Discussione:
anni 1929-1935 l'Italia fascista tra le prime potenze economiche nel mondo
(troppo vecchio per rispondere)
Jinx
2018-09-24 05:37:36 UTC
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se c'è mai stato un miracolo economico italiano duraturo, è stato nei
nei primi anni trenta quando l'Italia fascista, era tra i paesi più
prosperi nel mondo.
https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/collana-storica/italia-economia-mondiale/Crescita-economica-italiana-Toniolo.pdf

Un'economia quella italiana almeno fino al 1933 ancora senza struttura
corporativa, fondata sulla libera iniziativa e la proprietà privata in
vero stile capitalista ottocentesco, senza le speculazioni sui titoli di
carta su cui era fondata e sprofondata l'economia statunitense.
Dopo la crisi del 1929 mentre negli USA le masse popolari pativano la
disoccupazione e la fame; in Italia si preparavano i giochi olimpici da
disputare a Roma, si progettavano il foro italico e il quartiere
dell'EUR. Si costruivano intere nuove citta in stile fascista nella
provicia pontina appena bonificata. Nelle colonie si costruiva un
autostrada di migliaia di kilometri in Libia, palazzi ed edifici
sorsero come funghi nelle colonie Eritrea e Somalia. L'esercito italiano
era il meglio armato nel mondo, con le armi più moderne per quegli anni,
e si progettava la conquista dell'impero etiopico. L'italia dei primi
anni trenta era un paese prospero e libero dove ebrei e negri coloniali
erano perfettamente integrati nella cittadianza italiana, dove liberi
pensatori scrittori e artisti potevano ancora permettersi di
sbeffeggiare il governo fascista sui giornali e nei libri. Questo eden
inarrivabile nei decenni successivi, fu sprofondato dagli invidiosi
albionici con le loro sanzioni internazionali, mentre gli stessi
acclamavano al potere Hitler in Germania.
Arduino
2018-09-24 08:19:46 UTC
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Jinx <***@ell.it> ha scritto:

.....
Post by Jinx
Un'economia quella italiana almeno fino al 1933 ancora senza struttura
corporativa, fondata sulla libera iniziativa e la proprietà privata in
vero stile capitalista ottocentesco, senza le speculazioni sui titoli di
carta su cui era fondata e sprofondata l'economia statunitense.
Dopo la crisi del 1929 .....
Puoi essere il più sano del mondo, ma se ti avvicini a un appestato...
--
Arduino d'Ivrea
lume
2018-09-24 10:54:44 UTC
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L'esercito italiano era il meglio armato nel mondo, con le armi più
moderne per quegli anni.
Ecco, magari su questo punto ci sarebbe da discutere.
Per essere davvero armato al meglio, un esercito della prima meta' degli
anni 30 non poteva prescindere dall'avere aerei e mezzi corazzati al top
perche' ormai era chiaro che queste sarebbero state le carte vincenti
delle guerre future. L'esercito italiano in questo senso poteva andare
bene giusto per la guerra in Etiopia (dove gia' ebbe delle belle difficolta').
Soprattutto sui mezzi corazzati invece eravamo amessi male:
i primi, nel 1929, furono acquistati dalla GB (Carden-Loyd Mk VI), non una
mossa furba in caso di guerra proprio con gli inglesi (nel caso di bisogno
di pezzi di ricambio, intendo).
Poi fecero l'Ansaldo MIAS che era pero' un blindato leggero per la
protezione di fanti in avanzata.
Infine costruirono il nostro fiore all'occhiello (si fa per dire), il
CV33, che era un carro leggero da montagna, praticamente gia' obsoleto
prima dell'inizio della WWII.
Insomma, definire il nostro come l'esercito meglio armato di quei tempi mi
pare azzardato, a meno che tu non intenda solo l'equipaggiamento leggero e
le mitragliatrici...
Jurassic Park
2018-09-24 11:25:10 UTC
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Post by lume
L'esercito italiano era il meglio armato nel mondo, con le armi più
moderne per quegli anni.
Ecco, magari su questo punto ci sarebbe da discutere.
Molto, da discutere.
Il fucile d'ordinanza era ancora il Modello '91, che se non era il
catenaccio che qualcuno vorrebbe far credere non era nemmeno al livello
delle coeve armi tedesche, inglesi e americane. Per di più la sua cartuccia
calibro 6,5x51 era insufficiente per essere usata nelle mitragliatrici, al
contrario di 7,92x57, 303 e 30/06: fu necessario adottare una cartuccia
apposita, calibro 8 mm., creando quindi una complicazione nella linea
rifornimenti del munizionamento.
Lo stesso problema di non uniformità del munizionamento si aveva per le
pistole e i mitra, dove la pur buona Beretta Mod. 34 sparava cartucce
calibro 9x17, mentre i mitra (quelli che c'erano...) usavano il 9x19.
Le artiglierie erano in massima parte quelle della prima Guerra Mondiale,
comprese quelle di preda bellica.
Sui carri armati è stato già risposto.
L'aviazione era ancora a livelli accettabili nel 1929 ma cominciava già ad
essere ampiamente superata mel 1935, con caccia ancora basati sulla formula
biplana e motori di potenza insufficiente, e basati su licenze di
costruzione ottenute dall'estero (motori Pratt & Whitney, Gnome-Rhone e
Bristol prodotti rispettivamente da FIAT, Piaggio e Alfa Romeo) con sviluppo
limitatissimo.
La marina aveva belle navi ma tarpate dalla mancanza del radar (che avremmo
potuto avere, ma i nostri retrogradi ammiragli non lo vollero), dal
munizionamento scadente delle artiglierie principali delle grandi unità e
dalla mancanza di addestramento al combattimento notturno.
In complesso c'era molta apparenza, ma la sostanza era appena sufficiente a
confrontarsi con avversari di medio valore, come si vide sia in Spagna che
in Etiopia.

