Discussione:
La postdatazione dell'eruzione su Pompei
(troppo vecchio per rispondere)
abc
2018-10-17 14:55:16 UTC
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Non è certo una novita: questo studio pubblicato du "Rivista di studi
pompeiani" risale al 2002:
https://drive.google.com/open?id=1gYIStqyYWiiUFiVVTATjQ4txGyejZaib
Arduino
2018-10-29 17:15:09 UTC
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Post by abc
Non è certo una novita: questo studio pubblicato du "Rivista di studi
https://drive.google.com/open?id=1gYIStqyYWiiUFiVVTATjQ4txGyejZaib
Molto interessante l'articolo.
A latere, allucinante come erano scemi: Plinio il giovane, un
naturalista, alza distrattamente gli occhi di sfuggita alcuni istanti per
vedere l'eruzione. Il vecchio va con la flotta ad osservare, solo quando
viene a sapere che è minacciata la casa di una matrona attracca: Uno si
immaginerebbe perlomeno per raccogliere gli abitanti in fuga... Macché,
il vecchio rimbambito va in casa della matrona a mangiare, poi va a fare
la pennichella, restando soffocato dalle polveri sottili e riducendo di
un'unità il numero dei cretini.
--
Arduino d'Ivrea
*GB*
2018-10-30 22:09:59 UTC
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Post by Arduino
A latere, allucinante come erano scemi: Plinio il giovane, un
naturalista, alza distrattamente gli occhi di sfuggita alcuni istanti per
vedere l'eruzione. Il vecchio va con la flotta ad osservare, solo quando
viene a sapere che è minacciata la casa di una matrona attracca: Uno si
immaginerebbe perlomeno per raccogliere gli abitanti in fuga... Macché,
il vecchio rimbambito va in casa della matrona a mangiare, poi va a fare
la pennichella, restando soffocato dalle polveri sottili e riducendo di
un'unità il numero dei cretini.
Tu credi forse che i naturalisti e i geologi di oggi siano meno cretini?
Solo perché sono ormai adeguatamente informati su quei fenomeni, ma ti
garantisco che in tutti gli altri ambiti non differiscono molto dai loro
antenati di due millenni fa.

Bye,

*GB*
Arduino
2018-10-30 23:31:00 UTC
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Post by *GB*
Tu credi forse che i naturalisti e i geologi di oggi siano meno cretini?
Solo perché sono ormai adeguatamente informati su quei fenomeni, ma ti
garantisco che in tutti gli altri ambiti non differiscono molto dai loro
antenati di due millenni fa.
La questione dell'essere naturalista, vale per il più giovane dei due
plini.
Uno che non alza lo sguardo a osservare un'eruzione vulcanica, come se
dalle sue parti ce ne fosse una a settimana; come potrebbe per esempio far
caso a piccoli particolari, come gli steli che crescono tutti verso l'alto,
oppure... uno così, se gli dicessero che in Francia gli asini volano, la
crederebbe.
Il vecchio mostra invece tare anche dal punto di vista umano, si avvicina
alla costa solo perché è minacciata la casa di una matrona. Che in un
simile frangente si dovesse soccorrere, non gli veniva neanche in mente. E
quel che è peggio, la cosa all'epoca doveva sembrare normale, infatti il
nipote ne parla come se fosse normalissimo agire così.
--
Arduino d'Ivrea
*GB*
2018-11-01 20:38:05 UTC
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Post by Arduino
La questione dell'essere naturalista, vale per il più giovane dei due
plini.
Uno che non alza lo sguardo a osservare un'eruzione vulcanica, come se
dalle sue parti ce ne fosse una a settimana; come potrebbe per esempio far
caso a piccoli particolari, come gli steli che crescono tutti verso l'alto,
oppure... uno così, se gli dicessero che in Francia gli asini volano, la
crederebbe.
Il vecchio mostra invece tare anche dal punto di vista umano, si avvicina
alla costa solo perché è minacciata la casa di una matrona. Che in un
simile frangente si dovesse soccorrere, non gli veniva neanche in mente. E
quel che è peggio, la cosa all'epoca doveva sembrare normale, infatti il
nipote ne parla come se fosse normalissimo agire così.
Ma stiamo discutendo di storia o fake news? No, perché in Wiki io leggo:

https://it.wikipedia.org/wiki/Plinio_il_Vecchio

La fama di Plinio è anche legata alla sua morte, di cui ci è
testimone il nipote-figlio adottivo Plinio il Giovane. Plinio il Vecchio
era a capo della flotta romana stanziata a Capo Miseno, quando si
verifica una delle più grandi catastrofi della storia, l'eruzione del
Vesuvio del 79.[1] Corso in aiuto di una sua amica, Rectina, e degli
altri abitanti di Stabia, Plinio non fu più in grado di lasciare il
porto della città e morì per le esalazioni del vulcano.

