Discussione:
Camillo Benso conte di Cavour
(troppo vecchio per rispondere)
Arduino
2018-03-07 19:09:28 UTC
Permalink
Raw Message
L11 Luglio 1859 nel quadrilatero si affrontavano
210.000 Austriaci
160.000 Francesi
65.000 Piemontesi (Di cui 46.000 dell'esercito sabaudo, e 19.000
volontari arrivati un po' da tutta Italia.
Cavour si precipita come un forsennato per indurre il re e i generali a
non accettare l'armistizio firmato da Napoleone III e continuare la
guerra da soli, e non riuscendo, sdegnato si dimette.
Cosa sperava di ottenere? L'unico sbocco possibile sarebbe stato
l'annientamento del piccolo esercito piemontese.
Come mai un uomo saggio e intelligente come il conte di Cavour voleva
provocare un simile disastro?
--
Arduino d'Ivrea
Maurizio Pistone
2018-03-07 19:12:13 UTC
Permalink
Raw Message
Post by Arduino
L11 Luglio 1859 nel quadrilatero si affrontavano
210.000 Austriaci
160.000 Francesi
65.000 Piemontesi (Di cui 46.000 dell'esercito sabaudo, e 19.000
volontari arrivati un po' da tutta Italia.
Cavour si precipita come un forsennato per indurre il re e i generali a
non accettare l'armistizio firmato da Napoleone III e continuare la
guerra da soli, e non riuscendo, sdegnato si dimette.
Cosa sperava di ottenere? L'unico sbocco possibile sarebbe stato
l'annientamento del piccolo esercito piemontese.
Come mai un uomo saggio e intelligente come il conte di Cavour voleva
provocare un simile disastro?
gli sono girate le palle
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
Arduino
2018-03-07 19:48:12 UTC
Permalink
Raw Message
Post by Maurizio Pistone
gli sono girate le palle
Questo potrebbe spiegare le dimissioni (Non del tutto, il piccolo
Piemonte annetteva la più ricca regione italiana, con le cui risorse
entro breve poteva divenire (come accadde) la potenza egemone
dell'Italia, ciò a cui doveva rinunciare era il povero Veneto); ma non la
richiesta di proseguire la guerra. Non è che uno per pestare i piedi
debba andare incontro a un disastro militare.
--
Arduino d'Ivrea
Arduino
2018-03-07 19:16:22 UTC
Permalink
Raw Message
Post by Arduino
L11 Luglio 1859 nel quadrilatero si affrontavano
210.000 Austriaci
160.000 Francesi
65.000 Piemontesi (Di cui 46.000 dell'esercito sabaudo, e 19.000
volontari arrivati un po' da tutta Italia.
Anticipando alcune risposte, il conte sperava in un alleanza col regno di
Napoli. Ma il re delle due Sicilie, avrebbe concluso un alleanza col
Piemonte rimasto solo? E se anche si, cosa poteva mandare, non credo più
di un piccolo corpo d'armata.
Sperava inoltre in Garibaldi inviato a raccogliere volontari in Romagna.
Ma quanti poteva raccoglierne? Inoltre bisognava addestrarli (combattere
coi fucili ad avancarica non è facile) e armarli.
Come poteva il primo ministro piemontese ignorare i rapporti di forza?
--
Arduino d'Ivrea
Arduino
2018-03-09 10:31:35 UTC
Permalink
Raw Message
Post by Arduino
L11 Luglio 1859 nel quadrilatero si affrontavano
210.000 Austriaci
160.000 Francesi
65.000 Piemontesi (Di cui 46.000 dell'esercito sabaudo, e 19.000
volontari arrivati un po' da tutta Italia.
Ai dati su elencati, se ne possono aggiungere altri: I Francesi avevano
artiglierie superiori con canna rigata che tiravano a sette chilometri,
mentre le piemontesi e austriache mediamente (a seconda i calibri)
sparavano a due chilometri e mezzo.
Quanto alla fucileria: Austriaci e francesi erano superiori ai piemontesi
i quali avevano i moderni fucili rigati con tiro utile di 6-700 metri
solo per i corpi speciali, come i bersaglieri, mentre i soldati di linea
avevano i vecchi moschetti con tiro utile di cento metri. Invece
austriaci e francesi disponevano dei moderni fucili per tutte le truppe.
