Discussione:
Demografia storica
(troppo vecchio per rispondere)
Bhisma
2018-10-17 13:08:45 UTC
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Oggi mio figlio è tornato da scuola con l'informazione che la
popolazione del mondo agli inizi del medioevo ammontava a circa 250
milioni di persone.

Mi ha domandato come facciamo a saperlo e io mi sono trovato in
imbarazzo :-D

In effetti a grandi linee, per quanto ne so, le stime sulla demografia
mondiale nelle varie epoche sono abbastanza standardizzate.

Però non ho proprio idea di come si facciano valutazioni del genere e
su cosa siano basate.

In effetti ricordo vagamente che già le stime sulla popolazione
dell'impero romano all'epoca della peste sul finire del secondo secolo
sono piuttosto discusse.

Per cui, come diavolo si fa a stabilire quanta gente vivesse in Africa
o in India o in Cina nell'anno mille?
--
Saluti da Bhisma
... e il pensier libero, è la mia fé!
Arduino
2018-10-17 19:52:05 UTC
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Post by Bhisma
Oggi mio figlio è tornato da scuola con l'informazione che la
popolazione del mondo agli inizi del medioevo ammontava a circa 250
milioni di persone.
Mi ha domandato come facciamo a saperlo e io mi sono trovato in
imbarazzo :-D
In effetti a grandi linee, per quanto ne so, le stime sulla demografia
mondiale nelle varie epoche sono abbastanza standardizzate.
Però non ho proprio idea di come si facciano valutazioni del genere e
su cosa siano basate.
In effetti ricordo vagamente che già le stime sulla popolazione
dell'impero romano all'epoca della peste sul finire del secondo secolo
sono piuttosto discusse.
Per cui, come diavolo si fa a stabilire quanta gente vivesse in Africa
o in India o in Cina nell'anno mille?
Per nazioni come l'Italia si cerca l'estropolazione: se per fare un
esempio. la popolazione di alcuni villaggi risultasse mediamente fosse
stata la metà della popolazione che ebbero nell'epoca in cui le
statistiche divennero generali, se ne dedurrebbe ci fossero metà degli
abitanti in Italia. Naturalmente ciò è accompagnato da altri metodi,
perimetro delle città, grandezza delle chiese, ecc.
Per paesi come l'Africa il calcolo è più complicato, uno dei sistemi è
valutare il massimo di popolazione possibile rispetto ai mezzi di
sostentamento, altro metodo è calcolare la popolazione nell'epoca in cui
la densità divenne nota, ed estrapolare in base a vari parametri quale
potesse essere stata la precedente crescita demografica.
--
Arduino d'Ivrea
Pier
2018-10-18 04:13:19 UTC
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Post by Arduino
Post by Bhisma
Oggi mio figlio è tornato da scuola con l'informazione che la
popolazione del mondo agli inizi del medioevo ammontava a circa 250
milioni di persone.
Per cui, come diavolo si fa a stabilire quanta gente vivesse in Africa
o in India o in Cina nell'anno mille?
Per nazioni come l'Italia si cerca l'estropolazione: se per fare un
esempio. la popolazione di alcuni villaggi risultasse mediamente
Infatti in una conferenza il relatore disse che
- al tempo di Cristo fossero meno di 200 ML
- al tempo di Napoleone meno di 950 = 5 volte in 2mila anni
- oggi 7500 ML in 1/10 di tale tempo precedente
(e 20 volte consumatori pro capite)
Al mio che mi chiedeva cose simili e dicendo che tra 20 anni potremmo
essere il doppio di oggi , ho risposto:
- che non si siano sbagliati di 3 zeri
- se ci sarà ancora l'umanità sulla Terra
- quelli che ci saranno

