Discussione:
Una convinzione del tutto ingiustificata
(troppo vecchio per rispondere)
peter schlemihl
2018-11-20 14:40:48 UTC
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[CIT/] ... l’atto di cercare qualcosa in Rete “sembra innescare una
convinzione del tutto ingiustificata della propria conoscenza, cosa che, a
causa dell’abitudine sempre più diffusa di guardare online per rispondere
praticamente a qualsiasi domanda, è piuttosto spaventosa” [/CIT]

Nichols, La conoscenza e i suoi nemici, LUISS
rawmode
2018-11-20 14:49:05 UTC
Permalink
[CIT/] ... l'atto di cercare qualcosa in Rete "sembra innescare una
convinzione del tutto ingiustificata della propria conoscenza, cosa che, a
causa dell'abitudine sempre più diffusa di guardare online per rispondere
praticamente a qualsiasi domanda, è piuttosto spaventosa" [/CIT]
Nichols, La conoscenza e i suoi nemici, LUISS
....
"La conoscenza" e' sempre relativa alla richiesta....
ovvero come si giunge da "a" a "b"!?
Allora quand'anche la conoscenza fosse una "convinzione",
sarebbe sempre possibile chiedere, "conoscenza di cosa"!?
Anche se fosse la conoscenza di tutto, sarebbe tutto cosa!?
Visto che tutto e' uguale a niente.
Spesso mi chiedo, in ogni caso, se anche io fossi stato un
millennial, come sarei finito!! Con un motore di ricerca....
C'e' un piccolo particolare, le riscoperte delle acque calde, ormai
plastificate!! Voglio dire... pure le richieste, sono conosciute...
il web ne sta facendo una scienza, con un protocollo a misura!!
Quale e' la domanda!?
rawmode
2018-11-20 15:12:06 UTC
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"rawmode"
Post by rawmode
il web ne sta facendo una scienza, con un protocollo a misura!!
Quale e' la domanda!?
"Algoritmo", volevo dire.. a misura..
si tratta di un vestito completo di cravattino, immaggino...
Per quello dovete fare "richieste insensate", all'occasione!!
Per fottere l'algoritmo!
Massimo 456b
2018-11-20 15:53:55 UTC
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In data novembre 2018 alle ore 15:40:48, peter schlemihl =
[CIT/] ... l=E2=80=99atto di cercare qualcosa in Rete =E2=80=9Csembra =
innescare una
convinzione del tutto ingiustificata della propria conoscenza, cosa ch=
e, =
a
causa dell=E2=80=99abitudine sempre pi=C3=B9 diffusa di guardare onlin=
e per rispondere
praticamente a qualsiasi domanda, =C3=A8 piuttosto spaventosa=E2=80=9D=
[/CIT]
Nichols, La conoscenza e i suoi nemici, LUISS
Too Big To Know =E2=80=93
Rethinking Knowledge
Now That the Facts Aren=E2=80=99t
the Facts,
Experts Are Everywhere
and the Smartest Person
in the Room is the Room

David Weinberger

la conoscenza non e'
piu' nei libri o nelle
singole menti ma
e' il web stesso.
Dunque non siamo io
o tu che rispondiamo
ma siamo solo persone che
fanno domande alla rete
e ottengono una serie
piu' o meno corretta
di risposte
indipendentemente dal
grado culturale di chi
pone le domande.
La cosa importante e'
sapere cosa cercare e
dove cercare, perche'
singolarmente non possiamo
nulla.
E' frustrante ma e' la realta'
attuale.

ciao
Massimo


-- =

Creato con il client email di Opera: http://www.opera.com/mail/
Michele
2018-11-20 16:36:50 UTC
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Post by Massimo 456b
la conoscenza non e'
piu' nei libri o nelle
singole menti ma
e' il web stesso.
Dunque non siamo io
o tu che rispondiamo
ma siamo solo persone che
fanno domande alla rete
e ottengono una serie
piu' o meno corretta
di risposte
indipendentemente dal
grado culturale di chi
pone le domande.
Mah.
In primo luogo, se per esempio mi chiedi in che data la Germania ha
invaso la Polonia l'ultima volta, sono in grado di risponderti senza
consultare un bel niente, quindi sono io che rispondo.

In secondo luogo, se tu avessi fatto questa domanda a mio padre
vent'anni fa, forse avrebbe dovuto consultare la sua fida enciclopedia -
e quindi già allora, prima della rete, si sarebbe potuto dire che non
era lui che rispondeva ma solo uno che faceva una domanda ad una fonte
esterna.

Semmai il problema è l'attendibilità delle fonti, quando la risposta non
la sai già. La fida enciclopedia di mio padre era stata scritta da
persone competenti, e il loro lavoro era stato controllato dai curatori.
Oggi una voce di wikipedia la scrive il primo che passa.

E qui torna di nuovo utile il grado culturale di chi pone le domande,
ovviamente. Magari non so la data esatta in cui i Tedeschi, dopo aver
invaso la Polonia, hanno occupato la penisola di Hel, ma se vado a
cercare e una pagina del web mi dice che la data in questione è il 5
ottobre 1940, il mio grado culturale è sufficiente a farmi capire che
chi ha scritto quella pagina poteva invece dedicarsi con maggior utilità
al bracciantato agricolo.
Post by Massimo 456b
La cosa importante e'
sapere cosa cercare e
dove cercare, perche'
singolarmente non possiamo
nulla.
Mentre invece prima della rete?
Post by Massimo 456b
E' frustrante ma e' la realta'
attuale.
Direi che in tutte le epoche c'è qualcuno che pensa che la sua epoca sia
diversissima da tutte quelle passate.


---
Questa email è stata esaminata alla ricerca di virus da AVG.
http://www.avg.com
peter schlemihl
2018-11-20 17:48:32 UTC
Permalink
Post by Massimo 456b
la conoscenza non e'
piu' nei libri o nelle
singole menti ma
e' il web stesso.
A parte le legittime perplessità già avanzate su questo (finché non ci sarà
una rete autocosciente tendo a credere che la conoscenza resti nelle
singole menti, magari connesse in rete), il punto non è tanto questo. Il
punto è che intanto la rete offre un’illusione di conoscenza.

Si va perdendo la consapevolezza che il sapere non si riduce a questa o
quella risposta: le risposte vanno pesate, inquadrate, contestualizzate.
Bisogna capire quali sono i loro limiti, fino a che punto sono affidabili e
quali sono i margini di errore o di interpretazione. Si tende a perdere di
vista che occorrono studi, tempo, apprendistato, che occorre imparare a
scovare le trappole, bisogna acquisire quell’esperienza nel campo che ti
consente di valutare correttamente i dati.

Quello che pretende di rimettere in discussione i fondamenti della fisica
con i fisici, che insegna la virologia ai virologi, la storia agli storici
o l’economia agli economisti non ha gli strumenti ma trova tutti i dati che
vuole. Proprio tutti: basta cercare e trova qualunque cosa. Semplicemente
quei dati non sa maneggiarli. Ma crede di avere le risposte, perché le ha
raccattate da qualche parte. E magari crede pure di essere un pensatore
critico, perché va “controcorrente”.
edi'®
2018-11-21 08:48:11 UTC
Permalink
Post by peter schlemihl
Si va perdendo la consapevolezza che il sapere non si riduce a questa o
quella risposta: le risposte vanno pesate, inquadrate, contestualizzate.
Bisogna capire quali sono i loro limiti, fino a che punto sono affidabili e
quali sono i margini di errore o di interpretazione. Si tende a perdere di
vista che occorrono studi, tempo, apprendistato, che occorre imparare a
scovare le trappole, bisogna acquisire quell’esperienza nel campo che ti
consente di valutare correttamente i dati.
*Chi* "tende a perdere di vista che occorrono studi, tempo etc."?
Solo le persone di bassa cultura.
Quindi la differenza fondamentale, rispetto al passato, è solamente che
gli ignoranti hanno una distorta percezione del loro /sapere/

Senza scomodare il famoso effetto Dunning Kruger, oggi c'è una
sopravvalutazione delle proprie competenze nei vari campi.
Il contadino con la terza media una volta non avrebbe osato mettere
becco in questioni come l'importanza delle vaccinazioni o l'andamento
dell'economia internazionale.
Oggi, invece, chiunque si sente legittimato a pontificare su qualsiasi
argomento dello scibile umano: un video su youtube o un articolo su
qualche sito spazzatura sono spesso sufficienti a convincere un pirla
qualunque che il tale argomento ormai non presenta per lui nessuna zona
d'ombra, lui *sa* cosa è giusto e cosa è sbagliato... e definisce
sarcasticamente /professoroni/ coloro i quali - sul medesimo argomento -
hanno conoscenze derivate da anni di studi e ricerche.