Il racconto della sua morte, contenuto in una lettera del nipote
Plinio il Giovane, ha contribuito all'immagine di Plinio come
protomartire della scienza sperimentale (definizione di Italo Calvino),
anche se, sempre secondo il resoconto del nipote, si espose al pericolo
anche per recare soccorso ad alcuni cittadini in fuga dall'eruzione, in
quanto comandante della flotta di stanza a capo Miseno. Infatti, in
occasione dell'eruzione del Vesuvio del 79 che seppellì Pompei ed
Ercolano, si trovava a Miseno come praefectus classis Misenis. Volendo
osservare il fenomeno il più vicino possibile e volendo aiutare alcuni
suoi amici in difficoltà sulle spiagge della baia di Napoli, parte con
le sue galee, che attraversano la baia fino a Stabiae (oggi
Castellammare di Stabia) dove muore, probabilmente soffocato dalle
esalazioni vulcaniche, a 56 anni[11].

https://en.wikipedia.org/wiki/Pliny_the_Elder

Pliny the Elder died in AD 79 in Stabiae while attempting the rescue
of a friend and his family by ship from the eruption of Mount Vesuvius,
which already had destroyed the cities of Pompeii and Herculaneum.[2]
The wind caused by the sixth and largest pyroclastic surge of the
volcano’s eruption did not allow his ship to leave port, and Pliny
probably died during that event.[3]

https://en.wikipedia.org/wiki/Pliny_the_Elder#Death

On AD August 24, 79, he was stationed at Misenum, at the time of the
great eruption of Mount Vesuvius,[10] which destroyed and buried Pompeii
and Herculaneum. He was preparing to cross the Bay of Naples to observe
the phenomenon directly when a message arrived from his friend Rectina
asking to rescue Pomponianus and her. Launching the galleys under his
command to the evacuation of the opposite shore, he himself took "a
fast-sailing cutter", a decision that may have cost him his life. His
nephew, Pliny the Younger, provided an account of his death, obtained
from the survivors. The nephew and his mother had decided not to go on
the voyage across the bay.

As the light vessel approached the shore near Herculaneum, cinders
and pumice began to fall on it. Pliny's helmsman advised turning back,
to which Pliny replied, "Fortune favors the brave; steer to where
Pomponianus is." (Stabiae, near the modern town of Castellammare di
Stabia.) They landed and found Pomponianus "in the greatest
consternation." Pliny hugged and comforted him. They could not find
Rectina. They loaded the cutter, but the same winds that brought it to
Stabiae prevented it from leaving. Pliny reassured his party by
feasting, bathing, and sleeping while waiting for the wind to abate, but
finally they had to leave the buildings for fear of collapse and try
their luck in the pumice fall. Pliny sat down and could not get up even
with assistance, and was left behind. His companions theorized that he
collapsed and died through inhaling poisonous gases emitted from the
volcano. On their return three days later (26 August) after the plume
had dispersed, his body was found under the pumice with no apparent
external injuries. The problem with the toxicity theory is that his
companions were unaffected by the same fumes, and they had no mobility
problems, whereas Pliny had to sit and could not rise. As he is
described as a corpulent man,[1] who also suffered from asthma, his
friends are thought to have left him because he was already dead.[2]

The story of his last hours is told in a letter addressed 27 years
afterwards to Tacitus by Pliny the Younger,[1][10] who also sent to
another correspondent, Baebius Macer, an account of his uncle's writings
and his manner of life.[19][10] The fragment from Suetonius (see under
"External links" below) states a somewhat less flattering view, that
Pliny approached the shore only from scientific interest and then asked
a slave to kill him to avoid heat from the volcano. It is not as
credible a source, as it is clear from the nephew's letter that the
persons Pliny came to rescue escaped to tell the tale in detail.
Moreover, Suetonius hypothesizes that a party witnessing events so
agonizing as to destroy Pliny or cause him to order his own death are
suspect as they apparently were subject to none of these fatal events
themselves.