Perchè le estrapolazioni non varranno più

---
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Maurizio Pistone
2018-10-17 20:23:31 UTC
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Post by Bhisma
Oggi mio figlio è tornato da scuola con l'informazione che la
popolazione del mondo agli inizi del medioevo ammontava a circa 250
milioni di persone.
Mi ha domandato come facciamo a saperlo e io mi sono trovato in
imbarazzo :-D
In effetti a grandi linee, per quanto ne so, le stime sulla demografia
mondiale nelle varie epoche sono abbastanza standardizzate.
Però non ho proprio idea di come si facciano valutazioni del genere e
su cosa siano basate.
In effetti ricordo vagamente che già le stime sulla popolazione
dell'impero romano all'epoca della peste sul finire del secondo secolo
sono piuttosto discusse.
Per cui, come diavolo si fa a stabilire quanta gente vivesse in Africa
o in India o in Cina nell'anno mille?
le stime sulla popolazione mondiale nelle epoche antiche sono
sicuramente azzardate, per di più a volte falsate da pregiudiziali
ideologiche

una volta ho letto che al momento dell'arrivo degli europei nel
continente mericano c'erano cento milioni di persone, questo mi sembra
veramente "dare i numeri"

per le epoche corrispondenti al nostro medioevo, forse l'unico paese per
il quale abbiamo dati abbastanza oggettivi, per quanto parziali, è la
Cina, dove vigeva una fiscalità centralizzata

in Europa, data la scarsissima consistenza delle città, la questione si
riduce a valutare la popolazione contadina, e qui si può tentare di
risalire indietro partire dai grandi dissodamenti del XII e XIII
secolo, per valutare le aree che nei secoli precedenti erano incolte;
data una popolazione trascurabile nelle aree interamente ricoperte da
foreste, si può tentarte una stima della densità di popolazione nelle
aree coltivate

sicuramente però questi calcoli si posono fare per aree più o meno
vaste, non per la popolazione mondiale
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
Arduino
2018-10-18 13:31:27 UTC
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Post by Maurizio Pistone
le stime sulla popolazione mondiale nelle epoche antiche sono
sicuramente azzardate, per di più a volte falsate da pregiudiziali
ideologiche
una volta ho letto che al momento dell'arrivo degli europei nel
continente americano c'erano cento milioni di persone, questo mi sembra
veramente "dare i numeri"
Effettivamente hai ragione, ma se qualcuno spara i numero del lotto tanto
per accusare i bianchi cristiani di un'innimmaginabile genocidio, si
possono anche fare calcoli seri.
gli indiani degli Usa, vivevano di caccia, perciò uno ogni dieci
chilometri quadrati, un milione.
Caso mai si potrebbe togliere qualcosa, alcune regioni (es. deserti)
erano inospitali. Inoltre gli indiani, oltre ad aver fatto fuori al loro
arrivo la popolazione preesistente, eliminarono anche tutti gli animali
di grossa taglia, tranne i big horn, che c'erano solo sulle montagne
rocciose, e i bisonti, difficili da cacciare per gli indiani prima che i
bianchi portassero il cavallo e il fucile.
centro-sud America: Non conoscevano l'aratro (né avevano animali da tiro)
perciò agricoltura primitiva. Quindi uno a chilometro quadrato.
Il 90% del Messico non è coltivabile, quindi... Sud America, un po' meno
di 18 milioni di chilometri quadri, cui devi togliere Amazzonia e altre
terre inospitali perciò un conto approssimativo è presto fatto.
Al proposito, perché nessuno si indigna che gli indios siano scomparsi
dal Brasile? Forse perché i portoghesi non fecero conversioni forzate?
--
Arduino d'Ivrea
Maurizio Pistone
2018-10-18 14:49:37 UTC
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Post by Arduino
Effettivamente hai ragione, ma se qualcuno spara i numero del lotto tanto
per accusare i bianchi cristiani di un'innimmaginabile genocidio, si
possono anche fare calcoli seri.
gli indiani degli Usa, vivevano di caccia, perciò uno ogni dieci
chilometri quadrati, un milione.
Caso mai si potrebbe togliere qualcosa, alcune regioni (es. deserti)
erano inospitali. Inoltre gli indiani, oltre ad aver fatto fuori al loro
arrivo la popolazione preesistente, eliminarono anche tutti gli animali
di grossa taglia, tranne i big horn, che c'erano solo sulle montagne
rocciose, e i bisonti, difficili da cacciare per gli indiani prima che i
bianchi portassero il cavallo e il fucile.
l'enorme difficoltà è che il continente americano, oltre ad estendersi
per più di 120° di latitudine, è caratterizato da aree diversissime dal
punto di vista orografico e ambientale

se si può azzardare un'ipotesi sulla popolazione di alcune di queste
aree, sull'intero continente è meglio stare zitti