Carlo "Jurassic Park"
Jinx
2018-09-24 11:38:29 UTC
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Post by Jurassic Park
Post by lume
L'esercito italiano era il meglio armato nel mondo, con le armi più
moderne per quegli anni.
Ecco, magari su questo punto ci sarebbe da discutere.
Molto, da discutere.
La marina aveva belle navi ma tarpate dalla mancanza del radar (che
avremmo potuto avere, ma i nostri retrogradi ammiragli non lo vollero),
ma lol, ancora all'inizio della WWII le armate naziste giapponesi e
russe non avevano il radar
Post by Jurassic Park
Carlo "Jurassic Park"
Jurassic Park
2018-09-25 00:46:12 UTC
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ma lol, ancora all'inizio della WWII le armate naziste giapponesi e russe
non avevano il radar
All'inizio della WW2 la Kriegsmarine il radar lo aveva. Prima di ridere
informati.
Quanto ai giapponesi è vero che non avevano il radar ma a differenza della
Regia Marina la Marina Imperiale aveva un eccellente addestramento al
combattimento notturno, come dimostrò ampiamente alla battaglia dell'Isola
di Savo,e la precisione di tiro delle loro artiglierie navali era ottima.

Carlo "Jurassic Park"
Jinx
2018-09-25 06:04:09 UTC
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Post by Jurassic Park
Post by Jinx
ma lol, ancora all'inizio della WWII le armate naziste giapponesi e
russe non avevano il radar
All'inizio della WW2 la Kriegsmarine il radar lo aveva. Prima di ridere
informati.
Quanto ai giapponesi è vero che non avevano il radar ma a differenza
della Regia Marina la Marina Imperiale aveva un eccellente addestramento
al combattimento notturno, come dimostrò ampiamente alla battaglia
dell'Isola di Savo,e la precisione di tiro delle loro artiglierie navali
era ottima.
Carlo "Jurassic Park"
ma che centra il radar? un dispositivo adottato negli anni '40, io sto
parlando dei primi anni '30. Allora con lo stesso ragionamento potresti
dire che Mussolini non aveva ne il radar ne la bomba atomica, nonostante
che nel 1935 in Italia lavoravano Marconi e Fermi che li hanno inventati
Jurassic Park
2018-09-25 13:47:04 UTC
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Post by Jurassic Park
ma lol, ancora all'inizio della WWII le armate naziste giapponesi e russe
non avevano il radar
All'inizio della WW2 la Kriegsmarine il radar lo aveva. Prima di ridere
informati.
Quanto ai giapponesi è vero che non avevano il radar ma a differenza della
Regia Marina la Marina Imperiale aveva un eccellente addestramento al
combattimento notturno, come dimostrò ampiamente alla battaglia dell'Isola
di Savo,e la precisione di tiro delle loro artiglierie navali era ottima.
Carlo "Jurassic Park"
ma che centra il radar? un dispositivo adottato negli anni '40, io sto
parlando dei primi anni '30. Allora con lo stesso ragionamento potresti
dire che Mussolini non aveva ne il radar ne la bomba atomica, nonostante
che nel 1935 in Italia lavoravano Marconi e Fermi che li hanno inventati
--------------------------------------------------------------------------------------------------
Hai problemi di memoria? sei tu che hai scritto "ma lol, ancora all'inizio
della WWII le armate naziste giapponesi e russe non avevano il radar".
Mettiti d'accordo con te stesso.