Anche il fattore rivoluzionario non lasciava ben sperare: a differenza
che nel 1948, le città del Lombardoveneto non erano insorte. Inoltre,
volendo esaminare tutte le opzioni: Un'insurrezione generale non poteva
essere nei disegni di Cavour, essendo egli un moderato che non poteva
desiderare di incendiare l'Italia.
--
Arduino d'Ivrea
lume
2018-03-09 14:30:53 UTC
Permalink
Raw Message
Post by Arduino
L11 Luglio 1859 nel quadrilatero si affrontavano
210.000 Austriaci
160.000 Francesi
65.000 Piemontesi (Di cui 46.000 dell'esercito sabaudo, e 19.000
volontari arrivati un po' da tutta Italia.
Cavour si precipita come un forsennato per indurre il re e i generali a
non accettare l'armistizio firmato da Napoleone III e continuare la
guerra da soli, e non riuscendo, sdegnato si dimette.
Cosa sperava di ottenere? L'unico sbocco possibile sarebbe stato
l'annientamento del piccolo esercito piemontese.
Come mai un uomo saggio e intelligente come il conte di Cavour voleva
provocare un simile disastro?
Erano anni che Cavour lavorava per coinvolgere Napoleone III in quella che
si sarebbe poi chiamata IIa guerra d'indipendenza italiana e che
costituisce il capolavoro politico e diplomatico del nostro Camillo.
Cosi', quando con l'armistizio di Villafranca si vide tradito (e fregato)
da Napoleone III, che aveva paura di un intervento della Prussia ma che
imo non voleva nemmeno rafforzare cosi' tanto il suo vicino alleato,
Camillo perse letteralmente le staffe e litigo' con Vittorio Emauele II,
mandandolo a cagare (a dormire) e dicendogli che il vero re era lui e che
si facendo fregare.
Vero che il Panzini, nel suo "Il 1859", dice che addirittura Cavour avesse
proposto al Re di continuare la guerra da solo, ma secondo me non poteva
pensarlo veramente e credo sia una cosa detta in preda all'ira nel vedere
vanificato il proprio lavoro o piu' probabilmente un bluff all'indirizzo
di Napoleone III che forse, trovandosi di fronte un Re persuaso a
continuare la guerra da solo, avrebbe magari potuto ripensarci o almeno
non cedere le fortezze di Mantova e Peschiera, fondamentali per non
lasciare la lombardia indifesa.
In sintesi per me Cavour cerco' di ottenere anche in quella occasione
sfavorevole il massimo cercado di far leva sull'orgoglio di Vittorio
Emanuele II
Arduino
2018-03-09 19:48:03 UTC
Permalink
Raw Message
Post by lume
Erano anni che Cavour lavorava per coinvolgere Napoleone III in quella che
si sarebbe poi chiamata IIa guerra d'indipendenza italiana e che
costituisce il capolavoro politico e diplomatico del nostro Camillo.
Cosi', quando con l'armistizio di Villafranca si vide tradito (e fregato)
da Napoleone III, che aveva paura di un intervento della Prussia ma che
imo non voleva nemmeno rafforzare cosi' tanto il suo vicino alleato,
Camillo perse letteralmente le staffe e litigo' con Vittorio Emauele II,
mandandolo a cagare (a dormire) e dicendogli che il vero re era lui e che
si facendo fregare.
Vero che il Panzini, nel suo "Il 1859", dice che addirittura Cavour avesse
proposto al Re di continuare la guerra da solo, ma secondo me non poteva
pensarlo veramente e credo sia una cosa detta in preda all'ira nel vedere
vanificato il proprio lavoro o piu' probabilmente un bluff
all'indirizzo
Post by lume
di Napoleone III che forse, trovandosi di fronte un Re persuaso a
continuare la guerra da solo, avrebbe magari potuto ripensarci o almeno
non cedere le fortezze di Mantova e Peschiera, fondamentali per non
lasciare la lombardia indifesa.
In sintesi per me Cavour cerco' di ottenere anche in quella occasione
sfavorevole il massimo cercado di far leva sull'orgoglio di Vittorio
Emanuele II
I tuoi ragionamenti non sono del tutto peregrini.
Però Cavour non poteva sperare che Napoleone III rimangiasse la sua firma
per fargli un favore, Non poteva ignorare i rischi cui andava incontro
con la sua insistenza. Inoltre, la rinuncia era a una regione povera, la
Lombardia quasi raddoppiava la popolazione del regno sabaudo e quindi
potenzialmente il suo esercito, aveva fabbriche di Armi, il piccolo
Piemonte sarebbe divenuto una media potenza.