Insomma, il livello culturale medio non è certo calato rispetto a
qualche decennio fa. Ciò che è profondamente cambiato è solamente il
giudizio che ciascuno dà di sé, delle sue competenze e del suo grado di
sapere.

E.D.
b***@gmail.com
2018-11-21 09:24:30 UTC
Permalink
Ed scrive "oggi il contadino con la terza media una volta non avrebbe osato mettere
becco in questioni come l'importanza delle vaccinazioni o l'andamento
dell'economia internazionale."
La rete offre la possibilità di accedere a una infinita quantità di informazioni, ma sono i social ad avere una parte molto importante nelle decisioni (vedi elezioni americane e brexit) frequentare i social produce una reazione causa effetto per cui non si usa, in molti casi la testa non si soppesano le ibfirmazioni lette e con un tasto si cobdivide o si risponde in maniera "sgarbata".... Forse se invece di condividere con un semplice click fosse necessarii cliccare 3 4 volte.... Chissà
Arduino
2018-11-21 09:49:20 UTC
Permalink
Post by edi'®
*Chi* "tende a perdere di vista che occorrono studi, tempo etc."?
Solo le persone di bassa cultura.
Quindi la differenza fondamentale, rispetto al passato, è solamente che
gli ignoranti hanno una distorta percezione del loro /sapere/
Senza scomodare il famoso effetto Dunning Kruger, oggi c'è una
sopravvalutazione delle proprie competenze nei vari campi.
Il contadino con la terza media
Più che il contadino con la terza media, credo che il saccente sia il
laureato in altri campi.
Un ingegnere sui vaccini, in sostanza sa come il contadino con la terza
media, però si sente "uno che ha studiato" e perciò crederà di discutere alla
pari con il dottore in medicina.
--
Arduino d'Ivrea
peter schlemihl
2018-11-21 17:52:15 UTC
Permalink
*Chi* "tende a perdere di vista che occorrono studi, tempo etc."? Solo
le persone di bassa cultura.
Non so, temo che siano invece i semicolti, quelli che hanno
un'infarinatura superficiale e la scambiano per un sapere. E semicolti
lo siamo un po’ tutti, nella maggior parte dei campi del sapere. Così
c'è il ricercatore di fisica che pretende di disquisire di politica
monetaria, la professoressa di lettere che si affida all'omeopatia, la
professoressa di sostegno che si occupa di ragazzini autistici ed è
convinta che i vaccini siano causa dell'autismo e potrei continuare con
una carrellata di casi umani molto concreti.

Persone civili, simpatiche, istruite che forse proprio per questo
rifiutano di affidarsi con fiducia al cosiddetto "esperto". Pretendono
di essere persone informate, dotate di senso critico, quindi non
accettano nessuna "verità rivelata". L'hanno imparato a scuola, qualche
volta a scuola lo insegnano loro stessi.

Quel che a scuola non hanno imparato, in mezzo a tutto il profluvio di
cazzate psico-pedagogiche sul "pensiero divergente", è che puoi essere
realmente critico solo quando hai conoscenza profonda di un argomento.
Invece è passato il messaggio che il "pensiero critico" sia
un'attitudine indipendente dalle conoscenze.

Ora, è vero che tutte le nozioni e le informazioni di questo mondo non
servono senza capacità critiche. È vero che l'intelligenza non dipende
dall'accumulo di nozioni e chi ha una minore quantità di queste ultime
riesce talvolta a farne un uso migliore di chi ne ha di più. Tuttavia,
non hai né puoi avere reale capacità critica se non conosci i metodi
propri di una disciplina e se non sei in grado di valutare la rilevanza
delle informazioni che raccogli.

Uno può anche andare alla ricerca di dati statistici, ma se non sa come
sono elaborati e quale metodologia sta dietro alla loro raccolta, farà
solo la figura dello sciocco scagliando tabelle contro tabelle, grafici
contro grafici.

Uno può avere letto tanti libri di storia, ma se non ha idea di cosa sia
la critica delle fonti le sue saranno solo nozioni giustapposte a
casaccio (cosa di cui vediamo qui continui esempi).

Uno può essere persino laureato in medicina e magari, sotto alcuni
aspetti, essere anche un medico non disprezzabile (nel dialogo coi
pazienti o nell’interpretare i sintomi), ma se oltre all’anatomia non
gli hanno insegnato come interpretare e valutare i risultati della
ricerca, potrà essere un convinto sostenitore dell’omeopatia.

Ora, tornando al discorso originario, se nulla di tutto ciò è
essenzialmente nuovo, ho l’impressione (poi magari ci saranno dati che
mi smentiscono) che i pericoli dell’essere semicolti siano con internet
enormemente aumentati. Tutti noi vi siamo molto più esposti che in
passato.

Con queste osservazioni il mio intento non è di tracciare divisioni tra
“noi”, che siamo tanto bravi, e “loro”, le capre. Ma di contribuire a
una maggiore consapevolezza del fatto che si tratta di un fenomeno che
ci riguarda tutti e di cui ciascuno può cadere vittima.
Arduino
2018-11-21 20:09:49 UTC
Permalink
peter schlemihl <***@gmail.com> ha scritto:

Concordo. Aggiungendo ai semicolti, i colti in altri campi, che però, essendo
"ingegne" credono di saperne anche di medicina e politica monetaria.
E non ultimi, i sottratti all'agricoltura, che non si sa come, sono diventati
dottori.
--
Arduino d'Ivrea
b***@gmail.com
2018-11-21 23:15:25 UTC
Permalink
Sono d'accordo è un problema trasversale, tutti ne siamo affetti resta da capire le cause e le concause di un problema cosi rilevante....
Arduino
2018-11-22 17:18:17 UTC
Permalink
Sono d'accordo Ú un problema trasversale, tutti ne siamo affetti resta da
capire le cause e le concause di un problema cosi rilevante....

Più si allarga una platea, più decade la qualità.
Se le squadre di serie A divenissero un centinaio, il gioco scadrebbe a livelli
oratorio.
--
Arduino d'Ivrea
Giacobino da Tradate
2018-11-22 11:04:43 UTC
Permalink
il punto è che intanto la rete offre un’illusione di conoscenza.
Il problema e' vecchissimo.

Raccontano le leggende egizie che il sommo sacrdote invento' i
geroglifici e tutto contento presento' l'invenzione al faraone, dicendo
da quel momento sarebbe stato facile per lo Stato tenere traccia di
tutto. Invece di premiarlo, il Faraone gli fece tagliare la testa
argomentando che la registrazione scritta era una falsa cultura, quella
vera essendo racchiusa nella mente e nella conoscenza degli uomini.
Grazie alla diabolica scrittura, gli uomini d'ora in poi sarebbero stati
dispensati dall'impegnarsi personalmente, cio' era male. Zac.

Sui due piedi non riesco a trovare il nome esatto dei due personaggi, ma
la storia me la ricordo bene, quindi e' vera.
--
la cricca dei giacobini (C) M.G.