Carlo "Jurassic Park"
Michele
2018-09-25 07:12:45 UTC
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Post by Jurassic Park
All'inizio della WW2 la Kriegsmarine il radar lo aveva. Prima di ridere
informati.
Quanto ai giapponesi è vero che non avevano il radar ma a differenza
della Regia Marina la Marina Imperiale aveva un eccellente addestramento
al combattimento notturno, come dimostrò ampiamente alla battaglia
dell'Isola di Savo,e la precisione di tiro delle loro artiglierie navali
era ottima.
In ogni caso, se stiamo parlando del 1929-1935, nessuno aveva un radar
navale operativo - ma quello che contava era la volontà di fare
investimenti nella ricerca e sviluppo di nuove armi, o, come in questo
caso, nuovi sensori. I Britannici l'avevano, i Tedeschi l'avevano, gli
Italiani no. C'era sì qualche piccolo progetto scientifico, ma i
finanziamenti erano così esigui da renderli irrilevanti.

---
Questa email è stata esaminata alla ricerca di virus da AVG.
http://www.avg.com
lume
2018-09-25 10:00:44 UTC
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Infatti, la terza bomba era della stessa concezione di Fat Man.
Contrariamente a quello che ti immagini tu, le parti erano in arrivo a
Tinian, e gli autori che si sono occupati della questione ritengono che
sarebbe stata pronta per il 19 di quel mese.
Io sto ancora aspettando le fonti di questa tua affermazione.
Credo di averne diritto, visto che mi sono sorbito il tuo pistolotto
sull'importanza della correttezza delle informazioni storiche...
in particolare, sarei molto interessato a sapere chi sono questi "autori che
ritengono". Grazie.
Arduino
2018-09-26 07:48:53 UTC
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Post by Jurassic Park
Molto, da discutere.
Il fucile d'ordinanza era ancora il Modello '91, che se non era il
catenaccio che qualcuno vorrebbe far credere non era nemmeno al livello
delle coeve armi tedesche, inglesi e americane. Per di più la sua cartuccia
calibro 6,5x51 era insufficiente per essere usata nelle mitragliatrici, al
contrario di 7,92x57, 303 e 30/06: fu necessario adottare una cartuccia
apposita, calibro 8 mm., creando quindi una complicazione nella linea
rifornimenti del munizionamento.
Lo stesso problema di non uniformità del munizionamento si aveva per le
pistole e i mitra, dove la pur buona Beretta Mod. 34 sparava cartucce
calibro 9x17, mentre i mitra (quelli che c'erano...) usavano il 9x19.
Le artiglierie erano in massima parte quelle della prima Guerra Mondiale,
comprese quelle di preda bellica.
Sui carri armati è stato già risposto.
L'aviazione era ancora a livelli accettabili nel 1929 ma cominciava già ad
essere ampiamente superata mel 1935, con caccia ancora basati sulla formula
biplana e motori di potenza insufficiente, e basati su licenze di
costruzione ottenute dall'estero (motori Pratt & Whitney, Gnome-Rhone e
Bristol prodotti rispettivamente da FIAT, Piaggio e Alfa Romeo) con sviluppo
limitatissimo.
La marina aveva belle navi ma tarpate dalla mancanza del radar (che avremmo
potuto avere, ma i nostri retrogradi ammiragli non lo vollero), dal
munizionamento scadente delle artiglierie principali delle grandi unità e
dalla mancanza di addestramento al combattimento notturno.
In complesso c'era molta apparenza, ma la sostanza era appena sufficiente a
confrontarsi con avversari di medio valore, come si vide sia in Spagna che
in Etiopia.
Non posso che concordare, pur non conoscendo a fondo che armamenti avesse
il resto del mondo nel 1929, mi risulta difficile credere che nessuno al
mondo avesse un fucile che superasse il 91, o una mitragliatrice che
potesse competere con la Fiat. E neppure credo che la Giulio Cesare fosse
la Bismarck degli anni trenta.
Caso mai diciamo che all'epoca l'esercito italiano era comparabile con gli
altri: non avevamo il radar noi, non l'avevano loro, non avevamo...
Caso mai potrei convergere maggiormente sul fatto che ci fosse un migliore
assesto finanziario; L'Italia di adesso non riuscirebbe neanche a
trasportare nel Mar Rosso i soldati del corpo di spedizione che era andato
in Etiopia, senza andare in bancarotta.
--
Arduino d'Ivrea
Jinx
2018-09-24 11:33:23 UTC
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Post by lume
L'esercito italiano era il meglio armato nel mondo, con le armi più
moderne per quegli anni.
Ecco, magari su questo punto ci sarebbe da discutere.
Per essere davvero armato al meglio, un esercito della prima meta' degli
anni 30 non poteva prescindere dall'avere aerei e mezzi corazzati al top
perche' ormai era chiaro che queste sarebbero state le carte vincenti
delle guerre future. L'esercito italiano in questo senso poteva andare
bene giusto per la guerra in Etiopia (dove gia' ebbe delle belle difficolta').
i primi, nel 1929, furono acquistati dalla GB (Carden-Loyd Mk VI), non una
mossa furba in caso di guerra proprio con gli inglesi (nel caso di bisogno
di pezzi di ricambio, intendo).
Poi fecero l'Ansaldo MIAS che era pero' un blindato leggero per la
protezione di fanti in avanzata.
Infine costruirono il nostro fiore all'occhiello (si fa per dire), il
CV33, che era un carro leggero da montagna, praticamente gia' obsoleto
prima dell'inizio della WWII.
Insomma, definire il nostro come l'esercito meglio armato di quei tempi mi
pare azzardato, a meno che tu non intenda solo l'equipaggiamento leggero e
le mitragliatrici...
Nella guerra per la conquista dell'Etiopia c'erano 400.000 soldati
italiani in Eritrea e 285.000 in Somalia italiana con 3.300
mitragliatrici, 275 pezzi d'artiglieria, 200 blindati e 205 velivoli.
Nell'aprile 1935, accorse il rinforzo del Regio Esercito e della Regia
Aeronautica nell'Africa orientale. Otto divisioni regolari, di montagna
e di fanteria della milizia nera arrivarono in Eritrea e quattro
divisioni regolari di fanteria arrivarono nel Somaliland italiano,
composto da circa 685.000 soldati e un gran numero di unità logistiche e
di supporto; la forza italiana comprendeva 200 giornalisti. La forza
italiana aveva 6.000 mitragliatrici, 2.000 pezzi di artiglieria, 599
carri armati e 390 aerei. La Regia Marina trasportava tonnellate di
munizioni, cibo e altre provviste, con gli autoveicoli per spostarli,
mentre gli etiopi avevano solo carri trainati da cavalli.