Jared Diamond sottolineava che è stata proprio questa l'enorme
difficoltà allo sviluppo di civiltà americane evolute: mentre l'Eurasia
si estende su larghissime fasce climatiche più o meno omogenee, e quindi
invenzioni come la coltivazione dei cereali, l'aratro, la domesticazione
degli animali ecc. potevano diffondersi su aree enormi, adattandosi
continuamente alle diverse condizioni ambientali, ed arricchendosi
costantemente, nel continente americano ci si trovava di fronte a
numerose barriere naturali praticamente invalicabili, ogni innovazione
restava necessariamente confinata all'interno dell'area in cui è sorta,
senza espandersi ma anche senza potersi arricchire dei contributi di
diverse popolazioni
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
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Arduino
2018-10-18 18:35:34 UTC
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Post by Maurizio Pistone
l'enorme difficoltà è che il continente americano, oltre ad estendersi
per più di 120° di latitudine, è caratterizzato da aree diversissime dal
punto di vista orografico e ambientale
se si può azzardare un'ipotesi sulla popolazione di alcune di queste
aree, sull'intero continente è meglio stare zitti
Jared Diamond sottolineava che è stata proprio questa l'enorme
difficoltà allo sviluppo di civiltà americane evolute: mentre l'Eurasia
si estende su larghissime fasce climatiche più o meno omogenee, e quindi
invenzioni come la coltivazione dei cereali, l'aratro, la domesticazione
degli animali ecc. potevano diffondersi su aree enormi, adattandosi
continuamente alle diverse condizioni ambientali, ed arricchendosi
costantemente, nel continente americano ci si trovava di fronte a
numerose barriere naturali praticamente invalicabili, ogni innovazione
restava necessariamente confinata all'interno dell'area in cui è sorta,
senza espandersi ma anche senza potersi arricchire dei contributi di
diverse popolazioni
Giuste e condivisibili considerazioni, che però abbassano ancora, e
considerevolmente, il plafond di indios presenti nel sud America.Se con un
pari livello tecnico generalizzato si potrebbe estendere per consimilitudine
il numero degli abitanti a tutto il continente, in una simile situazione
oltre alle aree inospitali, ci sarebbero anche vaste aree sottopopolate
perché abitate da cacciatori o raccoglitori.
--
Arduino d'Ivrea
Pier
2018-10-19 06:08:44 UTC
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Post by Arduino
Giuste e condivisibili considerazioni, che però abbassano ancora, e
considerevolmente, il plafond di indios presenti nel sud America.Se con un
pari livello tecnico generalizzato si potrebbe estendere per consimilitudine
il numero degli abitanti a tutto il continente, in una simile situazione
oltre alle aree inospitali, ci sarebbero anche vaste aree sottopopolate
perché abitate da cacciatori o raccoglitori.
io penso semplicemente che quelli meglio di noi che si sono dedicati
a queste stime, e ripetutamente, avranno avuto delle buone basi per
giungere alle loro conclusioni, che a me bastano
Mi allarma invece il futuro:
sovra popolazione, veleni onnipotenti, armi idem, desiderio
di autodistruzione della gente...... mo stammo apposto !

---
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Bhisma
2018-10-24 09:24:22 UTC
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Post by Maurizio Pistone
per le epoche corrispondenti al nostro medioevo, forse l'unico paese
per il quale abbiamo dati abbastanza oggettivi, per quanto parziali,
è la Cina, dove vigeva una fiscalità centralizzata
Nell'antica Roma si facevano i censimenti.
Ne so poco, ma comunque è quasi un atto di fede, visto il celeberrimo
riferimento evangelico :-)
Per quanto ricordo erano strettamente collegati alla classificazione
economica della popolazione e all'imposizione fiscale e quindi spesso
erano causa di malcontento e tumulti, di sicuro tra gli ebrei,
probabilmente in modo anche più esteso.