---
Questa e-mail è stata controllata per individuare virus con Avast antivirus.
https://www.avast.com/antivirus
peter schlemihl
2018-11-22 11:43:22 UTC
Permalink
Post by Giacobino da Tradate
il punto è che intanto la rete offre un’illusione di conoscenza.
Il problema e' vecchissimo.
Raccontano le leggende egizie che [cut]
Sui due piedi non riesco a trovare il nome esatto dei due personaggi, ma
la storia me la ricordo bene, quindi e' vera.
Theuth e Thamus ( https://it.wikipedia.org/wiki/Mito_di_Theuth )

Nel prosieguo della discussione avevo scritto: "È vero, almeno dal
tempo di Platone (hai ragione), c'è chi protesta che la lettura di un
testo scritto non offre un autentico sapere (lo troviamo nel Fedro e
nella VII Lettera). Tuttavia, la quantità talvolta cambia anche la
qualità di qualcosa: la velocità della rete fa sì che i vecchi pericoli
acquistino dimensioni nuove."

Quello che riporti è appunto il mito di Theuth, di cui parla Platone nel
Fedro. Theuth è un dio e non ci sono teste tagliate. Comunque sì, il
problema è vecchissimo, la discussione però è sul "tuttavia".
Giacobino da Tradate
2018-11-22 12:26:28 UTC
Permalink
Post by peter schlemihl
Il problema e' vecchissimo. Raccontano le leggende egizie che
[cut]
mito di Theuth
Theuth e' lo stesso di Thot?
--
la cricca dei giacobini (C) M.G.

---
Questa e-mail è stata controllata per individuare virus con Avast antivirus.
https://www.avast.com/antivirus
peter schlemihl
2018-11-22 12:40:15 UTC
Permalink
Post by Giacobino da Tradate
Post by peter schlemihl
Il problema e' vecchissimo. Raccontano le leggende egizie che
[cut]
mito di Theuth
Theuth e' lo stesso di Thot?
Sì, i greci lo identificavano anche con Hermes o Ermete.
uniposta
2018-11-22 21:25:10 UTC
Permalink
22:25 gio22nov2018 [C'ERO, martedì giovedì e sabato salvo imprevisti]

https://groups.google.com/forum/#!topic/it.cultura.filosofia/rhxSXNC8VzY
https://groups.google.com/forum/#!topic/it.cultura.storia/FbvlOPnmNd4
---
https://groups.google.com/forum/#!forum/it.cultura.filosofia
https://groups.google.com/forum/#!forum/it.cultura.storia
°.
_-
- ..Niente, col precedente ho fatto un po' di casini, a causa di...
qualche casino, sia del newsreader, che mio. - Da parte del nr mi
viene vietato di rispondere in crosspost (il mio precedente post
su it.cultura.storia prima di stasera era del 22 settembre 2016),
quando poi vedo maniche di imbecilli che postano puttanate a
manovella per ore... e io devo sottostare a 'ste stronzatine qua.
=
..Ad ogni modo, visto che nemmeno ora mi funziona il crosspost per
questo thread, faccio un bel multipost... un post per ogni gruppo...
E così qualcuno sarà contento, no?... Le teste dicazzo abbondano.
=
..E dopo la premessa, ecco il post...
\\
_-
- Mar 20 Nov 2018, 20:09, [su it.cultura.filosofia]
Massimo 456b <mgx654a*libero-it> ha scritto:
=
rispondo a te, ma anche agli amici di storia.
^
* No non l'hai fatto, non c'era più il crosspost (era sparito con il
reply di thisdeadboy)... E nemmeno adesso c'è, non l'ho ripristinato
=
L'unico modo per contribuire alla cultura
odierna è essere presenti sul web.
Ti ricordi gli anni 80' ?
C'era qualcuno che si ostinava a scrivere
con la vecchia lettera 37 Olivetti.
Non aiuta nessuno questo atteggiamento.
Il mondo è questo, miglioriamolo se c'è qualcosa di sbagliato.
^
* Be' negli anni '80, non c'era molta alternativa. Perlomeno in italia.
Spendendo "poco" c'erano le stampanti ad aghi (a matrice di punti),
che andavano bene per la contabilità o per delle anteprime di testo
senza stile e formattazione, o per degli appunti o promemoria...
- E, diciamo: anche quelle con la qualità migliore, per esempio a
24 aghi... erano direi comparabili per qualità con una copia carbone.
- ..Poi, paradossalmente (ma nemmeno tanto: poiché si trattava di
una variante della xerografia, che esisteva già da decenni), prima di
arrivare alle inkjet (che però - come quelle ad aghi - sono stampanti
di riga, e quindi molto lente), si affacciarono sul mercato le laser.
..Solo che, già solo quelle in bianco e nero costavano moltissimo.
..E chi non aveva tutti quei soldi, a cui poi bisognava aggiungere
quelli per il computer (che costava dalle centinaia di migliaia
di lire per un micro, ai milioni o più per un personal, più i
programmi e le altre storie varie), e voleva spendere relativamente
poco, doveva quindi scrivere a macchina e poi fotocopiare (la
stampa della fotocopiatrice era elettrostatica, era una xerografia),
e veniva considerato da molti un buon compromesso. ..Insomma le
macchine più ricercate fino ai primi anni '90 erano le fotocopiatrici.
- Poi, tornando al discorso macchina da scrivere, volendo c'erano
(oltre ovviamente a quelle elettriche tradizionali) quelle
programmabili, oppure i veri sistemi di videoscrittura, costosetti
anche quelli, e che offrivano l'interfacciabilità con i computer
(anche alcune macchine da scrivere programmabili lo consentivano).
..E nota, che già una macchina da scrivere programmabile costava a
partire da una porzione di stipendio, fino a uno stipendio completo,
o anche più di uno. - Il sistema di stampa, nel caso di scrittura
diretta, ovvero non tramite computer, era a margherita (ruota
portacaratteri, stampata in un solo pezzo in plastica), che
aveva sostituito il sistema a sfera, più problematico da gestire
(bisognava cambiare l'inclinazione, non solo la rotazione).
Il sistema a margherita, così come quello a sfera, consentiva
una qualità grafica elevata - usando i nastri adatti allo scopo,
che a differenza degli altri si potevano usare una volta sola.
- Nota curiosa ed interessante su quei nastri: diventavano una
specie di unità fisica di memoria, perlomeno per il solo testo
(la sola serie di caratteri, senza le informazioni di pagina),
poiché sul nastro restava il "negativo" formato dall'asportazione
della pellicola colorante trasferita a impatto sul foglio.
- Una cosa analoga, ma per tutta la pagina del documento, avviene
col sistema di stampa a trasferimento termico, ovvero quello usato
sui fax più economici. Lì però la qualità grafica è parecchio più
bassa, poiché invece dell'impatto si ha un riscaldamento seguito
da una pressione, e i contorni vengono imperfetti e slabbrati.
- Sui fax degli anni '80, la stampa abituale era invece termica,
ovvero avveniva su carta termica e non su carta comune.
..E, anche lì, poi si fotocopiava tutto
=
Più persone colte lasceranno la loro impronta
sul web e meno distorsioni ci saranno.
Chiudersi nel castello dorato
non fa bene a nessuno.
^
* Credo che l'op si riferisse a quella specie di gioco che via via
si è diffuso, del cazzeggiare postando o rispondendo con informazioni
trovate in rete, e prese così, pari-pari, senza sapere cosa siano
=
ciao
Massimo
-_
//
-_
_- fine del post, seguono informazioni di coda
\\
.=> Per il problema delle immagini su postimg:
finché non funziona di nuovo il dominio ".org", va su ".cc".
per far funzionare di nuovo i link delle immagini, va sostituito
"org" con "cc". [E se rifunzionerà "org", sostituire "cc"]
-_
_-
-=-=-

