1941 in Germania e dal giugno 1942 nella zona nord della
Francia).

Coloro che portavano la stella non potevano circolare liberamente, e
solo in certe ore; erano come prigionieri in libertà vigilata. Forse
più che del problema ebraico Hitler si preoccupava di garantire la
sicurezza del soldato tedesco, il quale era incapace di distinguere gli
ebrei dai non ebrei. Questa stella glieli designava. Gli ebrei venivano
sospettati di poter svolgere opere di informazione (molti di essi
parlavano il tedesco), di praticare lo spionaggio, il traffico di armi,
il terrorismo, il mercato nero. Bisognava evitare qualsiasi contatto
tra l'ebreo e il soldato tedesco. Per esempio, nel metrò di Parigi gli
ebrei che portavano la stella gialla potevano salire solo sull'ultimo
vagone sul quale il soldato tedesco non doveva salire. Non sono uno
specialista di questi problemi e posso sbagliarmi, ma credo che queste
misure erano dettate da ragioni di sicurezza militare piuttosto che da
una volontà di umiliare. Dove vi erano forti concentrazioni di ebrei,
che erano impossibili da sorvegliare veramente, se non a mezzo di una
polizia ebrea, i tedeschi temevano che accadesse ciò che d'altronde
accadde nel ghetto di Varsavia, dove improvvisamente, e proprio dietro
il fronte un'insurrezione scoppiò nell'aprile del 1943. i tedeschi
scoprirono allora con stupore che gli ebrei avevano costruito 700
fortini. L'insurrezione fu repressa e i superstiti trasferiti in campi
di transito, di lavoro, di concentramento. In questi luoghi gli ebrei
hanno vissuto una tragedia. Lo so che talvolta si pensa che ragazzi di
15 anni non potevano costituire un pericolo e che non li si sarebbe
dovuti costringere a portare la stella. Per convincerci del contrario
ci sono attualmente abbastanza racconti e memorie di ebrei in cui si
narra come i loro ragazzi svolgevano ogni specie di attività illecita
o di resistenza contro i tedeschi.

Bisognerebbe vedere meglio quanto c'è di reale e quanto di mitologico
nella descrizione che si fa degli ebrei che si sarebbero lasciati
sgozzare come montoni. I non ebrei hanno poi resistito così tanto? E
gli ebrei hanno resistito così poco? Ciò che in parte falsa i dati
del problema è che molti dei nostri giudizi si fondano su un
presupposto: quello del "genocidio" degli ebrei. Va da sé che se
questo "genocidio" ci fosse stato, si avrebbe voglia di trattare gli
ebrei da vigliacchi. E il rimprovero che spesso, pare, i giovani ebrei
muovono ai loro padri. Ma, se come affermano i revisionisti, il
"genocidio" non è che una leggenda, allora l'accusa di vigliaccheria
non ha fondamento alcuno.



Storia - Se da parte di Hitler non c 'era una deliberata volontà di
genocidio, perchè allora Auschwitz Treblinka, Belzec e gli altri campi
di sterminio? Sono esistiti, sono una realtà. Vi sono entrati, e vi
sono morti, non solo ebrei, ma anche "politici", zingari, slavi,
omosessuali, cioè tutti quei "diversi" che il razzismo nazista
condannava. Perchè allora aver organizzato quei campi, con quali
finalità?



Faurisson - Un campo può essere definito di "sterminio" solo se vi si
sterminano degli uomini. Questo è così vero che, secondo la
terminologia creata dagli storici ufficiali, sono chiamati di
"sterminio" solo quei campi che si pretende fossero dotati di una o
più "camere a gas". Questi campi non sono esistiti. La tremenda
epidemia di tifo di Bergen-Belsen non ha trasformato questo campo (per
la maggior parte senza reticolati) in un campo di sterminio. Quei morti
non sono un crimine, ovvero sono solo un crimine dovuto alla guerra e
alla follia degli uomini. Gli Alleati dividono una pesante
responsabilità con i tedeschi per lo spaventoso caos in cui l'Europa,
le sue città, le sue strade, i suoi campi di rifugiati o di internati
si trovarono alla fine della guerra. Gli Alleati hanno diffuso a
profusione foto che mostrano i carnai di Bergen-Belsen. Ora, migliaia
di detenuti sono morti di tifo dopo l'ingresso degli inglesi a
Bergen-Belsen. Gli inglesi non riuscirono, non diversamente dai
tedeschi, ad arginare questa terribile epidemia. Sarebbe allora onesto
trattarli da criminali?

I primi campi di concentramento nazisti sono stati concepiti per
l'internamento e la rieducazione (sic!) degli oppositori politici di
Hitler. La propaganda sostenne che questi campi, aperti a numerose
visite, costituivano un progresso rispetto alle prigioni dove marcisce
il prigioniero di diritto comune. Vi si potevano trovare anche degli
ebrei, ma in quanto comunisti, socialdemocratici, ecc. Gli ebrei in
quanto tali sono stati messi in campo di concentramento solo durante la
guerra, soprattutto dal 1942. Coloro che erano stati internati nel 1938
per rappresaglia all'attentato di un ebreo contro von Rath erano stati
per la maggior parte liberati dopo qualche mese. Prima della guerra,
Hitler aveva tentato con un certo successo di provocare l'esodo degli
ebrei. Egli augurava la creazione di un focolare nazionale ebraico
fuori d'Europa. Il "progetto Madagascar" era concepito come progetto di
un focolare ebraico sotto responsabilità tedesca. Prevedeva
prioritariamente lavori di prosciugamento, sistema bancario ecc. La
guerra ne ha impedito la realizzazione; sarebbero state necessarie
troppe navi. La piccola Germania -date un'occhiata alla carta del
mondo- era impegnata, insieme al Giappone e a qualche altro alleato, in
una formidabile lotta contro dei giganti. La sua preoccupazione
principale era vincere la guerra. Secondario era invece trovare una
soluzione al problema ebreo, una soluzione che fosse una, definitiva,
una "soluzione finale", una "soluzione d'insieme" a un problema che, in
un certo modo, era vecchio come il popolo ebraico. Questa soluzione
provvisoria, a causa della guerra, sarebbe stata, grosso modo,
"respingere verso Est" questi ebrei, nei campi.

Auschwitz era innanzitutto e soprattutto una molto importante
concentrazione industriale dell'Alta Slesia composta da tre campi
principali e da quaranta campi secondari ripartiti su tutta una
regione. Le attività minerarie, industriali, agricole e di ricerca
erano considerevoli: miniere di carbone (alcune delle quali a capitale
francese), petrolchimica, armi, esplosivi, benzina e caucciù
sintetici, allevamento, piscicoltura, ecc. Ad Auschwitz si trovavano
sia internati sia lavoratori liberi, sia condannati a vita sia
internati a termine. Nel campo di Auschwitz-II, o Birkenau, si aveva il
pietoso spettacolo di numerose persone inabili al lavoro che marcivano
sul posto. Tra questi, gli zingari che, tranne qualche eccezione,
sembra che i tedeschi non abbiano messo al lavoro. Ad Auschwitz sono
nati numerosi bambini zingari, e sembra che solo degli zingari nomadi
vi siano stati internati, e non per ragioni razziali, ma per nomadismo
e per "delinquenza potenziale". Ricordo che nella stessa Francia
persino i resistenti non vedevano di buon occhio gli zingari, e li
sospettavano di spionaggio, di essere informatori e di fare il mercato
nero. Sarebbe interessante stabilire quante carovane di zingari hanno
continuato a percorrere l'Europa in guerra. Quanto agli omosessuali,
come molti altri "delinquenti" erano tratti dalle prigioni o inviati
direttamente ai campi per lavorarvi; la legislazione tedesca, come
molte altre legislazioni dell'epoca, reprimeva l'omosessualità. Quanto
agli slavi, chi di loro era nei campi non vi si trovava in qualità di
slavo ma in quanto internato politico, prigioniero di guerra, ecc.,
allo stesso titolo dei francesi. Ad Auschwitz c'erano persino dei
prigionieri di guerra britannici catturati a Tobruk.

La preoccupazione principale dei tedeschi, a partire dal 1942, era di
mettere al lavoro tutti questi internati (tranne gli inabili, e,
sembra, gli zingari) per vincere la guerra. Ad Auschwitz esistevano
persino dei corsi di formazione professionale per i giovani dai 12 ai
15 anni, per muratori, per esempio. I responsabili tedeschi delle
deportaziqni di stranieri verso i campi insistevano per ottenere il
maggior numero possibile di "abili al lavoro". I governi stranieri, da
parte loro, insistevano perchè le famiglie non fossero smembrate e
perchè vecchi e bambini si aggregassero ai convogli. Nè gli ebrei,
né gli altri avevano coscienza di partire verso qualche sterminio se
devo credere alle testimonianze, come quelia di G. Wellers in L'ètoile
jaune à l'heure de Vichy. Avevano ragione. Fortunatamente questo
massacro era solo una frottola di guerra. Peraltro, si fa fatica a
pensare che la Germania, che era drammaticamente a corto di locomotive,
di vagoni, di carbone, di personale qualificato, e di soldati, abbia
potuto attuare un tale sistema di convogli per macelli. Questi
convogli, lo voglio ricordare, avevano la priorità persino su quelli
con materiali da guerra. La manodopera soprattutto qualificata: ecco la
principale preoccupazione dei tedeschi.

Storia - Lei è specializzato nella critica testuale e dei documenti,
letteraria, ma ha fatto di questo problema il suo terreno preferito di
"ricerca storica". Perchè? Che cosa intende dire quando afferma che
sul problema delle camere a gas e dello sterminio degli ebrei c'è una
"cospirazione del silenzio"? Perchè ci dovrebbe essere, e da porte di
chi?

Faurisson - Per me la critica dei testi e dei documenti mira a
stabilire il grado di autenticità e di veridicità di ciò che si
legge. Si cerca così di distinguere il vero dal falso, il senso e il
controsenso, ecc. Suppongo che questa preoccupazione doveva quasi
fatalmente condurmi a rilevare alcuni falsi storici e in particolare, a
rilevare quello che tra qualche anno apparirà a qualsiasi storico come
un falso monumentale.

La cospirazione del silenzio intorno alle opere dei revisionisti fa sì
che esse siano, nella maggior parte, dei "samizdat". In quanto agli
autori che riescono a infrangere il muro del silenzio, sono trattati da
nazisti, e relegati quindi in un ghetto. I metodi usati contro gli
storici o le persone non conformiste vanno dalla pura e semplice
criminalità alle persecuzioni legali, passando attraverso metodi di
bassa polizia. Lobbies di tutti i generi fanno regnare o tentano di far
regnare un'atmosfera di terrore. Ne so qualche cosa. Io non posso più
insegnare all'università, la mia vita è diventata difficile. Mi
scontro con interessi giganteschi. Ma alcuni giovani mi sostengono.
Prima o dopo luce sarà fatta. Anche degli ebrei sono al mio fianco;
anche essi vogliono denunciare la menzogna e la persecuzione.

Più che alla cospirazione credo alla forza del conformismo. I
vincitori dell'ultima guerra avevano bisogno di farci credere
all'ignominia intrinseca del vinto. Sovietici e Occidentali, che erano
divisi da tutto, su questo punto avevano trovato un buon terreno
d'accordo. Hollywood e l'apparato propagandistico staliniano hanno
unito i loro sforzi. Quale fracasso propagandistico! I principali
beneficiari di questa operazione sono stati forse lo Stato di Israele e
il sionismo internazionale. Le principali vittime sono stati il popolo
tedesco - ma non i suoi dirigenti - e il popolo palestinese al
completo. Ma in questi giorni gira zizzania nell'aria; sionisti e
polacchi presentano versioni divergenti su Auschwitz.



Storia - Lei contesta molto dei metodi che gli storici "ufficiali"
hanno applicato a questa ricerca storica. Questo capitolo di storia del
XX secolo non sarebbe stato scritto comme il faut. Perchè, e perchè
avrebbero dovuto farlo?



Faurisson - Gli storici ufficiali hanno mancato ai loro impegni. In
questo affare non hanno rispettato i metodi abituali della critica
storica. Hanno seguito la corrente generale, quella imposta dai mass
media. Si sono lasciati assorbire dal sistema. Uno storico ufficiale
come il professore universitario Helmut Diwald va incontro a terribili
noie se si arrischia semplicemente a dire che il "genocidio",
nonostante l'abbondante letteratura che gli è consacrata, "non è
stato ancora ben chiarito". In seguito alla pressione delle
organizzazioni ebree tedesche, la seconda edizione della sua Storia dei
tedeschi è stata "ricomposta e migliorata" (sic!) là dove era
necessario.