Che tu -- od altri -- sappia, c'è pervenuto qualche esempio
documentario di questi censimenti?
--
Saluti da Bhisma
... e il pensier libero, è la mia fé!
Maurizio Pistone
2018-10-24 10:05:11 UTC
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Post by Bhisma
Post by Maurizio Pistone
per le epoche corrispondenti al nostro medioevo, forse l'unico paese
per il quale abbiamo dati abbastanza oggettivi, per quanto parziali,
è la Cina, dove vigeva una fiscalità centralizzata
Nell'antica Roma si facevano i censimenti.
Ne so poco, ma comunque è quasi un atto di fede, visto il celeberrimo
riferimento evangelico :-)
Per quanto ricordo erano strettamente collegati alla classificazione
economica della popolazione e all'imposizione fiscale e quindi spesso
erano causa di malcontento e tumulti, di sicuro tra gli ebrei,
probabilmente in modo anche più esteso.
credo che per quanto riguarda i grandi censimenti, almeno dei primi
dovrebbero essere pervenuti almeno i numeri totali della popolazione

naturalmente, poiché, come dici tu, erano fatti con finalità fiscali,
non veniva riportato ciò che non era interessante dal questo punto di
vista, non credo per esempio che ci sia arrivato nessun dato certo, di
nessuna epoca, sulla popolazione schiava

per qanto riguarda censimenti parziali, come quello riportato nei
Vangeli, penso che non sia rimasto nulla
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
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Arduino
2018-10-28 17:22:36 UTC
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Post by Maurizio Pistone
credo che per quanto riguarda i grandi censimenti, almeno dei primi
dovrebbero essere pervenuti almeno i numeri totali della popolazione
naturalmente, poiché, come dici tu, erano fatti con finalità fiscali,
non veniva riportato ciò che non era interessante dal questo punto di
vista, non credo per esempio che ci sia arrivato nessun dato certo, di
nessuna epoca, sulla popolazione schiava
per qanto riguarda censimenti parziali, come quello riportato nei
Vangeli, penso che non sia rimasto nulla
Riguardo al censimento riportato dai Vangeli, è rimasta la notizia che è
stato fatto.
Quanto ai dati, temo non ne siano rimasti di nessuno.
(L'alto medioevo purtroppo è stato un buco nero che ha inghiottito tutto,
basti dire che nessuno sa che cognome avesse la sua famiglia ai tempi di
Roma.)
--
Arduino d'Ivrea
Maurizio Pistone
2018-10-28 18:51:21 UTC
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Post by Arduino
(L'alto medioevo purtroppo è stato un buco nero che ha inghiottito tutto,
basti dire che nessuno sa che cognome avesse la sua famiglia ai tempi di
Roma.)
credo che nessuno sappia che cognome avesse la sua famiglia nel Medioevo
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
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Arduino
2018-10-29 09:46:42 UTC
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Post by Maurizio Pistone
credo che nessuno sappia che cognome avesse la sua famiglia nel Medioevo
Se ti riferisci all'alto medioevo, ti do ragione, infatti in quell'epoca si
perse l'uso del cognome, sostituito, anche fra i residenti italici, dall'uso di
nomi simili a quelli usati dagli indiani d'America (Piccolo orso, valente con
la lancia, da cui sono derivati vari cognomi, tipo: Garibaldi, Garavaglia,
ecc.)
Poi quando subentrò l'uso dei nomi dei santi, ci si trovò in difficoltà, se
prima ci si poteva sbizzarrire con la fantasia, i Pietro e Paolo cominciarono a
divenire troppi nelle comunità che fra l'altro stavano divenendo più numerose.
Qualcuno cercò rimedio con il doppio nome, E in seguito si cominciò a fissare
il secondo nome, per cui i figli di Pietro Paolo, divennero Paoli. Altre volte
si riconosceva le persone dal nome del padre (Dante, figlio di Alighiero) dalla
professione, da soprannomi. Però questi cognomi non erano fissi. In primo luogo
si declinavano, se il capofamiglia era Rosso, la famiglia era Rossi, e le
femmine Rossa. Inoltre poteva variare, se il figlio aveva i capelli neri,
poteva diventare Del Rosso. Se poi il nipote da Bergamo si trasferiva a Modena,
facilmente diventava Bergamasco. Fu il concilio di Trento che rese i cognomi
fissi, obbligatori e immutabili. Per cui, facendo una ricerca negli archivi
parrocchiali, se non sei sfortunato e non ci sono stati incendi o distruzioni,
puoi arrivare all'epoca del concilio di Trento. Se poi sei fortunato, molte
parrocchie già da prima tenevano elenchi, e poi ci sono archivi parziali di
signorotti che annotavano le famiglie dei loro possedimenti.
Quindi, tu ed io al massimo potremmo arrivare al 1400, a meno che ricercando
scoprissimo di discendere da nobili decaduti.
Appunto, riguardo alle casate nobiliari, è soprattutto dopo il 950 che si
comincia a segnare le casate. Ad esempio, è del 965 il primo Papa che accanto
al nome proprio, riporta la casata dei Crescenzi.
Nessuno però, neppure discendenti di imperatori, è riuscito a far attraversare
all'alto medioevo il nome della sua stirpe.
--
Arduino d'Ivrea
Maurizio Pistone
2018-10-29 12:14:01 UTC
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Post by Arduino
Poi quando subentrò l'uso dei nomi dei santi, ci si trovò in difficoltà,
se prima ci si poteva sbizzarrire con la fantasia, i Pietro e Paolo
cominciarono a divenire troppi nelle comunità che fra l'altro stavano
divenendo più numerose.
a dire il vero, se guardiamo i documenti non è che di Pietri e di Paoli
ce ne fosse poi una catereva. Il più famoso è Paolo Diacono, figlio di
Warnefrido della stirpe di Leupichi, allievo di Flaviano (finalmente un
nome latino) alla corte di Rachis... divenne precettore di Adelperga...
Ho il sospetto che all'epoca i cristiani-latini si chiamassero tutti
Pietro e Paolo come in America tutti gli italiani si chiamano Giuseppe o
Mario.