Gli italiani fecero un notevole affidamento sul loro Regio Corpo Truppe
Coloniali, RCTC, di reggimenti indigeni reclutati dalle colonie italiane
dell'Eritrea, della Somalia e della Libia. La più efficace di queste
unità italiane comandate era la fanteria nativa eritrea (Ascari) che
veniva spesso usata come truppe avanzate. Gli eritrei fornivano anche
unità di cavalleria e artiglieria; le Penne di Falco erano una
prestigiosa e colorata unità di cavalleria eritrea. Altre unità RCTC
impiegate nell'invasione dell'Etiopia erano truppe di frontiera somale
irregolari (dubbie), fanteria regolare arabo-somala e artiglieria e
fanteria dalla Libia. Gli italiani avevano una varietà di "alleati"
semi-indipendenti locali, nel nord, gli Azebu Galla erano tra diversi
gruppi indotti a combattere per gli italiani. Nel sud, il sultano somalo
Olol Dinle comandava un esercito personale che avanzava nell'Ogaden
settentrionale con le forze del colonnello Luigi Frusci. Il Sultano era
motivato dal suo desiderio di riprendersi le terre che gli etiopi gli
avevano tolto. Le forze coloniali italiane includevano anche uomini
dello Yemen, attraverso il Golfo di Aden.

Gli italiani furono rinforzati da volontari dei cosiddetti Italiani
all'estero (emigrati italiani di Argentina, Uruguay e Brasile) che
formarono la 221a Legione nella Divisione Tevere e una speciale Legione
Parini, che combatté sotto Frusci vicino a Dire Dawa. Il 28 marzo 1935,
il generale Emilio De Bono fu nominato comandante in capo di tutte le
forze armate italiane nell'Africa orientale. De Bono era anche il
comandante in capo delle forze che invasero l'Eritrea sul fronte
settentrionale. De Bono comandava nove divisioni nel I Corpo Italiano,
nel II Corpo d'armata italiano e nel Corpo eritreo. Il generale Rodolfo
Graziani era comandante in capo delle forze che invasero dalla Somalia
italiana sul fronte meridionale. Inizialmente aveva due divisioni e una
serie di unità minori sotto il suo comando, un misto di italiani,
somali, eritrei, libici e altri. De Bono considerava il fronte somalo
come un teatro secondario che aveva bisogno principalmente di difendersi
ed eventualmente di aiutare il fronte principale con spinte offensive se
le forze nemiche non erano troppo grandi. La maggior parte degli
stranieri accompagnava gli etiopi, ma Herbert Matthews, reporter,
storico e autore di testimoni oculari in Abissinia: con le forze del
maresciallo Bodoglio ad Addis Abeba (1937) accompagnò le forze italiane.
--
Faccetta nera,
bell’Abissina,
aspetta e spera
Che già l’ora si avvicina!
Quando saremo
insieme a te,
noi ti daremo
un’altra legge è un altro Re!
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