Il coraggio di Paul Rassinier sta proprio nell'aver applicato i metodi
abituali della critica storica. Agli accusatori dei tedeschi in un
certo modo ha detto: "Mostratemi le vostre prove"-"I vostri documenti
danno garanzia di autenticità?".-"Siete sicuri che questa espressione,
questa frase hanno il senso che attribuite loro?".-"Di dove vengono le
vostre cifre?".-"Come è stato possibile stabilire questa
statistica?"-"Di dove viene la didascalia di questa foto? Chi mi dice
che questa vecchia e questo bambino che vedo su questa foto sono "sulla
strada della camera a gas"?".-"Questo ammasso di scarpe significa che
si gassavano delle persone in questo campo oppure che molti detenuti di
questo campo erano proprio impiegati a fabbricare scarpe?". -"Dove è
il manoscritto di quella straordinaria testimonianza che dovrebbe avere
una sola versione, e che invece vedo pubblicare nelle forme più
diverse e contraddittorie, comprese quelle pubblicate da parte di
alcuni storici?", ecc.

Paul Rassinier, modesto professore di storia e di geografia, ha dato
una notevole lezione di chiaroveggenza e di probità ai suoi eminenti
colleghi d'università. Autentico rivoluzionario, autentico resistente,
autentico deportato, questo uomo amava la verita come si deve:
fortemente e soprattutto. Egli ha denunciato ciò che chiama "la
menzogna di Ulisse". Ulisse, è risaputo, nell'esilio ha conosciuto
cento prove, ma, rilornato a casa, ne ha raccontato mille. Sappiamo che
l'uomo ha molta difficoltà a non affabulare. é spesso ghiotto di
straordinarie storie di caccia, di pesca, di amore, di denaro. Ma,
soprattutto, abbonda nei racconti di atrocità.

L'Americano Arthur R. Butz ha scritto un libro magistrale su
L'lmpostura del secolo XX (The Hoax of the XXth Century). Questo libro
provoca sconcerto tra gli "sterminazionisti". La dimostrazione è
incontrovertibile. La sua traduzione è stata praticamente proibita in
Germania con l'iscrizione del libro sull'elenco delle "opere pericolose
per la gioventù.

Il tedesco Wilhelm Staglich ha pubblicato Il Mito di Auschwitz
(DerAuschwitz Mythos). Il gruppo svedese di Jewish Information annuncia
un Auschwitz Exit. Altri ebrei hanno scritto in senso revisionista:
J.C. Burg, in Germania, per esempio. E non è molto che la rivista di
estrema sinistra La Guerra Sociale ha pubblicato uno studio intitolato
De l'exploita

tion dans les camps à l'exploitation des camps ("Dallo sfruttamento
nei campi allo sfruttamento dei campi").

In Gran Bretagna, negli Stati Uniti, in Germania (in questo Paese la
persecuzione dei revisionisti è impietosa), in Australia, in Belgio,
in Francia, un po' ovunque delle voci si levano per chiedere che infine
si rinunci a un'assurda propaganda di guerra.

Conosco anche, ma non posso fare i loro nomi in questa sede, degli
storici ufficiali che stanno uscendo dall'incubo. Forse stanno per
rinunciare alle delizie di quello che lo storico revisionista David
Irving chiama "L'incesto tra storici". Questa imaginifica espressione
illustra la pratica che consiste nello sprimacciare voluttuosamente
ciò che altri storici hanno affermato su un dato soggetto e nel
rinnovarlo solo con dei sottili arzigogoli. Bisogna avere assistito a
un congresso di storici sul nazismo. Che strana comunione nel rispetto
del tabù! E come ci si sorveglia e ci si sente sorvegliati! Guai a chi
turbasse la cerimonia espiatoria esponendo una tesi non ufficiale! Urla
e censura.



Storia - Lei è antisemita? Come giudica il nazismo?



Faurisson - Non sono antisemita. Bisogna evitare di vedere dappertutto
antisemiti. Gli ebrei che denunciano l'impostura del "genocidio" sono
come quei cattolici che dicono che c'è un'impostura di Fatima, dove
migliaia di testimoni avrebbero visto danzare il sole. La verità, o la
ricerca della verità, come può essere antisemita?

Il nazismo di fatto era la dittatura del Fuhrer. E' morto con il suo
Fuhrer il 30 aprile 1945. Non contate su di me per sputare sul cadavere
del nazismo. In quanto uomo non ammetto che si diffami il popolo
tedesco attribuendogli dei crimini che sarebbero senza precedenti nella
storia dell'uomo. Non ammetto soprattutto che sia stato così bene
"rieducato" da essere il primo a credere a questi crimini, e che si
diffami da sé più di quanto non glielo chiedano i suoi stessi
dirigenti. Da storico, constato che Adenauer, Brandt e Schmidt ripetono
la lezione dei vincitori dell'Ovest mentre i loro omologhi della
Germania dell'Est ripetono quella dei vincitori dell'Est. Suppongo sia
la Realpolitik.



Storia - Lei nega anche che il numero delle vittime, i sei milioni, sia
attendibile. Fossero anche di meno, cambierebbe qualcosa al fatto che
genocidio c'è stato, e poco conta quante sono state le vittime?



Faurisson - Sei milioni di persone sono la popolazione di un Paese come
la Svizzera. Nessuno, al processo di Norimberga, aveva la minima
possibilità di puntellare una tesi così stravagante. E' il mattino
del 14 dicembre 1945 che il procuratore americano Dodd tentò di
accreditare questa cifra leggendo una dichiarazione del testimone
Hottl. Il pomeriggio dello stesso giorno era costretto a battere in
ritirata per l'intervento dell'avvocato Kauffmann, ben deciso a
chiedere l'escussione del testimone per chiedergli conto di questa
cifra. Disgrazia vuole che la stampa e gli storici hanno ritenuto
questa cifra come se il tribunale stesso vi avesse più o meno creduto
.

Queste sono le mie stime: 1° il numero di ebrei sterminati dai nazisti
(o vittime del "genocidio") è fortunatamente uguale a zero, 2° il
numero di Europei uccisi per fatti di guerra (fatti di guerra spesso
atroci) potrebbe essere nell'ordine dei 40 milioni; di questi, quello
degli ebrei europei potrebbe essere dell'ordine di un milione, più
probabilmente di alcune centinaia di migliaia se non si contano gli
ebrei combattenti sotto diverse bandiere alleate. Insisto sul fatto che
da parte mia si tratta di una stima che non ha carattere propriamente
scientifico. Per contro, ho molte buone ragioni per pensare che la
cifra dei morti di Auschwitz (ebrei e non ebrei) sia di 50.000 circa
(cinquantamila) e non di 4 milioni, come a lungo si è preteso, prima
di accontentarsi di un milione come sta facendo l'lstituto di Storia
Contemporanea di Monaco. Quanto al numero dei morti di tutti i campi di
concentramento dal 1933/34 al 1945, penso debba essere stato di
200.000, o tutt'al più di 360.000. Un giorno citerò le mie fonti, ma
già da ora dico che se si impiegassero i calcolatori si potrebbe
certamente sapere presto il numero reale dei morti. I deportati
venivano schedati ai diversi livelli, devono avere lasciato numerose
tracce.



Storia - Si rende conto che lei potrebbe contribuire a una specie di
"riabilitazione" del nazismo?



Faurisson - Significa riabilitare Nerone dire che non abbiamo alcuna
prova che egli abbia fatto incendiare Roma? Ciò di cui bisogna
preoccuparsi di riabilitare o di ristabilire è la verità, almeno
quando lo possiamo fare. Lo storico non ha da preoccuparsi degli
interessi di Tizio o di Caio. L'importante per me è di portare il mio
contributo a una storia veridica della Seconda Guerra Mondiale. Se un
vecchio nazista venisse a dirmi che le pretese "camere a gas" e il
preteso "genocidio" degli ebrei sono una sola e unica menzogna storica
lo approverei come se mi dicesse che due e due fanno quattro. Non
andrei oltre e lo lascerei alle sue idee politiche.

Il neonazismo è in gran parte un'invenzione dei mass media che ci
vendono persino un nazismo da sex-shop. é come la pretesa "colonna
Odessa" o le colonie naziste in America del Sud, o le croniche
riapparizioni di Hitler e di Bormann. Se ne fanno di soldi con queste
invenzioni! Credo che in Germania coloro che dai loro avversari
politici vengono definiti "neonazisti" compongono lo 0,7% del corpo
elettorale. Viviamo nella fantasmagoria, in una specie di nazismo senza
nazisti. A questo proposito la rimando alle pertinenti analisi di
Gilbert Comte apparse su Le Monde del 29 e 30 maggio 1979. Poichè
nulla è gratuito a questo mondo, va da sé che lo smontare questo
delirio mette in evidenza un gioco molto complesso di interessi, di
passioni, di conflitti a livello planetario. Lo Stato di Israele ha un
interesse vitale a mantenere questa fantasmagoria che ha non poco reso
possibile la sua creazione nel 1948. Anche uno Stato come quello
francese ha interesse a mascherare la realtà di numerosi conflitti
mantenendo mobilitati gli animi contro il peggior nemico che ci sia: la
famosa immonda bestia nazista, una bestia morta 35 anni fa e sul cui
conto e concesso sbizzarrirsi. Ecco quindi queste perpetue cerimonie
espiatrici, queste condanne alle fiamme eterne, questa necessità di
vendetta, di castigo e di denuncia senza limite di tempo, di luogo o di
persona.



Storia - Non crede che trattare in questo modo il problema del
genocidio sia screditarne il ricordo su cui si basa principalmente la
convinzione diffusa che l'antisemitismo è il peggiore dei tanti
razzismi praticati nel XX secolo? Un ricordo screditato non serve a
nulla, infatti.



Faurisson - L'antisemitismo non e il peggiore dei razzismi, ma un buon
sistema per farcelo credere è appunto di farci credere al "genocidio"
degli ebrei. I sionisti sono andati troppo oltre. Coloro che avrebbero
voluto rifiutare il principio delle "riparazioni finanziarie" versate
dalla Germania in particolare in nome del "genocidio" avrebbero dovuto
essere ascoltati. Sfortunatamente Ben Gurion per lo Stato di Israele, e
Nahum Goldmann per lo Stato di Israele e per la Diaspora allo stesso
tempo hanno voluto trarre un gigantesco profitto finanziario da questo
affare. Adenauer vi si è prestato. Tutto ciò dà all'impostura del
"genocidio" un aspetto ancora più sgradevole. Leggete la stupefacente
intervista di Nahum Goldmann apparsa sul numero 624 del Nouvel
Observateur (25-29 ottobre 1976): raramente si è visto un uomo tanto
piaeevolmente stupito e felice di avere concluso una così splendida
operazione finanziaria.



Storia - Nel corso della sua polemica con quanti le contestano questa
tesi, lei ha anche affermato che buona parte di quanto il pubblico
conosce è leggenda, e che essa sarebbe stata resa possibile da un uso
"indiscriminato" dei mass media. Che intende dire esattamente con ciò?



Faurisson - Questo è un punto grave e appassionante. La
responsabilità dei mass media in tutto questo affare è schiacciante.
Per 35 anni, sui cinque continenti, la leggenda del "genocidio" e delle
"camere a gas" ci è stata presentata come una verità. Miliardi di
uomini sono stati cosi tratti in inganno. é una cosa che dà le
vertigini a pensarla. Quale lezione per quanti credono in una
informazione diversa e contraddittoria! C'è voluta la lotta eroica di
qualche individuo, di qualche spirito non conformista perchè uno
spiraglio si aprisse nello schermo della verità ufficiale. Potrei
scrivere un lungo studio sul modo in cui i giornali e la televisione
francesi soffocano l'informazione, aiutati dai tribunali e dai poteri
pubblici nel loro insieme. I giornalisti temono che in un prossimo
futuro venga istituita la banca dei dati dell'informazione. Questa
informazione risulterebbe da una selezione (delle notizie ndr )che non
ci sarebbe modo di controllare. Ho un consiglio da dare loro. Se
vogliono sapere come corrono il rischio di essere ingannati, si chinino
sul passato, e per qualcuno di essi, sul loro proprio passato. Per
sapere come si rischia un giorno di mentire vadano a vedere con quale
gelosa cura è stata conservata la più bella menzogna di tutti i
tempi. Quando Luigi XIV mentiva, le sue menzogne non superavano qualche
provincia. Ai giorni nostri, la menzogria può prendere dimensioni
veramente hollywoodiane. Un "docu-dramma" come Olocausto è il
coronamento di un'opera. Non era concepibile negli anni del dopoguerra,
che pure erano ben impregnati di odio. Ci volevano trenta e più anni
di intossicazione. Una droga cosi forte come Olocausto poteva essere
somministrata solo ad animi già lungamente impregnati di altre droghe
dello stesso genere e che spontaneamente ne reclamano di più forti.