Science historian Conway Zirkle has written, "there is widespread and
persisting misinformation" about Pliny's death. He suggested that
despite his rescue attempt, Pliny never came within miles of Vesuvius
and no evidence has been found that shows he died from breathing in
fumes. Zirkle stated that Pliny was overweight, in poor health, and had
died from a heart attack.[52]

Bye,

*GB*
Arduino
2018-11-27 19:47:26 UTC
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Post by *GB*
La fama di Plinio è anche legata alla sua morte, di cui ci è
testimone il nipote-figlio adottivo Plinio il Giovane. Plinio il Vecchio
era a capo della flotta romana stanziata a Capo Miseno, quando si
verifica una delle più grandi catastrofi della storia, l'eruzione del
Vesuvio del 79.[1] Corso in aiuto di una sua amica, Rectina, e degli
altri abitanti di Stabia, Plinio non fu più in grado di lasciare il
porto della città e morì per le esalazioni del vulcano.
Appunto. Se fosse vissuto adesso, e fosse sopravvissuto, Plinio, a meno fosse
dichiarato incapace di intendere e volere e internato in un istituto per
ritardati, andrebbe in galera:
C'è una terribile eruzione, invece di caricare più gente possibile e portarla
in salvo, tira in secco le navi, fa il bagno, pranza in casa della sua amica,
poi va a fare la pennichella.
Schettino al confronto è un capitano arguto audace e efficiente.
--
Arduino d'Ivrea
Spartaco
2018-12-11 09:50:12 UTC
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Post by *GB*
La fama di Plinio è anche legata alla sua morte, di cui ci è
testimone il nipote-figlio adottivo Plinio il Giovane. Plinio il Vecchio
era a capo della flotta romana stanziata a Capo Miseno, quando si
verifica una delle più grandi catastrofi della storia, l'eruzione del
Vesuvio del 79.[1] Corso in aiuto di una sua amica, Rectina, e degli
altri abitanti di Stabia, Plinio non fu più in grado di lasciare il
porto della città e morì per le esalazioni del vulcano.
Non fu più in grado di lasciare la costa perché aveva tirato le navi in secco
per pranzare a casa di Rectina.
--
Ritengo inoltre che l'Europa stia per essere conquistata dall'islam
Arduino
2018-12-12 09:05:13 UTC
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Post by Spartaco
Post by *GB*
Corso in aiuto di una sua amica, Rectina, e degli
altri abitanti di Stabia, Plinio non fu più in grado di lasciare il
porto della città e morì per le esalazioni del vulcano.
Non fu più in grado di lasciare la costa perché aveva tirato le navi in secco
per pranzare a casa di Rectina.
Ecco, questo è il punto che seppure malamente avevo voluto sottolineare. Come
si può leggere in:
https://www.pompeionline.net/pompei-scavi/lettera-di-plinio-a-tacito
1° In un primo momento Plinio neppure pensa ai soccorsi, cambia i piani solo
quando riceve una lettera con richiesta di aiuto da Rectina.
2° Una volta giunto, invece di caricare più persone possibili e prendere il
largo, fa il bagno, pranza, fa la pennichella...
--
Arduino d'Ivrea
Pier
2018-12-06 13:33:47 UTC
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Post by *GB*
Post by Arduino
A latere, allucinante come erano scemi: Plinio il giovane, un
naturalista, alza distrattamente gli occhi di sfuggita alcuni istanti per
vedere l'eruzione. Il vecchio va con la flotta ad osservare, solo quando
viene a sapere che è minacciata la casa di una matrona attracca: Uno si
immaginerebbe perlomeno per raccogliere gli abitanti in fuga... Macché,
il vecchio rimbambito va in casa della matrona a mangiare, poi va a fare
la pennichella, restando soffocato dalle polveri sottili e riducendo di
un'unità il numero dei cretini.
Tu credi forse che i naturalisti e i geologi di oggi siano meno cretini?
Solo perché sono ormai adeguatamente informati su quei fenomeni, ma ti
garantisco che in tutti gli altri ambiti non differiscono molto dai loro
antenati di due millenni fa.
allora venivano distrutti dalla natura
oggi la distruggiamo, a nostro danno

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