/> pre-signature
_____________________________________________________________=
io propongo vari tipi di cose, e chi legge sceglie. E in base
a quel che sceglie, e per cui si agita, si fa riconoscere </
--
uniposta@* [sinestesico di tipo associator] *gmail[.com] *yahoo[.it]
°//> foglio informativo lun23mar24apr2018 jpg (1312x928) da stampare
in A3 \\ https://imgur.com/a/dgsedzG https://i.imgur.com/bYUo5Ov.jpg
[mio autoscatto fine agosto 2017 riflesso nella porta a vetro scale]
°//> io nel 2012-2013 a 49 anni: https://postimg.cc/image/a6lwt0jof/
https://s19.postimg.cc/5kpskny5f/uniposta22gen2015signaturexpnf.png
°//> paura walker e gioielleria https://postimg.cc/image/9qsq0el5r/
https://s19.postimg.cc/iykyh3s83/paurwalkersngpiccin912x888apnf.png
uniposta
2018-11-24 19:17:28 UTC
Permalink
20:17 sab24nov2018 [C'ERO, martedì giovedì e sabato salvo imprevisti]

https://groups.google.com/forum/#!topic/it.cultura.filosofia/rhxSXNC8VzY
https://groups.google.com/forum/#!topic/it.cultura.storia/FbvlOPnmNd4
---
https://groups.google.com/forum/#!forum/it.cultura.filosofia
https://groups.google.com/forum/#!forum/it.cultura.storia
°.
_-
- Ven 23 Nov 2018, 08:27, [su it.cultura.filosofia]
Massimo 456b <gam336*libero-it> ha scritto:
\\
_- 456b -_
piu' o meno e' la storia che ho vissuto
anch'io negli uffici dove lavoravo.
^
* E' quello il problema. Che in questo contribuire alla
cultura odierna cercando le cose in rete, non sai mai
se uno le scrive perché le sa o le ha vissute, o se
invece ad esempio non ha mai lavorato in un ufficio.
=
-_ Comunque faccio qualche piccola correzione e precisazione.
_-
Post by uniposta
quelli per il computer (che costava dalle centinaia di migliaia
di lire per un micro, ai milioni o più per un personal, più i
^
* mini, non micro. Mi ero confuso con uno strano accrocchio
che c'era prima, una scatola senza tastiera e altre cose...
=
Post by uniposta
poco, doveva quindi scrivere a macchina e poi fotocopiare (la
stampa della fotocopiatrice era elettrostatica, era una xerografia),
e veniva considerato da molti un buon compromesso. ..Insomma le
macchine più ricercate fino ai primi anni '90 erano le fotocopiatrici.
^
* Stampa fotoelettrostatica. - Prima la chiamavano "fotostatica",
quando ancora non si vedevano in giro le fotocopiatrici... E fare
una "copia fotostatica" sembrava una cosa specialissima e infatti
lo era, non era facile riuscire a farsela fare al di fuori degli
uffici pubblici. - Poi dopo ci fu un periodo nel quale, prima della
grande diffusione delle normali fotocopiatrici xerografiche con
stampa a secco su carta comune (tamburo al selenio e toner), se
ne vedevano di quelle che invece utilizzavano una carta chimica,
ritagliata da un rotolo, e che restava umida per un po'... e te
la ritrovavi lì, puzzolente, e impiastrata non si sa bene di cosa,
e con una qualità grafica alquanto discutibile e su sfondo
grigiastro. - Fino a una manciata di anni fa c'era ancora una
macchina automatica per fotocopie alla stazione ferroviaria qua
vicina... ed era una di quelle lì orrende con la carta chimica.
=
..A parte, che a quel punto, visto che comunque lo strato
chimico tendeva a deteriorarsi, sarebbe convenuto sicuramente
ricorrere alla stampa termica (su carta termica)... veloce
e pulita, e con una qualità grafica di gran lunga superiore.
=
In un prossimo futuro verranno fatti fogli che si stampano
da soli, senza bisogno di tutta la macchina intorno.
- In due tipi: quelli a semplice autostampa irreversibile, e
quelli dai contenuti modificabili (cambia l'immagine sul foglio).
=
_-
Post by uniposta
Il sistema a margherita, così come quello a sfera, consentiva
una qualità grafica elevata - usando i nastri adatti allo scopo,
che a differenza degli altri si potevano usare una volta sola.
^
* No, mi spiego meglio. Anche gli altri, non erano più i nastri in tela
impregnata di inchiostro; e non venivano riavvolti e riutilizzati, ma
"usati più volte" lì al momento, durante la stampa: ovvero venivano
stampati più caratteri sovrapposti e via via leggermente sfalsati man
mano che il nastro scorreva. Per cui, oltre al fatto che era un nastro
inchiostrato, e non con la pellicola di polvere adesiva trasferibile,
se provavi a leggere sul retro le impronte dei caratteri vedevi solo
una striscia confusa nella quale era impossibile distinguere qualcosa.
-_
=
_- 456b -_
Per quello che mi riguarda uso documentarmi
un po' per rispondere.
Non metto abstract ma link a pagine
pero' sto molto attento a dove prendo le fonti.
^
* Be', io... che invece tendo a cogliere il senso... Per esempio,
per una lingua straniera vado a usare il traduttore automatico
online: che /OVVIAMENTE/ sbaglia. ..Allora io faccio una
prima correzione (sfruttando le mie capacità di divinazione,
ovvio), e vado poi a vedere cosa vien fuori sia dal traduttore
che da una prima ricerca in rete. ..Se mi va bene, finisce lì;
..se invece sbaglia ancora, io continuo; ..e, dopo vari giri...
- ..E' pratico e veloce, ma certe volte è davvero troppo, e poi
magari dopo mezz'ora o due ore rinunci. Ma molte volte funziona
=
_- 456b -_
Per quanto riguarda wikipedia c'e' molto dibattito al riguardo.
^
* Non avevano voglia e mezzi per fare il lavoro loro, e così
l'han fatto fare agli utenti. La cruda e breve verità è quella
=
_- 456b -_
Ho ancora la mia enciclopedia Universo negli scaffali.
^
* Be' io cercando in rete "sgabuzzino enciclopedia" ho trovato un
solo risultato... ed era un sito di incontri di sesso, solo che
parlava di milf: e invece nella foto d'esempio c'era una ragazza
=
_- 456b -_
Moltissime voci sono obsolete altre no.
L'enciclopedia cartacea ha gli autori e consulenti elencati
all'inizio e sono loro i responsabili di quanto scritto.
E il giorno che viene stampata e' gia' vecchia.
Nella wiki c'e' un aggiornamento talmente rapido che
quello che succede oggi e' gia' nell'enciclopedia domani.
Al limite si puo' sempre confrontare con wiki di altri
paesi che non riportano le medesime informazioni.
Io penso che molti problemi si risolveranno quando il web
sara' poliglotta. In fondo le informazioni in italiano
non sono cosi' global come si crede.
^
* Quanti idiomi ci sono, nel mondo?...
Senza contare i diversi tipi di scrittura.
Trovo i mediorientali spesso antipatici o insopportabili,
ma che bei ricami che ci sono sui loro libri e quaderni
(ma ci sono, o si vedono, li vedo io?... - Dovrei mettere un link
ai ricami, mantenendo un distacco oggettivo, senza giudicarli io)
=
_- 456b -_
Un bollino di valutazione o di affidabilita' permetterebbe
^
* Un bollino di valutazione, o una pezza alculo?...
=
_- 456b -_
di evitare di perdersi in informazioni inutili filtrando
i contenuti. Ma chi si prenderebbe la briga di dare
affidabilita' alle informazioni? L'utente o gli esperti?
^
* Quelli che hanno in mano il controllo dell'informazione, e che ti
dicono chi è affidabile e chi no, e tu ci credi. E se ti dicono che
se tu vai lì ti becchi una malattia o perdi crediti, tu non lo fai.
Sei fesso. E si mettono d'accordo tra loro e formano un oligopolio,
che si stringerà sempre di più fino a diventare un unico monopolio.
=
_- 456b -_
E cosi' il problema si ripropone di nuovo.
^
* Sinceramente, per me il problema non esiste.
Si vede che io sono Dio, o almeno un angelo.
..Eeeeee.... quell'arcangelo là in fondo... Cos'è che sta facendo
=
ciao
Massimo
-_
//
-_
_- fine del post, seguono informazioni di coda
\\
.=> Per il problema delle immagini su postimg:
finché non funziona di nuovo il dominio ".org", va su ".cc".
per far funzionare di nuovo i link delle immagini, va sostituito
"org" con "cc". [E se rifunzionerà "org", sostituire "cc"]
-_
_-
-=-=-