Ma l'overdose ha prodotto effetti salutari grazie alla visione stessa
che abbiamo della nostra decadenza. Si sono potute rilevare delle sane
reazioni. Penso in particolare a una reazione veramente notevole
dell"'ebreo libero" Michel Rachline, apparsa nel Figaro-Magazine del 3
marzo 1979.

La non esistenza delle "camere a gas" e del "genocidio" è una buona
notizia. L'uomo, pur capace dei massimi errori, non è stato capace di
questo. C'è di meglio: milioni di uomini che ei sono stati presentati
come complici di un crimine mostruoso o come vigliacchi o come bugiardi
erano onesti. Ho già detto che gli ebrei accusati dai loro figli di
essersi comportati come pecore che i tedeschi avrebbero condotto al
macello non meritavano questa accusa. Aggiungo che gli accusati di
Norimberga e di mille altri processi dicevano la verità quando
affermavano ai loro giudici accusatori di non sapere nulla di questi
orribili massacri. Il Vaticano e la Croce Rossa dicevano il vero quando
confessavano pietosamente la stessa ignoranza. Gli americani, gli
inglesi, gli svizzeri, gli svedesi e tutti quei popoli o governi ai
quali oggi degli ebrei estremisti rimproverano di essere stati passivi
mentre pare, funzionavano i macelli nazisti, non devono più
comportarsi da colpevoli pentiti. Il risultato più vergognoso di
questa gigantesca impostura era e resterà ancora per un certo tempo
questa cattiva coscienza che gli ebrei estremisti hanno creato in tanti
popoli, e in particolare nel popolo tedesco. Soprattutto non vorrei
dare l'impressione di cercare, poco o tanto, di fare l'apologia del
nazismo. Credo persino di poter presentare un'analisi severa di questo
genere di ideologia. Ma non proporrò questa analisi fintanto che il
falso nazismo col quale ci stancano gli "sterminazionisti" non sarà
stato denunciato dall'insieme degli storici ufficiali. Queste persone,
attaccando un nazismo che non è mai esistito, danno l'impressione di
essere incapaci di aggredire la realtà di ciò che il nazismo è
stato. Mi fanno pensare a coloro che rappresentano il Male nella forma
di un diavolo con graticola, tridente e fiamme. Il Male in realtà, e
noi lo sappiamo bene, è nei sistemi di vita che l'uomo si è creato.
Finchè ce la prenderemo con le forme mitiche del Male, il Male se la
caverà bene. La nostra società è disorientata. In pieno XX secolo ha
reinventato il diavolo. Essa combatte un nemico immaginario. Ha
qualcosa di meglio da fare. Uno sforzo di analisi si impone. Apriamo
gli occhi su ciò che i mass media hanno fatto di noi. Smascheriamo
ciò che il potere cerca di nascondere. In ogni campo.
komunista in questo ng
2005-07-12 09:33:08 UTC
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Post by mark5465754
TESTO DELL'INTERVISTA RILASCIATA DALLO STORICO ROBERT FAURISSON ALLA
RIVISTA "STORIA ILLUSTRATA"
Storia - Signor Faurisson, da qualche tempo in Francia, e non solo in
[cut]

Uno contro tutti gli altri storici. Anche nel campo della medicina c'è chi
sostiene che il fumo faccia bene. Anche nel campo della biologia c'è chi
dice che l'evoluzione non c'è stata e crede alla teoria della catastrofi
successive per spiegare il rinnovamento delle specie. Anche nella geologia
c'è ancora chi non crede alla tettonica a placche e spiega tutto coi ponti
continentali. Anche nella fisica c'è ancora chi rifiuta di accettare la
teoria della relatività. Lo stesso Einstein rifiutò fino all'ultimo di
accettare la validità della fisica quantistica. Ciò non toglie che la
verità alla fine viene sempre a galla. Vedremo. Nel frattempo ignorate
pure i testimoni, come se non facessero testo alcuno. Ma certo, quelle
"maschere giudaiche, vergogna dell'umanità", come una volta ebbi modo di
vedere in un filmato risalente all'epoca fascista che li mostrava
denutriti, scarni e imapuriti in un campo di concentramento tedesco, non
poterbbero che mentire, in fondo...
--
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mark5465754
2005-07-12 09:45:34 UTC
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TESTO DELL'INTERVISTA RILASCIATA DALLO STORICO ROBERT FAURISSON ALLA
RIVISTA "STORIA ILLUSTRATA"
Storia - Signor Faurisson, da qualche tempo in Francia, e non solo in
[cut]
Uno contro tutti gli altri storici. Anche nel campo della medicina c'è chi
sostiene che il fumo faccia bene. Anche nel campo della biologia c'è chi
dice che l'evoluzione non c'è stata e crede alla teoria della catastrofi
successive per spiegare il rinnovamento delle specie. Anche nella geologia
c'è ancora chi non crede alla tettonica a placche e spiega tutto coi ponti
continentali.
A stabilire che ci fosse stato l'olocausto non furono gli storici, ma
il tribunale dei vincitori, dopo quelle testimonianze, estorte da un
tribunale di parte, chi solo sostenga una verità diversa rischia il
carcere in molti paesi d'europa...
gli storici nutrono dubbi, come è giusto che sia, su verità stabilite
da una parte che ha interesse a dire certe cose, ma sanno di non poter
esprimere le proprie opinioni pena essere accusati di antisemitismo,
essere isolati e rischiare multe e carcere, anche al tempo di Tacito
gli storici erano ancora
costretti a dire che i cartaginesi uccidevano i bambini, quando questa
storia non sarà più sfruttabile politicamente, magari gli storici
saranno liberi di indagare e di esprimersi senza pressioni, allora
sapremo la verità.
komunista in questo ng
2005-07-12 09:52:51 UTC
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TESTO DELL'INTERVISTA RILASCIATA DALLO STORICO ROBERT FAURISSON ALLA
RIVISTA "STORIA ILLUSTRATA"
Storia - Signor Faurisson, da qualche tempo in Francia, e non solo in
[cut]
Uno contro tutti gli altri storici. Anche nel campo della medicina c'è chi
sostiene che il fumo faccia bene. Anche nel campo della biologia c'è chi
dice che l'evoluzione non c'è stata e crede alla teoria della catastrofi
successive per spiegare il rinnovamento delle specie. Anche nella geologia
c'è ancora chi non crede alla tettonica a placche e spiega tutto coi ponti
continentali.
A stabilire che ci fosse stato l'olocausto non furono gli storici, ma
il tribunale dei vincitori, dopo quelle testimonianze, estorte da un
tribunale di parte, chi solo sostenga una verità diversa rischia il
carcere in molti paesi d'europa...
gli storici nutrono dubbi, come è giusto che sia, su verità stabilite
da una parte che ha interesse a dire certe cose, ma sanno di non poter
esprimere le proprie opinioni pena essere accusati di antisemitismo,
essere isolati e rischiare multe e carcere, anche al tempo di Tacito
gli storici erano ancora
costretti a dire che i cartaginesi uccidevano i bambini, quando questa
storia non sarà più sfruttabile politicamente, magari gli storici
saranno liberi di indagare e di esprimersi senza pressioni, allora
sapremo la verità.
Quando non ci saranno più gli ultimi testimoni per raccontarcela...
--
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mark5465754
2005-07-12 10:00:57 UTC
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Post by komunista in questo ng
Quando non ci saranno più gli ultimi testimoni per raccontarcela...
--
Mi riferisco a testimonianze come quella di Hoss:

"Innanzi tutto vi leggerò la
testimonianza o la confessione di Rudolf Hoss, quindi vi enuncerò
qualche risultato della mia inchiesta, bassamente materiale, sull'acido

cianidrico e sullo Zyklon B. (R. Hoss è stato uno dei tre comandanti
di Auschwitz, tutti e tre catturati e interrogati dagli Alleati. Solo
Hoss ha rilasciato una "confessione" che si deve ai suoi carcerieri
polacchi).In questa confessione, la descrizione della gassazione è
notevolmente breve e vaga, come brevi e vaghi sono tutti coloro che
affermano di aver assistito a questo genere di operazione (con, in
più, molte e svariate contraddizioni su certi punti).R. Hoss scrive:
"Una mezz'ora dopo aver lanciato il gas si apriva la porta e si metteva

in funzione l'apparecchio di ventilazione. Si cominciava immediatamente

a estrarre i cadaveri". Richiamo la vostra attenzione sulla parola
"immediatamente"; in tedesco "sofort". R. Hoss aggiunge che la squadra
incaricata di estrarre 2000 cadaveri dalla "camera a gas" e di
manipolarli fino ai forni crematori faceva questo lavoro "mangiando e
fumando". Dunque, se ben comprendo, senza portare maschera antigas.
Questa descrizione è un'offesa al buon senso perchè implica la
possibilità di entrare senza precauzione alcuna in un locale saturo di

acido cianidrico per manipolarvi (a mani nude?) 2000 cadaveri
cianidrizzati sui quali è probabile vi siano resti del gas letale. Del

gas deve indubbiamente restare sui capelli (che pare venissero rasati
dopo l'operazione), nelle mucose e anche tra i cadaveri ammucchiati.
Qual è quel ventilatore superpotente capace di far sparire
istantaneamente una tale quantità di gas fluttuante nell'aria o
sedimentato un po' ovunque? Anche se un tale ventilatore esistesse,
sarebbe comunque necessario un test che, segnalando alla squadra la
sparizione dell'acido cianidrico, la avverta che il ventilatore ha
effettivamente compiuto il suo lavoro e che conseguentemente la via è
libera.


Ora, è evidente che nella descrizione di Hoss abbiamo a che fare con
un ventilatore magico che agisce istantaneamente e con una tale
perfezione da non lasciare adito né a timori né a verifiche. Ciò che

il semplice buon senso ci suggerisce è pienamente confermato dai
documenti tecnici afferenti allo Zyklon B e al suo impiego. Per gassare

un baraccamento, i tedeschi erano obbligati a costose precauzioni:
squadra a lungo addestrata e "diplomata" presso il fabbricante dello
Zyklon B, materiale notevole e di qualità e, in particolare, maschera
con 4 filtro "J" (la più "severa" di tutte), evacuazione dei
baraccamenti all'interno, affissione di avvisi in più lingue con il
teschio, esame minuzioso del locale per individuare le fessure e
tapparle, occlusione di camini e condotte e serrature. Le scatole di
Zyklon B venivano aperte all'interno del locale. Il gas fuoriusciva
dalla scatola come il fumo esce da un vaso fumogeno. Quando si
supponeva che il gas avesse ucciso i parassiti, allora cominciava
l'operazione più delicata: quella dell'aerazione. Alcune sentinelle
venivano postate a una certa distanza dalle porte e dalle finestre, le
spalle al vento. Loro compito era di impedire, da lontano, a chiunque
di avvicinarsi. La squadra, munita di maschera antigas, penetravan
nell'edificio, apriva le finestre, stappava camini e fessure. Appena
compiuta l'opera a un piano, la squadra doveva uscire, togliersi le
maschere e, per dieci minuti, respirare all'aria aperta. Doveva quindi
rimettersi le maschere e portarsi all'altro piano.


Una volta finito questo lavoro, bisognava attendere VENTI ORE. In
effetti, poiche lo Zyklon B è "difficile da ventilare visto che
aderisce alle superfici", solo una ventilazione naturale e molto lunga
poteva venirne a capo. Questo era perlomeno il caso di volumetrie ampie

come quelle di una baracca a uno o a due piani; in quanto lo Zyklon B,
impiegato talvolta in autoclave (volume di 10 m3), era invece
ventilato. Al termine delle venti ore, la squadra ritornava con la
maschera antigas, chiudeva le aperture, quindi, se possibile, portava
la temperatura dell'ambiente a 15° Poi, usciva, per
ritornaredopoun'ora, sempre munita di maschera, e verificare, a mezzo
di una carta che virava al blu in presenza diacido cianidrico, che il
locale fosse nuovamente agibile.