Quanto ai Romani, il loro complicato sistema di tre nomi, legato
all'ordinamento gentilizio, era una sopravvivenza del passato già in età
imperiale. La persistenza del nome della gens doveva ormai essere legata
a fattori accessori, come l'adozione, e soprattutto l'emancipazione
degli schiavi.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
Arduino
2018-10-29 12:47:19 UTC
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Post by Maurizio Pistone
a dire il vero, se guardiamo i documenti non è che di Pietri e di Paoli
ce ne fosse poi una catereva. Il più famoso è Paolo Diacono, figlio di
Warnefrido della stirpe di Leupichi, allievo di Flaviano (finalmente un
nome latino) alla corte di Rachis... divenne precettore di Adelperga...
Ho il sospetto che all'epoca i cristiani-latini si chiamassero tutti
Pietro e Paolo come in America tutti gli italiani si chiamano Giuseppe o
Mario.
Quanto ai Romani, il loro complicato sistema di tre nomi, legato
all'ordinamento gentilizio, era una sopravvivenza del passato già in età
imperiale. La persistenza del nome della gens doveva ormai essere legata
a fattori accessori, come l'adozione, e soprattutto l'emancipazione
degli schiavi.
E' vero, il sistema romano già scricchiolava, però, come oggi ci sono molte
persone che sanno di discendere da Dante, dai duchi di Milano, o dal tal conte,
anche nel 476 dovevano essere in molti a sapere di discendere da... (da non
molti decenni si è superato il livello di scolarizzazione e di controllo
burocratico dell'impero romano)Quindi è notevole che non ci sia nessuno che sia
riuscito ad attraversare l'alto medioevo, mantenendo il ricordo di discendere
da Quinto Fabio Varrone, o Sesto Sulpicio Saturniano.
Quanto ai nomi dell'alto medioevo, credo ci siano giunti soprattutto quelli dei
Longobardi!
--
Arduino d'Ivrea
Bhisma
2018-11-04 13:09:39 UTC
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Post by Maurizio Pistone
credo che nessuno sappia che cognome avesse la sua famiglia nel Medioevo
Oddio, ci sono degli attuali (o quasi attuali) Della Gherardesca che
reclamano di discendere da Ugolino in persona, e attraverso lui da
Gherardo di Volterra, IX secolo, primo capostipite storicamente
accertato esistente della famiglia.