--
Arduino d'Ivrea
Maurizio Pistone
2018-03-10 08:54:54 UTC
Permalink
Raw Message
Post by Arduino
I tuoi ragionamenti non sono del tutto peregrini.
Però Cavour non poteva sperare che Napoleone III rimangiasse la sua firma
per fargli un favore, Non poteva ignorare i rischi cui andava incontro
con la sua insistenza. Inoltre, la rinuncia era a una regione povera, la
Lombardia quasi raddoppiava la popolazione del regno sabaudo e quindi
potenzialmente il suo esercito, aveva fabbriche di Armi, il piccolo
Piemonte sarebbe divenuto una media potenza.
ormai Cavour era pronto a cambiare cavallo, la valanga era partita e non
si sarebbe arrestata, le camicie rosse e i plebisciti di lì a poco
avrebbero dato al Piemonte molto di più di quello che Napoleone III
aveva promesso e solo in parte mantenuto
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
Arduino
2018-03-10 17:14:38 UTC
Permalink
Raw Message
Post by Maurizio Pistone
ormai Cavour era pronto a cambiare cavallo, la valanga era partita e non
si sarebbe arrestata, le camicie rosse e i plebisciti di lì a poco
avrebbero dato al Piemonte molto di più di quello che Napoleone III
aveva promesso e solo in parte mantenuto
Ma forse Sant'Antonio fece troppa Grazia.
Non credo che Cavour desiderasse allungare il Piemonte fino alla Sicilia,
perlomeno in così breve tempo.
--
Arduino d'Ivrea
lume
2018-03-10 15:21:56 UTC
Permalink
Raw Message
Post by Arduino
I tuoi ragionamenti non sono del tutto peregrini.
Però Cavour non poteva sperare che Napoleone III rimangiasse la sua firma
per fargli un favore, Non poteva ignorare i rischi cui andava incontro
con la sua insistenza. Inoltre, la rinuncia era a una regione povera, la
Lombardia quasi raddoppiava la popolazione del regno sabaudo e quindi
potenzialmente il suo esercito, aveva fabbriche di Armi, il piccolo
Piemonte sarebbe divenuto una media potenza.
Napo era fortemente osteggiato in patria per questa campagna, temeva (a
ragione) che la Prussia trovasse il pretesto per entrare in guerra, non
aveva ne' interesse a indebolire l'Austria, ne' a rafforzare troppo il
Piemonte, quindi no, che si rimangiasse la parola su un accordo di pace che
aveva gia' deciso, era da escludersi; ed era chiaro anche a Camillo, il
quale stava semplicemente cercando, come suo solito, di ottenere il massimo
dalla situazione diventata sfavorevole. Il bluff della minaccia di
continuare una guerra da solo forse poteva servire a portare a casa almeno
le fortezze di Mantova e Peschiera, giusto per non lasciare la porta della
Lombardia aperta. Cavour infatti sapeva che, una volta che i francesi
fossero tornati in patria, gli austriaci ancora alla finestra del Veneto
sarebbero stati difficili da scalzare. E infatti, per farlo, si dovette
cambiare cavallo (Prussia) grazia al quale, nonostante la sconfitta nella
III guerra d'indipendenza, si ottenne finalmente sto benedetto Veneto, ma
questa e' un'altra storia.
Arduino
2018-03-10 17:34:25 UTC
Permalink
Raw Message
Post by lume
Napo era fortemente osteggiato in patria per questa campagna, temeva (a
ragione) che la Prussia trovasse il pretesto per entrare in guerra, non
aveva ne' interesse a indebolire l'Austria, ne' a rafforzare troppo il
Piemonte, quindi no, che si rimangiasse la parola su un accordo di pace che
aveva gia' deciso, era da escludersi; ed era chiaro anche a Camillo, il
quale stava semplicemente cercando, come suo solito, di ottenere il massimo
dalla situazione diventata sfavorevole. Il bluff della minaccia di
continuare una guerra da solo forse poteva servire a portare a casa almeno
le fortezze di Mantova e Peschiera, giusto per non lasciare la porta della
Lombardia aperta. Cavour infatti sapeva che, una volta che i francesi
fossero tornati in patria, gli austriaci ancora alla finestra del Veneto
sarebbero stati difficili da scalzare. E infatti, per farlo, si dovette
cambiare cavallo (Prussia) grazia al quale, nonostante la sconfitta nella
III guerra d'indipendenza, si ottenne finalmente sto benedetto Veneto, ma
questa e' un'altra storia.