Ecco quindi che un locale che era stato gassatoera accessibile senza
maschera antigas solo dopo unminimo di VENTUNO ORE. La legislazione
francese relativa all'uso dell'acido cianidrico stabilisce,per quanto
le concerne, questo minimo a VENTIQUATTRO ORE.


Possiamo dunque vedere che in assenza di un ventilatore magico, capace
di espellere istantaneamenteun gas "difficile da ventilare visto che
aderisce alle superfici", il macello umano chiamato "camera a gas"
sarebbe stato inaccessibile per quasi una giornata. I suoi muri, il
suolo, il soffitto durante questotempo avrebbero ritenuto delle
particole di un gasdagli effetti fulminanti per l'uomo. E che dire
deicadaveri? Non avrebbero potuto fare a meno di impregnarsi di gas
allo stesso modo di quei cuscini, materassi e coperte che gli stessi
documenti tecnici concernenti l'uso dello Zyklon B ci rivelano che
dovevano essere portati all'aria aperta per essere battuti Der un'ora
con tempo secco, o per due ore con tempo umido. Dopo di che venivano
impilati gli uni sugli altri e di nuovo battuti se il test di carta
virava al blu.


Poichè l'acido cianidrico è infiammabile ed esplosivo, come era
possibile usarlo in prossimità della bocca dei forni crematori? Come
è che si poteva penetrare nella "camera a gas" fumando?


Per non parlare delle innumerevoli impossibilità tecniche o materiali
che per soprammercato si scoprono quando ci si reca ad Auschwitz o ad
Auschwitz-Birkenau per esaminare la collocazione e le dimensioni delle
sedicenti "camere a gas". D'altronde, come può scoprirlo chi ficca il
naso negli archivi del museo polacco di Auschwitz, questi locali in
realtà non erano che delle "camere fredde", del tutto caratteristiche
per architettura e per dimensioni. E cosi che a Birkenau la sedicente
"camera a gas" del Krema-ll, di cui si vedono solo delle rovine, era in

realtà una "camera fredda", interrata (per proteggerla dal calore),
d'una lunghezza di 30 m e di una larghezza di 7 m (2 m per cadavere + 3

m al centro per il movimento dei carrelli + 2 m per un altro cadavere).

La porta, i disimpegni, il piccolo montacarichi (m 2,18 x m 1,35) versa

la sala dei crematori, tutto ciò era di dimensioni lillipuziane in
rapporto a quanto lascia supporre il racconto di Hoss.


Secondo lui, la "camera a gas" normalmente conteneva 2000 vittime
all'inpiedi, ma avrebbe potuto contenerne 3000. Immaginate un po': 3000

persone su 210 m2? In altre parole, per fare un paragone, 286 persone
in piedi in un locale di 5 m x 4 m! E non ci si venga a dire che i
tedeschi prima di partire hanno fatto saltare "camere a gas" e forni
crematori per nascondere le tracce dei pretesi crimini. Quando si vuole

cancellare le tracce di un'installazione necessariamente molto
sofisticata, la si smantella minuziosamente, pezzo per pezzo, per non
lasciare dietro di sé il minimo elemento d'accusa. Distruggerla con
l'esplosivo sarebbe un'ingenuità. In questo caso sarebbe sufficiente
rimuovere i blocchi di cemento per scoprire un tale reperto accusatore.

Proprio i polacchi dell'attuale museo di Auschwitz hanno raccolto
alcune vestigia dei "Krema" (termine con il quale si indicano i
complessi formati da crematori e dalle pretese "camere a gas"). Ora,
tutti i reperti che vengono mostrati ai turisti attestano l'esistenza
dei forni crematori, escludendo ogni altra cosa.


Le vere camere a gas, quelle messe in opera dagli americani dal
1936/1938, possono darci un'idea dell'inevitabile complessità che un
tale metodo di esecuzione comporta. Tra l'altro, gli americani gassano
solo un prigioniero alla volta (è accaduto che alcune loro camere a
gas dispongano di due sedie per l'esecuzione, per esempio, di due
fratelli). Inoltre, il prigioniero è completamente immobilizzato.
Viene asfissiato dall'acido cianidrico (in realtà da palline di
cianuro di sodio che cadendo in una scodella di acido solforico e di
acqua distillata provocano la liberazione di vapori di acido
cianidrico). In 40 secondi circa il condannato si assopisce e in
qualche minuto muore. Questo gas non provoca alcun dolore apparente.
(La prima esecuzione capitale con gas ebbe luogo l'8 febbraio 1924
nella prigione di Carson City (Nevada). Due ore dopo l'esecuzione si
rilevavano ancora tracce di veleno nella corte della prigione. Il
signor Dickerson, governatoredella prigione, dichiarò: "Per quanto
concerne il condannato, il metodo è certamente il più umano tra
quanti fino ad ora applicati", ma, aggiunse: "Rifiuterò questo metodo
per il pericolo che fa correre a tutti i testimoni".


Come nel caso dello Zyklon B, è l'evacuazione del gas che pone
problemi. In questo caso non si tratta di indurre una ventilazione
naturale di quasi 24 ore perche, in ogni modo, la disposizione degli
ambienti non lo permetterebbe senza gravi rischi per i guardiani e i
detenuti della prigione. Allora come procedere, essendo d'altronde
questo gas di difficile ventilazione? La soluzione obbligata è di
trasformare questo acido in un sale che verrà in seguito lavato con
acqua corrente. Il gas ammoniaco servirà di base. Quando l'acido
cianidrico sarà così sparito, o almeno quasi completamente, una spia
avvertirà del fatto il medico e i suoi aiutanti che si trovano
dall'altra parte del vetro. Questa spia è la fenolftaleina, posta in
scodelle disposte in diversi punti del piccolo locale, la quale vira al

rosso quando non c'è più acido nel locale. Un sistema di ventilazione

orientabile spazzerà quindi i vapori di ammoniaca verso un bocchettone

di aspirazione. Il medico c i suoi aiutanti entreranno quindi nel
locale muniti di maschera antigas, e calzando guanti di caucciù. Il
medico arruffa la capigliatura del condannato per cacciarne eventuali
resti di acido cianidrico. E solo dopo un'ora che le guardie potranno
entrare nel locale. Il corpo del condannato sarà lavato, così come il

locale, con acqua corrente. Il gas ammoniaco è stato espulso
attraverso un alto camino sopra la prigione. E poichè le guardie
abitualmente postate nelle torri di sorveglianza della prigione corrono

dei rischi, a ogni esecuzione vengono fatte scendere. E sorvolo sulla
necessità di un'ermeticità totale della camera a gas: stacci, vetri
"Erculite" estremamente spessi, sistema per fare il vuoto, valvole a
mercurio, ecc.


Una gassazione non è operazione che si possa improvvisare. Se i
tedeschi avevano deciso di gassare milioni di persone avrebbero avuto
bisogno di mettere a punto un meccanisrno formidabile. Ci sarebbe
voluto un ordine generale, che non è mai stato trovato, delle
istruzioni, degli studi, ordini, piani che non si sono mai visti.
Sarebbero state necessarie riunioni di esperti: architetti, chimici,
medici, specialisti delle più diverse tecnologie. Sarebbe stato
necessario reperire fondi e ripartirli, operazione che in uno Stato
come il Terzo Reich avrebbe lasciato numerose tracce (se si pensa che
noi sappiamo quasi al centesimo quanto è costato il canile di
Auschwitz o le piante di lauro ordinate ai vivai). Sarebbero stati
necessari ordini di missione. Non si sarebbe fatto di Auschwitz e di
Birkenau dei campi dove l'andirivieni era tale che il modo migliore di
far fronte alle frequenti fughe di detenuti era quello di tatuar loro
sul braccio un numero di matricola. Non si sarebbe permesso che
lavoratori civili e ingegneri si mischiassero ai detenuti, né si
sarebbero autorizzati i tedeschi del luogo ad andare in permesso o a
ricevere al campo membri della famiglia. Soprattutto non si sarebbero
liberati dei detenuti che, scontata la pena, rientravano in patria.
Fatto, quest'ultimo, che è stato rivelato qualche anno fa da Louis De
Jong, direttore dell'lstituto di Storia della Seconda Guerra Mondiale
di Amsterdam, dopo che a lungo gli storici lo hanno tenuto nascosto.


La recente pubblicazione che negli Stati Uniti è stata fatta delle
fotografie aeree di Auschwitz da peraltro il colpo di grazia alla
leggenda di questo sterminio. Persino nell'estate 1944, nel momento in
cui più massiccio era l'arrivo degli ebrei ungheresi, non si nota
alcun rogo umano e nessuna folla nei pressi del crematorio (ma un
portone aperto e un giardino ben tracciato), nessun fumo sospetto (e
ciò mentre i camini di questi crematori avrebbero addirittura sputato
giorno e notte fumo e fiamme visibili a diversi chilometri di
distanza).


Terminerò con quello che chiamerei il criterio della falsa
testimonianza per ciò che concerne le "camere a gas". Ho rilevato che
tutte queste testimonianze per vaghe o discordi che siano sul resto,
s'accordano almeno su un punto: la squadra incaricata di ritirare i
cadaveri dalla "camera a gas" penetrava nel locale sia "immediatamente"

sia "poco dopo" la morte delle vittime. Io dico che questo punto da
solo costituisce la pietra di paragone delle false testimonianze,
perchè vi è qui un'impossibilità fisica totale. Se incontrate
qualcuno che crede alla realtà delle "camere a gas" domandategli come,

secondo lui, vi si potevano estrarre i cadareri per far posto
all'infornata successiva."
revisionista del cazzo
2005-07-12 10:01:40 UTC
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Post by mark5465754
Post by komunista in questo ng
Post by mark5465754
TESTO DELL'INTERVISTA RILASCIATA DALLO STORICO ROBERT FAURISSON ALLA
RIVISTA "STORIA ILLUSTRATA"
Storia - Signor Faurisson, da qualche tempo in Francia, e non solo in
[cut]
Uno contro tutti gli altri storici. Anche nel campo della medicina c'è chi
sostiene che il fumo faccia bene. Anche nel campo della biologia c'è chi
dice che l'evoluzione non c'è stata e crede alla teoria della catastrofi
successive per spiegare il rinnovamento delle specie. Anche nella geologia
c'è ancora chi non crede alla tettonica a placche e spiega tutto coi ponti
continentali.
A stabilire che ci fosse stato l'olocausto non furono gli storici, ma
il tribunale dei vincitori, dopo quelle testimonianze, estorte da un
tribunale di parte, chi solo sostenga una verità diversa rischia il
carcere in molti paesi d'europa...
Oggi abbiamo i fascisti che vengono a blaterare e ricordare
nostalgicamente i vecchi tempi perfino a Porta a Porta. Quindi non c'è più
questa presunta repressione della "verità"
Post by mark5465754
gli storici nutrono dubbi,
Non i dubbi che assillano voi, ma di ordine infinatamente minore. Nessuno
nutre dubbi sul fatto che l'olocausto sia avvenuto o meno, tranne qualche
simpatico nostalgicone che comunque, come tu stesso citi, viene
intervistato e si esprime anche lui
Post by mark5465754
come è giusto che sia, su verità stabilite
da una parte che ha interesse a dire certe cose,
ad es. i nazistoidi
Post by mark5465754
ma sanno di non poter
esprimere le proprie opinioni pena essere accusati di antisemitismo,
essere isolati e rischiare multe e carcere, anche al tempo di Tacito
gli storici erano ancora
costretti a dire che i cartaginesi uccidevano i bambini, quando questa
storia non sarà più sfruttabile politicamente, magari gli storici
saranno liberi di indagare e di esprimersi senza pressioni, allora
sapremo la verità.
Magari verrano alla luce episodi ancora più atroci di quelli già noti e
ampiamente documentati, come quello delle fosse ardeatine tanto per fare
un esempio
--
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mark5465754
2005-07-12 10:08:59 UTC
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revisionista del cazzo ha scritto:


Se incontrate
qualcuno che crede alla realtà delle "camere a gas" domandategli come,

secondo lui, vi si potevano estrarre i cadareri per far posto
all'infornata successiva.
revisionista del cazzo
2005-07-12 10:30:53 UTC
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Post by mark5465754
Se incontrate
qualcuno che crede alla realtà delle "camere a gas" domandategli come,
secondo lui, vi si potevano estrarre i cadareri per far posto
all'infornata successiva.
Quindi non importa che ci sia la Luna. Se non c'è un dito ad indicarla non
credi alla sua esistenza
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mark5465754
2005-07-12 10:37:35 UTC
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Post by revisionista del cazzo
Oggi abbiamo i fascisti che vengono a blaterare e ricordare
nostalgicamente i vecchi tempi perfino a Porta a Porta.
Non i dubbi che assillano voi, ma di ordine infinatamente minore.
voi confondete la Storia con la politica.