Non saprei quanto siano effettivamente attendibili le complicate
genealogie delle famiglie nobiliari, tuttavia sono state prese sul
serio per secoli e rappresentano comunque un dato.
--
Saluti da Bhisma
... e il pensier libero, è la mia fé!
Pier
2018-11-03 13:15:22 UTC
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Post by Arduino
Post by Maurizio Pistone
credo che per quanto riguarda i grandi censimenti, almeno dei primi
dovrebbero essere pervenuti almeno i numeri totali della popolazione
naturalmente, poiché, come dici tu, erano fatti con finalità fiscali,
non veniva riportato ciò che non era interessante dal questo punto di
vista, non credo per esempio che ci sia arrivato nessun dato certo, di
nessuna epoca, sulla popolazione schiava
per quanto riguarda censimenti parziali, come quello riportato nei
Vangeli, penso che non sia rimasto nulla
Riguardo al censimento riportato dai Vangeli, è rimasta la notizia che è
stato fatto.
Quanto ai dati, temo non ne siano rimasti di nessuno.
(L'alto medioevo purtroppo è stato un buco nero che ha inghiottito tutto,
basti dire che nessuno sa che cognome avesse la sua famiglia ai tempi di
Roma.)
Sarebbe troppo bello leggere con la ricchezza odierna di particolari