/> pre-signature
_____________________________________________________________=
io propongo vari tipi di cose, e chi legge sceglie. E in base
a quel che sceglie, e per cui si agita, si fa riconoscere </
--
uniposta@* [sinestesico di tipo associator] *gmail[.com] *yahoo[.it]
°//> foglio informativo lun23mar24apr2018 jpg (1312x928) da stampare
in A3 \\ https://imgur.com/a/dgsedzG https://i.imgur.com/bYUo5Ov.jpg
[mio autoscatto fine agosto 2017 riflesso nella porta a vetro scale]
°//> io nel 2012-2013 a 49 anni: https://postimg.cc/image/a6lwt0jof/
https://s19.postimg.cc/5kpskny5f/uniposta22gen2015signaturexpnf.png
°//> paura walker e gioielleria https://postimg.cc/image/9qsq0el5r/
https://s19.postimg.cc/iykyh3s83/paurwalkersngpiccin912x888apnf.png
uniposta
2018-11-27 20:12:46 UTC
Permalink
21:12 mar27nov2018 [C'ERO, martedì giovedì e sabato salvo imprevisti]

https://groups.google.com/forum/#!topic/it.cultura.filosofia/rhxSXNC8VzY
https://groups.google.com/forum/#!topic/it.cultura.storia/FbvlOPnmNd4
---
https://groups.google.com/forum/#!forum/it.cultura.filosofia
https://groups.google.com/forum/#!forum/it.cultura.storia
°.
_-
20:17 sab24nov2018[.......]
=
[...]se tu vai lì ti becchi una malattia o perdi
crediti, tu non lo fai. Sei fesso. E si mettono[...]
^
* Dicevo... "tu" in generale, chiunque stia leggendo (tranne me:
sarebbe poco professionale. ..O perlomeno, i giornalisti non lo fanno)
=
..Eeeeee.... quell'arcangelo là in fondo... Cos'è che sta facendo
^
* E continua. - ..Cioè...
..E' tipo... quando senti qualcuno che rovista in un cassetto,
o che comunque fa dei rumorini che risvegliano continuamente la
tua attenzione, e ti vien voglia di andar lì a vedere, con passo
cattivo e convinto, e con su il maglione a collo alto del padrone...
- Maglione che io non metto, ma non è quello il punto.
-_
_- ..E poi c'è anche qualcuno che ci crede, e...
\\
/> [Massimo 456b - 11:35 dom25nov2018]
/> sapienza
https://groups.google.com/forum/#!topic/it.cultura.filosofia/bHWYgW09u8Q
\\
..E poi altre cose, che adesso non mi ricordo, e...
..E si va sempre a finire al solito discorso qua sotto
_-
-_^ ma almeno mi ricordassi gio21giu2018 (video di due secondi)
(0'02") (no audio) http://youtu.be/k0x38k0h7tQ
-_
// fine del post, e metto di nuovo
-_ i link del gazebo lunatic per aggiornarli
//
-_
_- i link del gazebo lunatic
\\
_- gazebo lunatic e alcuni pensieri sul realizzarsi (mer15^apr2015)
.
/le sottopagine più recenti su ciascuno dei tre gruppi del crosspost\°
[solo icf, pagina messaggi da 751 a 775] https://tinyurl.com/yb7w7kht
https://groups.google.com/forum/#!topic/it.cultura.filosofia/fh3O-peO6U0%5B751-775%5D

[ >> su ics e idm può ancora esserci una situazione mista, cioè una
parte di messaggi che fanno parte delle sottopagine precedenti << ]
[solo ics, pagina messaggi da 626 a 650] https://tinyurl.com/yb4pg8bg
https://groups.google.com/forum/#!topic/it.cultura.single/fh3O-peO6U0%5B626-650%5D

[solo idm, pagina messaggi da 676 a 700] https://tinyurl.com/y8dn9r74
https://groups.google.com/forum/#!topic/it.discussioni.misteri/fh3O-peO6U0%5B676-700%5D

||
_-
-_inizio thread su ciascuno dei tre gruppi:
https://groups.google.com/forum/#!topic/it.cultura.filosofia/fh3O-peO6U0
https://groups.google.com/forum/#!topic/it.cultura.single/fh3O-peO6U0
https://groups.google.com/forum/#!topic/it.discussioni.misteri/fh3O-peO6U0
-_
//
-_
_-
\\
.=> Per il problema delle immagini su postimg:
finché non funziona di nuovo il dominio ".org", va su ".cc".
per far funzionare di nuovo i link delle immagini, va sostituito
"org" con "cc". [E se rifunzionerà "org", sostituire "cc"]
-_
_-
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/> pre-signature
_____________________________________________________________=
io propongo vari tipi di cose, e chi legge sceglie. E in base
a quel che sceglie, e per cui si agita, si fa riconoscere </
--
uniposta@* [sinestesico di tipo associator] *gmail[.com] *yahoo[.it]
°//> foglio informativo lun23mar24apr2018 jpg (1312x928) da stampare
in A3 \\ https://imgur.com/a/dgsedzG https://i.imgur.com/bYUo5Ov.jpg
[mio autoscatto fine agosto 2017 riflesso nella porta a vetro scale]
°//> io nel 2012-2013 a 49 anni: https://postimg.cc/image/a6lwt0jof/
https://s19.postimg.cc/5kpskny5f/uniposta22gen2015signaturexpnf.png
°//> paura walker e gioielleria https://postimg.cc/image/9qsq0el5r/
https://s19.postimg.cc/iykyh3s83/paurwalkersngpiccin912x888apnf.png
peter schlemihl
2018-11-20 16:25:52 UTC
Permalink
Post by peter schlemihl
Nichols, La conoscenza e i suoi nemici, LUISS
Vi prego di perdonare il crosspost. Ho dimenticato di eliminarlo.
Bhisma
2018-11-20 18:25:14 UTC
Permalink
Post by peter schlemihl
[CIT/] ... l’atto di cercare qualcosa in Rete “sembra innescare una
convinzione del tutto ingiustificata della propria conoscenza, cosa
che, a causa dell’abitudine sempre più diffusa di guardare online per
rispondere praticamente a qualsiasi domanda, è piuttosto spaventosa”
[/CIT]
Non mi pare un'abitudine più spaventosa dell'aprire un libro.

Come sempre, poi tocca valutare l'attendibilità di quel libro, ma la
valutazione dell'attendibilità delle fonti è sempre stata necessaria
anche da prima di Internet, e anche da prima dell'invenzione della
stampa, se è per questo.
--
Saluti da Bhisma
... e il pensier libero, è la mia fé!
b***@gmail.com
2018-11-20 19:24:39 UTC
Permalink
parte le legittime perplessità già avanzate su questo (finché non ci sarà
una rete autocosciente tendo a credere che la conoscenza resti nelle
singole menti, magari connesse in rete), il punto non è tanto questo. Il
punto è che intanto la rete offre un’illusione di conoscenza.

Si va perdendo la consapevolezza che il sapere non si riduce a questa o
quella risposta: le risposte vanno pesate, inquadrate, contestualizzate.
Bisogna capire quali sono i loro limiti, fino a che punto sono affidabili e
quali sono i margini di errore o di interpretazione. Si tende a perdere di
vista che occorrono studi, tempo, apprendistato, che occorre imparare a
scovare le trappole, bisogna acquisire quell’esperienza nel campo che ti
consente di valutare correttamente i dati.