Nessuno
Post by revisionista del cazzo
nutre dubbi sul fatto che l'olocausto sia avvenuto o meno, tranne qualche
simpatico nostalgicone che comunque, come tu stesso citi, viene
intervistato e si esprime anche lui
stralcio da un articolo su Chomsky del sole24ore:

"Il secondo caso riguarda la difesa d'ufficio operata da Chomsky nei
confronti di uno studioso francese, Robert Faurisson, citato in
tribunale per alcuni scritti che negavano l'esistenza delle camere a
gas nella Germania nazista e mettevano in dubbio lo stesso Olocausto.
Il famoso linguista, dopo aver firmato una petizione a sostegno di
Faurisson, pubblicò un articolo per chiarire la distinzione tra il
supporto alle idee di qualcuno e il suo diritto ad esprimerle, secondo
lo spirito di Voltaire e del primo emendamento della Costituzione
americana."

http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=art&codid=20.0.813648417&chId=30

Faurisson è stato citato in tribunale solo per aver reso pubblico il
suo studio di storico.
revisionista del cazzo
2005-07-12 11:14:08 UTC
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Post by mark5465754
Post by revisionista del cazzo
Oggi abbiamo i fascisti che vengono a blaterare e ricordare
nostalgicamente i vecchi tempi perfino a Porta a Porta.
Non i dubbi che assillano voi, ma di ordine infinatamente minore.
voi confondete la Storia con la politica.
Cos'è la politica se non parte della storia di domani? E opi francamente
la Mussolini che viene assieme ad altra gente a "parlà de nonno suo" e ad
incazzarsi con chi lo mette in discussione non mi pare molto lontano da
chi ha voglia di fare certe "revisioni"
Post by mark5465754
Nessuno
Post by revisionista del cazzo
nutre dubbi sul fatto che l'olocausto sia avvenuto o meno, tranne qualche
simpatico nostalgicone che comunque, come tu stesso citi, viene
intervistato e si esprime anche lui
"Il secondo caso riguarda la difesa d'ufficio operata da Chomsky nei
confronti di uno studioso francese, Robert Faurisson, citato in
tribunale per alcuni scritti che negavano l'esistenza delle camere a
gas nella Germania nazista e mettevano in dubbio lo stesso Olocausto.
Il famoso linguista, dopo aver firmato una petizione a sostegno di
Faurisson, pubblicò un articolo per chiarire la distinzione tra il
supporto alle idee di qualcuno e il suo diritto ad esprimerle, secondo
lo spirito di Voltaire e del primo emendamento della Costituzione
americana."
http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=art&codid=20.0.813648417&chId=30
Faurisson è stato citato in tribunale solo per aver reso pubblico il
suo studio di storico.
Immagino il grande amore disinteressato per la scienza.
L'apologia del nazismo, data l'anomalia storica e gli eventi disastrosi
che lo hanno contraddistinto, è reato e tale dovrà rimanere. Andatevene in
Argentina a fare visita agli altri "reduci". I Tedeschi hanno avuto mal di
stomaco e sensi di colpa per cinquant'anni, magari anche un po' in
eccesso, di contro in Italia ancora non si è compreso bene, tanto che
ancora certi nipoti ma anche ex squadristi vanno in giro a fare un po'
troppo i nostalgici. Ma si sa, non si usa più vergognarsi di dire certe
cose, meglio giocare al rilancio. Berlusconi et alii docent.
--
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Antonio
2005-07-12 14:54:17 UTC
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"mark5465754" <***@yahoo.it> ha scritto nel messaggio

A stabilire che ci fosse stato l'olocausto non furono gli storici, ma
il tribunale dei vincitori,

Questa scemenza fa il paio con quella che scrivi qua sotto.
anche al tempo di Tacito gli storici erano ancora
costretti a dire che i cartaginesi uccidevano i bambini,
Antonio
Artamano
2005-07-12 21:46:00 UTC
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Post by komunista in questo ng
Uno contro tutti gli altri storici. Anche nel campo della medicina c'è chi
sostiene che il fumo faccia bene. Anche nel campo della biologia c'è chi
dice che l'evoluzione non c'è stata e crede alla teoria della catastrofi
successive per spiegare il rinnovamento delle specie.
ma nella scienza contano solo e soltanto le prove.
La verità non si misura ai voti.
Uno solo può avere ragione contro tutti.
Come ai tempi di Galileo.
Le vostre prove ?
Artamano
2005-07-12 21:45:59 UTC
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Post by komunista in questo ng
Se non ci fossero tutti quei morti di mezzo e persone violente pronte ad
agire avresti ragione.
Qua non si tratta di credere. Ognuno può pensare ciò che vuole nella sua
testa bacata, anche che sia opportuno sterminare tutti gli esseri umani e
rimanere da solo, magari con un esponente del sesso opposto per costituire
un nuovo Eden. Tuttavia non è possibile che in nome della libertà si
consenta a qualcuno di dire cose pubblicamente che violentano altre
persone. La violenza non è solo fisica, ma anche verbale. Voi nazisti non
potete attualmente esercitare quell'altro tipo di violenza, più antico, e
ci provate almeno con quella verbale, allo scopo di fare proseliti.
il tuo discorso è pericoloso.Perchè fascista.Anche il fascismo giustificava
il reato d'opinione con il fatto che non si doveva permettere ai sovversivi
di propalare la violenza e il disordine,la lotta tra le classi e
l'invidia.La rivoluzione avrebbe fatto più morti di quelli che avrebbe
dovuto evitare.
le parole ,dicevano,sono più pericolose dei cannoni.Perchè dunque non
impedire ai cattivi di preparare con le parole quel male che vorrebbero
poi fare con le azioni ?
Tutto giusto sembra.
Ma quando si colpiscolo le libertà fondamentali tutto quello che ti sembra
giusto difendere diventa sbagliato.
Perchè il Sistema che devi creare per censurare con efficacia le opinioni è
quello poliziesco.E in un contesto simile a prevalere non sono gli idealisti
ma i furbi ,gli opportunisti e i prepotenti.
Oggi gli oppositori finiscono in galera.Domani chiunque abbia intenzione di
criticare le cose che non vanno.
E il tuo Stato così bello purificato dalle opinioni che ti offendono,diventa
corrotto,inefficiente e sopratutto incapace di riconoscere le cose che non
vanno e porvi rimedio.
La prova ?
Sotto il fascio le critiche erano bollate come sovversive e tutto sembrava
andare bene.Ma la corruzione era così estesa da causare il crollo alla prima
vera prova.
Sotto il regime di Tito in Jugoslavia il nazionalismo era condananto con
pene severissime.
Le leggi contro le libere opinioni erano applicate in maniera implacabile.
Ma i risultati?
La società totalitaria non era in grado di affrontare e risolvere i problemi
e il veleno,alla lunga,provoca un intossicazione cronica mortale.
Morto il porco i suoi successori ,comunisti e internazionalisti,divennero i
capi del nazionalismo.
E guidarono la rivolta che affossò sia la Jugoslavia che il socialismo.
Forse oggi pensate che la scorciatoia fascio-umanitaria sia vincente perchè
vedete che le masse la società multirazziale non la amano troppo.
Ma così i problemi aumentano nei bassifondi che la politica raramente
esamina.Il razzismo cresce nella disperazione prodotta dalla considerazione
evidente per tutti che lo Stato non protegge i cittadini ma garantisce
sopratutto i diritti dei criminali e degli immigrati.
E il giorno in cui il governo non sarà in grado di risolvere i problemi da
lui stesso creati la democrazia non avrà alternanza in quanto nelle società
totalitarie il voto è solo una proforma .
Il crollo del governo sarà crollo di Sistema e sarete voi dalla parte del
torto.Il fascismo è finito a piazzale Loreto ricordate?
Post by komunista in questo ng
No, sei tu un nazista e nemmeno te nerendi conto. Ci sei o ci fai. Dove
non può la ragione forse può l'emotività, dato che certa gente non riesce
proprio a ragionare. Pensa allora ad un caso personale: tutta la tua
famiglia viene sterminata da una banda di assassini, dopodiché un
giornale, il cui direttore è parente di uno dei balordi, scrive che non è
assolutamente vero, che si sono suicidati loro e anzi gli assassini hanno
tentato di salvarli. E' libertà di pensiero? accetteresti il punto di
vista del giornale
una banda di immigrati violenta e uccide donne italiane.
Accetteremmo le opinioni assassine e false dei criminali che ci parlano di
società multirazziale e di uguaglianza ?
Lasceremmo che in nome del preteso olocausto sia compiuto il massacro delle
donne e dei bambini europei solo perchè il popolo "eletto" ha deciso che il
razzismo è male ?
Dovremmo permettere che i criminali che uccidono con le loro idee armino la
mano di chi uccide con le loro azioni?
E poi giù foto e racconti di chi conosceva gli uccisi.E poi i vostri
discorsi e le vostre foto.
Vedi come è facile usare l'emotività per giustificare la censura ?
Stò parlando di quella che potrebbe colpirvi al crollo di regime.
Post by komunista in questo ng
Hai un'idea molto singolare di fascista. Tu non puoi insultare e
calunniare chi ti pare invocando una libertà di espressione che i regimi
che sostenete hanno represso duramente in prima istanza. Secondo te una
società non deve preoccuparsi assolutamente di tutelare certe fasce
deboli, quindi non dovrebbero esistere le scuole, non si dovrebbero
educare i figli, consentire pubblicità di prodotti nocivi, il
favoreggiamento alla prostituzione, alla pedofilia alla delinquenza non
dovrebbe costituire reato, ecc. Insomma anarchia totale e vinca il più
forte. Tra l'altro se nessun tipo di propaganda è reato, allora col tuo
ragionamento è legittima l'esistenza di qualunque partito, che sulla carta
manifesta soltanto il proprio pensiero, anche un partito neonazista che
predica esplicitamente lo sterminio totale di ebrei, immigrati, ecc.
E' come dire di non usare i vaccini perché tutti i virus hanno il diritto
di insediarsi in un corpo, che tradotto significa di non fare uso
dell'esperienza storica per non commettere nuovamente certi sbagli.
Potremmo anche tornare agli imperatori assoluti. avete già pronto il nuovo
Caligola?
site voi i Caligola di turno.E sotto la vernice perbenista della censura
umanitaria e egualitaria tutti i peggiori vizi prosperano.Con calma e in
silenzio.
credet veramente,poveri coglioni ,che la vostra società ipocrita sia in
grado di combattere per il bene contro il male ?
Lo Stato è pieno di persone buone e oneste?
I giudici sono selezionati per bontà ?
Chi vince i concorsi e come ?
komunista in questo ng
2005-07-13 08:30:31 UTC
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[cut di deliri]
Questa è davvero grossa. Difendi il nazismo e accusi me di essere fascista
in nome della libertà di espressione. Posso condividere il fatto che la
nostra società è molto imperfetta e siamo ancora ben lontani dal garantire
la libertà e l'uguaglianza dei diritti per tutti, ma siete voi che volete
creare le divisioni, quando parlate di discriminazione, immigrati, siete
voi che volete usare l'emotività. E francamente non mi pare che la
soluzione dei mali che affliggono la società attuale sia in questo bisogno
fisiologico che avete di liberarvi dell'antifascismo, un valore acquisito
della società che non si deve dimenticare, come l'esperienza storica in
generale. Non mi puoi rigirare la frittata così disonestamente, così ti
lascio al tuo destino e ai tuoi documenti insignificanti che dovrebbero
secondo te e chi li ha prodotti cancellare la storia degli ultimi 60 anni.
Buona propaganda.
--
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Artamano
2005-07-19 22:08:21 UTC
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Post by komunista in questo ng
[cut di deliri]
Questa è davvero grossa. Difendi il nazismo e accusi me di essere fascista
in nome della libertà di espressione. Posso condividere il fatto che la
nostra società è molto imperfetta e siamo ancora ben lontani dal garantire
la libertà e l'uguaglianza dei diritti per tutti, ma siete voi che volete
creare le divisioni, quando parlate di discriminazione, immigrati, siete
voi che volete usare l'emotività. E francamente non mi pare che la
soluzione dei mali che affliggono la società attuale sia in questo bisogno
fisiologico che avete di liberarvi dell'antifascismo, un valore acquisito
della società che non si deve dimenticare, come l'esperienza storica in
generale. Non mi puoi rigirare la frittata così disonestamente, così ti
lascio al tuo destino e ai tuoi documenti insignificanti che dovrebbero
secondo te e chi li ha prodotti cancellare la storia degli ultimi 60 anni.
Buona propaganda.
non è una buona risposta non rispondere a semplici domande tipo : chi ha
contato i sei milioni ?
Forse sei tu che fai cattiva propaganda.
Poi non esalto il nazismo.
Credo nella democrazia fondata su una comunità di sangue e spirito.In cui
l'appartenenza è fondata su una base biologica.E garantisce l'unità anche
nelle difficoltà e nei momenti di sbandamento ideologico.
Sono razzista ma non colonialista e neppure autoritario.
I nazisti non ci sono più.