Su Napoleone hai ragione, la Prussia stava mobilitando 500.000 uomini, mentre
lui in patria ne aveva solo 100.000, se fosse scoppiata la guerra con qualche
pretesto, (ad esempio violazione del confine trentino da parte di
Garibaldini) per lui sarebbe stato un disastro. Ricordiamo che 11 anni dopo i
francesi furono sconfitti pur disponendo di tutto l'esercito.
Però come Bluff, il minacciare di continuare la guerra da soli, non credo
fosse troppo efficace, Anzi, sarebbe stata l'occasione per l'Austria di
sbranare il piccolo nemico italiano.
--
Arduino d'Ivrea
lume
2018-03-12 11:22:46 UTC
Permalink
Raw Message
Post by Arduino
Post by lume
Napo era fortemente osteggiato in patria per questa campagna, temeva (a
ragione) che la Prussia trovasse il pretesto per entrare in guerra, non
aveva ne' interesse a indebolire l'Austria, ne' a rafforzare troppo il
Piemonte, quindi no, che si rimangiasse la parola su un accordo di pace che
aveva gia' deciso, era da escludersi; ed era chiaro anche a Camillo, il
quale stava semplicemente cercando, come suo solito, di ottenere il massimo
dalla situazione diventata sfavorevole. Il bluff della minaccia di
continuare una guerra da solo forse poteva servire a portare a casa almeno
le fortezze di Mantova e Peschiera, giusto per non lasciare la porta della
Lombardia aperta. Cavour infatti sapeva che, una volta che i francesi
fossero tornati in patria, gli austriaci ancora alla finestra del Veneto
sarebbero stati difficili da scalzare. E infatti, per farlo, si dovette
cambiare cavallo (Prussia) grazia al quale, nonostante la sconfitta nella
III guerra d'indipendenza, si ottenne finalmente sto benedetto Veneto, ma
questa e' un'altra storia.
Su Napoleone hai ragione, la Prussia stava mobilitando 500.000 uomini, mentre
lui in patria ne aveva solo 100.000, se fosse scoppiata la guerra con qualche
pretesto, (ad esempio violazione del confine trentino da parte di
Garibaldini) per lui sarebbe stato un disastro. Ricordiamo che 11 anni dopo i
francesi furono sconfitti pur disponendo di tutto l'esercito.
Però come Bluff, il minacciare di continuare la guerra da soli, non credo
fosse troppo efficace, Anzi, sarebbe stata l'occasione per l'Austria di
sbranare il piccolo nemico italiano.
Per questo non penso che Camillo, per quanto arrabiato, volesse davvero
continuare la guerra da solo, cosa che poi non poteva nemmeno fare dato che il
suo re si era gia' convinto a firmare. E in questa occasione la sua insofferenza
(e il suo disprezzo) verso Vittorio Emanuele vengono allo scoperto: ci fosse
stato lui al tavolo, avrebbe ottenuto molto di piu', ma il fatto invece che
prima dovesse convincere il suo re credo foose per lui molto frustrante e snervante.
Arduino
2018-03-15 10:31:11 UTC
Permalink
Raw Message
Post by lume
Per questo non penso che Camillo, per quanto arrabiato, volesse davvero
continuare la guerra da solo, cosa che poi non poteva nemmeno fare dato che il
suo re si era gia' convinto a firmare. E in questa occasione la sua insofferenza
(e il suo disprezzo) verso Vittorio Emanuele vengono allo scoperto: ci fosse
stato lui al tavolo, avrebbe ottenuto molto di piu', ma il fatto invece che
prima dovesse convincere il suo re credo foose per lui molto frustrante e snervante.
Probabilmente hai ragione. Solo che a quel tavolo Cavour non poteva neppure
pensare di sedersi. Anzi, fra le richieste austriache, c'era quella della
sostituzione del capo del governo piemontese. Per cui non si può neppure
escludere che le dimissioni dello statista non fossero del tutto spontanee, e
che invece fossero dovute a una implicita o esplicita richiesta della corona.
Questo fra l'altro spiegherebbe più compiutamente la sua irritazione.
--
Arduino d'Ivrea
Loading...