Quello che pretende di rimettere in discussione i fondamenti della fisica
con i fisici, che insegna la virologia ai virologi, la storia agli storici
o l’economia agli economisti non ha gli strumenti ma trova tutti i dati che
vuole. Proprio tutti: basta cercare e trova qualunque cosa. Semplicemente
quei dati non sa maneggiarli. Ma crede di avere le risposte, perché le ha
raccattate da qualche parte. E magari crede pure di essere un pensatore
critico, perché va “controcorrente”.
Concordo con quanto ai scritto:la critica delle fonti
Pier
2018-11-21 07:42:03 UTC
Permalink
Post by peter schlemihl
parte le legittime perplessità già avanzate su questo (finché non ci sarà
Bisogna capire quali sono i loro limiti, fino a che punto sono affidabili e
quali sono i margini di errore o di interpretazione. Si tende a perdere di
vista che occorrono studi, tempo, apprendistato, che occorre imparare a
scovare le trappole, bisogna acquisire quell’esperienza nel campo che ti
consente di valutare correttamente i dati.
Quello che pretende di rimettere in discussione i fondamenti della fisica
con i fisici,
e infatti mentre la fisica, per esempio, richiede verifiche, fatiche
e tempo per le varie considerazioni, non sempre probanti, oggi invece il
web consente velocità (nemica della verità) ed anonimato (o quesi).
soprattutto si è perso il gusto di particolari per approfondire
qualche particolare della nostra storia.
per es vi sono autori sconosciuti, eroici e precisi sulle numerose
esecuzioni capitali in veneto tra il 1800 e 1900 circa. Dovute
principalmente al brigantaggio causato dalla disperata miseria
qui sotto un esempio...
https://dalvenetoalmondoblog.blogspot.com/2017/06/ammazzateli-tutti-storie-di-briganti-e.html

---
Questa e-mail è stata controllata per individuare virus con Avast antivirus.
https://www.avast.com/antivirus
peter schlemihl
2018-11-21 05:52:48 UTC
Permalink
Post by Bhisma
Non mi pare un'abitudine più spaventosa dell'aprire un libro.
Come sempre, poi tocca valutare l'attendibilità di quel libro, ma la
valutazione dell'attendibilità delle fonti è sempre stata necessaria
anche da prima di Internet, e anche da prima dell'invenzione della
stampa, se è per questo.
In un certo senso è così e, in fondo, non non c'è mai nulla di nuovo sotto
il sole. Consentimi però un paragone: se ti dicessi che il telecomando
cambia la fruizione della tv, tu mi risponderesti che anche prima potevo
alzarmi dal divano, andare al televisore e cambiare canale?

Prendere un libro, sceglierlo, leggerlo, estrarne le informazioni
necessarie sono processi molto più lenti, che richiedono un numero elevato
di mediazioni. Oggi la ricerca delle informazioni è enormemente più facile,
veloce e disintermediata. È vero, almeno dal tempo di Platone (hai
ragione), c'è chi protesta che la lettura di un testo scritto non offre un
autentico sapere (lo troviamo nel Fedro e nella VII Lettera). Tuttavia, la
quantità talvolta cambia anche la qualità di qualcosa: la velocità della
rete fa sì che i vecchi pericoli acquistino dimensioni nuove.

A scanso di equivoci, ogni tentativo di censura o di controllo sarebbe
sciocco e pericoloso. Sono un convinto sostenitore della libertà della rete
e dei suoi vantaggi. Voglio sperare che nessuno intenda le mie parole come
rivolte a invocare censure o futili regressioni.

Soltanto, ritengo necessaria una nuova coscienza dei pericoli (oltre che
delle opportunità) del mezzo e una nuova educazione digitale. Coscienza ed
educazione, non altro, parole vecchie, cose superate, dell’età dei libri.
Cose che pare si stiano dimenticando, tanto che quelle parole appaiono
stantie anche a me quando le digito sulla tastiera
Arduino
2018-11-21 09:43:59 UTC
Permalink
Post by peter schlemihl
In un certo senso è così e, in fondo, non non c'è mai nulla di nuovo sotto
il sole. Consentimi però un paragone: se ti dicessi che il telecomando
cambia la fruizione della tv, tu mi risponderesti che anche prima potevo
alzarmi dal divano, andare al televisore e cambiare canale?
Secondo me internet serve solo a chi voglia sfoggiare finta cultura.
Anche quello che non sapeva che a Kasserine fosse stata combattuta una
battaglia, e neppure sa dove si trovi, basta che digiti il nome, e potrà
fare il saccente con chi avendo scritto a memoria sarà magari stato un po'
impreciso sul numero dei partecipanti o sulle perdite.
Però alla fine a contare è la cultura generale. L'esperto di Wikipedia può
ad esempio pensare che i tedeschi abbiano sfiorato una decisiva vittoria,
ignorando che l'Asse non era praticamente più in grado di rifornire le sue
truppe africane.
--
Arduino d'Ivrea
Bhisma
2018-11-23 09:11:41 UTC
Permalink
Post by peter schlemihl
se ti dicessi che il telecomando
cambia la fruizione della tv, tu mi risponderesti che anche prima
potevo alzarmi dal divano, andare al televisore e cambiare canale?
Shakespeare resta shakespeare e l'Isola dei famosi resta l'isola,
telecomando o meno.
Post by peter schlemihl
Prendere un libro, sceglierlo, leggerlo, estrarne le informazioni
necessarie sono processi molto più lenti, che richiedono un numero
elevato di mediazioni.
Non direi. Anche estrarre informazioni corrette da un sito internet
richiede molte mediazioni. Ma anche in un libro possono essere scritte
tremende puttanate. La sola differenza reale è che accumulare e
diffondere puttanate (o informazioni corrette) su Internet richiede
molto meno tempo.

Se in antico un autore era comunque un'auctoritas era dovuto
semplicemente al fatto che scrivere qualcosa e diffonderla era alla
portata di pochi (e non caso questa idea dell'autorevolezza quasi
assoluta del testo scritto è massima nell'alto Medioevo, quando è
minimo il numero di quelli in grado di leggere e scrivere).

Oggi quasi chiunque può scrivere qualcosa e diffonderla su scala
planetaria in modo pressoché istantaneo. Tutto qua.
--
Saluti da Bhisma
... e il pensier libero, è la mia fé!
Michele
2018-11-23 10:25:36 UTC
Permalink
Post by Bhisma
Post by peter schlemihl
se ti dicessi che il telecomando
cambia la fruizione della tv, tu mi risponderesti che anche prima
potevo alzarmi dal divano, andare al televisore e cambiare canale?
Shakespeare resta shakespeare e l'Isola dei famosi resta l'isola,
telecomando o meno.
Post by peter schlemihl
Prendere un libro, sceglierlo, leggerlo, estrarne le informazioni
necessarie sono processi molto più lenti, che richiedono un numero
elevato di mediazioni.
Non direi. Anche estrarre informazioni corrette da un sito internet
richiede molte mediazioni. Ma anche in un libro possono essere scritte
tremende puttanate. La sola differenza reale è che accumulare e
diffondere puttanate (o informazioni corrette) su Internet richiede
molto meno tempo.
Se in antico un autore era comunque un'auctoritas era dovuto
semplicemente al fatto che scrivere qualcosa e diffonderla era alla
portata di pochi (e non caso questa idea dell'autorevolezza quasi
assoluta del testo scritto è massima nell'alto Medioevo, quando è
minimo il numero di quelli in grado di leggere e scrivere).
Oggi quasi chiunque può scrivere qualcosa e diffonderla su scala
planetaria in modo pressoché istantaneo. Tutto qua.
Beh, il numero più ridotto (incredibilmente ridotto ai tempi dei
manoscritti medievali) di autori e pubblicazioni prima dell'elettronica
e prima di internet comportava però, esattamente per quel motivo, anche
una selezione qualitativa, non solo quantitativa. Se pubblicare è molto
costoso, allora la casa editrice ci pensa due volte prima di investire
nel primo che passa.
Un ulteriore requisito qualitativo era ed è quello della peer review. Se
io che scrivo sono un accademico, ci saranno altri accademici, esperti
del mio stesso settore, che leggeranno quel che scrivo e saranno pronti
a verificarlo e criticarlo. Questo sia prima (i redattori della rivista
scientifica) che dopo la pubblicazione (e nel dopo rischio di rimetterci
la faccia, quindi ci penso due volte prima di scrivere la prima cosa che
mi viene in mente). Scienziati che hanno preso grosse cantonate si sono
visti l'università che gli consigliava di prendersi un anno sabbatico,
se non di dare spintaneamente le dimissioni.