Artamano
2005-07-11 20:02:06 UTC
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Post by komunista in questo ng
Quindi bisogna accettare che esista qualcuno che incita alla persecuzione,
semplicemente manifestando la propria opinione e non passando all'azione
(o relegandola ad altri), di categorie di persone? Oppure può insultare
pubblicamente una categoria di persone perché sta manifestando le proprie
opinioni? E come mai questo non si può fare? Perfino in America, dove la
stampa è tuttora molto più libera che in Italia, non si può fare
propaganda contro i neri o contro le donne ecc. La pubblicità sessista è
vietata, ad es. La Benetton ha dovuto ritirare molte pubblcità ritenute
offensive per una categoria di persone. Perché? Tutta l'Europa e gli USA
sono nazisti? Perché esiste il reato per calunnia e diffamazione?
perchè non siamo più in democrazia.
Il capitalismo ha accettato la democrazia fintanto che la società si stava
permeando dei valori borghesi.
Cioè fino a quando si è potuta mettere in scena l'illusione del benessere
consumista.
Ma quando crisi economiche devastanti si stanno profilando all'orizzonte
anche la prospettiva di revoca della libertà è più vicina.
E la maniera migliore è quella di toglierla in nome del buonismo e della
tolleranza.
Oggi colpiranno un razzista,domani un contestatore di altro colore.
E nessuno potrà più dire niente perchè sarà passato il principio fascista
del diritto dello Stato a controllare le opinioni dei sudditi in nome della
salute pubblica.

La tua boria egualitaria non ti salverà dai tribunali.poiche' al governo non
ci sarete sempre voi.
Post by komunista in questo ng
Non si tratta di credere. Ci sono dei fatti accertati. Il tuo amico
Artamano sta facendo della propaganda per discreditare questi fatti,
quindi sta facendo dell'apologia del nazismo (reato in Italia ma anche in
Germania), calunniando e offendendo la memoria di chi è morto.
se fossero dati accertati non ci sarebbe stato bisogno del reato
d'opinione.Che invece è necessario a chi deve difendere delle menzogne.
E a proposito di fatti chi ha contato i sei milioni,come e con quale metodo?
Non è calunnia per i "morti" chiedere documenti e prove.Semmai è
sfruttamento di un mito usare le sofferenze vere o presunte degli "eletti"
rinchiusi nei lager per difendere un sistema di dominio.
Post by komunista in questo ng
Allora io sono altrettanto libero di pensare e di pubblicare che per
Artamano e per chi come lui contribuisce al negazionismo ci vorrebbe un
nuovo processo di Norimberga. Libertà di pensiero. Che vuoi farci? Non
capisco perché il mio libero pensiero ti abbia dato fastidio e quello di
Artamano no.
Processi di questo genere avvengono in tutta Europa.In Italia non ancora
grazie alla LEGA NORD.
Ma le persecuzioni non fermano i revisionisti come la censura non ha mai
fermato la diffusione della verità.Semmai renderà molto più laida la memoria
delle sofferenze del popolo "eletto" fin troppo abile nel vittimismo
ostentato e nel razzismo latente.
Post by komunista in questo ng
La propaganda di Artamano però, a ddiferenza di ciò che ho scritto io,
potrebbe avere come conseguenza l'adesione di qualche giovane sprovveduto
che crede alle sue favole navigando su internet.
se è così è perchè le mie argomentazioni sono valide.Siete voi che mentite
e pretendete di avere ragione per legge.
komunista in questo ng
2005-07-12 08:21:17 UTC
Permalink
Post by Artamano
Post by komunista in questo ng
Quindi bisogna accettare che esista qualcuno che incita alla persecuzione,
semplicemente manifestando la propria opinione e non passando all'azione
(o relegandola ad altri), di categorie di persone? Oppure può insultare
pubblicamente una categoria di persone perché sta manifestando le proprie
opinioni? E come mai questo non si può fare? Perfino in America, dove la
stampa è tuttora molto più libera che in Italia, non si può fare
propaganda contro i neri o contro le donne ecc. La pubblicità sessista è
vietata, ad es. La Benetton ha dovuto ritirare molte pubblcità ritenute
offensive per una categoria di persone. Perché? Tutta l'Europa e gli USA
sono nazisti? Perché esiste il reato per calunnia e diffamazione?
perchè non siamo più in democrazia.
L'hai capito anche tu, eh? Ma non mi sembravi tanto entusiasta di esserci
Post by Artamano
Il capitalismo ha accettato la democrazia fintanto che la società si stava
permeando dei valori borghesi.
Cioè fino a quando si è potuta mettere in scena l'illusione del benessere
consumista.
Ma quando crisi economiche devastanti si stanno profilando all'orizzonte
anche la prospettiva di revoca della libertà è più vicina.
Su questo sono d'accordo
Post by Artamano
E la maniera migliore è quella di toglierla in nome del buonismo e della
tolleranza.
Oggi colpiranno un razzista,domani un contestatore di altro colore.
non è la stessa cosa. Se lo faranno (e lo fanno attualmente) significa che
c'è qualche problema in più
Post by Artamano
E nessuno potrà più dire niente perchè sarà passato il principio fascista
del diritto dello Stato a controllare le opinioni dei sudditi in nome della
salute pubblica.
La tua boria egualitaria non ti salverà dai tribunali.poiche' al governo non
ci sarete sempre voi.
Lo so che auspicate un nuovo fascismo o addirittura nazismo. Ma siete
sicuri che non sarete anche voi pate delle vittime?
Post by Artamano
Post by komunista in questo ng
Non si tratta di credere. Ci sono dei fatti accertati. Il tuo amico
Artamano sta facendo della propaganda per discreditare questi fatti,
quindi sta facendo dell'apologia del nazismo (reato in Italia ma anche in
Germania), calunniando e offendendo la memoria di chi è morto.
se fossero dati accertati non ci sarebbe stato bisogno del reato
d'opinione.Che invece è necessario a chi deve difendere delle menzogne.
Ci sono testimonianze a parte i tuoi dati. Filmati a non finire. Ma cosa
mai pretendi di dimostrare, che i nazisti erano buoni e gli alleati
cattivi e menzogneri? Ma fatti una chiaccherata con tuo nonno, va.
Comunque qui non stiamo dimostrando un teorema di matematica. Con i fatti
della realtà non si ha mai la prova scientifica con affidabilità al 100%
che tu pretendi. E se è per questo nemmeno nella scienza sperimentale.
Post by Artamano
E a proposito di fatti chi ha contato i sei milioni,come e con quale metodo?
Non è calunnia per i "morti" chiedere documenti e prove.Semmai è
sfruttamento di un mito usare le sofferenze vere o presunte degli "eletti"
rinchiusi nei lager per difendere un sistema di dominio.
Il nazismo è stato così terribile non dovrà essere mai dimenticato, e
l'esistenza di persone come te che vogliono passare per freddi analisti
storici disinteressati fanno rendere conto dell'importanza di
quest'affermazione.
Post by Artamano
Post by komunista in questo ng
Allora io sono altrettanto libero di pensare e di pubblicare che per
Artamano e per chi come lui contribuisce al negazionismo ci vorrebbe un
nuovo processo di Norimberga. Libertà di pensiero. Che vuoi farci? Non
capisco perché il mio libero pensiero ti abbia dato fastidio e quello di
Artamano no.
Processi di questo genere avvengono in tutta Europa.In Italia non ancora
grazie alla LEGA NORD.
Non sapevo che i leghisti fossero promotori e sostenitori del nazismo.
Adesso ho un'informazione in più
Post by Artamano
Ma le persecuzioni non fermano i revisionisti come la censura non ha mai
fermato la diffusione della verità.Semmai renderà molto più laida la memoria
delle sofferenze del popolo "eletto" fin troppo abile nel vittimismo
ostentato e nel razzismo latente.
Ancora con questo antisemitismo. La persecuzione degli Ebrei in tantissimi
constesti e in diverse epoche è un fatto storicamente accertato,
ovviamente coi metodi consoni all'analisi storica, quindi documenti,
testimonianze, ecc. non in base ad esperimenti ripetibili possibili nella
fisica.
Post by Artamano
Post by komunista in questo ng
La propaganda di Artamano però, a ddiferenza di ciò che ho scritto io,
potrebbe avere come conseguenza l'adesione di qualche giovane sprovveduto
che crede alle sue favole navigando su internet.
se è così è perchè le mie argomentazioni sono valide.Siete voi che mentite
e pretendete di avere ragione per legge.
In più tu ti stai facendo beffe di chi ha perso persone care in
circostanze terribili. Pensa ad un caso personale e poi mi dici se la tua
becera propaganda nazista è ancora da considerarsi "libertà di pensiero".
--
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.sergio.
2005-07-12 09:11:51 UTC
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Post by komunista in questo ng
Post by mark5465754
Post by komunista in questo ng
La libertà di pensiero finisce quando si comincia a pensare che sia giusto
sterminare altra gente, etnie o comunque categorie di persone.
pensare che l'olocausto sia propaganda non vuol dire che si pensi sia
giusto sterminare qualcuno, non vuol dire nemmeno essere nazista.
Certo, nel paese di Cappuccetto Rosso in cui tutti perfino il lupo cattivo
svolgono il loro ruolo in buona fede senza perseguire alcun secondo fine.
Ci credi sul serio? Penseresti la stessa cosa se qualcuno dicesse, in nome
della libertà di pensiero, che Bin Laden non è mai esistito e che
l'attentato alle torri gemelle è stato eseguito dalla CIA, e quindi è
tutta propaganda degli Americani per assumere un controllo maggiore sul
medio oriente, oppure che l'attentato alle torri gemelle è stato
organizzato dagli Israeliani? In fondo Hitler ricorse a questo trucchetto
per iniziare la persecuzione degli Ebrei. Penseresti ancora che questa
persona sta esercitando il suo libero pensiero in buona fede senza secondi
fini e possa pure renderlo pubblico?
Come mai se è così innocuo i nazisti stessi ricorsero al negazionismo
dell'olocausto mentre esso stesso si stava svolgendo?
Queste non sono semplici opinioni. Sono calunnie e un insulto verso le
vittime dell'olocausto, e i loro parenti. Purtroppo non tutti sono capaci
di capire come certe cose possono ferire senza averle vissute
direttamente. Talvolta sarebbe opportuno fare uno sforzo in più, non credi?
gli stai chiedendo troppo <g>
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Artamano
2005-07-11 20:02:05 UTC
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Post by komunista in questo ng
La libertà di pensiero finisce quando si comincia a pensare che sia giusto
sterminare altra gente, etnie o comunque categorie di persone. Ecco perché
esiste il reato di apologia del fascismo o del nazismo, che sono degli
spettri non così lontani della storia dato che vengono rievocati
in una nazione libera e democratica non può esistere il reato d'opinione
perchè la classe dirigente non ha alcun diritto e facoltà di decidere al
posto della gente che cosa sia da ritenere buono o cattivo.E' solo il
popolo,tramite la libera discussione,a decidere quali valori siano giusti e
quali sbagliati,quali decisioni prendere e quali scartare.
La sola cosa che deve garantire la democrazia è il rispetto della libertà di
ognuno di discutere e di associarsi e di votare.E il rispetto delle
minoranze dalle vessazioni delle maggioranze tipo reati d'opinione o leggi
speciali.
Uno Stato che impone un credo è totalitario e non democratico.
Post by komunista in questo ng
continuamente da gruppi neonazisti e da certi revisionisti al governo e
autonomi che hanno un po' troppa premura di riappacificare. E tutti
vissero felici e contenti. Ricominciamo d'accapo a fare gli stessi errori,
come avviene normalmente nella storia umana
Ma se per te libertà significa anche andare in giro a pestare i neri o gli
ebrei o gli omosessuali o i mussulmani o chiunque ti vada meno a genio,
allora sei anche tu un pericoloso nazista.
infatti usare la violenza non è lecito.Ma l'opinione non è violenza perchè
le idee non hanno mai ucciso nessuno,sono le persone che lo fanno.
Certo si può pensare come disse Lenin che "le idee sono più pericolose dei
cannoni".
Ma chi è d'accordo con lui e invoca la censura contro le opinioni cattive lo
fa per programmare una dittatura.
In democrazia hai un arma per combattere contro le idee cattive,altre idee
buone!
Rifiutarsi di scendere in campo chiamando giudici e polizia indica solo una
debolezza di fondo .L'incapacità delle tue idee a fronteggiare le altre.
E'come se in un incontro di pugilato tu dovessi vincere per legge.
Ma quando arriverà l'incontro vero sarai distrutto.
Fascismo e comunismo sembravano forti dietro la maschera repressiva.
Ma erano tigri di carta.
komunista in questo ng
2005-07-12 10:17:33 UTC
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Post by Artamano
Post by komunista in questo ng
La libertà di pensiero finisce quando si comincia a pensare che sia giusto
sterminare altra gente, etnie o comunque categorie di persone. Ecco perché
esiste il reato di apologia del fascismo o del nazismo, che sono degli
spettri non così lontani della storia dato che vengono rievocati
in una nazione libera e democratica non può esistere il reato d'opinione
perchè la classe dirigente non ha alcun diritto e facoltà di decidere al
posto della gente che cosa sia da ritenere buono o cattivo.E' solo il
popolo,tramite la libera discussione,a decidere quali valori siano giusti e
quali sbagliati,quali decisioni prendere e quali scartare.
La sola cosa che deve garantire la democrazia è il rispetto della libertà di
ognuno di discutere e di associarsi e di votare.E il rispetto delle
minoranze dalle vessazioni delle maggioranze tipo reati d'opinione o leggi
speciali.
Uno Stato che impone un credo è totalitario e non democratico.
Stai dicendo cose scontate e banali, e per questo condivisibili da tutte.
Il problema è come sempre l'interpretazione che se ne dà
Post by Artamano
Post by komunista in questo ng
continuamente da gruppi neonazisti e da certi revisionisti al governo e
autonomi che hanno un po' troppa premura di riappacificare. E tutti
vissero felici e contenti. Ricominciamo d'accapo a fare gli stessi errori,
come avviene normalmente nella storia umana
Ma se per te libertà significa anche andare in giro a pestare i neri o gli
ebrei o gli omosessuali o i mussulmani o chiunque ti vada meno a genio,
allora sei anche tu un pericoloso nazista.
infatti usare la violenza non è lecito.Ma l'opinione non è violenza perchè
le idee non hanno mai ucciso nessuno,sono le persone che lo fanno.
Esiste anche la violenza verbale. E' classificata e ampiamente
riconosciuta.
Post by Artamano
Certo si può pensare come disse Lenin che "le idee sono più pericolose dei
cannoni".
Ma chi è d'accordo con lui e invoca la censura contro le opinioni cattive lo
fa per programmare una dittatura.
In democrazia hai un arma per combattere contro le idee cattive,altre idee
buone!
Rifiutarsi di scendere in campo chiamando giudici e polizia indica solo una
debolezza di fondo .L'incapacità delle tue idee a fronteggiare le altre.
E'come se in un incontro di pugilato tu dovessi vincere per legge.
Viviamo in un mondo crudele. Il male è spesso più forte del bene. Può
nascere anche canalizzando certe paure insite nell'uomo e inventando il
nemico, come successe con l'ascesa democratica del nazismo. La società
deve prendere atto degli errori commessi nel passato ed evitare di
ricaderci. questo significa che non ci si può riconfrontare continuamente
con chi sostiene che certi valori acquisiti, come anche la libertà di
espressione che tu sbandieri continuamente, siano carta straccia. Se
accetti che la libertà assoluta di esprimere le proprie idee sia un valore
indiscutibile, allora devi anche accettare che almeno un'opinione fra
tutte non è permessa, cioè quella di annullare il pensiero altrui. Bene,
questo è proprio uno dei valori del nazismo. Ecco perché bisogna
combatterlo sul nascere.
Post by Artamano
Ma quando arriverà l'incontro vero sarai distrutto.
Proprio per questo bisogna stare in guardia. Corriamo continuamente il
rischio di risvegliare certi spettri. E allora quello che oggi ci sembra
già troppo limitante ci sembrerà nuovamente il paradiso
Post by Artamano
Fascismo e comunismo sembravano forti dietro la maschera repressiva.
Ma erano tigri di carta.
Lo è anche la democrazia. Tanto che sempre più spesso viene intesa come
una dittatura della maggioranza
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Crokkolo
2005-07-12 11:51:51 UTC
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Post by komunista in questo ng
Viviamo in un mondo crudele. Il male è spesso più forte del bene.
E allora quello che oggi ci sembra
già troppo limitante ci sembrerà nuovamente il paradiso
Oh, ma dove sono finiti i comunisti di una volta, quelli che mangiavano i
bambini per lo spuntino pomeridiano e nuclearizzavano le chiese? Quelli
che distruggevano i raccolti di grano dell'Ucraina? Quelli che lasciavano
morire di stenti e al freddo in Siberia i nemici politici? Quelli che
sperimentavano vaccini direttamente sugli esseri umani? (uhm, Guerra,
Carestia, Morte e Pestilenza, mi sembra di averli citati tutti...)