---
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Jinx
2018-10-18 06:29:08 UTC
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Post by Bhisma
Oggi mio figlio è tornato da scuola con l'informazione che la
popolazione del mondo agli inizi del medioevo ammontava a circa 250
milioni di persone.
Mi ha domandato come facciamo a saperlo e io mi sono trovato in
imbarazzo :-D
In effetti a grandi linee, per quanto ne so, le stime sulla demografia
mondiale nelle varie epoche sono abbastanza standardizzate.
Però non ho proprio idea di come si facciano valutazioni del genere e
su cosa siano basate.
In effetti ricordo vagamente che già le stime sulla popolazione
dell'impero romano all'epoca della peste sul finire del secondo secolo
sono piuttosto discusse.
Per cui, come diavolo si fa a stabilire quanta gente vivesse in Africa
o in India o in Cina nell'anno mille?
più o meno si conosce bene il livello culturale di ogni popolazione del
Mondo per un dato anno della storia. Seguendo i principi dell'economia
culturale si sa che una popolazione di cacciatori raccoglitori in media
occupa una densità di 1 persona ogni 10 kmq. Si sale a 1 persona per kmq
per le società dei pastori nomadi e degli agricoltori primordiali. Le
società agricole più semplici del passato, come quelle africane dei
bantù, in media potevano sopportare circa 10 persone per kmq, salendo a
oltre 100 per le società agricole più sviluppate con estesi commerci.
L'economia agricola medioevale europea poteva sopportare un massimo di
50 abitanti per kmq. In alcuni casi le densità superavano le centinaia
arrivando fino a sfiorare le 1000 persone al kmq in civiltà avanzate e
zone particolarmente fertili come l'Egitto e i paesi monsonici a risaie
dell'Asia. Con questo ragionamento è stata calcolata ad esempio la
popolazione degli aborigeni dell'Australia prima della colonizzazione
europea: stimandola in circa 700mila aborigeni distribuiti sul
territorio australiano di 7 milioni di kmq.
Arduino
2018-10-18 08:39:55 UTC
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Post by Jinx
più o meno si conosce bene il livello culturale di ogni popolazione del
Mondo per un dato anno della storia. Seguendo i principi dell'economia
culturale si sa che una popolazione di cacciatori raccoglitori in media
occupa una densità di 1 persona ogni 10 kmq. Si sale a 1 persona per kmq
per le società dei pastori nomadi e degli agricoltori primordiali. Le
società agricole più semplici del passato, come quelle africane dei
bantù, in media potevano sopportare circa 10 persone per kmq, salendo a
oltre 100 per le società agricole più sviluppate con estesi commerci.
L'economia agricola medioevale europea poteva sopportare un massimo di
50 abitanti per kmq. In alcuni casi le densità superavano le centinaia
arrivando fino a sfiorare le 1000 persone al kmq in civiltà avanzate e
zone particolarmente fertili come l'Egitto e i paesi monsonici a risaie
dell'Asia. Con questo ragionamento è stata calcolata ad esempio la
popolazione degli aborigeni dell'Australia prima della colonizzazione
europea: stimandola in circa 700mila aborigeni distribuiti sul
territorio australiano di 7 milioni di kmq.
Esatto, la fame è sempre stata il livellatore demografico.
Naturalmente era un valore attorno a cui si oscillava. Ad esempio, una
guerra fra tribù abbassava il numero dei cacciatori, aumentava la
selvaggina, il numero dei cacciatori poteva superare il numero di uno
ogni dieci Kmq. La selvaggina diminuiva, la tribù poteva a quel punto
aumentare il suo territorio di caccia a scapito dei vicini, oppure, se
non ne aveva la forza o la volontà, affrontava una crisi alimentare che
la faceva tornare sotto il limite massimo. A quel punto tornava ad
aumentare la selvaggina e il ciclo ricominciava.
Lo stesso accadeva nelle società agricole. Ad esempio nei secoli fra il
mille e il milletrecento c'era stato un lungo periodo di clima mite che
aveva permesso la crescita della popolazione. Poi venne la piccola
glaciazione, la crisi alimentare portò alla peste del 1348. Quindi,
tornando al discorso numero abitanti, per sapere quanti ce n'erano nel
1300, basta valutare quanti potessero campare coi loro mezzi.
--
Arduino d'Ivrea
Jinx
2018-10-19 06:44:13 UTC
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Post by Arduino
Post by Jinx
più o meno si conosce bene il livello culturale di ogni popolazione del
Mondo per un dato anno della storia. Seguendo i principi dell'economia
culturale si sa che una popolazione di ...
Esatto, la fame è sempre stata il livellatore demografico.
Naturalmente era un valore attorno a cui si oscillava. Ad esempio, una
guerra fra tribù abbassava il numero dei cacciatori, aumentava la
selvaggina, il numero dei cacciatori poteva superare il numero di uno
ogni dieci Kmq. La selvaggina diminuiva, la tribù poteva a quel punto
aumentare il suo territorio di caccia a scapito dei vicini, oppure, se
non ne aveva la forza o la volontà, affrontava una crisi alimentare che
la faceva tornare sotto il limite massimo. A quel punto tornava ad
aumentare la selvaggina e il ciclo ricominciava.
Lo stesso accadeva nelle società agricole. Ad esempio nei secoli fra il
mille e il milletrecento c'era stato un lungo periodo di clima mite che
aveva permesso la crescita della popolazione. Poi venne la piccola
glaciazione, la crisi alimentare portò alla peste del 1348. Quindi,
tornando al discorso numero abitanti, per sapere quanti ce n'erano nel
1300, basta valutare quanti potessero campare coi loro mezzi.
non solo le popolazioni si adattano alla loro economia ma poi seguono
anche principii che limitano la crescita ulteriore demografica. Non a
caso Mosè quando volle far crescere il numero degli ebrei che lo
servivano, comiciò a proibire nel libro levitico tutti i comportamenti
contraccetivi : l'omosessualità, la sodomia, i rapporti sessuali con le
bestie, i sacrifici di bambini al dio Moloch.... che sicuramente gli
ebrei al tempo di Mosè praticavamno abitualmente. Allo stesso modo
Mussolini per far crescere la popolazioni degli italiani, prima delle
leggi razziali contro gli ebrei emanò leggi contro l'omosessualità e
l'aborto: nel 1931 (7 anni prima delle leggi razziali) fu emanato il
Regio Decreto n.773 contro i finocchi; mai prima di allora nel regno
sabaudo era stata esplicitamente vietata l'omosessualità.
Pier
2018-10-19 07:13:05 UTC
Permalink
Post by Jinx
non solo le popolazioni si adattano alla loro economia ma poi seguono
anche principii che limitano la crescita ulteriore demografica. Non a
caso Mosè quando volle far crescere il numero degli ebrei che lo
servivano, comiciò a proibire nel libro levitico tutti i comportamenti
contraccetivi : l'omosessualità, la sodomia, i rapporti sessuali con le
bestie, i sacrifici di bambini al dio Moloch.... che sicuramente gli
ebrei al tempo di Mosè praticavamno abitualmente. Allo stesso modo
Mussolini per far crescere la popolazioni degli italiani, prima delle
leggi razziali contro gli ebrei emanò leggi contro l'omosessualità e
l'aborto: nel 1931 (7 anni prima delle leggi razziali) fu emanato il
Regio Decreto n.773 contro i finocchi; mai prima di allora nel regno
sabaudo era stata esplicitamente vietata l'omosessualità.
Stupito: dagli eventi che descrivi e dalla tua conoscenza
tanto di cappello

---
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