Pubblicare quattro scemenze contro i vaccini o a favore della teoria
della terra piatta invece è facilissimo, oggi e su internet: non costa
nulla o quasi nulla, e se non sono un esperto che lavora nel settore non
sono tenuto ad affrontare una critica che può costarmi la reputazione se
non il lavoro.

Naturalmente questi sistemi potevano e possono dar luogo a storture. Nel
medioevo poteva capitare che un testo venisse copiato (in termini
moderni, che venisse pubblicata una nuova edizione) semplicemente perché
ne esisteva una copia antica e malconcia, e perciostesso il testo veniva
ritenuto meritevole. E quanto alla peer review, è anche capitato che la
comunità scientifica nel suo insieme avesse torto, e che lo scienziato
criticato avesse ragione.

Ma come dicono gli anglofoni, the proof is in the pudding. Quanti di
quelli che amano informarsi sui siti "alternativi", credere nelle teorie
del complotto farmaceutico, e curarsi con l'omeopatia finchè hanno solo
un disturbo insignificante, non vanno poi invece da un bravo chirurgo
tradizionale, apprezzato dai suoi colleghi, se devono farsi aprire la
pancia?



---
Questa email è stata esaminata alla ricerca di virus da AVG.
http://www.avg.com
Bhisma
2018-11-23 11:41:10 UTC
Permalink
Se pubblicare è molto costoso, allora la casa editrice ci pensa due
volte prima di investire nel primo che passa.
Entro certi limiti. Se il movente è il profitto e un libro pieno di
scemenze vende, lo pubblicano eccome.
Kolosimo, von Daniken, guru salutisti, omeopati, pseudobiblisti
fantascientifici, alieni, "archeologia" fantastica eccetera: sono tutte
tematiche pre-Internet che refistrarono successi editoriali ai tempi e
anzi la loro influenza è molto visibile su tanta paccottiglia che oggi
trovi in giro su Internet.
Per non parlare del fatto che *oggi* di libri di scemenze è pieno,
anche se spesso è un editoria che riprende temi da Internet, appunto.
Un ulteriore requisito
qualitativo era ed è quello della peer review. Se io che scrivo sono
un accademico, ci saranno altri accademici, esperti del mio stesso
settore, che leggeranno quel che scrivo e saranno pronti a
verificarlo e criticarlo.
Naturalmente. Ma di testi seri peer-reviewed eccetera trovi abbondanza
su Internet, che anzi permette un'accessibilità a letteratura del
genere che nell'era pre-Internet uno come me se la sognava. Quando
università scaricano sul web interi archivi, come quello del
Dipartimento di Storia delle filosofie e religioni antiche
dell'Università di Napoli di cui ho postato il link anni addietro, la
cultura generale sale, non scende.

Se la contropartita a questo è il proliferare incontrollato di
chiacchiere da bar su scala planetaria, amen. La gente imparerà a
distinguere, questo penso sia un momento di transizione.
--
Saluti da Bhisma
... e il pensier libero, è la mia fé!
peter schlemihl
2018-11-23 15:54:51 UTC
Permalink
Il giorno venerdì 23 novembre 2018 12:41:11 UTC+1, Bhisma da Google ha
La gente imparerà a distinguere
Ma ancora non l'ha fatto e, ancora, non abbiamo sviluppato gli anticorpi.
Per questo, forse, è utile parlarne.
Michele
2018-11-23 16:02:31 UTC
Permalink
Post by Bhisma
Se pubblicare è molto costoso, allora la casa editrice ci pensa due
volte prima di investire nel primo che passa.
Entro certi limiti. Se il movente è il profitto e un libro pieno di
scemenze vende, lo pubblicano eccome.
Kolosimo, von Daniken, guru salutisti, omeopati, pseudobiblisti
fantascientifici, alieni, "archeologia" fantastica eccetera: sono tutte
tematiche pre-Internet che refistrarono successi editoriali ai tempi e
anzi la loro influenza è molto visibile su tanta paccottiglia che oggi
trovi in giro su Internet.
Per non parlare del fatto che *oggi* di libri di scemenze è pieno,
anche se spesso è un editoria che riprende temi da Internet, appunto.
Ovviamente sono consapevole di questi fenomeni. Diciamo che "costoso"
sottintendeva "anche in rapporto al ritorno economico", o, come usa dire
adesso, considerato lo studio costi/benefici. Chiaro che se investi
molto, ma allo scopo di ricavarne moltissimo, il ragionamento di cui
sopra non si applica.
Post by Bhisma
Un ulteriore requisito
qualitativo era ed è quello della peer review. Se io che scrivo sono
un accademico, ci saranno altri accademici, esperti del mio stesso
settore, che leggeranno quel che scrivo e saranno pronti a
verificarlo e criticarlo.
Naturalmente. Ma di testi seri peer-reviewed eccetera trovi abbondanza
su Internet, che anzi permette un'accessibilità a letteratura del
genere che nell'era pre-Internet uno come me se la sognava. Quando
università scaricano sul web interi archivi, come quello del
Dipartimento di Storia delle filosofie e religioni antiche
dell'Università di Napoli di cui ho postato il link anni addietro, la
cultura generale sale, non scende.
Certo, ma non è un _requisito_ per pubblicare, oggi, nè essere
accademici né essere autori affermati (almeno alcuni dei cantastorie cui
accenni prima, se non erano seri studiosi, almeno erano autori
affermati; non erano "il primo che passa"). Questo appunto perchè si può
pubblicare su internet.
Intendiamoci, esistono poi le case editrici in cui a pagare è l'autore,
le edizioni on-demand e così via, che sono/possono essere prodotti
cartacei. Ma il senso generale è quello affermatosi con gli sviluppi che
hanno reso economico il pubblicare, in cui il fattore più importante è
appunto la pubblicazione elettronica con accesso immediato da tutto il
mondo: non occorre più avere certe credenziali.
Post by Bhisma
Se la contropartita a questo è il proliferare incontrollato di
chiacchiere da bar su scala planetaria, amen. La gente imparerà a
distinguere, questo penso sia un momento di transizione.
Credo che all'inizio di ogni nuovo mezzo di comunicazione, ci fosse la
tendenza a prendere per oro colato quello che questo nuovo mezzo
comunicava. Ieri la televisione ("l'hanno detto alla televisione!", e
ancora adesso ci sono pubblicità nelle fiere paesane: "visto in TV!"),
l'altro ieri la radio, due giorni fa i giornali ecc. Poi ci si adatta.
Spero.


---
Questa email è stata esaminata alla ricerca di virus da AVG.
http://www.avg.com
Bhisma
2018-11-24 12:46:58 UTC
Permalink
Post by Michele
Credo che all'inizio di ogni nuovo mezzo di comunicazione, ci fosse
la tendenza a prendere per oro colato quello che questo nuovo mezzo
comunicava. Ieri la televisione ("l'hanno detto alla televisione!", e
ancora adesso ci sono pubblicità nelle fiere paesane: "visto in TV!"),
Non ricordo il titolo, purtroppo, ma ricordo bene un film USA anni '50
(almeno credo, era in bianco e nero) sulla rapida e inarrestabile
ascesa politica di un bieco "vilain", un tirannello senza scrupoli e
senza qualità che usa fondamentalmente il mezzo televisivo per
affermarsi.
Alla fine viene stroncato dalla messa in onda di alcuni spezzoni in cui
incautamente, senza sapere di essere registrato, esprime il proprio
disprezzo per il popolo bue e rivela i suoi tornaconti personali.