Qui si parla di paradiso, di bene e di male... dove andremmo a finire...
sigh :°
--
El Crokkolo

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2005-07-12 12:08:42 UTC
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Post by Crokkolo
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Viviamo in un mondo crudele. Il male è spesso più forte del bene.
E allora quello che oggi ci sembra
già troppo limitante ci sembrerà nuovamente il paradiso
Oh, ma dove sono finiti i comunisti di una volta, quelli che mangiavano i
bambini per lo spuntino pomeridiano e nuclearizzavano le chiese? Quelli
che distruggevano i raccolti di grano dell'Ucraina? Quelli che lasciavano
morire di stenti e al freddo in Siberia i nemici politici? Quelli che
sperimentavano vaccini direttamente sugli esseri umani? (uhm, Guerra,
Carestia, Morte e Pestilenza, mi sembra di averli citati tutti...)
Qui si parla di paradiso, di bene e di male... dove andremmo a finire...
sigh :°
Come vedi si sono invertiti i ruoli. Ora sono loro che vengono a farci
lezioni di libertà e di democrazia e noi "komunisti" gli facciamo la
morale. Fra un po' vedrai che Artamano pubblica qualcosa a favore della
dittatura del proletariato
--
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Crokkolo
2005-07-13 10:00:29 UTC
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Post by Crokkolo
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Viviamo in un mondo crudele. Il male è spesso più forte del bene.
E allora quello che oggi ci sembra
già troppo limitante ci sembrerà nuovamente il paradiso
Oh, ma dove sono finiti i comunisti di una volta, quelli che mangiavano i
bambini per lo spuntino pomeridiano e nuclearizzavano le chiese? Quelli
che distruggevano i raccolti di grano dell'Ucraina? Quelli che lasciavano
morire di stenti e al freddo in Siberia i nemici politici? Quelli che
sperimentavano vaccini direttamente sugli esseri umani? (uhm, Guerra,
Carestia, Morte e Pestilenza, mi sembra di averli citati tutti...)
Qui si parla di paradiso, di bene e di male... dove andremmo a finire...
sigh :°
Come vedi si sono invertiti i ruoli. Ora sono loro che vengono a farci
lezioni di libertà e di democrazia e noi "komunisti" gli facciamo la
morale. Fra un po' vedrai che Artamano pubblica qualcosa a favore della
dittatura del proletariato
Per quanto Artamano tiri fuori dal cilindro testi e tesi che mi sembrano
VAGAMENTE panzerott..., ehm, panzanate (scusate, ma l'ora...), io sono più
di là (destra) che di là (sinistra). :P
Non te ne volere a male
L'intervento precedente era ironico, mi venivano in mente le cagat* che
aveva detto il tenente Silvio col ciupaciupa... anzi no, anche quello non
è più un suo segno distintivo... vorrai dire che da vecchio, visto che non
guaadgno così tanto, andrò a rubare una zolla di prato inglese da qualche
parte e me la meterò in testa, magari poi farà pure moda...
--
El Crokkolo

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Crokkolo
2005-07-13 10:09:06 UTC
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Dovrei fare un check di ortografia ogni volta, scusate per tutti gli
errori. (per quello che esprimo invece, ve lo tenete e basta :P)
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El Crokkolo

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komunista in questo ng
2005-07-13 11:14:16 UTC
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Post by Crokkolo
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Post by Crokkolo
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Viviamo in un mondo crudele. Il male è spesso più forte del bene.
E allora quello che oggi ci sembra
già troppo limitante ci sembrerà nuovamente il paradiso
Oh, ma dove sono finiti i comunisti di una volta, quelli che mangiavano i
bambini per lo spuntino pomeridiano e nuclearizzavano le chiese? Quelli
che distruggevano i raccolti di grano dell'Ucraina? Quelli che lasciavano
morire di stenti e al freddo in Siberia i nemici politici? Quelli che
sperimentavano vaccini direttamente sugli esseri umani? (uhm, Guerra,
Carestia, Morte e Pestilenza, mi sembra di averli citati tutti...)
Qui si parla di paradiso, di bene e di male... dove andremmo a finire...
sigh :°
Come vedi si sono invertiti i ruoli. Ora sono loro che vengono a farci
lezioni di libertà e di democrazia e noi "komunisti" gli facciamo la
morale. Fra un po' vedrai che Artamano pubblica qualcosa a favore della
dittatura del proletariato
Per quanto Artamano tiri fuori dal cilindro testi e tesi che mi sembrano
VAGAMENTE panzerott..., ehm, panzanate (scusate, ma l'ora...), io sono più
di là (destra) che di là (sinistra). :P
Non te ne volere a male
Ma no...nonostante il mio nick, volutamente ironico, per me esistono le
persone, non destra o sinistra come in modo sempre più vacuo usiamo fare
in Italia. E più le posizioni di destra e di sinistra convergono, come sta
avvenendo con questi due polpettoni che abbiamo nei ranghi alti, più si
cerca affannatamente di marcare le differenze. Magari mi troverei più
spesso a mio agio con uno che si reputa di destra che con uno di sinistra,
figurati. Per me ci sono certi valori, come la tolleranza verso gli altri,
il sapere ascoltare senza imporre il proprio pensiero con violenza fisica
(o verbale, tanto per rimanere in argomento col thread), e francamente ci
sono poche persone, dell'una o dell'altra parte, che ci credoo. E' più
facile trovare gente con molte certezze, acquisite maldestramente
ascoltando la TV o leggendo certi giornali o ancora ascoltando altra gente
più autorevole che hanno preso a modello.
Post by Crokkolo
L'intervento precedente era ironico, mi venivano in mente le cagat* che
aveva detto il tenente Silvio col ciupaciupa... anzi no, anche quello non
è più un suo segno distintivo... vorrai dire che da vecchio, visto che non
guaadgno così tanto, andrò a rubare una zolla di prato inglese da qualche
parte e me la meterò in testa, magari poi farà pure moda...
Per me l'ironia è un grande valore. La rovina dell'umanità è il prendersi
troppo sul serio...;)
--
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Antonio
2005-07-14 21:15:16 UTC
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Post by komunista in questo ng
Per me l'ironia è un grande valore. La rovina dell'umanità è il prendersi
troppo sul serio...;)
Anche tu marxista o marxiano che dir si voglia? :-)


Ciao
Antonio
Artamano
2005-07-12 21:46:01 UTC
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Post by komunista in questo ng
Esiste anche la violenza verbale. E' classificata e ampiamente
riconosciuta.
e in una democrazia alle parole si risponde con le parole.
Sotto il fascismo si chiama la polizia politica.
Un po come il fascismo democratico che è in vigore in Europa oggi.
Post by komunista in questo ng
Viviamo in un mondo crudele. Il male è spesso più forte del bene. Può
nascere anche canalizzando certe paure insite nell'uomo e inventando il
nemico, come successe con l'ascesa democratica del nazismo. La società
deve prendere atto degli errori commessi nel passato ed evitare di
ricaderci. questo significa che non ci si può riconfrontare continuamente
con chi sostiene che certi valori acquisiti, come anche la libertà di
espressione che tu sbandieri continuamente, siano carta straccia. Se
accetti che la libertà assoluta di esprimere le proprie idee sia un valore
indiscutibile, allora devi anche accettare che almeno un'opinione fra
tutte non è permessa, cioè quella di annullare il pensiero altrui. Bene,
questo è proprio uno dei valori del nazismo. Ecco perché bisogna
combatterlo sul nascere.
nel momento stesso in cui usi metodi fascisti la tua società non è più in
grado di riconoscere gli errori e affrontarli perchè la discussione libera
costerà troppo cara agli anticonformisti.Loro taceranno di fronte alla
vostra violenza.I problemi resteranno.e marciranno in silenzio.
Come nella Jugoslavia titoista.In cui la censura era durissima.
Ma che non servi' a niente.
Se le mie opinioni saranno proibite non saranno fermate le cause che le
avranno prodotte.
In clandestinità potranno circolare senza troppi problemi,anche perchè lo
Stato borghese a cui voi affidate il compito di censurare e controllare non
è formato da santi ma da persone molto attente alla carriera e ai soldi.
E la vostra ideologia sarà vista dagli oppositori come nemica della civiltà
,del benessere del popolo e della libertà.
Le vostre parole suonano ipocrite come quelle dei preti.
Forse il nazismo non tornerà perchè voi siete gli anticorpi e il vostro
avversario ormai evanescente.
Ma non avete difese contro una dittatura di forma diversa perchè manco
potete capire il rispetto voltairiano per le opinioni altrui.Che non è bontà
octroyeé ma la base per la libertà di tutti.







CONTRO HITLER STAVOLTA SIAMO PRONTI

DI MAURIZIO BLONDET

La celebrazione corale della "memoria" ci ha dato una serena certezza: siamo
tutti contro i lager e l'antisemitismo. Nessuno che abbia espresso un
dissenso, un distinguo: una decisione corale,
totalitaria, per il " bene ". Stavolta, se torna Hitler, non ci coglierà a
guardia bassa. Stavolta faremo tutti quadrato, nessuno escluso. Anche Fini.
Gasparri, Vittorio Emanuele IV. Non c'è verso,
stavolta, che ci lasciamo sedurre dai discorsi del "grande stregone", dalle
liturgie di Norimberga. Né tantomeno intimorire dalla Gestapo e dalle SS.
Certo, sessant'anni fa non accadde così:
ci furono servilismi, collaborazionismi, bassi tornaconti. Quando la Gestapo
andava in giro e si sentivano sui marciapiedi gli stivali dell SS, non fu
facile a tutti capire da quale parte stava il bene.

Ci furono professori che profittarono delle leggi razziali per prendere il
posto e la cattedra dei docenti epurati. Persino eroi della "resistenza
intellettuale" come Norberto Bobbio scrivevano al
duce servili lettere, negando di essere mai stati antifascisti e
antirazzisti, per conservarsi il posto o pietirne uno migliore.

Stavolta no. Abbiamo imparato a riconoscere il nemico. Basta che provi a
ribruciare il Reichstag, a rispaccare le vetrine degli ebrei, e saremo tutti
contro di lui, come un sol uomo.
Purché, si capisce, sia un nuovo incendio del Reichstag, una replica esatta
della tragedia: con gli stessi figuri e le stesse divise. Perché, basta che
cambi un particolare, e rischiamo di non saper
riconoscere il nemico. Mettiamo, per esempio, che invece dell'incendio del
Reichstag sia un colossale attentato al World Trade Center: già i pareri
divergono, e già la maggioranza dice che la ragione sta dalla parte del più
potente. Il razzismo biologico, l'eugenetica, devono ripresentarsi nelle
esatte forme della storia passata.

Perché basta che si presenti in qualche forma banalizzata e sanitaria
anziché militare - la sperimentazione sui feti, le modificazioni genetiche,
gli espianti di organi da corpi ancora
respiranti - e già non la riconosciamo più come tale, come violazione
dell'uomo e della sua dignità.

Il feldmaresciallo Wilhelm Keitel fu condannato dal tribunale di Norimberga,
fra l'altro, per aver definito "obsoleta" la Convenzione di Ginevra:
impiccato, giustamente, ora lo comprendiamo bene. Però il presidente Bush ha
scelto come attorney general Alberto Gonzales, un giurista che dichiara
obsoleta la Convenzione di Ginevra, e già il giudizio non è più chiaro: i
più continuano a dire che il Quarto Reich sta portando la democrazia e la
libertà al mondo.
Cosa volete, siamo tutti moralmente pronti a vincere la guerra precedente.
Non quella in corso. L'altro giorno il 90 per cento dei deputati ha
approvato la Costituzione Europea.
Quella che, con il mandato di cattura europeo, ci consegnerà a giudici
turchi, rumeni, polacchi, su loro richiesta e senza possibile opposizione.
Magari ci avrebbe rassicurato un dibattito, una presa di distanza da questo
provvedimento.

Invece il sì è venuto, come dice l'Indipendente, con una percentuale
"bulgara". Ecco. Non vorremmo che tra il consenso "bulgaro" all'antinazismo
e la corale, totalitaria adesione "bulgara" al liberticidio attuale ci fosse
una continuità, lo stesso conformismo, la stessa sordità morale e politica.

Maurizio Blondet
Fonte:www.effedieffe.it
27.01.05

Per andare all'homepage del gruppo vai alla pagina:
http://it.groups.yahoo.com/group/lettera_informazione/
komunista in questo ng
2005-07-13 08:23:12 UTC
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[cut]
Chi limita la libertà in questa società, verbale e non, sono proprio gli
eredi di quei regimi che ti ostini a difendere. Si sono solo travestiti da
moderati.
Ribadisco comunque che la libertà di espressione e di pensiero finisce
dove inizia quella degli altri, come qualunque altra forma di libertà
concepita. Ciò significa ad es. che non puoi beffarti della vittime di un
genocidio.
--
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Artamano
2005-07-19 22:08:18 UTC
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Post by komunista in questo ng
[cut]
Chi limita la libertà in questa società, verbale e non, sono proprio gli
eredi di quei regimi che ti ostini a difendere. Si sono solo travestiti da
moderati.
Ribadisco comunque che la libertà di espressione e di pensiero finisce
dove inizia quella degli altri, come qualunque altra forma di libertà
concepita. Ciò significa ad es. che non puoi beffarti della vittime di un
genocidio.
ma negare che un genocidio ci sia stato non significa godere del suo avvento
o insultare le vittime.
Significa fare luce sui fatti e sui motivi della menzogna.
E non ci sono regimi che difendo.Il passato è passato.
E il fascismo e il nazismo sono crollati anche per l'impossibilità di creare
uno Stato moderno che fosse nello stesso tempo alternativo alla modernità.
.sergio.
2005-07-12 09:09:10 UTC
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Post by komunista in questo ng
Post by mark5465754
Post by komunista in questo ng
Risposto? Per questo tipo ci vorrebbe una riesumazione del processo di
Norimberga.
solo perchè la pensa diversamente? e il pericoloso nazista è lui...
La libertà di pensiero finisce quando si comincia a pensare che sia giusto
sterminare altra gente, etnie o comunque categorie di persone. Ecco perché
esiste il reato di apologia del fascismo o del nazismo, che sono degli
spettri non così lontani della storia dato che vengono rievocati
continuamente da gruppi neonazisti e da certi revisionisti al governo e
autonomi che hanno un po' troppa premura di riappacificare. E tutti
vissero felici e contenti. Ricominciamo d'accapo a fare gli stessi errori,
come avviene normalmente nella storia umana
Ma se per te libertà significa anche andare in giro a pestare i neri o gli
ebrei o gli omosessuali o i mussulmani o chiunque ti vada meno a genio,
allora sei anche tu un pericoloso nazista.
quoto.
--
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komunista in questo ng
2005-07-12 09:36:23 UTC
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Post by .sergio.
Post by komunista in questo ng
Post by mark5465754
Post by komunista in questo ng
Risposto? Per questo tipo ci vorrebbe una riesumazione del processo di
Norimberga.
solo perchè la pensa diversamente? e il pericoloso nazista è lui...
La libertà di pensiero finisce quando si comincia a pensare che sia giusto
sterminare altra gente, etnie o comunque categorie di persone. Ecco perché
esiste il reato di apologia del fascismo o del nazismo, che sono degli
spettri non così lontani della storia dato che vengono rievocati
continuamente da gruppi neonazisti e da certi revisionisti al governo e
autonomi che hanno un po' troppa premura di riappacificare. E tutti
vissero felici e contenti. Ricominciamo d'accapo a fare gli stessi errori,
come avviene normalmente nella storia umana
Ma se per te libertà significa anche andare in giro a pestare i neri o gli
ebrei o gli omosessuali o i mussulmani o chiunque ti vada meno a genio,
allora sei anche tu un pericoloso nazista.
quoto.
Finalmente un essere umano. Stavo cominciando ad avere la strana
sensazione di trovarmi in un altro pianeta
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Crokkolo
2005-07-11 11:38:55 UTC
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Non capisco la ragione del "revisionismo", mi sembra un atto di codardia
e/o falsità.

L'unica cosa che si può dire è che non siano riusciti a finire il lavoro
che avevano cominciato.

Niente male assoluto, niente "ma ne abbiamo uccisi solo 2, tutti gli altri
morivano di noia". I fatti son quelli che sono. I commenti "morali" li
lascio alle persone di buona volontà.
--
El Crokkolo

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mark5465754
2005-07-11 12:52:07 UTC
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Quando si vince una guerra si inventano storie per peggiorare la fama
dei nemici, l'olocausto è stato creato da russi e americani con la
collaborazione di registi di Hollywood, anche tecnicamente era
impossibile la sua attuazione, le camere a gas non erano a tenuta
stagna, con l'uso del gas, tutta l'area circostante sarebbe stata
contaminata, non aveva senso quindi l'uso delle camere a gas, eccetto
che per gli inventori di questa storia, infatti il particolare delle
camere a gas è molto scenografico, i forni erano presenti nei campi di
prigionia di ogni nazione in guerra, venivano usati per bruciare i
cadaveri, così da evitare epidemie.
revisionista del cazzo
2005-07-11 13:19:56 UTC
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Post by mark5465754
Quando si vince una guerra
Guerra? Quale guerra? Ah, non sai ancora che...
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Antonio
2005-07-11 17:06:01 UTC
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Post by mark5465754
Quando si vince una guerra si inventano storie per peggiorare la fama
dei nemici, l'olocausto è stato creato da russi e americani con la
collaborazione di registi di Hollywood,
inoltre l'uomo non è mai arrivato sulla luna perchè le immagini che tutti
conosciamo sono in realtà fiction realizzata da Kubrick.

Guarda un pò che ti combinano 'sti cazzi di registi hollywoodiani.

Tuttavia c'è il fatto che anche registi con la svastica hanno ripreso i
massacri. E non erano finzione.


Antonio
mark5465754
2005-07-11 17:11:44 UTC
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Post by Antonio
Tuttavia c'è il fatto che anche registi con la svastica hanno ripreso i
massacri. E non erano finzione.
Antonio
non ci sono riprese di massacri.
Antonio
2005-07-11 17:29:27 UTC
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Post by mark5465754
non ci sono riprese di massacri.
Allora farò causa alla Utet che nella sua enciclopedia storica ha pubblicato
un fotomontaggio.

E poi a Cecchi Paone e a rete4 che trasmettono falsi documentari.


Antonio
Artamano
2005-07-11 20:02:10 UTC
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Post by Antonio
Guarda un pò che ti combinano 'sti cazzi di registi hollywoodiani.
Tuttavia c'è il fatto che anche registi con la svastica hanno ripreso i
massacri. E non erano finzione.
mai esistiti filmati del genere.
Artamano
2005-07-11 20:02:08 UTC
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Post by Crokkolo
Non capisco la ragione del "revisionismo", mi sembra un atto di codardia
e/o falsità.
L'unica cosa che si può dire è che non siano riusciti a finire il lavoro
che avevano cominciato.
Niente male assoluto, niente "ma ne abbiamo uccisi solo 2, tutti gli altri
morivano di noia". I fatti son quelli che sono. I commenti "morali" li
lascio alle persone di buona volontà.
il revisionismo nasce dalal constatazione di un mito privo di fondamenti e
usato come mezzo di dominio del popolo "eletto" sugli altri.
Prova tu a dirmi chi ha contato i sei milioni e come.
Continua a leggere su narkive:
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