Credo che, senza dirlo esplicitamente, il film avesse di mira la
vicenda di McCarthy, ma comunque il messaggio sulla pericolosità del
potere totalizzante e quasi ipnotico della televisione a quell'epoca
era ben chiaro.
Post by Michele
l'altro ieri la radio, due giorni fa i giornali ecc. Poi ci si
adatta. Spero.
*Sempre*, nella storia, quando una nuova tecnologia della comunicazione
si afferma, vengono sconvolti molti aspetti consolidati del vivere e
sempre qualcuno afferma che siamo di fronte alla scomparsa del "vero"
sapere.
Questo non ha mai impedito a una tecnologia del genere di prendere
piede e mutare in modo anche radicale e pervasivo la testa delle
persone.
Poi, però, si creano degli equilibri, il senso critico prevale eccetera.

Recentemente sono stati pubblicati studi scientifici piuttosto serii,
che dimostrano come una certa opinione si diffonda su Internet in modo
puramente meccanico e numerico, è solo questione di raggiungere una
certa "massa critica" di ripetizioni perché inizi ad essere ripresa, e
da questo punto di vista è *DEL TUTTO* ininfluente che questa opinione
sia ripetuta da persone o da *BOT*, da sistemi automatizzati di
ripetizione.

Ecco, quando leggo queste cose, mi consolo col pensiero di cui sopra.
--
Saluti da Bhisma
... e il pensier libero, è la mia fé!
peter schlemihl
2018-11-23 15:51:47 UTC
Permalink
Post by Bhisma
Post by peter schlemihl
se ti dicessi che il telecomando
cambia la fruizione della tv, tu mi risponderesti che anche prima
potevo alzarmi dal divano, andare al televisore e cambiare canale?
Shakespeare resta shakespeare e l'Isola dei famosi resta l'isola,
telecomando o meno.
Fruizione, si parlava di come la fruizione cambi la qualità di quel che
viene fruito. No, non è la stessa cosa se Shakespeare lo vedi a teatro o
sul divano con un telecomando in mano, il telefono che suona, i
familiari che passano e via continuando. Shakespeare sarà
sempre lui, ma l’esperienza che tu ne hai è profondamente diversa. Non è
la stessa cosa se ricevi la notizia di una tragedia in mezzo alle altre
persone oppure in poltrona, tra il jingle di un cioccolatino e lo spot
delle ultime offerte di telefonia. Già da un po’ di tempo che si dice
che il mezzo influenza e condiziona il messaggio.
Post by Bhisma
Oggi quasi chiunque può scrivere qualcosa e diffonderla su scala
planetaria in modo pressoché istantaneo. Tutto qua.
Il “tutto qua” cambia tutto, questo è il problema.
uniposta
2018-11-22 21:01:23 UTC
Permalink
22:01 gio22nov2018 [C'ERO, martedì giovedì e sabato salvo imprevisti]

https://groups.google.com/forum/#!topic/it.cultura.filosofia/rhxSXNC8VzY
https://groups.google.com/forum/#!topic/it.cultura.storia/FbvlOPnmNd4
---
https://groups.google.com/forum/#!forum/it.cultura.filosofia
https://groups.google.com/forum/#!forum/it.cultura.storia
°.
_-
- Mar 20 Nov 2018, 15:40,
peter schlemihl <mahbohperoh*gmail-com> ha scritto:
=
Post by peter schlemihl
[CIT/] ... l’atto di cercare qualcosa in Rete “sembra innescare
una convinzione del tutto ingiustificata della propria conoscenza,
cosa che, a causa dell’abitudine sempre più diffusa di guardare
online per rispondere praticamente a qualsiasi domanda,
è piuttosto spaventosa” [/CIT]
Nichols, La conoscenza e i suoi nemici, LUISS
^
* Scusa ma se io non mi ricordo una cosa,
non posso star lì ore a cercare di ricordarmela:
_-
-_^ ma almeno mi ricordassi gio21giu2018 (video di due secondi)
(0'02") (no audio)

-_
_-
- ..Poi, se proprio non la sapevo, magari la cerco per curiosità -
ma non è detto: non posso star lì a cercare ogni cosa), ma in quel
caso mica rispondo facendo credere di saperla. Semmai lo farei se,
dopo aver letto di che si trattava, pensassi qualcosa al riguardo,
e, con sincero interesse, volessi comunicarlo a chi sta discutendo
---
---
Post by peter schlemihl
[CIT/] ... l’atto di cercare qualcosa in Rete “sembra innescare una
convinzione del tutto ingiustificata della propria conoscenza, cosa che, a
causa dell’abitudine sempre più diffusa di guardare online per rispondere
praticamente a qualsiasi domanda, è piuttosto spaventosa” [/CIT]
Nichols, La conoscenza e i suoi nemici, LUISS
-_
//
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_- fine del post, seguono informazioni di coda
\\
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-_^ mi hanno detto che avrei perso la contesa gio26lug2018
(0'34")

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-_^ Britney Spears - Lucky (AC3 Stereo) (4'09")

_-
-_^ ma almeno mi ricordassi gio21giu2018 (video di due secondi)
(0'02") (no audio) http://youtu.be/k0x38k0h7tQ
_-
-_^ carico e scarico nella ZTL in centro gio14giu2018 (1'01")
(no audio)

_-
-_^ peso del mezzo e sottoservizi mar27feb2018 (0'43")
(no audio)

-_
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-_
_- i link del gazebo lunatic
\\
_- gazebo lunatic e alcuni pensieri sul realizzarsi (mer15^apr2015)
.
/le sottopagine più recenti su ciascuno dei tre gruppi del crosspost\°
[solo icf, pagina messaggi da 726 a 750] https://tinyurl.com/ycdhp7yw
https://groups.google.com/forum/#!topic/it.cultura.filosofia/fh3O-peO6U0%5B726-750%5D

[solo ics, pagina messaggi da 601 a 625] https://tinyurl.com/y8z3jngs
https://groups.google.com/forum/#!topic/it.cultura.single/fh3O-peO6U0%5B601-625%5D

[solo idm, pagina messaggi da 651 a 675] https://tinyurl.com/y9srlweg
https://groups.google.com/forum/#!topic/it.discussioni.misteri/fh3O-peO6U0%5B651-675%5D

=
i messaggi sono al momento ripartiti tra le più recenti e le prossime
=
°.. prossime sottopagine salvo errori ...°
[solo ics, pagina messaggi da 626 a 650] https://tinyurl.com/yb4pg8bg
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[solo idm, pagina messaggi da 676 a 700] https://tinyurl.com/y8dn9r74
https://groups.google.com/forum/#!topic/it.discussioni.misteri/fh3O-peO6U0%5B676-700%5D

||
_-
-_inizio thread su ciascuno dei tre gruppi:
https://groups.google.com/forum/#!topic/it.cultura.filosofia/fh3O-peO6U0
https://groups.google.com/forum/#!topic/it.cultura.single/fh3O-peO6U0
https://groups.google.com/forum/#!topic/it.discussioni.misteri/fh3O-peO6U0
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//
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\\
.=> Per il problema delle immagini su postimg:
finché non funziona di nuovo il dominio ".org", va su ".cc".
per far funzionare di nuovo i link delle immagini, va sostituito
"org" con "cc". [E se rifunzionerà "org", sostituire "cc"]
-_
_-
-=-=-

/> pre-signature
_____________________________________________________________=
io propongo vari tipi di cose, e chi legge sceglie. E in base
a quel che sceglie, e per cui si agita, si fa riconoscere </
--
uniposta@* [sinestesico di tipo associator] *gmail[.com] *yahoo[.it]
°//> foglio informativo lun23mar24apr2018 jpg (1312x928) da stampare
in A3 \\ https://imgur.com/a/dgsedzG Loading Image...
[mio autoscatto fine agosto 2017 riflesso nella porta a vetro scale]
°//> io nel 2012-2013 a 49 anni: https://postimg.cc/image/a6lwt0jof/
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°//> paura walker e gioielleria https://postimg.cc/image/9qsq0el5r/
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